ANNO XXVII - NUMERO 38

14 dicembre 2009

 

dies 373

Anche il federalismo fiscale porta a scelte condivise sui contenuti del nuovo statuto speciale della Sardegna.  Una nota di Mario Medde, segretario generale Cisl sarda

 

dies 374

Associazioni della carta di Zuri. Necessario un programma pluriennale contro la povertà e più risorse  per  combattere disoccupazione ed emarginazione

 

dies 375

Keller e Insar un giorno in Consiglio Regionale

 

dies 376

Sardegna. Sindacati chiedono un incontro sulla formazione

 

dies 377

Accordo di mobilità in deroga per 7 lavoratori della scuola edile

 

dies 378

Un'altra mazzata sul tessuto produttivo del cagliaritano: Inpredil licenzia 60 lavoratori

 

dies 379

Personale ATA. Posizioni economiche: distribuzione delle risorse non utilizzate - Siglata l'Ipotesi di CCNI

 

dies 380

Ritornano i temi dell’Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Il 17 dicembre incontro-dibattito con il senatore Beppe Pisanu, sindacati e politici regionali

 

dies 381

Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Le emergenze della Gallura e le proposte

 

dies 382

Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Medio Campidano   - Documento finale

 

 

 

Anche il federalismo fiscale porta a scelte condivise sui contenuti del nuovo statuto speciale della Sardegna. Una nota di Mario Medde, segretario generale Cisl sarda      (dies 373/2009)

Cagliari - «Il calendario di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale assume forma compiuta in un percorso che ha come date indicative il periodo tra dicembre 2009 e maggio 2011. La Sardegna, in quanto regione a statuto speciale, non è coinvolta poiché l’articolo 27 della legge delega in materia di federalismo fiscale disciplina un percorso secondo criteri e modalità stabiliti dalle norme di attuazione dello statuto.

«In Sardegna, però, sono ancora «in sonno» le coordinate, figuriamoci i punti di approdo, del rapporto Stato-Regione sui diversi punti che, per le regioni a statuto ordinario, vengono introdotti dalla legge delega sul federalismo fiscale, così come non viene adeguatamente affrontato il suo impatto con le norme dello statuto speciale, ivi comprese le modificazioni avvenute sulle parti decostituzionalizzate (si veda ad esempio il contenuto del Titolo III).

«Nonostante per la Sardegna, come regione a statuto speciale, venga previsto un percorso con procedure specifiche, gli effetti indiretti politici e normativi prodotti dal federalismo fiscale già da oggi sortiscono conseguenze visibili sul versante economico e sociale dell’Isola.

«L’urgenza dunque di affrontare una riforma dello statuto speciale non riguarda interessi da addetti ai lavori, ma problemi fondamentali dello sviluppo, della promozione del lavoro e delle tutele sociali.

«Innanzitutto, è all’ordine del giorno, non solo per le inadempienze dello Stato, ma per il futuro anche per l’evoluzione del suo regime fiscale, l’accordo raggiunto sul livello dei trasferimenti erariali e tributari alla Regione; si sottolinea, tra l’altro, come a partire dal 2010 non arriveranno più alla Sardegna i 300 milioni sulla sanità, mentre potrebbe restare a suo carico l’intero costo.

«In attesa che i lavori del comitato paritetico, sempre che siano stati avviati, sulle norme di attuazione dello statuto, producano un testo da sottoporre al parere del Consiglio regionale, in attuazione dell’articolo 28 della legge delega, nessun dibattito è stato avviato su alcune questioni fondamentali che pure riguardano una nuova configurazione dello statuto speciale dell’Isola.

«Si pensi alle entrate proprie degli enti, non solo della Regione ma anche dei Comuni e delle Province, ai costi e fabbisogni standard dei servizi, ai quali ancorare i livelli di finanziamento e di perequazione statale, alle caratteristiche di una fiscalità di vantaggio per le aree meno sviluppate, alla perequazione infrastrutturale da prevedere negli interventi speciali, al problema della spesa storica nel trasferimento di poteri, funzioni e compiti alla Regione, ai contenuti del federalismo demaniale.

