Cagliari– La CISL sarda propone alla Giunta regionale l’avvio di un immediato confronto per rilanciare la crescita economica nell’Isola, in particolare le attività produttive, e per attutire l’impatto della crisi sui lavoratori e sui cittadini.
Non c’è, infatti, tempo da perdere. La situazione delle attività produttive dell’industria è difficilissima. Si tratta di governare le molteplici crisi aziendali collocandole in una strategia di nuova politica industriale.
«La crisi economica e sociale – dice la segreteria regionale Cisl - ci sfida sul versante dell’innovazione di processo e di prodotto e su quello della difesa del tessuto produttivo esistente; ma entrambe le direttrici necessitano di un’immediata iniziativa e di misure e interventi in direzione del sostegno alle imprese e al reddito delle famiglie e dei lavoratori».
Le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo sardo vanno discusse da subito in un tavolo che veda insieme Regione, sindacato, imprese, enti locali, università e centri di ricerca.
La definizione di una strategia per rilanciare l’economia e le attività produttive nell’Isola per il sindacato necessitano, infatti, di grande condivisione e, insieme, di tempi rapidissimi nell’esecutività delle misure e degli interventi.
Vietato ragionare, data la dimensione della crisi, in termini di mesi, ma è obbligatorio pensare e decidere in poche settimane
Le direttrici di marcia che la CISL propone all’attenzione della Giunta regionale sono le seguenti:
- definizione, in concomitanza con l’approvazione della manovra finanziaria e di bilancio, di una strategia di politica industriale da parte della Regione Sardegna;
- riapertura immediata del confronto Stato-Regione-parti sociali a Roma presso la Presidenza del Consiglio;
- accordo di programma quadro (Intesa Istituzionale di Programma) per rilanciare l’industria e le attività produttive in Sardegna, attraverso il concorso e l’apporto di Stato e Regione;
- impegno dello Stato di rilanciare l’attività industriale con interventi specifici a favore dell’agroalimentare, del tessile, dell’aerospaziale, della nautica, delle infrastrutturazioni materiali e immateriali. Nei siti interessati da interventi di risanamento è indispensabile specificare gli interventi e le risorse finanziarie utili alle bonifiche ambientali. Il rafforzamento dei siti industriali sardi deve avvalersi, inoltre, del coinvolgimento delle partecipate dello Stato quali ad esempio la Finmeccanica, e altre.;
- rispetto e totale attuazione degli Accordi di Programma già sottoscritti relativi alla chimica e all’energia;
- avvio di un confronto con l’Unione Europea per la definizione della partita energetica e per potenziare gli investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali.
L’urgenza del percorso viene rafforzato anche dagli ultimi dati ISTAT sul mercato del lavoro e relativi al 4° trimestre 2008 attestanti un tasso di disoccupazione del 13,3% rispetto all’11,2% dello stesso periodo del 2007 e al 10,6% del 4° trimestre 2006.
Il tasso di attività registra il 58,1%, minimo storico degli ultimi cinque anni.
Gli occupati nel 4° trimestre risultano essere 583.000. Per riscontrare una cifra così bassa bisogna risalire al 1° trimestre del 2004.
Il settore industriale ha perso, nel 4° trimestre 2008, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 20.000 unità occupate, di cui 10.000 nelle costruzioni e il resto nell’industria in senso stretto.
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