ANNO XXVII - NUMERO 38
14 dicembre 2009
dies 373
Anche il federalismo fiscale porta a scelte condivise sui
contenuti del nuovo statuto speciale della Sardegna. Una nota di Mario Medde, segretario generale
Cisl sarda
dies 374
Associazioni
della carta di Zuri. Necessario un programma pluriennale contro la povertà e
più risorse per combattere disoccupazione ed emarginazione
dies 375
Keller e Insar
un giorno in Consiglio Regionale
dies 376
Sardegna.
Sindacati chiedono un incontro sulla formazione
dies 377
Accordo di
mobilità in deroga per 7 lavoratori della scuola edile
dies 378
Un'altra
mazzata sul tessuto produttivo del cagliaritano: Inpredil licenzia 60
lavoratori
dies 379
Personale ATA.
Posizioni economiche: distribuzione delle risorse non utilizzate - Siglata
l'Ipotesi di CCNI
dies 380
Ritornano i temi dell’Assemblea delle
rappresentanze del popolo sardo. Il 17 dicembre incontro-dibattito con il
senatore Beppe Pisanu, sindacati e politici regionali
dies 381
Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Le
emergenze della Gallura e le proposte
dies 382
Assemblea
delle rappresentanze del popolo sardo. Medio Campidano - Documento finale
Anche il federalismo fiscale
porta a scelte condivise sui contenuti del nuovo statuto speciale della Sardegna.
Una nota di Mario Medde, segretario generale Cisl sarda (dies 373/2009)
Cagliari - «Il calendario
di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale assume forma compiuta
in un percorso che ha come date indicative il periodo tra dicembre 2009 e
maggio 2011.
«In Sardegna, però, sono ancora «in sonno» le coordinate,
figuriamoci i punti di approdo, del rapporto Stato-Regione sui diversi punti
che, per le regioni a statuto ordinario, vengono introdotti dalla legge delega
sul federalismo fiscale, così come non viene adeguatamente affrontato il suo
impatto con le norme dello statuto speciale, ivi comprese le modificazioni
avvenute sulle parti decostituzionalizzate (si veda ad esempio il contenuto del
Titolo III).
«Nonostante per
«L’urgenza dunque di affrontare una riforma dello statuto
speciale non riguarda interessi da addetti ai lavori, ma problemi fondamentali
dello sviluppo, della promozione del lavoro e delle tutele sociali.
«Innanzitutto, è all’ordine del giorno, non solo per le
inadempienze dello Stato, ma per il futuro anche per l’evoluzione del suo
regime fiscale, l’accordo raggiunto sul livello dei trasferimenti erariali e tributari alla Regione; si sottolinea,
tra l’altro, come a partire dal 2010 non arriveranno più alla Sardegna i 300
milioni sulla sanità, mentre potrebbe restare a suo carico l’intero costo.
«In attesa che i lavori del comitato paritetico, sempre che
siano stati avviati, sulle norme di attuazione dello statuto, producano un
testo da sottoporre al parere del Consiglio regionale, in attuazione
dell’articolo 28 della legge delega, nessun dibattito è stato avviato su alcune
questioni fondamentali che pure riguardano una nuova configurazione dello
statuto speciale dell’Isola.
«Si pensi alle entrate proprie degli enti, non solo della
Regione ma anche dei Comuni e delle Province, ai costi e fabbisogni standard
dei servizi, ai quali ancorare i livelli di finanziamento e di perequazione
statale, alle caratteristiche di una fiscalità di vantaggio per le aree meno
sviluppate, alla perequazione infrastrutturale da prevedere negli interventi
speciali, al problema della spesa storica nel trasferimento di poteri, funzioni
e compiti alla Regione, ai contenuti del federalismo demaniale.
«Il rischio che si corre, ancora una volta, è di subire le
dinamiche e le scelte di una negoziazione tra lo Stato e le Regioni ordinarie
più forti, con un duplice esito, quello di distruggere le peculiarità della
specialità e di non cogliere i reali bisogni dei sardi.
