ANNO XXVII - NUMERO 39
21 dicembre 2009
dies 383
Comitato
Esecutivo della Cisl sarda per una mobilitazione unitaria contro disoccupazione
e povertà
dies 384
Non
autosufficienti (legge 162/98).
dies 385
Bancari Cisl.
Bilancio di un anno Fiba
dies 386
Siglato un
accordo per differire di un mese i termini della mobilità per i lavoratori.
Dichiarazione del segretario della Cisl di Cagliari, Mimmo Contu
dies 387
I sindacati
accentuano la mobilitazione per il rinnovo contratto sanità privata
dies 388
Mobilitazione dell’isola: il
senatore Giuseppe Pisanu scrive a Mario Medde: «
dies 389
Confronto dibattito su lavoro, sviluppo
e autogoverno nella Sardegna post-autonomistica. Nota delle segreterie
regionali Cgil Cisl Uil
Comitato
Esecutivo della Cisl sarda per una mobilitazione unitaria contro disoccupazione
e povertà (dies 383/2009)
Cagliari - Un tasso di
disoccupazione al 12,7% e con 212 mila disoccupati, compreso il fenomeno dello
scoraggiamento, e una crisi industriale che ha finora prodotto un numero di
cassa integrati e di lavoratori in mobilità, con un incremento del 400%
rispetto all’anno precedente, sono la punta dell’iceberg di una emergenza
economica e sociale senza precedenti nell’Isola. Non solo perché la vastità del
fenomeno povertà e disoccupazione ha portato al collasso il sistema Sardegna,
ma anche perché non si vede all’orizzonte quel cambiamento in grado di dare
speranza alle migliaia di giovani disoccupati (oltre il 30% il tasso di
disoccupazione giovanile), ai precari e agli anziani con un reddito inadeguato
e con il rischio di perdere le tutele del fondo per la non autosufficienza.
È dunque indispensabile riaprire il confronto Stato-Regione
sia sulle emergenze produttive e industriali, sia sull’Intesa Istituzionale di
Programma per garantire nuove strategie e opportunità in grado di fronteggiare
la crisi.
È quanto emerso nel corso del Comitato Esecutivo della Cisl
sarda, riunitosi il 18 dicembre a Tramatza, che ha dibattuto sulla relazione
del segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, incentrata sui problemi
della crisi economica e sociale dell’Isola e sulle strategie necessarie a
concretizzare un profondo cambiamento delle condizioni di vita e di lavoro dei
sardi.
Sia la relazione che il dibattito hanno sottolineato
l’urgenza di un nuovo Piano di Rinascita e dell’apporto dello Stato e
dell’Unione europea per sostenere la crescita economica, un nuovo modello di
sviluppo e la promozione di lavoro nell’Isola.
In questa direzione, ancora una volta,
Pertanto
La mobilitazione dei lavoratori e dei pensionati sardi è
dunque condizione indispensabile per dare forza ai contenuti e agli obiettivi
di un new-deal dell’Isola.
Il documento dell’assemblea delle rappresentanze del popolo sardo
rappresenta un contributo importante per il confronto con
Non
autosufficienti (legge 162/98).
Cagliari – La segretaria regionale
della Cisl, Oriana Putzolu, nei giorni scorsi ha scritto una lettera al
Presidente della regione, Ugo Cappellacci, per richiamarne l’attenzione sul
problema della disabilità grave (legge 162/98).
«
La materia avrebbe meritato – secondo la sindacalista - un po’ più di
riflessione da parte della Regione, soprattutto in fase di predisposizione
della Finanziaria.
«Era, infatti, noto all’Assessore competente dell’Igiene e Sanità che
il numero dei richiedenti i benefici della legge 162/1998 è in progressione quasi geometrica: 1.648 nel 2002
diventati 28.351 nel 2009, con aumenti annuali dell’ordine di 3.000/4.000
richieste. Nonostante ciò - aggiunge
Bancari Cisl.
Bilancio di un anno Fiba (dies
385/2009)
Cagliari - Presso la sala convegni “Su
Soi” di Nurachi (OR) si sono svolti i lavori del Consiglio Regionale della Fiba
Sardegna alla presenza dei dirigenti della Fiba nazionale Pierluigi Ledda e
Mario Mocci. Presidente della riunione è stata eletta Alessandra Agnesa,
segretaria Rsa della Banca di Credito Sardo e componente della segreteria
territoriale Fiba di Cagliari..
