ANNO XXVII - NUMERO 33
9 novembre 2009
dies 336
«Un’altra Sardegna è possibile». Il 13
novembre seminario della Cisl sarda su lavoro, sviluppo e autogoverno
dies 337
Il 30 novembre
assemblea rappresentanze del popolo sardo per una nuova fase di sviluppo,
lavoro e libertà in Sardegna
dies 338
Emarginazione
e discriminazione si tingono di rosa
dies 339
I lavoratori ex base USA
dies 340
Stabilizzazione
lavoratori CSL, CESIL: prime aperture della Regione e delle Province
dies 341
Iniziativa
Fnp. Nel Sulcis Iglesiente: «Sportello Donna pensionata»
dies 342
dies 343
La prossima
riforma sanitaria in Sardegna preoccupa i pensionati Fnp Cisl Cagliari
«Un’altra Sardegna è possibile». Il 13 novembre seminario della Cisl sarda su lavoro, sviluppo e autogoverno (dies 336/2009)
Cagliari -
L’iniziativa è
importante in considerazione anche dell’urgenza che le riforme istituzionali ed
economiche hanno per una strategia regionale di rilancio della crescita
economica e della promozione del lavoro.
I contenuti del
seminario
Si aggiunga l’obiettiva
rottura del Patto Costituzionale tra Stato e Regione su temi decisivi, quali il
lavoro e altri diritti di cittadinanza, che andrebbero invece adeguatamente
supportati.
Una legislatura costituente
per
In una fase straordinaria
assume grande rilevanza un congresso delle rappresentanze del popolo sardo per
sostenere il necessario cambiamento economico e sociale e l’Assemblea
Costituente come momento più rappresentativo di questa svolta.
Bisogna infatti pensare e
programmare lo sviluppo, con un’idea di società improntata ai valori di
giustizia sociale e di libertà. Valori e progetti da collocare oltre
l’autonomia e la specialità così come le abbiamo conosciute. Queste, infatti,
dicono tutto o quasi sul recente passato, ma nulla o quasi sul futuro.
Si sono modificate le
categorie politiche, istituzionali, economiche e sociali che davano linfa e
razionalità all’autonomia, così come storicamente è stata rivendicata e attuata
nella dimensione della specialità.
È profondamente mutata la
situazione internazionale ed europea, e con essa l’economia e la finanza. È
cambiato lo Stato.
Che cosa è dunque all’ordine del giorno della politica e delle istituzioni sarde? Quale idea e progetto per le istituzioni e la società?
Forse l’autogoverno come
forma più avanzata della specialità che si afferma in uno Stato federalista?
Oppure l’autogoverno come indipendenza? O, ancora, il ristagno non solo
politico di un’autonomia ormai superata anche dalle dinamiche interne e dalla
forza delle regioni a Statuto ordinario?
Sottrarsi a questi
interrogativi comporta il pericolo dell'emarginazione, in Italia e in Europa, e
di un ulteriore arretramento economico e sociale.
In questa direzione, il
federalismo cooperativo e solidale rappresenta una risposta coerente con le
storiche aspettative dei sardi e un obiettivo praticabile nell'attuale fase
storica.
Non c’è però più tempo da
perdere!
I più importanti indicatori
economici e sociali dell’Isola volgono in senso negativo: lavoro, produzione
della ricchezza, reddito delle famiglie. La conseguenza più evidente è
l’aumento delle povertà, con più di trecentomila persone al di sotto della
soglia della povertà relativa.
Eppure un’altra Sardegna è
possibile: con maggiori opportunità lavorative, e adeguate misure di contrasto
della povertà e maggiori tutele sociali.
Si tratta altresì di conciliare l’esigenza di una maggiore produzione di
reddito con una più equa distribuzione della ricchezza. È un impegno che
richiede un nuovo Patto dei Sardi e una stagione di grande e diffusa partecipazione.
A tal fine è indispensabile
una politica non minimalista, valori, programmi, capacità attuativa,
radicamento sociale, nei quali incardinare una rappresentanza politica non solo
elettorale.
S’impone dunque un’idea e
pratica della politica come dimensione popolare e diffusa, e la democrazia
rappresentativa, con la valorizzazione dei corpi sociali, come strumento e
insieme di regole che meglio e più di altri riesce ad affermare le libertà individuali
e collettive.