«Per questi motivi non c’è più tempo da perdere, l’assemblea
costituente per un nuovo statuto deve essere subito varata, non come appendice
della politica, o come gruppo di studiosi, ma come rappresentanza reale della
società e delle istituzioni sarde, che si riunisce per decidere sulla nuova
Regione, sul nuovo modello democratico e sul patto costituzionale tra
Associazioni
della carta di Zuri. Necessario un programma pluriennale contro la povertà e
più risorse per combattere disoccupazione ed emarginazione (dies 374/2009)
Cagliari - Martedì 15 novembre le associazioni della «Carta di Zuri» terranno un sit in con conferenza stampa di fronte al Consiglio regionale. In occasione di quell’appuntamento Acli, Caritas diocesana di Cagliari, Cgil, Cisl e Uil, Coldiretti Sardegna e Pastorale del Lavoro hanno predisposto il seguente documento che si riporta integralmente
Non è sufficiente parlare di
come aumenta, ma soprattutto di come e con quale efficacia si combatte la
povertà e la disoccupazione. Ebbene, gli interventi di contrasto alla povertà
sono insufficienti a far fronte all’aumento preoccupante di questo fenomeno in
Sardegna. Si tratta infatti di valutare attentamente sia l’entità delle risorse
finanziarie stanziate dalla Regione, sia i tempi di attuazione dei
provvedimenti.
A fronte delle 350mila persone
al di sotto della soglia della povertà, a partire dal 2007 è stato introdotto
il nuovo strumento di contrasto per un totale di 5milioni di euro, ripartito
tra i comuni, che hanno contribuito con la quota di compartecipazione pari al
50% portando la disponibilità complessiva a 7,5milioni di euro.
Nel 2008
Il 20 luglio del 2009 vengono
approvate nuove linee di intervento e di contrasto alla povertà con la
disponibilità di 30milioni di euro, più 989.506,00 euro di quote statali.
Vengono altresì modificati i
criteri della programmazione degli interventi, privilegiando l’inserimento dei
beneficiari in attività di pubblica utilità o di servizio civico.
Il disegno di legge finanziaria per il
I risultati del monitoraggio
del primo programma sperimentale sulle povertà estreme evidenziano in 12.117 le
domande di accesso al programma, e in 6.516 quelle valutate ammissibili.
I nuclei familiari che hanno
beneficiato dell’intervento sono stati 4.185, pari a 11.424 persone. I dati che
citiamo sono quelli riportati dalla Regione Sardegna nel «primo rapporto di attuazione del programma di contrasto delle povertà
estreme».
Alla luce delle esperienze maturate e del fenomeno della povertà nell’Isola è dunque evidente l’urgenza di un vero e proprio piano pluriennale contro la povertà, sia sul versante di quelle estreme che di quelle relative, l’incremento consistente degli stanziamenti, il coinvolgimento dei soggetti impegnati sul versante della lotta alle povertà, l’istituzione dell’osservatorio sulle povertà, la regolamentazione del fondo etico di garanzia anche con la condivisione dei soggetti che lo hanno proposto e con una gestione sganciata dalle logiche bancarie, l’introduzione del reddito di cittadinanza con la formazione e riqualificazione dei soggetti interessati. In questa direzione è indispensabile una migliore modulazione della finanziaria per il 2010.
Keller e Insar
un giorno in Consiglio Regionale (dies
375/2009)
Cagliari - Alcune centinaia di
lavoratori hanno partecipato giovedì 10 dicembre al sit-in di protesta organizzato
da Cgil, Cisl e Uil regionali davanti al Consiglio regionale. L’iniziativa ha
voluto richiamare l’attenzione dell’Assemblea regionale su alcuni temi di
grande rilevanza economica e sociale che
interessano il mondo del lavoro sardo.
Innanzi tutto
il destino della Keller di Villacidro, alla luce della decisione assunta da Treni Italia di sopprimere
definitivamente dal 15 dicembre prossimo la tratta Golfo Aranci- Civitavecchia.
I manifestanti hanno chiesto quale sarà il futuro dei lavoratori in cassa
integrazione e in mobilità da lungo tempo (Legler, Scaini, Cartiera di Arbatax,
etc), che non potrà più essere garantito con i soliti strumenti mentre
necessita di un provvedimento straordinario. Terzo argomento il futuro dell’INSAR
e dei suoi dipendenti specie dopo la decisione di mettere in liquidazione
volontaria la società.
Questi argomenti sono stati rappresentati ai capigruppo in Consiglio regionale durante l’incontro tenutosi nell’aula della Terza Commissione. Rispetto alle richieste sindacali, i capigruppo hanno ribadito l’impegno di valutare le iniziative politiche più opportune che, in sede di approvazione della Finanziaria 2010, possano essere oggetto di un provvedimento specifico.
Il sindacato valuterà nei prossimi giorni il
contenuto dei provvedimenti stessi e, in assenza di risposte, adotterà
iniziative adeguate alla gravità della situazione.