«Il rischio che si corre, ancora una volta, è di subire le dinamiche e le scelte di una negoziazione tra lo Stato e le Regioni ordinarie più forti, con un duplice esito, quello di distruggere le peculiarità della specialità e di non cogliere i reali bisogni dei sardi.

«Per questi motivi non c’è più tempo da perdere, l’assemblea costituente per un nuovo statuto deve essere subito varata, non come appendice della politica, o come gruppo di studiosi, ma come rappresentanza reale della società e delle istituzioni sarde, che si riunisce per decidere sulla nuova Regione, sul nuovo modello democratico e sul patto costituzionale tra la Sardegna e l’Italia».

 

 

Associazioni della carta di Zuri. Necessario un programma pluriennale contro la povertà e più risorse  per  combattere disoccupazione ed emarginazione        (dies 374/2009)

 

Cagliari - Martedì 15 novembre  le associazioni della «Carta di Zuri» terranno un sit in con conferenza stampa di fronte al Consiglio regionale. In occasione di quell’appuntamento  Acli, Caritas  diocesana di Cagliari, Cgil, Cisl e Uil, Coldiretti Sardegna e Pastorale del Lavoro hanno predisposto il seguente documento che si riporta integralmente

 

Non è sufficiente parlare di come aumenta, ma soprattutto di come e con quale efficacia si combatte la povertà e la disoccupazione. Ebbene, gli interventi di contrasto alla povertà sono insufficienti a far fronte all’aumento preoccupante di questo fenomeno in Sardegna. Si tratta infatti di valutare attentamente sia l’entità delle risorse finanziarie stanziate dalla Regione, sia i tempi di attuazione dei provvedimenti.

A fronte delle 350mila persone al di sotto della soglia della povertà, a partire dal 2007 è stato introdotto il nuovo strumento di contrasto per un totale di 5milioni di euro, ripartito tra i comuni, che hanno contribuito con la quota di compartecipazione pari al 50% portando la disponibilità complessiva a 7,5milioni di euro.

Nel 2008 la Giunta regionale rifinanzia il programma con 15milioni di euro, portando il contributo mensile a 350 euro per nucleo familiare (erano 250 euro nel 2007); il reddito ISEE per l’accesso era stabilito in 4.500,00 euro. Con la compartecipazione dei comuni la disponibilità per il 2008 diventa di 22.500.000,00 euro.

Il 20 luglio del 2009 vengono approvate nuove linee di intervento e di contrasto alla povertà con la disponibilità di 30milioni di euro, più 989.506,00 euro di quote statali.

Vengono altresì modificati i criteri della programmazione degli interventi, privilegiando l’inserimento dei beneficiari in attività di pubblica utilità o di servizio civico.

Il disegno di legge finanziaria per il 2010 ha previsto, sempre per gli interventi di contrasto alle povertà, 30milioni di euro. Da sottolineare che, nelle esperienze maturate a partire dal 2007, i tempi di attuazione delle misure di contrasto alla povertà risultano fortemente differenziati rispetto all’anno di competenza, a testimoniare l’esigenza, al di là dell’entità delle risorse finanziarie, di garantire una maggiore tempestività sia in fase di programmazione che di attuazione.

I risultati del monitoraggio del primo programma sperimentale sulle povertà estreme evidenziano in 12.117 le domande di accesso al programma, e in 6.516 quelle valutate ammissibili.

I nuclei familiari che hanno beneficiato dell’intervento sono stati 4.185, pari a 11.424 persone. I dati che citiamo sono quelli riportati dalla Regione Sardegna nel «primo rapporto di attuazione del programma di contrasto delle povertà estreme».

Alla luce delle esperienze maturate e del fenomeno della povertà nell’Isola è dunque evidente l’urgenza di un vero e proprio piano pluriennale contro la povertà, sia sul versante di quelle estreme che di quelle relative, l’incremento consistente degli stanziamenti, il coinvolgimento dei soggetti impegnati sul versante della lotta alle povertà, l’istituzione dell’osservatorio sulle povertà, la regolamentazione del fondo etico di garanzia anche con la condivisione dei soggetti che lo hanno proposto e con una gestione sganciata dalle logiche bancarie, l’introduzione del reddito di cittadinanza con la formazione e riqualificazione dei soggetti interessati. In questa direzione è indispensabile una migliore modulazione della finanziaria per il 2010.

