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116/2009
La Finanziaria Regionale 2009 può diventare il primo tassello di un generale rafforzamento del sistema di protezione sociale


Cagliari– Secondo l’Istat sono 89.000 le persone in cerca di occupazione nel 4° trimestre 2008. A queste si devono però aggiungere altre 117.00 unità disponibili a lavorare e che rientrano nel fenomeno dello scoraggiamento. Un totale, dunque, di 206.000 persone che rappresentano i disoccupati reali dell’Isola. Stanno qui, oltre che nel mondo del precariato e dei cassintegrati, le cause della povertà materiale della Sardegna, che riguarda il 22,9% delle famiglie.
Le proposte del sindacato sardo per un sistema regionale di protezione sociale, rafforzativo di quello nazionale, guardano al mondo del lavoro e agli anziani con pensioni e redditi bassi.
In questo contesto assume grande rilevanza quanto inserito nella Finanziaria approvata dalla Giunta regionale su famiglia, non autosufficienza, misure di contrasto alla povertà, fondo etico di garanzia, contratti di solidarietà, valorizzazione delle risorse umane e formazione, incentivi in conto occupazione.
«Varato il DDL sulla Finanziaria regionale dalla Giunta regionale e approvato dal Consiglio, la CISL – fa sapere la segreteria regionale - attende dalla Regione la realizzazione di due impegni concreti: 1) entro la fine di maggio la messa a punto del complesso di norme e regolamenti necessari a rendere immediatamente attuabili i provvedimenti previsti dalla Finanziaria concordati con il contributo delle parti sociali; 2) dar seguito al rafforzamento del sistema regionale di protezione sociale, avviato con la Finanziaria, per venire incontro alle difficoltà e ai problemi posti da una crisi industriale produttiva senza precedenti».
Dopo la formazione della Giunta-Cappellacci, la CISL aveva chiaramente affermato che la «variabile tempo» non sarebbe stata ininfluente ai fini della capacità dell’Esecutivo di viale Trento di aggredire la crisi economico-sociale isolana.
Un giudizio che il sindacato conferma, «unitamente alla necessità di costruire una rete normativa sulla base delle specificità del mercato del lavoro locale, e calibrata sulle esigenze derivanti dalla crisi di un modello industriale che ormai necessita di essere rivisitato».
Infatti, all’universalità dei diritti fanno ormai riscontro competenze regionali e locali e principi, pure essi fondamentali, che è necessario attuare tenendo conto della sussidiarietà e della diversità territoriale e categoriale.
Per questi motivi, quanto proposto dal sindacato per la manovra finanziaria e di bilancio del 2009 della regione Sardegna rappresenta un passo in avanti importante verso un ulteriore rafforzamento dei diritti sociali, anche a livello regionale.
«A condizione – fa sapere la Cisl - che le proposte inserite in Finanziaria diventino immediatamente operative attraverso la regolamentazione dei provvedimenti, la congruità delle risorse necessarie e una gestione che, in fase di attuazione, si rapporti ai soggetti interessati, in primo luogo gli enti locali, le famiglie e le rappresentanze sociali».
Il federalismo imminente richiede, infatti, una rivoluzione copernicana anche nella costruzione e gestione del sistema di tutela sociale: non più solo lo Stato che assiste e costruisce il benessere, ma anche la Regione, gli enti locali e le società che contribuiscono a definire un sistema regionale di protezione sociale, attraverso la competenza, l’efficacia e l’efficienza delle istituzioni e l’apporto costante delle parti sociali e del volontariato.
Quel che il sindacato propone sono norme da rendere immediatamente operative e contestualmente una pratica della sussidiarietà verticale, che dà più spazio a regioni ed enti locali, ed orizzontale con protagonismo del privato sociale.
In questo contesto assume grande rilevanza quanto inserito nella Finanziaria su famiglia, non autosufficienza, misure di contrasto alla povertà, fondo etico di garanzia, contratti di solidarietà e valorizzazione delle risorse umane.

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