Sardegna.
Sindacati chiedono un incontro sulla formazione (dies
376/2009)
Cagliari – I segretari regionali di
Cgil, Cisl e Uil hanno inoltrato una
richiesta d’incontro agli assessori regionali del Lavoro, Franco Manca, e della
Pubblica Istruzione, Lucia Baire, per discutere di lavoro, formazione
professionale e istruzione. In particolare i sindacalisti Marinora Di Biase,
Oriana Putzolu e Rinaldo Mereu sollecitano un confronto su modalità di
realizzazione del Piano Formativo 2009, programmazione, impegno e spesa delle
risorse regionali, nazionali e comunitarie. I sindacati – è detto in una nota –
considerano, inoltre, non rinviabile la discussione sulla riforma della
formazione professionale, così come quella del sistema di istruzione e chiedono
quali siano gli interventi previsti contro la dispersione scolastica e le
misure in favore del precariato.
Accordo di
mobilità in deroga per 7 lavoratori della scuola edile (dies 377/ 2009)
Cagliari – Il 9 dicembre scorso è
stato firmato, nella sede dell’Assessorato del Lavoro, l'accordo di mobilità in
deroga per sette ex lavoratori dipendenti dell'ESIEA - Scuola Edile.
Il trattamento sarà erogato direttamente dall'INPS,
mentre
Un'altra
mazzata sul tessuto produttivo del cagliaritano: colpisce 60 lavoratori
dell’Inpredil (dies 378/2009)
Cagliari - Non accenna a
placarsi la crisi occupazionale del cagliaritano. Ora è la volta della
Inpredil, azienda che produce laterizi di qualità, a voler chiudere. I
lavoratori, già messi in cassa integrazione straordinaria per 12 mesi fino a
marzo 2010, sono oggetto di una procedura di mobilità che l'azienda vuole
rendere effettiva già nei prossimi giorni, chiudendo gli impianti.
«Nell'incontro sindacale, l'Inpredil ha
giustificato – si legge in una nota riportata nel sito della Cisl di Cagliari -
tale gravissimo provvedimento con l'assenza delle condizioni per continuare
un'attività che conosce la crisi del settore edile. A parere dell'azienda, è il
costo del lavoro ad incidere in maniera pesante (40%)».
Immediata la reazione della CISL e della
Cgil confederali e di categoria. E' stato proclamato lo stato di agitazione e
sono state inviate richieste di incontro sia all'assessore regionale
dell'Industria sia a quello del Lavoro.
L'obiettivo è quello di evitare che
chiuda una fabbrica sempre stata produttiva sul mercato. «Se così non
fosse - conclude la nota Cisl - ,
sarebbe il dramma sociale per 60 famiglie in un momento nel quale non si
intravvedono alternative concrete».
Cagliari - L'intesa raggiunta fra Organizzazioni Sindacali e MIUR (l'ipotesi di CCNI è stata siglata giovedì scorso, 3 dicembre) prevede che la somma non utilizzata a causa dello slittamento dei tempi di attivazione delle procedure per il conferimento delle posizioni economiche ex art. 50, CCNL - pari a 45,21 milioni di euro - sia erogata come una tantum al personale ATA in servizio nell'anno scolastico 2008/09 (con contratto a tempo indeterminato o su supplenza annuale ovvero fino al termine delle attività didattiche).
Per il personale a tempo determinato il compenso spetta a condizione che il contratto non sia stato risolto anticipatamente. La somma corrisposta - che ovviamente risulta dalla divisione tra le risorse disponibili e le unità di personale in servizio - è pari ad € 180,08; il personale con rapporto di lavoro part time ne fruirà in misura proporzionalmente ridotta, tenuto conto dell'orario di servizio.
L'accreditamento delle somme avverrà attraverso i ruoli di spesa fissa; eventuali residui per mancato utilizzo delle risorse saranno oggetto di successiva destinazione.
Nel corso della trattativa è stata registrata una diversità di vedute tra amministrazione ed organizzazioni sindacali sulle tipologie di personale ATA da beneficiare: da un lato i sindacati hanno sostenuto che l'attribuzione doveva riguardare, senza distinzione alcuna, tutto il personale; dall'altro l'Amministrazione ha evidenziato serie perplessità, anche di natura tecnica, sui supplenti temporanei.
