Cagliari – –“Persona, famiglia, diritti, lavoro, sviluppo. La Cisl per una Sardegna che cambia”. Lo slogan, scelto dalla Cisl per caratterizzare le direttrici dell’impegno sindacale dell’organizzazione di via Ancona nel prossimo anni, è stato il filo rosso della relazione di Mario Medde. Un intervento di oltre 90 minuti ( quasi 50 cartelle di testo) articolato nei seguenti 20 paragrafi: percorso del decimo congresso, servizi Cisl, adeguamento del modello organizzativo, crisi internazionale, proposta anticrisi della Cisl, nuovo modello di sindacalismo europeo e mondiale, crisi in Italia e proposte del sindacato, patto per il Mezzogiorno e lo sviluppo delle isole, Sardegna e Mediterraneo, democrazia partecipata, partecipazione del sindacato alla programmazione dello sviluppo in Sardegna, oltre l’autonomia, rilanciare la politica come mediazione, Sardegna ed Europa, federalismo cooperativo e solidale, oltre il federalismo fiscale, nuovo statuto specialee nuova legge statutaria, criticità del sistema Sardegna, una società di libertà giustizia ed equità, temi dell’iniziativa vertenziale della Cisl dal 2005 al 2009, principali direttrici di marcia per un new deal della Sardegna, nuovo patto dei sardi sui principi della carta di Zuri, politiche per la famiglia, i giovani e gli anziani;una task force per contrastare la crisi, una finanziaria veloce, alcune scelte per lo sviluppo e la crescita economica, rapporti unitari con Cgil e Uil.
Sulle questioni più strategiche e attinenti alle politiche dello sviluppo, Mario Medde ha indicato le iniziative che la CISL sarda ritiene indispensabili:
- l'apertura di un confronto a Palazzo Chigi tra Stato - Regione e Sindacati per un accordo di programma quadro che promuova il rilancio dell’industria e delle attività produttive nell’Isola;
- una strategia di politica industriale a sostegno delle piccole e medie imprese e di quelle artigiane;
- un programma di interventi pluriennali a favore dell’agricoltura e della pastorizia, in armonizzazione con la regolamentazione comunitaria;
- una riforma della formazione professionale e del diritto allo studio;
- nuove norme sulla conservazione, valorizzazione e fruizione dell’ambiente;
- un piano straordinario di riequilibrio e sviluppo per le aree interne dell’isola;
- un intervento pluriennale a favore del miglioramento delle condizioni di vita e di valorizzazione delle aree degradate delle città.
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