Cagliari– Un patto istituzioni-sindacato-impresa per far uscire la Sardegna dalla palude di una crisi economica locale divenuta devastante dopo il terremoto finanziario internazionale. La Cisl sarda formalizzerà questa proposta durante i lavori del 10 Congresso regionale che si apriranno lunedì 20 aprile a Quartu S.E., presente Raffaele Bonanni.
Nonostante si sforzi a inforcare gli occhiali rosa, il segretario generale Mario Medde, negli ultimi 4 anni non trova nessun segnale positivo nel cammino compiuto dall’isola. «Sono cambiati in negativo – dice - gli indicatori sociali ed economici, ai quali il sindacato deve obbligatoriamente guardare. L’Istat ha registrato che nel quarto trimestre 2008 i disoccupati sono 89.000, ai quali dobbiamo aggiungere altre 117 mila persone disponibili a lavorare, finite nella schiera degli scoraggiati. Il 22,9% delle famiglie sarde è povera. Tra il 2004 e il 2008 gli occupati nell’industria sono diminuiti di 13 mila unità, è aumentato il grado di indebitamento delle famiglie, la cassa integrazione nel primo trimestre 2009 registra un +83% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, molti siti industriali sono devastati dalla crisi. Per quanti sforzi faccia non riesco a trovare una voce attiva».
Una situazione che non può continuare e richiede interventi immediati.
«Il primo segnale da dare – aggiunge Medde - è far ritornare la speranza di un cambiamento in meglio delle condizioni di vita e di lavoro. Bisogna far capire ai sardi che è possibile far crescere l’economia, quindi aumentare i posti di lavoro soprattutto per i giovani».
Come?
Con un nuovo patto sociale tra istituzioni, sindacato e imprese. Ciascuno metterà sul tavolo davanti ai sardi, con la massima generosità e apertura, il meglio di cui è capace».
Ci sono le condizioni per stipulare questo patto solenne?
«Credo proprio di sì. Ci sono state da poco le elezioni. La coalizione vincente ha più volte annunciato grandi cambiamenti con il contributo delle forze sociali ed economiche. Nei prossimi due –tre mesi vedremo le carte degli impegni e delle promesse, la misura della volontà politica, la direttrice di marcia che il governo della regione intende seguire. La Cisl deciderà di conseguenza. Secondo noi ci sono le condizioni per cambiare strada e dare un segnale positivo per il futuro».
Che cosa il sindacato chiede alla politica regionale?
«Occupazione, crescita economica, tutele sociali. Per noi sono gli obiettivi fondamentali da perseguire e sono tanto chiari e urgenti da non ammettere molte divagazioni sul tema: le scelte sono quasi obbligate. Che si facciano, dunque, e anche presto perché la variabile tempo non è indifferente in questa situazione drammatica. La crisi internazionale può avere effetti molto gravi su un organismo debilitato».
La Regione ha predisposto un disegno di legge Finanziaria 2009 che accoglie molte indicazioni di Cgil, Cisl e Uil.
«E’ vero. Quel che conta è che in fase di attuazione il governo regionale non pensi di essere autoreferenziale. Quanto chiesto dal sindacato e inserito nel DDL in materia di tutela del reddito, contrasto della povertà, incentivi al lavoro, sarà utile ed efficace se in fase di attuazione e gestione verranno coinvolte le parti economiche e sociali, e se le risorse finanziarie saranno incrementate alla luce degli effetti moltiplicatori indotti dalla crisi».
In concreto…
«Una task force sulla crisi dovrebbe consentire, già dalle prossime settimane, di attivare gli interventi necessari ad accelerare la spesa, con un monitoraggio costante dello stato di attuazione delle strategie».
Le prime importanti risposte Mario Medde e il congresso potranno averle già lunedì pomeriggio, quando ai lavori congressuali interverrà il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci.
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