Cagliari – Le Associazioni della «Carta di Zuri» sono state sentite in audizione dalla Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Sardegna sulla manovra finanziaria e di bilancio, relativamente al tema che rappresenta l’ambito di interesse e di intervento della «Carta di Zuri»: la lotta alla povertà e per un lavoro e una vita dignitosa.
Nel comunicare ai componenti della Commissione l’iniziativa che la «Carta di Zuri» terrà il 16 maggio a La Maddalena, per discutere sui principi e sulle misure necessarie a contrastare il fenomeno delle povertà in Sardegna, nel Paese e nel Mondo, le Associazioni hanno evidenziato l’urgenza di alcuni interventi indispensabili ad una strategia di immediato contenimento delle povertà attraverso:
- un piano di lotta alla povertà in previsione dell’anno europeo a ciò finalizzato;
- il fondo etico di garanzia a favore delle famiglie non in grado di garantire un indebitamento per cause eccezionali;
- il reddito di cittadinanza e l’incremento delle risorse nel bilancio regionale;
- un sistema regionale di ammortizzatori sociali, integrativo di quello nazionale;
- un sostegno all’attuazione di contratti di solidarietà;
- un piano straordinario per il lavoro;
- l’avvio dell’Osservatorio sulle povertà con il concorso dell’associazionismo.
Le Associazioni della «Carta di Zuri» ritengono indispensabile una fase di grande mobilitazione e di proposta per un lavoro e una vita dignitosa e contro le povertà in una fase tra le più difficili della storia autonomistica della Sardegna. Infatti, è bene sempre sottolineare che nell’Isola quasi 400 mila persone si trovano al di sotto della soglia di povertà e che l’utilizzo della cassa integrazione è aumentato vertiginosamente per le note vicende della crisi produttiva.
Ma, un altro dato che attesta il livello di difficoltà della società sarda è dato dal grado di indebitamento delle famiglie che negli ultimi dieci anni è notevolmente aumentato, come riporta anche la Banca d’Italia, il rapporto tra i debiti dei residenti in Sardegna nei confronti delle banche e degli altri intermediari finanziari non bancari e il reddito disponibile netto è passato da meno del 22 per cento del 1998 al 42,7 per cento nel 2007. Dal 1998 al 2007 i prestiti delle banche al netto delle sofferenze concessi alle famiglie residenti in Sardegna sono passati da 2.933 a 7.743 milioni di euro, con un incremento medio annuo dell’11,4 per cento; i finanziamenti non bancari sono aumentati da 589 a 1.827 milioni di euro; la variazione è stata pari al 13,4 per cento in media all’anno. L’espansione complessiva dell’indebitamento ha riguardato i mutui immobiliari e il credito al consumo.
Anche se viene sottolineato che il crescente peso dei debiti finanziari non ha comportato un deterioramento delle capacità delle famiglie di far fronte agli impegni, si è comunque di fronte ad una esposizione delle famiglie che attesta una difficoltà che viene poi pagata nella gestione quotidiana del reddito familiare, soprattutto nelle ultime due settimane del mese.
Questi dati attestano ancora di più l’urgenza di interventi a favore del reddito familiare e di quanti si trovano in condizioni di difficoltà, soprattutto a causa della perdita del lavoro.
In questa direzione va appunto l’impegno delle Associazioni della «Carta di Zuri» e la richiesta alla Regione Sardegna di spendere presto e bene le risorse finanziarie in bilancio e, in primo luogo, i residui passivi che rappresentano uno scandalo.
|