Cagliari– La Giunta regionale ha approvato, nella seduta di giovedì 26 marzo, il disegno di legge sulla Finanziaria 2009. Nel ddl, che dovrà andare per l’approvazione definitiva, in Consiglio regionale figurano molte proposte e richieste sindacali di notevole valenza politica. Al punto che il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, ha commentato: «Dal confronto Sindacati-Giunta potrebbe scaturire, se approvata dal Consiglio regionale, una Finanziaria per il 2009 che prefigura un sistema di sicurezza sociale regionale più forte e attento ai problemi dei lavoratori, dei precari e degli anziani. Sono state accolte, infatti, alcune proposte istitutive di nuovi strumenti e opportunità, che rappresentano un importante passo in avanti per attutire l’impatto negativo della crisi e difendere il reddito delle categorie sociali più svantaggiate».
La futura Finanziaria, infatti, prevede un sistema di ammortizzatori sociali, integrativo di quello nazionale, a favore dei lavoratori e precari che non beneficiano della normativa statale, un sostegno ai contratti di solidarietà, con interventi per le imprese e i lavoratori: si tratta di uno strumento che difende i livelli occupazionali in una fase di crisi transitoria per l’azienda. Altro punto rilevante per il sindacato, l’istituzione di un regime di aiuto e sostegno a favore dell’occupazione e di un fondo di garanzia per le fasce più deboli non in grado di sopportare un indebitamento da prestito bancario. Dopo quasi tre anni dalla sua istituzione, la prossima Finanziaria dedica una specifica posta di bilancio per avviare l’attività dell’Osservatorio sulle povertà. Coronata positivamente anche una lunga battaglia sostenuta dalla Cisl sarda, quellacioè di estendere gli interventi finanziari anche a favore delle famiglie che hanno cura di un non autosufficiente. In Sardegna - dove i legami familiari sono particolarmente forti e l’istituzionalizzazione dei malati non autosufficienti, specialmente genitori, figli e parenti stretti, è l’extrema ratio cui si ricorre solamente nel caso di gravi patologie – sono centinaia le persone che assistono a tempo pieno un proprio familiare, quindi impossibilitate a lavorare, ad avere un reddito autonomo, perciò scoperte contributivamente. Una norma della Finanziaria prevede che la Regione versi all’Inps i contributi per attivare una copertura previdenziale per questi «samaritani» a tempo pieno. Tra i capitoli del ddl anche l’incremento dello stanziamento per interventi a favore dei ceti sociali più poveri (reddito di cittadinanza); un piano straordinario per la formazione professionale e per lo sviluppo delle risorse umane con uno stanziamento valutato in 100 milioni di euro; l’incremento degli stanziamenti per i cantieri comunali a favore delle categorie più deboli del mercato del lavoro.
Si è di fronte, dunque, a nuovi strumenti e opportunità da regolamentare, che necessitano ancora di un costante confronto tra Regione e Sindacati. Un confronto da sviluppare al più presto - dopo l’approvazione della manovra Finanziaria - per definire modalità e tempi di attuazione.
«Quanto proposto dal sindacato per la manovra finanziaria e di bilancio del 2009 della regione Sardegna rappresenta – dice Medde - un passo in avanti importante verso un’ulteriore rafforzamento dei diritti sociali, anche a livello regionale». Condizione necessaria è che le proposte inserite in Finanziaria diventino immediatamente operative attraverso la regolamentazione dei provvedimenti, la congruità delle risorse necessarie e una gestione che. in fase di attuazione, si rapporti ai soggetti interessati, in primo luogo gli enti locali, le famiglie e le rappresentanze sociali.
«Il federalismo imminente – aggiunge Medde - richiede una rivoluzione copernicana anche nella costruzione e gestione del sistema di tutela sociale: non più solo lo Stato che assiste e costruisce il benessere, ma anche la Regione, gli EE.LL e le società che contribuiscono a definire un sistema regionale di protezione sociale, attraverso la competenza, l’efficacia e l’efficienza delle istituzioni e l’apporto costante delle parti sociali e del volontariato». |