Nella breve comunicazione introduttiva il segretario
regionale Tonino Usai ha illustrato le attività svolte dalla Fiba regionale dal
congresso ad oggi, tra cui l'importante
convegno «Diamo Credito alla Sardegna» svoltosi a Cagliari lo scorso 29
settembre, che ha visto la partecipazione tra gli altri dei segretari nazionali
Anna Maria Furlan e Giuseppe Gallo, dell'Assessore al Bilancio della Regione
Sarda Giorgio Giorgio
Negli scorsi mesi inoltre sono state realizzate
diverse iniziative: un incontro con le segreterie territoriali per programmare
l'attività formativa del quadriennio; un corso di formazione sulla contabilità
e sull'anagrafe; un corso di formazione in preparazione al concorso del Monte
dei Paschi di Siena; l'assemblea/convegno svoltasi a Nuoro il 5 novembre scorso
dal titolo «Mani in Alto!», dedicata all'emergenza rapine nella nostra isola,
che ha visto la partecipazione dell'Abi Nazionale, del vicequestore di Nuoro
Fabrizio Mustaro, del viceprefetto Gianni De Angelis, del segretario della Cisl
di Nuoro Ignazio Ganga e del segretario nazionale Fiba Alessandro Spaggiari.
La relazione sulla situazione politico/sindacale è
stata presentata da Pierluigi Ledda che, partendo dalla crisi internazionale,
ha evidenziato le difficoltà del settore finanziario e le problematiche
relative ai rinnovi dei contratti nazionali del comparto assicurativo e di
quello del credito.
Un articolato dibattito ha contribuito ad aumentare
la consapevolezza delle difficoltà che attraversa il mondo della finanza e la
necessità che il sindacato sia sempre più attento alle esigenze e alle
difficoltà che i lavoratori vivono negli ambienti di lavoro.
Inpredil.
Siglato un accordo per differire di un mese i termini della mobilità per i
lavoratori. Dichiarazione del segretario della Cisl di Cagliari, Mimmo Contu (dies 386/2009)
Cagliari - «Rispetto a 20 giorni fa,
all’Inpredil lo scenario si è positivamente modificato, perché si sono
determinate condizioni positive, attraverso dei passaggi istituzionali con
l'Assessorato all'Industria e
«Diamo atto, in particolare al capo di Gabinetto
dell'Assessorato all'Industria, di aver dimostrato molta attenzione e
competenza per favorire un percorso, atto a scongiurare una serrata della
Inpredil, attraverso il fallimento. Si va ora – ha detto Contu - verso un
possibile concordato preventivo per poter attirare successivamente l'interesse
di altri soggetti imprenditoriali ad impegnarsi in una fase di rilancio. L'aver
concordato una proroga di trenta giorni della produzione, con il minimo tecnico
produttivo, con l'utilizzo a rotazione del monte ferie, consente di guadagnare
tempo prezioso per capire meglio lo scenario generale e tenere ancora viva
l'azienda e le sue produzioni».
Cisl e Cgil hanno chiesto e ottenuto che questa
vertenza sia collocata nel tavolo generale di crisi in capo all'Assessorato
alla Programmazione e alla Presidenza Regionale, perché si tratta di questione importante per il tessuto
produttivo del territorio e non va certo considerata una vertenza di serie B.
«Occorre reagire alle continue emergenze che
affliggono la nostra provincia – ha concluso Contu - che indeboliscono il
nostro apparato produttivo: tante piccole e grandi aziende (basti ricordare
l’Unilever) hanno chiuso senza suscitare l’indignazione della popolazione e
delle istituzioni e senza vedere un intervento deciso dell’istituzione
regionale».
I sindacati accentuano la mobilitazione per il rinnovo contratto sanità privata (dies 387/2009)
Cagliari – Accelerare la firma dei
pre-contratti nazionali e di eventuali intese regionali finalizzate a favorire
l’applicazione dei pre-contratti nazionali in tutte le realtà dove è possibile
e «mettere in mora tutti gli Assessori alla salute» che non hanno ancora assunto nessuna decisione nei confronti
delle AIOP regionali inadempienti, assumendo specifiche iniziative pubbliche e
determinate. Sono queste le iniziative che il sindacato nazionale dei
lavoratori della sanità intende attuare per accelerare il rinnovo del contratto
di lavoro della sanità privata.
«Il tempo è scaduto – si legge in una nota dei
segretari nazionali di categoria - ora dobbiamo chiedere conto alla politica e
ai gestori che finanziano questa sanità privata, chiediamo adesso e non domani
una risposta per quei lavoratori che aspettano il rinnovo contrattuale da
quattro anni, non aspettiamo le feste natalizie vogliamo ora un risposta.