 

 

Keller e Insar un giorno in Consiglio Regionale    (dies 375/2009)

 

Cagliari - Alcune centinaia di lavoratori hanno partecipato giovedì 10 dicembre al sit-in di protesta organizzato da Cgil, Cisl e Uil regionali davanti al Consiglio regionale. L’iniziativa ha voluto richiamare l’attenzione dell’Assemblea regionale su alcuni temi di grande rilevanza economica e sociale  che interessano il mondo del lavoro sardo.

 Innanzi tutto il destino della Keller di Villacidro, alla luce della decisione  assunta da Treni Italia di sopprimere definitivamente dal 15 dicembre prossimo la tratta Golfo Aranci- Civitavecchia. I manifestanti hanno chiesto quale sarà il futuro dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità da lungo tempo (Legler, Scaini, Cartiera di Arbatax, etc), che non potrà più essere garantito con i soliti strumenti mentre necessita di un provvedimento straordinario. Terzo argomento il futuro dell’INSAR e dei suoi dipendenti specie dopo la decisione di mettere in liquidazione volontaria la società.

Questi argomenti sono stati rappresentati ai capigruppo in Consiglio regionale durante l’incontro tenutosi nell’aula della Terza Commissione. Rispetto alle richieste sindacali, i capigruppo hanno ribadito l’impegno di valutare le iniziative politiche più opportune che, in sede di approvazione della Finanziaria 2010, possano essere oggetto di un provvedimento specifico.

Il sindacato valuterà nei prossimi giorni il contenuto dei provvedimenti stessi e, in assenza di risposte, adotterà iniziative adeguate alla gravità della situazione.

 

 

Sardegna. Sindacati chiedono un incontro sulla formazione          (dies 376/2009)

Cagliari – I segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno inoltrato una richiesta d’incontro agli assessori regionali del Lavoro, Franco Manca, e della Pubblica Istruzione, Lucia Baire, per discutere di lavoro, formazione professionale e istruzione. In particolare i sindacalisti Marinora Di Biase, Oriana Putzolu e Rinaldo Mereu sollecitano un confronto su modalità di realizzazione del Piano Formativo 2009, programmazione, impegno e spesa delle risorse regionali, nazionali e comunitarie. I sindacati – è detto in una nota – considerano, inoltre, non rinviabile la discussione sulla riforma della formazione professionale, così come quella del sistema di istruzione e chiedono quali siano gli interventi previsti contro la dispersione scolastica e le misure in favore del precariato.

 

 

Accordo di mobilità in deroga per 7 lavoratori della scuola edile             (dies 377/ 2009)

 

Cagliari – Il 9 dicembre scorso è stato firmato, nella sede dell’Assessorato del Lavoro, l'accordo di mobilità in deroga per sette ex lavoratori dipendenti dell'ESIEA - Scuola Edile.

Il trattamento sarà erogato direttamente dall'INPS, mentre la Regione Sardegna si impegna a favorire il reinserimento e la riqualificazione professionale del personale beneficiario attraverso i servizi per l'impiego e gli strumenti di politiche attive del lavoro. La CISL Scuola si è inoltre impegnata a comunicare i dati anagrafici degli altri lavoratori inclusi nell'accordo di mobilità del 13 novembre 2009 per la firma dell'accordo da trasmettere all'Inps.

 

 

Un'altra mazzata sul tessuto produttivo del cagliaritano: colpisce 60 lavoratori dell’Inpredil   (dies 378/2009)

Cagliari - Non accenna a placarsi la crisi occupazionale del cagliaritano. Ora è la volta della Inpredil, azienda che produce laterizi di qualità, a voler chiudere. I lavoratori, già messi in cassa integrazione straordinaria per 12 mesi fino a marzo 2010, sono oggetto di una procedura di mobilità che l'azienda vuole rendere effettiva già nei prossimi giorni, chiudendo gli impianti.

 «Nell'incontro sindacale, l'Inpredil ha giustificato – si legge in una nota riportata nel sito della Cisl di Cagliari - tale gravissimo provvedimento con l'assenza delle condizioni per continuare un'attività che conosce la crisi del settore edile. A parere dell'azienda, è il costo del lavoro ad incidere in maniera pesante (40%)».

