ANNO XXVII - NUMERO 35
23 novembre 2009
dies 351
Alcoa
non deve chiudere. Medde (Cisl): «Il tempo delle sole parole è finito. Indispensabile
dare certezza ad un sistema industriale in crisi. Il sindacato sardo pronto
alla mobilitazione generale»
dies 352
Giovanni Matta (Cisl): «L’acqua deve
restare un bene pubblico. Da mettere a punto il sistema di gestione»
dies 353
Ente Foreste della Sardegna.
Manifestazione il 26 novembre. I sindacati di categoria chiedono l’inserimento
nella Finanziaria 2010 delle risorse per rinnovare il contratto integrativo
dies 354
Giunta-sindacati Cgil, Cisl e Uil: «Su lavoro e sviluppo niente politica
dei due tempi»
dies 355
Unire le forze per salvare il settore chimico
dies 356
Rsu Abbanoa Cagliari.
dies 357
Piero
Agus nuovo segretario generale Pensionati Cisl Sardegna
dies 358
Bonanni a Cagliari il 25 novembre 2009
dies 359
Intesa tra Unione delle Province Sarde, ANCI Sardegna,
CGIL CISL UIL Sardegna sul bilancio sociale
Alcoa non deve chiudere. Medde (Cisl): «
Il tempo delle sole parole è finito. Indispensabile dare certezza ad un sistema
industriale in crisi. Il sindacato sardo
pronto alla mobilitazione generale» (dies
351 /2009)
Cagliari – La crisi dell’Alcoa ha aumentato
l’allarme delle organizzazioni sindacali per una crisi economica che sembra
senza vie d’uscita. «Il sindacato deve constatare – dice Mario Medde,
segretario generale Cisl sarda – che, dopo lo sciopero dei settori produttivi
del mese di luglio di quest’anno, si è di fronte a ritardi, inadempienze e
vuoti di strategia di politica settoriale che necessitano di una ulteriore
risposta in termini di mobilitazione diffusa e generale».
L’Alcoa è solo l’ultima delle
aziende che dichiara un situazione di difficoltà e che manifesta l’intenzione
di sospendere l’attività produttiva. «Si è di fronte a scelte che – aggiunge
Medde - non è possibile accettare e che è necessario respingere con la massima
fermezza. Insieme ad Alcoa, la ex Otefal, l’Eurallumina,
Quanto
succede a Portovesme è’ solo la punta di un iceberg, perché il territorio vive
una crisi economica e sociale senza precedenti. Come nelle altre realtà
industriali, nella Sardegna centrale, nel Medio Campidano, nel Sassarese, in
Ogliastra e nell’Oristanese, persino nella Gallura, e nel Cagliaritano il
sistema produttivo vive il tracollo del modello di sviluppo. I segnali che
starebbero positivamente emergendo e l’economia internazionale non trovano
riscontro alcuno nel sistema economico e industriale dell’Isola.
«Il 30 di
novembre all’Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo è ormai inevitabile
– secondo Medde - la decisione di una mobilitazione adeguata a livello delle
difficoltà dei lavoratori e del tessuto economico regionale e locale».
Non c’è
giorno che passi senza l’esplosione di un’emergenza produttiva, mentre si intensificano
le lotte dei lavoratori in azienda, a Cagliari e a Roma.
«Il
sindacato chiede – conclude il segretario generale della Cisl sarda - che la
mobilitazione dei lavoratori venga supportata dall’intera comunità regionale,
da tutte le istituzioni sarde e che vengano date maggiori certezze circa
l’impegno del Governo, della Regione e dell’Unione Europea per salvare i posti
di lavoro e le iniziative industriali dell’isola».
E’
indispensabile dunque la riapertura del confronto a Palazzo Chigi per discutere
un programma di rilancio delle attività produttive, sia sul versante delle
vertenze aziendali aperte e delle emergenze, talune ormai croniche, sia sulle
strategie e sui progetti necessari a sostenere le industrie esistenti e a
promuovere un nuovo modello di sviluppo in grado di garantire la competitività
del sistema economico sardo.