Questa strategia peraltro finora ci ha permesso di raggiungere importanti
risultati in alcune realtà regionali ed ha permesso di aprire in questi giorni
il confronto in altre due regioni».
Mobilitazione dell’isola: il
senatore Giuseppe Pisanu scrive a Mario Medde: «
Cagliari – Il 17 dicembre 2010 le
segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil hanno realizzato il secondo atto del
programma di mobilitazione messo a punto per sensibilizzare le forze sociali,
imprenditoriali e istituzionali sui problemi dell’emergenza Sardegna e sulla
necessità di ammodernare l’isola a tutti i livelli, con il ricorso anche a
modifiche delle sue leggi fondamentali. Al convegno hanno partecipato con i
segretari regionali Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca
(Uil), il segretario del Pd, Silvio Lai, il direttore dell’Anci Sardegna,
Umberto Oppus, e l’economista Beniamino Moro. Assente il presidente della
Commissione Antimafia, il senatore Giuseppe Pisanu, che ha inviato al
segretario generale Cisl, la nota seguente:
Caro
Mario,
l'influenza
di stagione mi impedisce, purtroppo, di raggiungervi a Cagliari: me ne dolgo
molto e Ti prego di giustificarmi con tutti gli amici che partecipano alla
riunione.
Ho
letto, a suo tempo, il documento preparatorio e ho seguito, seppure a distanza,
l'assemblea del 30 novembre. Condivido in buona parte i
contenuti del documento e totalmente la forte ispirazione unitaria che lo
guida.
L'uscita
dalla recessione generale sarà lunga, incerta e faticosa per tutta l'Italia, ma
specialmente per le regioni e le categorie sociali più deboli. E chi oggi è più
debole di noi?
Per quel
che ricordo degli ultimi cinquanta anni di vita politica sarda, io non ho mai
visto affollarsi tanti disagi in una sola volta.
Mai, se
si esclude il settore turistico, la nostra intera economia ha dovuto affrontare
prove così dure. Mai, la voce dei sardi à stata così flebile in tutti i grandi centri di decisione politica, economica e sociale.
Mai abbiamo visto dileguarsi
così rapidamente tante opportunità esterne di sviluppo: penso all'uscita
dall'obiettivo Uno dell'Unione Europea; penso all'inevitabile riduzione dei
trasferimenti dal bilancio dello Stato a quello regionale; penso (perché non
dirlo?) al vento del Nord che soffia qui a Roma, convogliando in quella
direzione gran parte delle risorse disponibili e, in particolare, della
cosiddetta«spesa pubblica allargata destinata allo sviluppo».
E' dunque facile prevedere
che il 2010 sarà un "annus horribilis " per
Ma una classe dirigente
appena degna di questo nome non può abbandonarsi alla deriva. Deve, invece, contrastarla in ogni possibile modo.
Se oggi
Prima
viene
Tanto
meno vedo politici sardi in grado di salvarsi dentro il loro effimero sistema
di potere, come il profeta Giona nel ventre della balena.
Dobbiamo
dunque procedere insieme; innanzitutto per il pane e il lavoro; e poi per
uscire dalla crisi con un progetto o almeno una idea comune sulla fisionomia
economica, sociale e civile della Sardegna di domani.
Non
entro nel merito di questi problemi che peraltro sono già stati ampiamente
esaminati nel Piano Cappellacci, nel documento CIGL-CISL-UIL e nella stessa
"Carta di Zuri".
Qui mi
preme porre una decisiva questione di metodo. Perché la scelta di unirci a sostegno di un progetto comune per la nostra
Isola diventa una priorità politica che impegna, prima di tutti e fino in
fondo, i consiglieri regionali e i parlamentari sardi.
Questa scelta
deve assumere forma definitiva nelle istituzioni autonomistiche; deve trovare il sostegno risoluto
dei sardi nel
Senato della Repubblica e nella
Camera dei Deputati; deve fare affidamento sul contributo costante di tutte le
altre forze che le hanno dato
vita.
Insisto
sul primato delle istituzioni democratiche, ben sapendo che esse sono come le
fortezze: la loro efficacia dipende dalle guarnigioni che le presidiano e, non di meno, dai cittadini che le hanno poste a loro difesa.
Nei
momenti migliori della nostra autonomia
vennero proprio da lì gli impulsi più convincenti per il primo piano di
Rinascita, per la politica contestativa di Paolo Dettori, per il riscatto delle
zone interne... ma sempre sotto la spinta e sulla linea di vaste mobilitazioni
unitarie.