Immediata la reazione della CISL e della Cgil confederali e di categoria. E' stato proclamato lo stato di agitazione e sono state inviate richieste di incontro sia all'assessore regionale dell'Industria sia a quello del Lavoro.

L'obiettivo è quello di evitare che chiuda una fabbrica sempre stata produttiva sul mercato. «Se così non fosse  - conclude la nota Cisl - , sarebbe il dramma sociale per 60 famiglie in un momento nel quale non si intravvedono alternative concrete».

 

 

Personale ATA. Posizioni economiche: distribuzione delle risorse non utilizzate - Siglata l'Ipotesi di CCNI  (dies 379/2009)

 

Cagliari - L'intesa raggiunta fra Organizzazioni Sindacali e MIUR (l'ipotesi di CCNI è stata siglata giovedì scorso, 3 dicembre) prevede che la somma non utilizzata a causa dello slittamento dei tempi di attivazione delle procedure per il conferimento delle posizioni economiche ex art. 50, CCNL - pari a 45,21 milioni di euro - sia erogata come una tantum al personale ATA in servizio nell'anno scolastico 2008/09 (con contratto a tempo indeterminato o su supplenza annuale ovvero fino al termine delle attività didattiche).

Per il personale a tempo determinato il compenso spetta a condizione che il contratto non sia stato risolto anticipatamente. La somma corrisposta - che ovviamente risulta dalla divisione tra le risorse disponibili e le unità di personale in servizio - è pari ad € 180,08; il personale con rapporto di lavoro part time ne fruirà in misura proporzionalmente ridotta, tenuto conto dell'orario di servizio.

L'accreditamento delle somme avverrà attraverso i ruoli di spesa fissa; eventuali residui per mancato utilizzo delle risorse saranno oggetto di successiva destinazione.

Nel corso della trattativa è stata registrata una diversità di vedute tra amministrazione ed organizzazioni sindacali sulle tipologie di personale ATA da beneficiare: da un lato i sindacati hanno sostenuto che l'attribuzione doveva riguardare, senza distinzione alcuna, tutto il personale; dall'altro l'Amministrazione ha evidenziato serie perplessità, anche di natura tecnica, sui supplenti temporanei.

 

 

Ritornano i temi dell’Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Il 17 dicembre incontro-dibattito con il senatore Beppe Pisanu, sindacati e politici regionali         (dies 380/2009)

Cagliari – Cgil, Cisl e Uil l’avevano promesso: i temi discussi durante l’Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo saranno approfonditi in incontri specifici. Il primo di questi è in programma il prossimo 17 dicembre, quando si svolgerà – nel salone dell’hotel «Mediterraneo» - un confronto-dibattito sul tema «Lavoro, sviluppo e autogoverno nella Sardegna post-autonomistica», al quale parteciperà il senatore Beppe Pisanu, Presidente della Commissione Antimafia. Nel corso dell’incontro si parlerà di economia  e lavoro nelle nuove strategie di sviluppo, riforma dello statuto e assemblea costituente, regione ed enti locali, leadership nella Sardegna post autonomistica, la Sardegna e le prospettive negli scenari europei. Con il parlamentare del Pdl interverranno Silvio Lai (segretario regionale PD), Beniamino Moro ( Università di Cagliari), Umberto Oppus (Direttore Anci Sardegna), e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil , Costa, Medde e Ticca. Coordinerà i lavori Francesco Birocchi (Rai).

 

 

Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Le emergenze della Gallura e le proposte            (dies 381/2009)

 

Olbia – Statale Olbia- Sassari, turismo, distretti industriali, nautica e filiera agroalimentare costituiscono i settori sui quali sindacato confederale, associazioni datoriali, Provincia di Olbia-Tempio, diocesi di Tempio–Ampurias e sindaci del territorio hanno trovato l’intesa perché siano considerati autentici volani della ripresa economica del territorio del nord-est dell’isola. La grande convergenza è stata stabilita durante l’assemblea territoriale organizzata dalle segreterie confederali territoriali in preparazione dell’assemblea dei rappresentanti del popolo sardo svolti a Cagliari il 30 novembre scorso.

Il sindacato confederale ha chiesto a tutti impegni precisi e verificabili.