Non è solo un problema di
risorse finanziarie, ma di quante e quali ragioni e passioni, come sardi,
sapremo mettere in campo per essere realmente liberi.
Il 30 novembre
assemblea rappresentanze del popolo sardo per una nuova fase di sviluppo,
lavoro e libertà in Sardegna (dies
337/2009)
Cagliari - Le Segreterie regionali di
Cgil Cisl Uil hanno deciso di avviare un processo che coinvolga tutta la
società sarda, a partire dal mondo del lavoro, della politica e della cultura,
per individuare le cause specifiche della crisi, ma soprattutto per contribuire
ad avviare una nuova fase di sviluppo economico e sociale dell'Isola.
Il sindacato, preso atto
della gravità della crisi che interessa la nostra regione sul versante
economico e sociale, come attestato dalle principali analisi di fonti
istituzionali, della ricerca ed economiche e sociali, ritiene sia necessario
riflettere sugli attuali problemi e sulle prospettive del lavoro, dello
sviluppo e delle riforme, oltre le emergenze e i pur necessari interventi di
sostegno al reddito.
L’impegno fondamentale dei
sardi riguarda una società improntata alla giustizia, alla libertà e
all’equità, da
realizzarsi dunque attraverso la partecipazione e la sussidiarietà. Una
sussidiarietà orizzontale dove prevalgano in egual misura le opportunità per le
persone, e una verticale dove tutti i territori dell’Isola possano ambire e
concretizzare un’uguale dignità, ruolo e rappresentanza, e dove tutti possano
abitare e vivere con uguali condizioni di abitabilità e vivibilità.
Proprio per questo il lavoro
è condizione primaria e ineliminabile di un nuovo sviluppo economico e sociale
della Sardegna; in funzione di una maggiore competitività del sistema
regionale, di un incremento della ricchezza, di una sua più equa distribuzione.
Alcuni dati sulla situazione economica
e sociale della Sardegna
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Ammortizzatori sociali in deroga (ottobre 2009) |
9.714 lavoratori in cig |
2.908 lavoratori in mobilità |
455 aziende |
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Tasso disoccupazione |
11,0% 2° trimestre 2009 |
78.000 in cerca di occupazione |
92.000 scoraggiati |
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Tasso disoccupazione giovanile 2008 |
36,8% Sardegna |
21,3% Italia |
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Incidenza povertà delle famiglie |
19,4% |
300.000 persone al di sotto della
soglia della povertà |
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Reddito medio pro capite 2008 |
16.200 euro Sardegna |
17.839 euro Italia |
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Importo medio mensile pensioni INPS |
614,22 euro anno 2008 |
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PIL pro capite 2008 |
20.627 Sardegna |
26.276 Italia |
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PIL ai prezzi di base |
27.248,14 milioni di euro anno 2008 |
27.678 milioni di euro anno 2007 |
(Fonte:
ISTAT, SVIMEZ, INPS, UNIONCAMERE, DIPARTIMENTO DELLE FINANZE)
Emarginazione
e discriminazione si tingono di rosa (dies
338/2009)
Cagliari
- «Il problema-lavoro e la
situazione del welfare regionale sono ormai diventati una questione di genere e
hanno assunto le dimensioni di una discriminazione di fatto nei confronti delle
donne». La segretaria regionale Cisl, Oriana Putzolu, ancora una volta richiama
l’attenzione sui problemi della condizione femminile. Per la sindacalista di
via Ancona una cosa è certa: «La disoccupazione rende le donne ancor più
deboli, le sospinge alle soglie del dramma quando sono sole e con figli minori
a carico e la povertà assoluta diventa per loro un rischio reale».
Anche l’ultima rilevazione trimestrale Istat ha
sentenziato che su una forza lavoro di 705.000 unità, le donne sono solamente
285.000. Le non-forze lavoro sono 960.000 di cui 563.000 le donne. A parte le
100.000 ragazze sotto i 15 anni d’età e le 173.000 over 64 anni, nella fascia
più propriamente lavorativa (15-64) figurano ben 289.000 donne. Esplorare
questo microcosmo riserva clamorose sorprese: 33.000 cercano lavoro non attivamente,
12.000 sono disponibili a lavorare solamente a certe condizioni, 30.000 non
cercano ma sono disponibili a lavorare, mentre 214.000 non cercano e non sono
disponibili a lavorare.
