ANNO XXVII - NUMERO 33

9 novembre 2009

 

dies 336

 «Un’altra Sardegna è possibile». Il 13 novembre seminario della Cisl sarda su lavoro, sviluppo e autogoverno

 

dies 337

Il 30 novembre assemblea rappresentanze del popolo sardo per una nuova fase di sviluppo, lavoro e libertà in Sardegna

 

dies 338

Emarginazione e discriminazione si tingono di rosa

 

dies 339

I lavoratori ex base USA La Maddalena negli organici degli EE.LL. territoriali

 

dies 340

Stabilizzazione lavoratori CSL, CESIL: prime aperture della Regione e delle Province

 

dies 341

Iniziativa Fnp. Nel Sulcis Iglesiente: «Sportello Donna pensionata»

 

dies 342

La Fnp-Cisl della Gallura incontra la Provincia di Olbia – Tempio

 

dies 343

La prossima riforma sanitaria in Sardegna preoccupa i pensionati Fnp Cisl Cagliari

 

 

 

 

 

 

 

«Un’altra Sardegna è possibile». Il 13 novembre seminario della Cisl sarda su lavoro, sviluppo e autogoverno            (dies 336/2009)

 

Cagliari - La Cisl sarda terrà, il 13 novembre a Cagliari presso l’Hotel Mediterraneo, una riflessione con specifici apporti esterni, sul tema «Lavoro sviluppo e autogoverno nella Sardegna post-autonomistica». Parteciperà il gruppo dirigente della Cisl sarda, con il contributo del senatore Giuseppe Pisanu, e con le comunicazioni di Beniamino Moro (docente universitario)e di Umberto Oppus (direttore Anci Sardegna).

L’iniziativa è importante in considerazione anche dell’urgenza che le riforme istituzionali ed economiche hanno per una strategia regionale di rilancio della crescita economica e della promozione del lavoro.

I contenuti del seminario

La Specialità e la Rinascita hanno accompagnato, come idee forza, le speranze dei sardi nella lunga fase della prima modernizzazione dell’Isola. Si è però di fronte a un loro innegabile logoramento.

La Rinascita, pur permanendo come norma costituzionale, pare essere stata rimossa anche dal dibattito politico. Eppure sono ancora evidenti i divari economici e sociali che l’hanno motivata.

Si aggiunga l’obiettiva rottura del Patto Costituzionale tra Stato e Regione su temi decisivi, quali il lavoro e altri diritti di cittadinanza, che andrebbero invece adeguatamente supportati.

Una legislatura costituente per la Sardegna è tale se si pone questi obiettivi e se, in forme specifiche e con metodo proporzionale, si dà vita a un’Assemblea Costituente che approvi il nuovo Statuto dell’Isola.

In una fase straordinaria assume grande rilevanza un congresso delle rappresentanze del popolo sardo per sostenere il necessario cambiamento economico e sociale e l’Assemblea Costituente come momento più rappresentativo di questa svolta.

Bisogna infatti pensare e programmare lo sviluppo, con un’idea di società improntata ai valori di giustizia sociale e di libertà. Valori e progetti da collocare oltre l’autonomia e la specialità così come le abbiamo conosciute. Queste, infatti, dicono tutto o quasi sul recente passato, ma nulla o quasi sul futuro.

Si sono modificate le categorie politiche, istituzionali, economiche e sociali che davano linfa e razionalità all’autonomia, così come storicamente è stata rivendicata e attuata nella dimensione della specialità.

È profondamente mutata la situazione internazionale ed europea, e con essa l’economia e la finanza. È cambiato lo Stato.

Che cosa è dunque all’ordine del giorno della politica e delle istituzioni sarde? Quale idea e progetto per le istituzioni e la società?

Forse l’autogoverno come forma più avanzata della specialità che si afferma in uno Stato federalista? Oppure l’autogoverno come indipendenza? O, ancora, il ristagno non solo politico di un’autonomia ormai superata anche dalle dinamiche interne e dalla forza delle regioni a Statuto ordinario?