«A partire dalla Olbia Sassari, non staremo qui a ripercorrere la storia da un lato tragica, dall'altro quantomeno misteriosa, fatta di promesse non mantenute e di una pervicacia alla dissimulazione di un problema strategico per la Gallura. Il Sindacato Confederale – si legge nella documento finale dell’assemblea di Olbia - si batte da anni, ponendo al centro di tantissime sue iniziative la funzione primaria della tratta stradale. Ci siamo mobilitati in tempi non sospetti, abbiamo speso tante energie per richiedere con forza anche attraverso iniziative pubbliche ed aperte, il finanziamento dell'opera. Avevamo accolto positivamente la sua inclusione, tra le opere collaterali al G8 maddalenino, abbiamo fortemente contestato in seguito la decisione dello spostamento del vertice e, con esso, di parte delle opere previste tra cui la Olbia Sassari. Ormai non è più tempo di attesa, esigiamo da subito il suo finanziamento: l’apertura dei cantieri, lo esige il territorio, le imprese i lavoratori, tutti; non sono più accettabili escamotage o artifizi per rimandare sine die la sua messa in opera».

Lo Stato e la regione Sardegna – è stato detto - devono dare risposte subito, tempi certi di apertura e di chiusura dei cantieri. Il sindacato crede che su questa vicenda non solo sia spendibile una forte iniziativa unitaria, ma servano una profonda pressione politica ed il massimo coinvolgimento e partecipazione di popolo.

Altro punto fondamentale su cui incentrare stabilmente le energie è il sistema economico produttivo della Gallura, che evidenzia uno spiccato dinamismo, ma necessita tuttavia di attenzioni particolari e di supporti nei diversi comparti del turismo, dei distretti industriali, della nautica e della filiera agro alimentare, in termini di programmazione e di incentivi.

a) Turismo: Le potenzialità del settore, sebbene oltremodo dinamico, sono rimaste sostanzialmente inespresse in tutte le sue componenti produttive e di servizi, in questo contesto si sollecita che le Amministrazioni Pubbliche ed in special modo i comuni, si dotino dei piani e degli strumenti di promozione concertati e condivisi, per superare l'effetto frammentazione col quale si presenta l'offerta.

E al di là di qualsiasi normativa sui piani casa, sarebbe interessante che tutte le Amministrazioni locali approvassero tempestivamente i Puc di loro competenza quali strumenti indispensabili e preliminari per l'approvazione dei programmi di sviluppo turistico infrastrutturale, individuando percorsi e aree che nel rispetto delle compatibilità ambientali possano favorire interventi qualificati per un turismo di qualità.

b) Distretti Industriali: anche qui le proposte sindacali sono le stesse fatte da almeno un decennio, in piena condivisione con le associazioni datoriali: l'incentivazione e l'implementazione delle attività produttive, dal piano forestale regionale, dalla Legge quadro sulle attività estrattive, fino alla qualificazione della strumentazione operativa dei Distretti quale volano di servizi alle imprese.

Infine,Cgil, Cisl e Uil della Gallura, sostenute anche dal resto del mondo della rappresentanza, ritengono che la pianificazione territoriale sia lo strumento obbligatorio a cui tendere per avviare una rinascita della Gallura.

Tutti i partecipanti all’assemblea popolare hanno condiviso insieme con il sindacato che la conoscenza dei problemi del territorio provinciale Olbia-Tempio e dell’intera isola, nonché l’individuazione delle priorità, hanno raggiunto un livello di conoscenza e di condivisione mai visto prima.

Serve ora stabilire insieme come e da dove si inizia a risolverli, come agire, quali possano essere concretamente le azioni da mettere in campo e con quale tempistica, quali di questi ostacoli allo sviluppo possano essere immediatamente rimossi e superati e quali invece, necessitano della costruzione di un percorso più lungo e tortuoso che va però comunque fatto e monitorato passo dopo passo.

«Certo è – si legge nel documento finale - che la mancanza di un coordinamento tra gi Enti Locali, l’insufficienza di un sistema di partecipazione dei soggetti sociali, la difficoltà ancora oggi di disaggregare alcuni parametri e dati statistici inerenti alla nuova provincia, fino ad arrivare talvolta ad una vera e propria mancanza di volontà politica, rappresentano limiti che andrebbero rimossi nel più breve tempo possibile».