Giovanni Matta (Cisl).«L’acqua deve
restare un bene pubblico. Da mettere a punto il sistema di gestione» (dies
352/2009)
Cagliari - L’acqua è un bene pubblico e tale deve
restare e
«Semmai
Fin dalla
prima riunione con l’attuale Giunta, il sindacato sardo pose con forza
l’esigenza di aprire un tavolo di confronto sul tema «servizio idrico», in modo
particolare sulle difficoltà che incontra Abbanoa ad esercitare appieno le sue
funzioni. Iniziative concrete per avviare il dialogo tra le parti non se ne
sono viste. «Ad oggi nessun confronto è stato avviato – dice Matta - mentre le
problematiche inerenti al ruolo del servizio idrico in Sardegna risultano
sempre più pressanti».
Per
«La stessa
amministrazione regionale – aggiunge Matta - decise di uscire dalla gestione
del servizio con l’atteggiamento di chi vuole liberarsi di una grana pesante e
fastidiosa lasciando al nuovo gestore la responsabilità di reperire le risorse
necessarie, non solo per garantire il normale funzionamento, ma anche quelle
funzionali ad esercitare l’erogazione dell’acqua e, più in generale, la
realizzazione delle infrastrutture necessarie per garantire il servizio. Il
risultato di tale scelta è sotto gli occhi di tutti. Un’azienda indebitata la
cui entità potrebbe mettere a serio rischio la sopravvivenza della stessa
Abbanoa».
In questa
situazione è necessario – secondo al Cisl - un intervento energico
dell’amministrazione regionale che rimetta in sesto i conti di Abbanoa ma,
soprattutto, riscriva per intero il contenuto e gli obiettivi della legge
29/1997, licenziata dal Consiglio regionale con troppa fretta, che ha poi
portato l’amministrazione regionale ad un’interpretazione integralista della
stessa legge, scaricando sulla sola tariffa tutti gli oneri derivanti dalla
gestione e distribuzione dell’acqua. «Una pura follia- commenta Matta - come
possiamo oggi constatare, i cui effetti li stiamo toccando con mano».
Ente Foreste della Sardegna.
Manifestazione il 26 novembre. I sindacati di categoria chiedono l’inserimento
nella Finanziaria 2010 delle risorse per rinnovare il contratto integrativo (dies 353/2009)
Cagliari
– Manifestazione di protesta dei
lavoratori dell’Ente Foreste della Sardegna giovedì 26 novembre davanti al
Consiglio regionale. Alle ore 10 operai e impiegati aderenti alle
organizzazioni Flai (Cgil), Fai (Cisl) e Uila (Uil) si riuniranno sotto i
portici di via Roma per sensibilizzare maggioranza e minoranza a inserire nella
Finanziaria per il 2010 le risorse necessarie per il contratto di lavoro
integrativo dei dipendenti.
Le tre organizzazioni di
categoria il 28 ottobre scorso hanno inoltrato alla Commissione Bilancio una
richiesta d’audizione. «Non solo la richiesta non è stata accolta, ma ci
risulta – si legge in una nota dei segretari regionali di categoria, Raffaele
Lecca, Graziano Meloni e Pasquale Deiana - che nel testo licenziato manchino
del tutto le risorse necessarie per il rinnovo del contratto, che è bene
ricordarlo è ormai scaduto da due anni».
I sindacati «considerano un atto
molto grave la mancata previsione delle risorse nel bilancio della Regione,
risorse che peraltro erano previste da un protocollo d’intesa sottoscritto con
Giunta-sindacati. Cgil, Cisl e Uil: «Su lavoro e sviluppo niente politica
dei due tempi» (dies 354/2009)
Cagliari – All’inizio della settimana scorsa le segreterie
regionali di Cgil, Cisl e Uil, hanno incontrato il Presidente della Regione per
discutere sui temi del lavoro e dello sviluppo. All’onorevole Cappellacci i
sindacati hanno chiesto un deciso un cambiamento sul metodo e sul merito della
programmazione regionale per lo sviluppo e il lavoro.