Sottrarsi a questi interrogativi comporta il pericolo dell'emarginazione, in Italia e in Europa, e di un ulteriore arretramento economico e sociale.

La Regione deve comunque fare i conti con il federalismo fiscale. Infatti, il rapporto tra accumulazione della ricchezza e centri e capacità di spesa (ivi compresa la rinegoziazione del patto di stabilità interno) rappresenta una questione ineliminabile per qualsivoglia scelta di sviluppo. Nel contempo è una priorità la definizione degli assetti istituzionali dell’Isola, per attuare il federalismo interno sulla base del quale rinegoziare con lo Stato poteri, risorse e funzioni.

In questa direzione, il federalismo cooperativo e solidale rappresenta una risposta coerente con le storiche aspettative dei sardi e un obiettivo praticabile nell'attuale fase storica.

Non c’è però più tempo da perdere!

I più importanti indicatori economici e sociali dell’Isola volgono in senso negativo: lavoro, produzione della ricchezza, reddito delle famiglie. La conseguenza più evidente è l’aumento delle povertà, con più di trecentomila persone al di sotto della soglia della povertà relativa.

Eppure un’altra Sardegna è possibile: con maggiori opportunità lavorative, e adeguate misure di contrasto della povertà e maggiori tutele sociali.  Si tratta altresì di conciliare l’esigenza di una maggiore produzione di reddito con una più equa distribuzione della ricchezza. È un impegno che richiede un nuovo Patto dei Sardi e una stagione di grande e diffusa partecipazione.

A tal fine è indispensabile una politica non minimalista, valori, programmi, capacità attuativa, radicamento sociale, nei quali incardinare una rappresentanza politica non solo elettorale.

S’impone dunque un’idea e pratica della politica come dimensione popolare e diffusa, e la democrazia rappresentativa, con la valorizzazione dei corpi sociali, come strumento e insieme di regole che meglio e più di altri riesce ad affermare le libertà individuali e collettive.

Non è solo un problema di risorse finanziarie, ma di quante e quali ragioni e passioni, come sardi, sapremo mettere in campo per essere realmente liberi.

 

Il 30 novembre assemblea rappresentanze del popolo sardo per una nuova fase di sviluppo, lavoro e libertà in Sardegna        (dies 337/2009)

 

Cagliari - Le Segreterie regionali di Cgil Cisl Uil hanno deciso di avviare un processo che coinvolga tutta la società sarda, a partire dal mondo del lavoro, della politica e della cultura, per individuare le cause specifiche della crisi, ma soprattutto per contribuire ad avviare una nuova fase di sviluppo economico e sociale dell'Isola.

Il sindacato, preso atto della gravità della crisi che interessa la nostra regione sul versante economico e sociale, come attestato dalle principali analisi di fonti istituzionali, della ricerca ed economiche e sociali, ritiene sia necessario riflettere sugli attuali problemi e sulle prospettive del lavoro, dello sviluppo e delle riforme, oltre le emergenze e i pur necessari interventi di sostegno al reddito.

L’impegno fondamentale dei sardi riguarda una società improntata alla giustizia, alla libertà e all’equità, da realizzarsi dunque attraverso la partecipazione e la sussidiarietà. Una sussidiarietà orizzontale dove prevalgano in egual misura le opportunità per le persone, e una verticale dove tutti i territori dell’Isola possano ambire e concretizzare un’uguale dignità, ruolo e rappresentanza, e dove tutti possano abitare e vivere con uguali condizioni di abitabilità e vivibilità.

Proprio per questo il lavoro è condizione primaria e ineliminabile di un nuovo sviluppo economico e sociale della Sardegna; in funzione di una maggiore competitività del sistema regionale, di un incremento della ricchezza, di una sua più equa distribuzione.