 

Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Medio Campidano   - Documento finale (dies 382/2009)

 

Cagliari – Scaini, continuità territoriale e questione Keller, riscrittura dello Statuto sardo attraverso l’istituzione dell’assemblea costituente, turismo e patrimonio ambientale sono stati i contenuti principali messi al centro dell’assemblea delle rappresentanze del popolo sardo che si è svolta nel Medio Campidano, un territorio dove i problemi certamente non mancano, ma dove è grande la voglia di una svolta. La provincia, che ha i suoi poli principali in Villacidro e Sanluri, registra un assottigliamento della popolazione residente in misura maggiore di quanto non si sia verificato in ambito regionale; ciò in conseguenza dello spopolamento ed emigrazione delle giovani generazioni in cerca di lavoro. Ha un indice di vecchiaia pari al 164,4%, un tasso di occupazione del 48%; un indice di disoccupazione dell’11,7% contro il 17,8% femminile; il tasso di disoccupazione giovanile del 38,1%.

Il territorio del Medio Campidano presenta una struttura produttiva composita e diversificata nei seguenti principali settori: agricoltura, industria di trasformazione, artigianato, commercio, turismo e servizi. Il sistema produttivo risulta caratterizzato da una ridotta dimensione d’impresa, con un numero di addetti che è diminuito negli ultimi anni. Fonda la propria economia principalmente sul settore agricolo e sul terziario.

L’agricoltura è stata e, anche ai giorni nostri, è una delle principali fonti di reddito per i comuni della Provincia . Tradizionalmente, la pianura del Campidano è il regno della cerealicoltura sarda, ma non è l’unica specializzazione agricola di rilievo.

Il settore industriale della Provincia del Medio Campidano è caratterizzato dalla grande rilevanza del settore edile mentre il contributo all’occupazione fornito dall’industria turistica è modesto in relazione alle grandi potenzialità che il settore e il suo indotto possiedono.

La distribuzione degli occupati per settore di attività economica evidenzia l’anima agricola della Provincia : in termini percentuali il settore dell’Agricoltura nell’ambito provinciale assicura il lavoro al 12,6% degli occupati complessivi, il settore dei servizi contiene il 59,4% degli occupati mentre il settore industria assorbe il 28% degli occupati.

Il dato relativo agli occupati nel settore agricolo risulta significativo perché rappresenta il valore più alto registrato in Sardegna su scala provinciale e superiore al dato omologo rilevato per l’intera regione Sardegna (6,2%) e al dato nazionale (3,8%).

Dal dibattito è emerso con forza che l’analisi di queste criticità deve rafforzare la convinzione che la centralità del territorio deve diventare il punto di forza per governare i processi di trasformazione economica e sociale in atto.

Il Medio Campidano ha enormi potenzialità in grado di creare la giusta integrazione fra i diversi settori trainanti dello sviluppo: Industria, Agricoltura, Agroindustria, Turismo e Commercio. Molti degli intervenuti hanno evidenziato la necessità di risolvere, con urgenza, alcune annose vertenze.

In tanti hanno individuato nella vertenza della “Nuova Scaini”, la priorità di intervento: chiedendo alle Istituzioni tutte di voler dar seguito agli impegni politici a suo tempo assunti, facendo un lavoro di squadra, evitando inutili protagonismi politici e ricercando soluzioni realmente perseguibili.

Altra annosa e ricorrente questione che ha trovato nel dibattito una forte risonanza, è la problematica legata alla continuità territoriale per le merci, per il diretto coinvolgimento della Keller, che, essendo oramai l’unica azienda di significative dimensioni, rappresenta per il territorio una importantissima risorsa.

A tal proposito le segreterie provinciali, ribadiscono la piena e totale condivisione, con il percorso tracciato dalle segreterie regionali, portando all’attenzione delle Istituzioni, a tutti i livelli, la Vertenza Sardegna, perché i tanti problemi che registra la nostra Provincia, sono criticità che investono l’intera Regione; quali i trasporti e la continuità territoriale, l’energia, il credito, la formazione, l’industria, l’artigianato, l’agricoltura, servizi agli anziani e ai diversamente abili.