«In
particolare abbiamo sollecitato – hanno detto i segretari generale Costa, Medde
e Ticca - un patto sociale per lo sviluppo con il coinvolgimento di tutte le
forze attive della società sarda: sindacato, imprenditori, istituzioni. Non
accetteremo in questo momento la politica dei due tempi: cioè subito un piano
per tamponare le emergenze e, successivamente, quello per il rilancio
dell’economia dell’isola. Secondo noi i due impegni possono, anzi devono,
procedere parallelamente per non far arrivare
Unire le forze per salvare il settore chimico (dies 355/2009).
Cagliari - Ci vuole una terapia d’urto in grado di rilanciare
il settore chimico in Sardegna. Questa terapia deve essere il combinato delle
azioni di Stato, Regione, ma anche delle imprese del settore, che devono
confermare la volontà di mantenere in esercizio gli impianti e di investire
nelle realtà produttive della Sardegna. Con questa richiesta
Rsu Abbanoa Cagliari.
Cagliari –
Al
secondo posto si è piazzata
«E'
dunque un ottimo risultato per il sindacato di via Ancona che risulta di gran
lunga la prima sigla per numero di voti», ha commentato la segretaria
territoriale della Cisl.
Piero
Agus nuovo segretario generale Pensionati
Cisl Sardegna (dies 357/2009)
Bonanni a Cagliari il 25 novembre 2009 (dies 358/2009)
Cagliari - Il segretario generale nazionale della Cisl
confederale, Raffaele Bonanni, interverrà
- mercoledì 25 novembre 2009, ore 10 Hotel
Mediterraneo – ai lavori del Consiglio generale della Cisl, aperto ai
quadri e responsabili di categoria. Il segretario confederale farà il punto sui
più rilevanti temi nazionali e regionali attualmente nell’agenda sindacale.
Intesa tra Unione delle Province Sarde, ANCI Sardegna,
CGIL CISL UIL Sardegna sul bilancio sociale (dies
359/2009)
Cagliari - La contrattazione territoriale sui bilanci sociali,
predisposti da Comuni e Province, può
diventare un modello importante per la riqualificazione del welfare locale, per
la riorganizzazione della spesa pubblica e del prelievo fiscale locale e per
ribadire il principio della centralità della persona con i suoi bisogni e le
sue aspettative. Partendo da questo principio l’Unione delle province sarde,
l’Anci Sardegna e Cgil, Cisl Uil regionali lunedì scorso hanno firmato
un’intesa sulla contrattazione sociale e
territoriale. In pratica, d’ora in avanti ogni volta che comuni e province
metteranno mano alle voci di bilancio per decidere di fiscalità locale,
condizione degli anziani, servizi socio-sanitari, servizi pubblici locali,
politiche abitative, servizi per l’infanzia e segretariato sociale, dovranno
concertare con Cgil, Cisl e Uil territoriali e regionali
Il
protocollo d’intesa è stato firmato da Roberto Deriu (Presidente dell’Unione
delle province sarde), Umberto Oppus (Direttore Anci Sardegna), e dai segretari
generali Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil).
In
questa particolare fase di crisi economica, nella prospettiva di un federalismo
fiscale che dia più ruolo a Province e Comuni, secondo il sindacato è
necessario intervenire per costruire una rete di sostegno pubblico ai redditi
delle famiglie in difficoltà, l’imposizione fiscale deve essere improntata sul
criterio della progressività individuando, per le famiglie numerose e quelle a
più basso reddito da lavoro e da pensione, aree di esenzione e riduzione
fiscale.