Ritornano
i temi dell’Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Il 17 dicembre
incontro-dibattito con il senatore Beppe Pisanu, sindacati e politici regionali
(dies 380/2009)
Cagliari – Cgil, Cisl e Uil l’avevano
promesso: i temi discussi durante l’Assemblea delle rappresentanze del popolo
sardo saranno approfonditi in incontri specifici. Il primo di questi è in
programma il prossimo 17 dicembre, quando si svolgerà – nel salone dell’hotel
«Mediterraneo» - un confronto-dibattito sul tema «Lavoro, sviluppo e
autogoverno nella Sardegna post-autonomistica», al quale parteciperà il
senatore Beppe Pisanu, Presidente della Commissione Antimafia. Nel corso
dell’incontro si parlerà di economia e
lavoro nelle nuove strategie di sviluppo, riforma dello statuto e assemblea
costituente, regione ed enti locali, leadership nella Sardegna post
autonomistica,
Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo. Le
emergenze della Gallura e le proposte (dies
381/2009)
Olbia – Statale Olbia-
Sassari, turismo, distretti industriali, nautica e filiera agroalimentare
costituiscono i settori sui quali sindacato confederale, associazioni
datoriali, Provincia di Olbia-Tempio, diocesi di Tempio–Ampurias e sindaci del
territorio hanno trovato l’intesa perché siano considerati autentici volani
della ripresa economica del territorio del nord-est dell’isola. La grande
convergenza è stata stabilita durante l’assemblea territoriale organizzata
dalle segreterie confederali territoriali in preparazione dell’assemblea dei
rappresentanti del popolo sardo svolti a Cagliari il 30 novembre scorso.
Il sindacato
confederale ha chiesto a tutti impegni precisi e verificabili.
«A partire dalla
Olbia Sassari, non staremo qui a ripercorrere la storia da un lato tragica,
dall'altro quantomeno misteriosa, fatta di promesse non mantenute e di una
pervicacia alla dissimulazione di un problema strategico per
Lo Stato e la
regione Sardegna – è stato detto - devono dare risposte subito, tempi certi di
apertura e di chiusura dei cantieri. Il sindacato crede che su questa vicenda
non solo sia spendibile una forte iniziativa unitaria, ma servano una profonda
pressione politica ed il massimo coinvolgimento e partecipazione di popolo.
Altro punto
fondamentale su cui incentrare stabilmente le energie è il sistema economico
produttivo della Gallura, che evidenzia uno spiccato dinamismo, ma necessita
tuttavia di attenzioni particolari e di supporti nei diversi comparti del
turismo, dei distretti industriali, della nautica e della filiera agro
alimentare, in termini di programmazione e di incentivi.
a) Turismo: Le potenzialità del settore, sebbene
oltremodo dinamico, sono rimaste sostanzialmente inespresse in tutte le sue
componenti produttive e di servizi, in questo contesto si sollecita che le
Amministrazioni Pubbliche ed in special modo i comuni, si dotino dei piani e
degli strumenti di promozione concertati e condivisi, per superare l'effetto
frammentazione col quale si presenta l'offerta.
E al di là di
qualsiasi normativa sui piani casa, sarebbe interessante che tutte le
Amministrazioni locali approvassero tempestivamente i Puc di loro competenza
quali strumenti indispensabili e preliminari per l'approvazione dei programmi
di sviluppo turistico infrastrutturale, individuando percorsi e aree che nel
rispetto delle compatibilità ambientali possano favorire interventi qualificati
per un turismo di qualità.
b) Distretti
Industriali: anche qui le proposte sindacali sono le stesse fatte da almeno
un decennio, in piena condivisione con le associazioni datoriali:
l'incentivazione e l'implementazione delle attività produttive, dal piano
forestale regionale, dalla Legge quadro sulle attività estrattive, fino alla
qualificazione della strumentazione operativa dei Distretti quale volano di
servizi alle imprese.
Infine,Cgil, Cisl
e Uil della Gallura, sostenute anche dal resto del mondo della rappresentanza,
ritengono che la pianificazione territoriale sia lo strumento obbligatorio a
cui tendere per avviare una rinascita della Gallura.
Tutti i
partecipanti all’assemblea popolare hanno condiviso insieme con il sindacato
che la conoscenza dei problemi del territorio provinciale Olbia-Tempio e
dell’intera isola, nonché l’individuazione delle priorità, hanno raggiunto un
livello di conoscenza e di condivisione mai visto prima.
Serve ora
stabilire insieme come e da dove si inizia a risolverli, come agire, quali
possano essere concretamente le azioni da mettere in campo e con quale
tempistica, quali di questi ostacoli allo sviluppo possano essere
immediatamente rimossi e superati e quali invece, necessitano della costruzione
di un percorso più lungo e tortuoso che va però comunque fatto e monitorato
passo dopo passo.