 

Alcuni dati sulla situazione economica e sociale della Sardegna

Ammortizzatori sociali in

deroga (ottobre 2009)

9.714

lavoratori in cig

2.908

lavoratori in mobilità

455

aziende

Tasso disoccupazione

11,0%

2° trimestre 2009

78.000

in cerca di occupazione

92.000

scoraggiati

Tasso disoccupazione

giovanile 2008

36,8%

Sardegna

21,3%

Italia

 

Incidenza povertà delle

famiglie

19,4%

300.000 persone al di sotto

della soglia della povertà

Reddito medio pro capite 2008

16.200 euro

Sardegna

17.839 euro

Italia

Importo medio mensile

pensioni INPS

614,22 euro

anno 2008

 

PIL pro capite 2008

20.627

Sardegna

26.276

Italia

PIL ai prezzi di base

27.248,14 milioni di euro

anno 2008

27.678 milioni di euro

anno 2007

 

(Fonte: ISTAT, SVIMEZ, INPS, UNIONCAMERE, DIPARTIMENTO DELLE FINANZE)

 

 

Emarginazione e discriminazione si tingono di rosa           (dies 338/2009)

 

Cagliari - «Il problema-lavoro e la situazione del welfare regionale sono ormai diventati una questione di genere e hanno assunto le dimensioni di una discriminazione di fatto nei confronti delle donne». La segretaria regionale Cisl, Oriana Putzolu, ancora una volta richiama l’attenzione sui problemi della condizione femminile. Per la sindacalista di via Ancona una cosa è certa: «La disoccupazione rende le donne ancor più deboli, le sospinge alle soglie del dramma quando sono sole e con figli minori a carico e la povertà assoluta diventa per loro un rischio reale».

La Sardegna «in rosa» è un pianeta in pericolo, proprio a causa dei numeri sempre in rosso dell’occupazione femminile. «La Cisl sarda – dice la Putzolu - chiede alla Regione di individuare un pacchetto di politiche attive del lavoro specifiche per le donne - correggendo, modificando ed, eventualmente, sostituendo quelle esistenti - accompagnate da un piano articolato per promuovere formazione e occupazione femminile e da interventi sul welfare per facilitare e incentivare accesso e permanenza delle donne nel sistema produttivo».

Anche l’ultima rilevazione trimestrale Istat ha sentenziato che su una forza lavoro di 705.000 unità, le donne sono solamente 285.000. Le non-forze lavoro sono 960.000 di cui 563.000 le donne. A parte le 100.000 ragazze sotto i 15 anni d’età e le 173.000 over 64 anni, nella fascia più propriamente lavorativa (15-64) figurano ben 289.000 donne. Esplorare questo microcosmo riserva clamorose sorprese: 33.000 cercano lavoro non attivamente, 12.000 sono disponibili a lavorare solamente a certe condizioni, 30.000 non cercano ma sono disponibili a lavorare, mentre 214.000 non cercano e non sono disponibili a lavorare.

«In questo mondo del no – aggiunge la segretaria regionale Cisl - rientra sicuramente il fenomeno delle scoraggiate: ragazze e donne mature, stanche di cercare inutilmente un posto, rinunciano definitivamente per rinchiudersi nell’alveo familiare dove il lavoro sicuramente non manca. Sono quelle che partono con un handicap culturale notevole. Nonostante i forti progressi fatti sul fronte scolastico dalla componente femminile negli ultimi decenni, che ha portato le donne a superare i maschi nella percentuale di titolari di dottorato, laurea e diploma universitario (rispettivamente 9,9% contro 6,9% nel 2008), nella forza lavoro femminile resta sempre lo zoccolo duro – il 61,4% - fermo alla terza media o senza titolo. Per non dire del solo 2,4% di donne con qualifica professionale. La prima emergenza sociale, dunque, strettamente collegata al lavoro, è rimettere ordine al sistema scolastico e formativo regionale».

Tra le 213 mila donne ferme alla licenza elementare e prive di titolo scolastico è forte il rischio di un analfabetismo di ritorno per niente compensato alla scuola delle fiction televisive, passatempo pressoché obbligato di tante casalinghe.