Nella fase attuativa dell’accordo verranno individuate apposite
sedi in cui definire le modalità applicative e gli ambiti dove l’intesa troverà
attuazione.
UPS,
ANCI, CGIL CISL UIL Sardegna si attiveranno perché il confronto su questi temi
si sviluppi in tutti i livelli territoriali lasciando la piena autonomia nella
definizione delle priorità e nelle modalità di intervento agli Enti Locali.
A
tal proposito le parti convengono sulla necessità di costruire un osservatorio
regionale con il compito di monitorare l’andamento della Contrattazione Sociale
Territoriale e di diffondere, in tutte le realtà locali, le buone pratiche
realizzate.
L’intesa si articola in una premessa, sette paragrafi più la
conclusione. Le materie principali della concertazione riguarderanno fiscalità
locale, anziani e condizioni di non autosufficienza, integrazione socio
sanitaria, servizi pubblici locali, politiche abitative, servizi per
l’infanzia, diritto allo studio e segretariato sociale.
Pubblichiamo
di seguito la «Premessa» con la spiegazione delle ragioni all’origine
dell’intesa.
«In
questi ultimi anni ci sono stati e continueranno ad esserci significativi
processi di cambiamento nel sistema istituzionale italiano, la riforma del
titolo V della Costituzione disegna un nuovo assetto istituzionale introducendo
temi come il Federalismo e conferendo pari dignità a Stato, Regioni e Enti
locali.
Contemporaneamente
sono stati imposti dalle leggi finanziarie dello Stato una serie di vincoli che
hanno ricreato un “neocentralismo” che di fatto vanifica la riforma stessa, è
stato introdotto il patto di stabilità e di recente la mancata compensazione
del taglio dell’ICI.
Oggi
gli Enti locali registrano ripercussioni negative sui propri bilanci e hanno
difficoltà a garantire i servizi primari, mentre i cittadini individuano nelle
istituzioni territoriali il livello più prossimo e più adeguato a risolvere i
problemi e a governare uno sviluppo sociale equilibrato.
Nella
regione Sardegna è necessario ridefinire le regole della nostra autonomia nei
confronti dello Stato e ritrovare, dentro le politiche del Federalismo Fiscale,
un rinnovato ruolo degli Enti locali territoriali.
Al
riguardo è indispensabile definire anche in Sardegna un assetto di federalismo
fiscale interno, coerente con i principi dell’articolo 199 della Costituzione
che prevede l’integrale finanziamento delle funzioni dei Comuni, attraverso
tributi propri, la compartecipazione a contributi erariali e la perequazione.
Nel recente passato i trasferimenti agli Enti Locali sono confluiti nel fondo
unico che, per legge, deve essere rivalutato con la variazione delle entrate
tributarie regionali. Nel prossimo esercizio le entrate tributarie regionali, a
seguito della positiva conclusione della vertenza, cresceranno di oltre 1,3
miliardi di euro, cioè del 22,6%, cui, per legge, dovrebbe conseguire un incremento
del fondo unico degli EE.LL. per oltre 130 milioni di euro.
Le
Province e i Comuni devono diventare sempre più gli attori principali delle
politiche di sviluppo e di welfare.
Il
coinvolgimento delle Parti Sociali sarà fondamentale in questo processo di riforma.
La
contrattazione territoriale sui bilanci sociali, predisposti
dalle autonomie locali, può
diventare un modello importante per la riqualificazione del welfare locale, per
la riorganizzazione della spesa pubblica e del prelievo fiscale locale e per
ribadire il principio della centralità della persona con i suoi bisogni e le
sue aspettative.
In
questo contesto i sindacati confederali sono chiamati ad assumere nuove forme
di partecipazione e di responsabilità.
Questa
crisi incide terribilmente sull'agricoltura
e sui redditi delle imprese agricole e zootecniche, sull'occupazione e
sull'economia e richiama tutti - istituzioni locali, regione, governo e forze economiche - a
operare per contrastare questa deriva.