«Certo è – si
legge nel documento finale - che la mancanza di un coordinamento tra gi Enti
Locali, l’insufficienza di un sistema di partecipazione dei soggetti sociali,
la difficoltà ancora oggi di disaggregare alcuni parametri e dati statistici
inerenti alla nuova provincia, fino ad arrivare talvolta ad una vera e propria
mancanza di volontà politica, rappresentano limiti che andrebbero rimossi nel
più breve tempo possibile».
Assemblea
delle rappresentanze del popolo sardo. Medio Campidano - Documento finale (dies 382/2009)
Cagliari – Scaini, continuità
territoriale e questione Keller, riscrittura dello Statuto sardo attraverso
l’istituzione dell’assemblea costituente, turismo e patrimonio ambientale sono
stati i contenuti principali messi al centro dell’assemblea delle
rappresentanze del popolo sardo che si è svolta nel Medio Campidano, un
territorio dove i problemi certamente non mancano, ma dove è grande la voglia
di una svolta. La provincia, che ha i suoi poli principali in Villacidro e
Sanluri, registra un assottigliamento della popolazione residente in misura
maggiore di quanto non si sia verificato in ambito regionale; ciò in
conseguenza dello spopolamento ed emigrazione delle giovani generazioni in
cerca di lavoro. Ha un indice di vecchiaia pari al 164,4%, un tasso di
occupazione del 48%; un indice di disoccupazione dell’11,7% contro il 17,8%
femminile; il tasso di disoccupazione giovanile del 38,1%.
Il territorio del Medio Campidano presenta una
struttura produttiva composita e diversificata nei seguenti principali settori:
agricoltura, industria di trasformazione, artigianato, commercio, turismo e
servizi. Il sistema produttivo risulta caratterizzato da una ridotta dimensione
d’impresa, con un numero di addetti che è diminuito negli ultimi anni. Fonda la
propria economia principalmente sul settore agricolo e sul terziario.
L’agricoltura è stata e, anche ai giorni nostri, è
una delle principali fonti di reddito per i comuni della Provincia .
Tradizionalmente, la pianura del Campidano è il regno della cerealicoltura
sarda, ma non è l’unica specializzazione agricola di rilievo.
Il settore industriale della Provincia del Medio
Campidano è caratterizzato dalla grande rilevanza
del settore edile mentre il contributo all’occupazione fornito dall’industria
turistica è modesto in relazione alle grandi potenzialità che il settore
e il suo indotto possiedono.
La distribuzione degli occupati per settore di
attività economica evidenzia l’anima agricola della Provincia : in termini
percentuali il settore dell’Agricoltura nell’ambito provinciale assicura il
lavoro al 12,6% degli occupati complessivi, il settore dei servizi contiene il
59,4% degli occupati mentre il settore industria assorbe il 28% degli occupati.
Il dato relativo agli occupati nel settore agricolo
risulta significativo perché rappresenta il valore più alto registrato in
Sardegna su scala provinciale e superiore al dato omologo rilevato per l’intera
regione Sardegna (6,2%) e al dato nazionale (3,8%).
Dal dibattito è emerso con forza che l’analisi di
queste criticità deve rafforzare la convinzione che la centralità del
territorio deve diventare il punto di forza per governare i processi di
trasformazione economica e sociale in atto.
Il Medio Campidano ha enormi potenzialità in grado
di creare la giusta integrazione fra i diversi settori trainanti dello
sviluppo: Industria, Agricoltura, Agroindustria, Turismo e Commercio. Molti
degli intervenuti hanno evidenziato la necessità di risolvere, con urgenza,
alcune annose vertenze.
In tanti hanno individuato nella vertenza della
“Nuova Scaini”, la priorità di intervento: chiedendo
alle Istituzioni tutte di voler dar seguito agli impegni politici a suo tempo
assunti, facendo un lavoro di squadra, evitando inutili protagonismi politici e
ricercando soluzioni realmente perseguibili.
Altra annosa e ricorrente
questione che ha trovato nel dibattito una forte risonanza, è la problematica
legata alla continuità territoriale per le merci, per il diretto coinvolgimento
della Keller, che, essendo oramai l’unica azienda di significative dimensioni,
rappresenta per il territorio una importantissima risorsa.