La seconda emergenza  - per la Putzolu - è posta dalle 75.000 donne che, pur pronte al lavoro, se ne tengono lontane con una o più motivazioni. La più importante è la necessità di assistere un familiare impedito. La legge 162/98 quantifica in Sardegna oltre 25 mila disabili gravi, di cui 10.389 con meno di 65 anni e 15.208 over 65. «A costoro bisogna aggiungere – dice la sindacalista - le mamme tenute in casa da bambini talassemici, diabetici, malati sensoriali e le giovani spose che, dopo la nascita del primo figlio, non riescono più a conciliare lavoro e famiglia».

Il potenziamento dei servizi alla persona, una rete razionale di asili nido, l’attivazione di servizi per il tempo libero organizzato dei bambini, l’apertura di centri comunitari ricreativi per anziani sono altri strumenti di incentivazione al lavoro femminile. Non basta stanziare consistenti risorse, è necessario anche finalizzare utilmente la spesa. Quella per il welfare al femminile è sicuramente un utile investimento.

 

 

I lavoratori ex base USA La Maddalena negli organici degli EE.LL. territoriali           (dies 339/2009)

 

Cagliari - Lunedì 9 novembre 2009 il Governo pubblicherà il decreto con l’elenco delle disponibilità degli Enti locali, del territorio circostante la Maddalena, ad acquisire nei propri organici i 141 lavoratori dipendenti della ex base USA. Nello stesso documento saranno resi noti i livelli professionali e contrattuali nei quali verranno inquadrati i lavoratori. E’, questo, il risultato positivo conseguito il 5 novembre 2009 dalle delegazioni sindacali e dei lavoratori interessati, nel corso dell’incontro con i responsabili del Dipartimento della Funzione Pubblica di Palazzo Chigi.

«Entro l’anno si concluderà – ha detto il segretario regionale Cisl, Giovanni Matta - una vicenda delicata iniziata con la partenza americana da La Maddalena, che ha costretto i lavoratori ex dipendenti a un lungo periodo di CIG. Il risultato va attribuito alla tenacia dei lavoratori e all’azione decisa svolta dal sindacato a tutti i livelli».

 

 

Stabilizzazione lavoratori CSL, CESIL: prime aperture della Regione e delle Province           (dies 340/2009)

 

Cagliari - Si sblocca la situazione e inizia un percorso da seguire passo dopo passo con la Regione e le Province verso la stabilizzazione degli Operatori Cesil e Csl.

Grazie alla mobilitazione, al forte impulso e all’impegno unitario di questi mesi e al sit-in organizzato in concomitanza con la riunione tra la Giunta Regionale e gli Assessori Provinciali, la giornata del 26 ottobre scorso ha registrato un passo in avanti significativo per la vertenza degli operatori dei servizi per l’impiego (Cesil e Csl).

L’accordo sottoscritto dalla Regione e dalle Province  prevede:

«Come parte sindacale – rende noto la Cisl territoriale di Cagliari - abbiamo chiesto e ottenuto, sia dalla Regione che dalle Province un tavolo, che si aprirà subito dopo la prima fase di monitoraggio, per definire il Piano e il percorso verso la stabilizzazione. In quel tavolo si entrerà nel merito di tutte le questioni e di tutte le problematiche. Riteniamo positivo che si sia aperta questa strada, per altro non scontata, dopo le mobilitazioni e il pressing sindacale, che va percorsa e gestita in maniera unitaria e con il pieno coinvolgimento dei lavoratori interessati. Si dovrà poi aprire un tavolo con le province (tra cui quella di Cagliari) per armonizzare tali impegni con l'inserimento dei lavoratori dentro l'organico».

 

 

Iniziativa Fnp. Nel Sulcis Iglesiente: «Sportello Donna pensionata»       (dies 341/2009)

 

Cagliari - Il 4 novembre scorso, nei locali della UST-Cisl di Carbonia, 19 componenti il Coordinamento donne pensionate Territoriale hanno partecipato ad un incontro formativo di tipo seminariale organizzato dalla Segreteria Fnp-CISL Territoriale con la collaborazione della UST. Il Seminario è inserito nel Progetto di proselitismo «Potenziamento delle Leghe e Valorizzazione delle Risorse umane».