Anche la
recente iniziativa del Presidente Cappellacci per la difesa delle nostre
industrie da Porto Torres a Porto Vesme, ci ha confermato che quando la forza
maggiore degli interessi esterni sottovaluta o addirittura ignora le nostre
giuste ragioni, non c'è risposta più valida dell'unità morale e politica dei
sardi.
Perciò,
parafrasando un grande meridionalista, oggi mi sento di ripetere:
Ecco
perché, caro Mario, aderisco alla vostra iniziativa, esprimendo la mia
ammirazione alla CGIL, alla CISL e alla UIL della Sardegna non solo per aver
superato con un colpo d'ala le divisioni nazionali, ma anche per
essersi caricate generosamente di responsabilità che vanno ben oltre la loro
specifica dimensione sindacale.
Mi
auguro che l'esempio serva a noi politici.
Scusami
ancora con tutti i convenuti per la mia assenza e anche per questa lettera
buttata giù, è proprio il caso di dirlo, in maniera febbrile. Con viva amicizia. Giuseppe Pisanu
Confronto dibattito su lavoro, sviluppo e autogoverno nella
Sardegna post-autonomistica. Nota delle segreterie regionali Cgil Cisl Uil (dies 389/2009)
Cagliari - L’iniziativa
del 17 dicembre 2009 delle segreterie regionali di CGIL CISL UIL, con la tavola
rotonda coordinata dal giornalista Francesco Birocchi, sul tema «Lavoro, sviluppo
e autogoverno nella Sardegna post-autonomistica», si colloca in continuità con
l’assemblea delle rappresentanze del popolo sardo del 30 novembre 2009. Il
sindacato ha, infatti, ritenuto necessario un altro momento di riflessione e
proposta coinvolgendo nel dibattito alcuni rappresentanti delle istituzioni e
della politica e con un ulteriore apporto delle segreterie regionali del
sindacato.
Infatti, in considerazione della drammatica situazione
economica e sociale della Sardegna, ma anche della debolezza struttura
dell’Isola rispetto alle dinamiche nazionali ed europee, è indispensabile
giungere ad un momento di forte partecipazione popolare sia sul versante delle
politiche del lavoro, che di quelle necessarie alla crescita economica e alle
riforme istituzionali.
L’obiettivo che il sindacato si propone è di contribuire ad
un nuovo patto dei sardi che, nel ridisegnare un nuovo modello di sviluppo e di
Regione nell’Isola, consenta anche di rinegoziare con lo Stato e con l’Unione
europea funzioni, poteri e risorse necessarie a realizzare un federalismo
cooperativo e solidale.
L’epicentro della fase che vive l’Isola è rappresentato
dalla questione sociale e del lavoro che bisogna affrontare con le risorse
necessarie a favorire le nuove basi materiali dello sviluppo, con le norme e
regole utili a determinare un federalismo interno all’insegna del principio di
sussidiarietà verticale e orizzontale, con il riconoscimento del principio di
insularità quale fulcro di un nuovo piano di rinascita della Sardegna.
La lotta alla povertà e per la promozione del lavoro passa
attraverso questi obiettivi, che però non sono sufficienti a determinare un
cambiamento se da parte dei sardi non matura la consapevolezza di una
mobilitazione delle coscienze, rilanciando i valori della persona e individuando
nel lavoro e nella solidarietà i cardini di una grande manifestazione che si
collochi nel solco delle passioni suscitate dalla prima e dalla seconda
rinascita e dalle lotte per l’autonomia.
È su questi obiettivi, al di fuori delle logiche di parte,
che è possibile – secondo i confederali - costruire un vasto e unitario
schieramento che, intorno ai diritti di cittadinanza, mobiliti le istituzioni
locali, i lavoratori, i pensionati, i disoccupati e i precari.
C’è in Cgil, Cisl e Uil la consapevolezza che competa prima
di tutto alla politica governare questa fase di svolta e cambiamento.
Ma è altrettanto indispensabile l’apporto che può venire
dalle rappresentanze sociali ed economiche e dal volontariato.
Ciascuno deve fare la sua parte e convergere verso
obiettivi unitari e condivisi. È questo il senso delle iniziative di CGIL CISL
UIL.