A tal proposito le segreterie
provinciali, ribadiscono la piena e totale condivisione, con il percorso
tracciato dalle segreterie regionali, portando all’attenzione delle
Istituzioni, a tutti i livelli,
Condividono altresì la necessità
della riscrittura dello Statuto Sardo, attraverso l’istituzione di una
Assemblea Costituente, che veda la partecipazione dell’intera società sarda. Un
nuovo Statuto che sia all’altezza dei bisogni e degli interessi di società,
quale è quella sarda, in continua evoluzione e che sancisca un vero patto
costituzionale tra
Altro tema fortemente condiviso
dall’assemblea è stata la unanime e condivisa considerazione in relazione alla
ricchezza ambientale del Territorio, che va valorizzata e utilizzata quale
straordinario strumento di sviluppo locale.
Partendo dalla realizzazione
delle opere di risanamento ambientale dei siti minerari dismessi,
superando gli interessi localistici in favore di un bene comune che veda nel
Parco Geominerario un’opportunità di crescita per il territorio e per suoi
cittadini..
Il turismo rappresenta per il
territorio un possibile settore di sviluppo, che ben si coniuga con il
settore artigianale ed Agro-industriale, potendo contare su ingenti risorse
ambientali e culturali sulle quali è possibile costruire un progetto
di turismo sostenibile e integrato, valorizzando le diverse peculiarità.
Rilevante nel territorio è la
presenza delle due strutture Termali di Sardara, che se collocate positivamente
in un mercato extra regionale, possono contribuire a far nascere nel territorio
un dinamico polo termale integrabile con le altre offerte turistiche.
Unanime considerazione è stata
fatto per quanto riguarda il ruolo della Pubblica amministrazione. Un sistema
di servizi pubblici che deve essere in grado di fornire un sostegno
effettivo e tempestivo ai bisogni di cittadini e imprese. E’ stato inoltre
osservato che l’attuale crisi economica ha messo ancor più in
evidenza la necessità di una Pubblica Amministrazione in grado di
affrontare congiunture economiche negative, fornendo servizi indispensabili per
la qualità della vita e la coesione sociale.
Tutto
ciò richiede secondo il sindacato, che nei territori sia garantita una
capillare presenza della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici. Che
si sostengano processi di aggregazione e di associazionismo comunale per la
gestione dei servizi di competenza, senza tralasciare il proseguo del processo di
riforma dell’amministrazione regionale, avviato ma non ancora concluso.
Un indicatore significativo
del grado di sviluppo di una comunità è determinato dalla possibilità per il
cittadino di accedere ai servizi. Tra questi, i servizi socio-assistenziali e
sanitari assumono un’importanza peculiare, in quanto rappresentano un pregevole
strumento per ridurre le disuguaglianze e avviare un processo virtuoso di
crescita economica e sociale del territorio.
Le politiche sociali,
attraverso i PLUS (Piani locali Unitari Locali dei Servizi alle Persone) devono coordinare e mettere in rete l’offerta di
servizi del territorio, realizzando un sistema integrato. Ciò presuppone
il superamento della visione settoriale che ha tradizionalmente caratterizzato
le politiche sociali e che considera le prestazioni sanitarie disgiunte da
quelle di carattere sociale, con la conseguente incapacità di affrontare nella
loro complessità le situazioni di bisogno espresse dalla popolazione.
Anche sul versante della
sanità, la situazione della Provincia del Medio Campidano è tutt’altro che
confortante. «La salute – è stato detto - non è ancora un diritto esigibile da
tutta la nostra comunità. Ciò si evidenzia particolarmente nella difficoltà per
molti cittadini ad accedere prontamente alle strutture sanitarie. L’unico
ospedale esistente, importante punto di riferimento per tutta la popolazione,
necessita di urgenti interventi di ristrutturazione. E’ del tutto inadeguato
alla sua funzione di presidio sanitario».
Il
progetto di costruzione del nuovo ospedale è quindi assolutamente necessario e
occorre
l’attenzione di tutti affinché gli impegni assunti dall’Amministrazione
Regionale siano mantenuti. Non sono accettabili soluzioni di compromesso o
risposte parziali.
È stato anche posto
l’accento sulla necessità di diffondere nel territorio altri servizi, come
quelli sanitari per la diagnostica, l’assistenza domiciliare integrata, le
strutture semiresidenziali e i centri diurni.
Così come occorre sviluppare la rete dei servizi
nelle aree più disagiate, si pensi al territorio della Marmilla che soffre di
una gravissima carenza di strutture sanitarie.