Il seminario era articolato in tre moduli orari della durata di un’ora ciascuno. Tre gli argomenti trattati da altrettanti relatori: «I valori della Cisl», esposto dalla Segretaria della Ust-Cisl Laura Puddu, «L’importanza del linguaggio verbale e gestuale nella comunicazione» presentato da Giorgia Matta; « Dai bisogni ai servizi» trattato in modo sintetico ma chiaro da Enzo Petraroia della Fnp-Cisl territoriale.

Ha aperto i lavori il Segretario Generale della Fnp-Cisl del Sulcis Iglesiente, Piero Agus, successivamente ha preso la parola la segretaria territoriale con delega alla formazione, Tullia Pusceddu, che ha illustrato alle coordinatrici e collaboratrici di Lega le modalità operative e la valenza sociale dello «Sportello donna pensionata» che, grazie alla disponibilità garantita dalle delegate presenti al seminario, si realizzerà in tutte le Leghe del territorio del Sulcis-Iglesiente.

Per gli argomenti trattati, questo seminario ha voluto fornire alle signore Fnp impegnate nello «sportello» alcuni essenziali strumenti conoscitivi e di riflessione per dare visibilità ai valori della Cisl. In particolare l’attenzione e la solidarietà alla persona; condivisione delle problematiche delle donne anziane che vivono molteplici situazioni di fragilità e chiedono al sindacato dei pensionati di essere accolte, ascoltate, informate e soprattutto tutelate

Nel Territorio del Sulcis-Iglesiente, per la prima volta, il coordinamento donne Fnp si rende visibile con una iniziativa approvata e condivisa dagli organismi statutari e dagli operatori sindacali impegnati nelle Leghe.

Con la disponibilità ad essere presenti nelle Leghe allo «Sportello Donne Pensionate» le delegate del coordinamento territoriale Fnp dimostrano d’aver saputo individuare alcuni  elementi che, più di altri, stanno alla base delle situazioni di criticità di molte donne anziane: cioè solitudine, povertà, senso di abbandono, difficoltà a relazionarsi..

Con quest’iniziativa le donne del coordinamento hanno evidenziato inoltre di possedere una potenzialità innovativa capace di proporre e sperimentare modalità operative alternative e/o complementari a quelle già in atto nella Fnp-Cisl territoriale.

 

 

La Fnp-Cisl della Gallura incontra la provincia di Olbia – Tempio          (dies 342/2009)

 

Cagliari - La Provincia di Olbia-Tempio, nell'ambito della programmazione del P.L.U.S., ha promosso diversi incontri sulle principali tematiche di questi piani. E’ stato così favorito il confronto con tutte le parti sociali interessate ad apportare un contributo di dialogo e di progettazione. «Abbiamo apprezzato – ha detto Marco Porcheddu, segretario generale Fnp-Cisl Gallura - l'impostazione data dalla Provincia, che ha voluto suddividere il territorio in due grandi aree, interessando in questo primo momento il distretto sanitario di Tempio, con particolare attenzione alle esigenze delle singole comunità».

La Ust Cisl gallurese ha interessato le Federazioni che, per le loro specifiche competenze, potevano fornire idee e contributi.

Al tavolo tematico «Area Anziani», tenutosi nell’aula consiliare della Provincia di Tempio, insieme con la Ust hano partecipato anche la segreteria della Fnp-Cisl della Gallura e il neo eletto presidente dell'Anteas, Paolo Deiana.

«I lavori hanno evidenziato – secondo Marco Porcheddu – l’inderogabile esigenza di dover offrire ai nostri anziani tutte le attenzioni di cui hanno diritto». La presenza della Cisl, della segreteria della Fnp- Cisl e dell'Anteas territoriale sono state importanti ed hanno stimolato il dibattito su concrete esigenze sia degli anziani abili e sia di quelli in condizioni di disabilità.

