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104/2009
Finanziaria 2009/2. Le proposte sindacali


Cagliari– Le segreterie regionali all’inizio del confronto con la Giunta regionale sulla manovra finanziaria e di bilancio per il 2009 avevano subito indicato come intendevano muoversi nella trattativa: bene la disponibilità manifestata dalla Giunta a un confronto costante e continuo con il sindacato, ma superare la fase di interlocuzione con il recepimento, da parte dell’Esecutivo regionale, dei punti più significativi delle proposte presentate da Cgil Cisl Uil.

«L’attuale fase economica e sociale, caratterizzata da un aumento del tasso di disoccupazione e dall’incremento delle vecchie e nuove povertà, da una crisi senza precedenti del tessuto industriale e produttivo, necessita, proprio a partire dalla Finanziaria – avevano detto i segretari generali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca - di risposte immediate alle diverse emergenze che rischiano, se non affrontate immediatamente, di incancrenirsi e di produrre ulteriori effetti negativi nell’economia e nella società sarda».

La Finanziaria regionale doveva pertanto contenere le risorse necessarie, gli strumenti e le misure adeguate a contrastare la disoccupazione, la precarietà del lavoro e le povertà, ma anche per interventi più strutturali. Come mettere a disposizione dei Comuni le risorse più adeguate per creare nel più breve tempo possibile il maggior numero di occasioni di lavoro (cantieri comunali, progetti straordinari di forestazione, bonifica di siti inquinati, ecc.); un programma straordinario di edilizia abitativa per l’anno 2009; un reale diritto allo studio attraverso un assegno di studio agli studenti fuori sede; riconferma con modifiche e adeguamenti della misura Master & Back; potenziare lo stanziamento per combattere la dispersione scolastica.

L’adeguamento delle risorse e l’individuazione degli strumenti per il sindacato dovevano riguardare gli incentivi all’occupazione e il relativo sostegno alle imprese, uno stanziamento di risorse adeguate per il reddito di cittadinanza, in grado di intervenire così a favore delle famiglie in stato di povertà, un incremento dello stanziamento per la non autosufficienza e le famiglie, l’istituzione di un sistema regionale di ammortizzatori sociali che intervengano anche a favore dei lavoratori esclusi dalla normativa nazionale, il sostegno ai contratti di solidarietà con interventi specifici per le imprese e i lavoratori, l’attuazione dell’Osservatorio sulle povertà e interventi a favore del micro credito per le fasce più povere e deboli, istituzione dell’albo regionale dei mediatori culturali e misure a sostegno dell’inclusione sociale ed economica degli immigrati, un piano straordinario di formazione professionale, sia per quel che concerne l’entità delle risorse, sia per quel che riguarda i tempi di attuazione, stabilizzazione dei lavoratori della formazione professionale di cui alla Legge regionale 47/79.

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