Condividono altresì la necessità della riscrittura dello Statuto Sardo, attraverso l’istituzione di una Assemblea Costituente, che veda la partecipazione dell’intera società sarda. Un nuovo Statuto che sia all’altezza dei bisogni e degli interessi di società, quale è quella sarda, in continua evoluzione e che sancisca un vero patto costituzionale tra la Regione e lo Stato, tra la Regione e la Comunità Europea.

Altro tema fortemente condiviso dall’assemblea è stata la unanime e condivisa considerazione in relazione alla ricchezza ambientale del Territorio, che va valorizzata e utilizzata quale straordinario strumento di sviluppo locale.

Partendo dalla realizzazione delle opere di risanamento ambientale dei siti minerari dismessi, superando gli interessi localistici in favore di un bene comune che veda nel Parco Geominerario un’opportunità di crescita per il territorio e per suoi cittadini..

Il turismo rappresenta per il territorio un possibile settore di sviluppo, che ben si coniuga con il settore artigianale ed Agro-industriale, potendo contare su ingenti risorse ambientali e culturali sulle quali è possibile costruire un progetto di turismo sostenibile e integrato, valorizzando le diverse peculiarità.

Rilevante nel territorio è la presenza delle due strutture Termali di Sardara, che se collocate positivamente in un mercato extra regionale, possono contribuire a far nascere nel territorio un dinamico polo termale integrabile con le altre offerte turistiche.

Unanime considerazione è stata fatto per quanto riguarda il ruolo della Pubblica amministrazione. Un sistema di servizi pubblici che deve essere in grado di fornire un sostegno effettivo e tempestivo ai bisogni di cittadini e imprese. E’ stato inoltre osservato che l’attuale crisi economica ha messo ancor più in evidenza la necessità di una Pubblica Amministrazione in grado di affrontare congiunture economiche negative, fornendo servizi indispensabili per la qualità della vita e la coesione sociale.

Tutto ciò richiede secondo il sindacato, che nei territori sia garantita una capillare presenza della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici. Che si sostengano processi di aggregazione e di associazionismo comunale per la gestione dei servizi di competenza, senza tralasciare il proseguo del processo di riforma dell’amministrazione regionale, avviato ma non ancora concluso.

Un indicatore significativo del grado di sviluppo di una comunità è determinato dalla possibilità per il cittadino di accedere ai servizi. Tra questi, i servizi socio-assistenziali e sanitari assumono un’importanza peculiare, in quanto rappresentano un pregevole strumento per ridurre le disuguaglianze e avviare un processo virtuoso di crescita economica e sociale del territorio.

Le politiche sociali, attraverso i PLUS (Piani locali Unitari Locali dei Servizi alle Persone) devono coordinare e mettere in rete l’offerta di servizi del territorio, realizzando un sistema integrato. Ciò presuppone il superamento della visione settoriale che ha tradizionalmente caratterizzato le politiche sociali e che considera le prestazioni sanitarie disgiunte da quelle di carattere sociale, con la conseguente incapacità di affrontare nella loro complessità le situazioni di bisogno espresse dalla popolazione.

Anche sul versante della sanità, la situazione della Provincia del Medio Campidano è tutt’altro che confortante. «La salute – è stato detto - non è ancora un diritto esigibile da tutta la nostra comunità. Ciò si evidenzia particolarmente nella difficoltà per molti cittadini ad accedere prontamente alle strutture sanitarie. L’unico ospedale esistente, importante punto di riferimento per tutta la popolazione, necessita di urgenti interventi di ristrutturazione. E’ del tutto inadeguato alla sua funzione di presidio sanitario».

Il progetto di costruzione del nuovo ospedale è quindi assolutamente necessario e occorre l’attenzione di tutti affinché gli impegni assunti dall’Amministrazione Regionale siano mantenuti. Non sono accettabili soluzioni di compromesso o risposte parziali.

È stato anche posto l’accento sulla necessità di diffondere nel territorio altri servizi, come quelli sanitari per la diagnostica, l’assistenza domiciliare integrata, le strutture semiresidenziali e i centri diurni.

Così come occorre sviluppare la rete dei servizi nelle aree più disagiate, si pensi al territorio della Marmilla che soffre di una gravissima carenza di strutture sanitarie.