Marco Porcheddu nel suo intervento ha chiesto, infatti, maggiori e concreti impegni per la non autosufficienza, come la definizione di protocolli d'intesa tra i Comuni e la ASL coordinati e promossi dalla Provincia, al fine di ottimizzare le risorse certamente scarse per tutti, ma, se coordinate, possono essere utilizzate al meglio con particolare attenzione all'assistenza domiciliare integrata in molti comuni svolta dalla sola ASL che giocoforza non può assicurare le migliori prestazioni nè arrivare a soddisfare tutti. Il segretario generale della Fnp gallurese ha anche ricordato che «in questo momento la Regione Sardegna sta operando gravi e pesanti tagli sui progetti ottenuti nel passato». Porcheddu ne ricorda uno per tutti, quello denominato «Rientro a casa». «Vorremmo conoscerne l'entità, il numero dei progetti andati a buon fine e i motivi di quelli inesitati».

Il Presidente dell'ANTEAS, Paolo Deiana, ha dato la disponibilità dell’associazione di volontariato, che ha fra i suoi associati le risorse umane necessarie a garantire un’adeguata capacità di collaborazione. Con una precisazione: l’anziano non può essere considerato solamente nel momento dell’inabilità, ma anche nella fase di prevenzione, con l’offerta di momenti di svago, attività sportive adeguate e iniziative di socializzazione per combattere la solitudine.

 

La prossima riforma sanitaria in Sardegna preoccupa i pensionati Fnp Cisl Cagliari    (dies 343/2009)

Cagliari - La Segreteria Territoriale della FNP-CISL di Cagliari è seriamente preoccupata per le novità annunciate, ma non ancora introdotte, sul riordino del servizio sanitario regionale. Si ipotizzano, infatti, grosse trasformazioni del sistema: riduzione del numero delle ASL, scorporo degli ospedali dalle stesse Aziende sanitarie, creazione di macro aree sanitarie non ben definite ed eventuale implementazione dei distretti sanitari. Il tutto - viene detto - per rendere più vicina la sanità ai cittadini e per meglio soddisfare le loro esigenze. «L’insieme delle novità – dice Ignazio Poddighe, segretario organizzativo della Fnp Cisl di Cagliari - sembra non tenere conto del fatto che a livello nazionale è stato raggiunto l’accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per un nuovo Patto della Salute che definisce il programma finanziario volto a sostenere le politiche sanitarie nell’arco triennale 2010-2012. Tra gli interventi previsti in quell’accordo nazionale una riduzione del finanziamento sanitario richiesto dalle regioni per il 2010. Inoltre saranno portati a 4 i posti letto per 1.000 abitanti, comprensivi dei posti letto degli ospedali pubblici e delle case di cura private, rispetto agli attuali 5,5 posti per 1000 abitanti. Si parla anche della possibile reintroduzione dei ticket sanitari regionali; della razionalizzazione dell’assistenza ai non autosufficienti (altro che tenere conto della recente protesta degli ammalati di SLA!)»

«Tutte le novità, che hanno sollevato una serie di interrogativi e di lamentele da parte dei nostri associati e della nostra dirigenza, ha consigliato - aggiunge Poddighe -  la segreteria territoriale a richiedere e attuare una serie di incontri con i direttori degli attuali Distretti Sanitari, culminati con luna riunione con il direttore del Distretto di Cagliari – Area Vasta,  Giuseppe Frau, in quanto coordinatore dei Distretti Sanitari della ASL 8, per un esame congiunto dell'attuale situazione. Sino a quando non verranno approvate e messe in essere le variazioni legislative ipotizzate, consideriamo le norme e i servizi vigenti. Al sindacato interessa ricercare soluzioni alle problematiche attualmente avanzate dagli iscritti: lunghe liste d’attesa, difficoltà ad interagire con i servizi sanitari e socio-assistenziali presenti nel territorio, conoscerne i servizi e quali diritti  i cittadini possono esercitare».