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14/2009
Un piano strategico nazionale per salvare la chimica sarda. Riunione della Cisl regionale con il segretario confederale Gianni Baratta


Cagliari
– Un tavolo tecnico ministeriale per gestire l’attuale situazione del Petrolchimico di Porto Torres; un tavolo politico con Palazzo Chigi su un progetto nazionale di rilancio della chimica dove trovi un chiaro ruolo produttivo e strategico la Sardegna; sì al progetto di rilancio della filiera del cloro nell’isola che prevede il riavvio degli impianti con un nuovo imprenditore, il cavalier Fiorenzo Sartor, che dal 1° febbraio subentrerà a Ineos.
Sono questi i principali obiettivi operativi della Cisl sarda e della Femca regionale (chimici) per far ripartire la chimica sarda e per la salvaguardia degli attuali livelli occupativi.
Dell’emergenza chimica sarda si è discusso, martedì 20 gennaio, in un incontro tra la segreteria regionale della Cisl sarda, la Federazione regionale di categoria, il segretario Gianni Baratta, la federazione nazionale Femca, le rappresentanze dei territori di Sassari e del Sulcis-Iglesiente. Scopo della riunione: l’esame del problema del petrolchimico di Portotorres alla vigilia della ripresa delle attività, il primo febbraio prossimo, secondo quanto promesso dal Presidente del Consiglio Berlusconi.
«Sui primi due obiettivi – dice il segretario regionale Giovanni Matta - la Cisl chiederà il coinvolgimento delle altre sigle sindacali e della Regione che, in questa vicenda, si è distinta per il suo silenzio, l’assenza di strategia e di progettualità industriale. Dal 2003, infatti, le Giunte che si sono alternate alla guida della Regione non sono riuscite a far decollare l’Accordo di programma sulla chimica, dove ancora poco meno di 250 milioni di euro aspettano investimenti e iniziative imprenditoriali».
«La Regione, inspiegabilmente miope, è ben lontana – aggiunge il sindacalista - dal rendersi conto che la sopravvivenza di quel che resta dell’industria chimica sarda dipende soltanto dalla capacità progettuale e dal peso politico che la Sardegna saprà mettere in campo nei rapporti col Governo nazionale».
Con Palazzo Chigi, tuttavia, la Cisl punta a riattivare tutte le partite relative agli accordi di programma riguardanti anche altri settori economico-produttivi e a far decollare i nuovi comparti dell’aeronautica e della motonautica. Relativamente al Petrolchimico di Porto Torres, inoltre, la Cisl e la Femca aspettano, in vigilante attesa - pronti a far ripartire la mobilitazione (confermato lo sciopero del 13 febbraio) – l’attuazione degli impegni presi dal Presidente Berlusconi. Un incontro operativo in questa direzione è previsto nella giornata di giovedì 22 gennaio con l’Eni.
«Il tavolo politico col Governo per la messa a punto di un progetto nazionale sulla chimica, si rende necessario – spiega Matta - per la salvaguardia non solo del polo chimico del Nord Sardegna, ma anche per la ricollocazione strategica di Macchiareddu e Ottana, in un quadro regionale di sinergie produttive e funzionali tra i poli attualmente in funzione nell’isola. Il piano nazionale per la chimica è fondamentale non solo in difesa dell’esistente, ma anche per ridare fiato alla ricerca e agli investimenti, per il recupero ambientale e restituire concorrenzialità ai siti sardi».
Il rilancio della chimica è correlato anche alla politica energetica da attuare immediatamente nelle industrie del Sulcis-Iglesiente e, in prospettiva, attivando tutte le risorse alternative programmate o già avviate.

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