Cagliari – Creare un blocco di potere alternativo e sociale in contrapposizione a quello economico, che ha prodotto la grave crisi che stiamo vivendo. E’ questa la nuova sfida lanciata da Raffaele Bonanni, segretario generale confederale, che ha chiuso la prima mattina di lavori del 10° Congresso della Cisl sarda. Il sindacato ormai vede ampliarsi i campi di intervento e d’interesse, creati da una crisi economica sempre più profonda e da un disagio sociale che salva ben pochi. Non esiste un’unica ricetta, valida per tutti. «Anche in questi momenti difficili – ha spiegato Bonanni al Congresso sardo – ci siamo mossi controcorrente, all’insegna della responsabilità che da sempre ci accompagna. Non abbiamo assecondato le derive plebiscitarie e velleitarie che segnano, da troppo tempo, la vita economica e sociale italiana». Il riferimento è alla Cgil « che ha rifiutato l’accordo con tutti: imprenditori, governo e altri sindacati». Di fronte a una crisi delle dimensioni prodotte dallo tsunami finanziario, per il sindacato di via Po è necessario cercare una nuova politicaeconomica con al centro il lavoro: «penso ad un ruolo e a un peso maggiori dei lavoratori nei processi produttivi», ha aggiunto Bonanni.
|