Le direttrici di marcia, sia sul versante dell’analisi che
della proposta, possono essere sommariamente riassunte nei seguenti punti:
₪
L’economia e il lavoro nelle nuove
strategie dello sviluppo
₪
La riforma dello statuto e l’assemblea
costituente del popolo sardo
₪
₪
Le leadership nella Sardegna
post-autonomistica
₪
Un primo contributo è venuto dal documento presentato da
CGIL CISL UIL nell’assemblea delle rappresentanze del popolo sardo, e dai
documenti approvati nelle assemblee territoriali e dagli interventi delle
associazioni, sia a livello locale che regionale.
Anche il 17 dicembre il sindacato fa riferimento ai
contenuti del documento titolato «Lavoro, sviluppo e autogoverno. Le sfide
della Sardegna dalla crisi alle opportunità».
Due aspetti però è importante sottolineare, proprio per
rafforzare le strategie per lo sviluppo e il lavoro:
1.
l’urgenza delle riforme istituzionali
conseguenti alla riscrittura dello statuto speciale della Sardegna e l’impatto
che il federalismo fiscale può determinare nell’Isola, a seconda delle scelte
che verranno fatte in sede di norme attuative dello statuto;
2.
il ruolo delle leadership nelle
istituzioni, ma anche nella società, per promuovere il necessario cambiamento
delle condizioni di vita e di lavoro.
La prima questione connette l’attuazione delle norme sul
federalismo fiscale alla riscrittura del nuovo statuto speciale della Sardegna.
Il
calendario di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale assume
forma compiuta in un percorso che ha come date indicative il periodo tra dicembre
2009 e maggio 2011.
La seconda questione riguarda più versanti perché rinvia a
problemi che necessitano di essere affrontati nel lungo periodo. Infatti, è
parte rilevante la crisi della rappresentanza politica, le scarse dinamiche
degli assetti produttivi, le migrazioni culturali prodotte dalla precarietà del
lavoro e dei servizi, ma anche dall’inconsistenza delle opportunità offerte ai
giovani.
I titoli che devono campeggiare lungo questo percorso
unitario sono:
₪
Lavoro, soprattutto per i giovani;
₪
Inclusione sociale, contro le povertà;
₪
Attività produttive, contro la
desertificazione industriale;
₪
Sviluppo economico, favorendo la
crescita produttiva e sostenendo le imprese per una nuova diffusa ricchezza e
benessere;
₪
Risorse umane, per una loro
valorizzazione attraverso la filiera dell’educazione, istruzione, formazione,
università e ricerca;
₪
Riforme, quelle di settore e
istituzionali, in primo luogo per costruire una nuova Regione con il
federalismo interno;
₪
Nuovo Statuto speciale, rinegoziando i
poteri e le risorse tra Regione e Stato per una nuova stagione dell’Autonomia e
della Rinascita;
₪
Un «new deal», attraverso un nuovo
«Patto dei sardi e la partecipazione delle forze sociali» ed economiche.
₪
Per una nuova rappresentanza
politica-istituzionale dei sardi nel Parlamento europeo;
₪
Per un protagonismo nel Mediterraneo
attraverso la cooperazione allo sviluppo e la partecipazione ai programmi e
progetti di quest’area;
₪
Per il riconoscimento della specialità
nella Costituzione europea;
₪
Per la valorizzazione della condizione
di insularità.
Il sindacato ritiene che i principi della «Carta di Zuri»
possono rappresentare un contributo per il nuovo statuto speciale della
Sardegna perché propongono:
₪
la dignità del lavoro e della persona;
₪
Il diritto all’autogoverno nella pace e
nella libertà dei popoli;
₪
Il diritto-dovere del popolo sardo a
darsi proprie istituzioni in funzione dello stare bene della persona e delle
famiglie;
₪
La dichiarazione dell’illegalità della
povertà;
₪
L’accesso ai diritti come salute-sanità,
istruzione, formazione, acqua, casa, sicurezza e a concepirli come tali e non
come meri servizi.
Infine, richiamiamo per titoli anche alcuni strumenti per
contrastare la crisi economica e sociale e cambiare in positivo
₪
un «Patto sociale» tra Regione, Enti
locali e Sindacati;
₪
la valorizzazione delle competenze e
professionalità dei sardi;
₪
la spendita in tempi rapidi dei residui
passivi;
₪
un nuovo modello di democrazia
partecipata;
₪
una migliore qualità della politica e
dei progetti per lo sviluppo;
₪
una nuova Intesa Istituzionale tra Stato
e Regione;
₪
un nuovo Piano di Rinascita.
«Dies» augura agli abbonati e a
tutti i lettori Buon Natale e Felice Anno nuovo. Le pubblicazioni riprenderanno
regolarmente dopo le feste.