«In questo mondo del no – aggiunge la segretaria
regionale Cisl - rientra sicuramente il fenomeno delle scoraggiate: ragazze e
donne mature, stanche di cercare inutilmente un posto, rinunciano
definitivamente per rinchiudersi nell’alveo familiare dove il lavoro
sicuramente non manca. Sono quelle che partono con un handicap culturale
notevole. Nonostante i forti progressi fatti sul fronte scolastico dalla
componente femminile negli ultimi decenni, che ha portato le donne a superare i
maschi nella percentuale di titolari di dottorato, laurea e diploma
universitario (rispettivamente 9,9% contro 6,9% nel 2008), nella forza lavoro
femminile resta sempre lo zoccolo duro – il 61,4% - fermo alla terza media o
senza titolo. Per non dire del solo 2,4% di donne con qualifica professionale.
La prima emergenza sociale, dunque, strettamente collegata al lavoro, è
rimettere ordine al sistema scolastico e formativo regionale».
Tra le 213 mila donne ferme alla licenza elementare
e prive di titolo scolastico è forte il rischio di un analfabetismo di ritorno
per niente compensato alla scuola delle fiction televisive, passatempo
pressoché obbligato di tante casalinghe.
La seconda emergenza
- per
Il potenziamento dei servizi alla persona, una rete
razionale di asili nido, l’attivazione di servizi per il tempo libero
organizzato dei bambini, l’apertura di centri comunitari ricreativi per anziani
sono altri strumenti di incentivazione al lavoro femminile. Non basta stanziare
consistenti risorse, è necessario anche finalizzare utilmente la spesa. Quella
per il welfare al femminile è sicuramente un utile investimento.
I lavoratori ex base USA
Cagliari - Lunedì 9 novembre 2009 il Governo
pubblicherà il decreto con l’elenco delle disponibilità degli Enti locali, del
territorio circostante
«Entro l’anno si concluderà – ha detto
il segretario regionale Cisl, Giovanni Matta - una vicenda delicata iniziata
con la partenza americana da
Stabilizzazione
lavoratori CSL, CESIL: prime aperture della Regione e delle Province (dies 340/2009)
Cagliari - Si sblocca la
situazione e inizia un percorso da seguire passo dopo passo con
Grazie alla mobilitazione, al forte
impulso e all’impegno unitario di questi mesi e al sit-in organizzato in
concomitanza con la riunione tra
L’accordo sottoscritto dalla Regione e
dalle Province prevede:
«Come parte sindacale – rende noto
Iniziativa
Fnp. Nel Sulcis Iglesiente: «Sportello Donna pensionata» (dies 341/2009)
Cagliari - Il 4 novembre scorso, nei locali della UST-Cisl di Carbonia, 19 componenti il Coordinamento donne pensionate Territoriale hanno partecipato ad un incontro formativo di tipo seminariale organizzato dalla Segreteria Fnp-CISL Territoriale con la collaborazione della UST. Il Seminario è inserito nel Progetto di proselitismo «Potenziamento delle Leghe e Valorizzazione delle Risorse umane».
Il seminario era articolato in tre moduli orari della durata di un’ora ciascuno. Tre gli argomenti trattati da altrettanti relatori: «I valori della Cisl», esposto dalla Segretaria della Ust-Cisl Laura Puddu, «L’importanza del linguaggio verbale e gestuale nella comunicazione» presentato da Giorgia Matta; « Dai bisogni ai servizi» trattato in modo sintetico ma chiaro da Enzo Petraroia della Fnp-Cisl territoriale.
Ha aperto i lavori il Segretario Generale della Fnp-Cisl del Sulcis Iglesiente, Piero Agus, successivamente ha preso la parola la segretaria territoriale con delega alla formazione, Tullia Pusceddu, che ha illustrato alle coordinatrici e collaboratrici di Lega le modalità operative e la valenza sociale dello «Sportello donna pensionata» che, grazie alla disponibilità garantita dalle delegate presenti al seminario, si realizzerà in tutte le Leghe del territorio del Sulcis-Iglesiente.
Per gli argomenti trattati, questo seminario ha
voluto fornire alle signore Fnp impegnate nello «sportello» alcuni essenziali strumenti conoscitivi e di riflessione per dare
visibilità ai valori della Cisl. In particolare l’attenzione e la solidarietà
alla persona; condivisione delle problematiche delle donne anziane che vivono
molteplici situazioni di fragilità e chiedono al sindacato dei pensionati di
essere accolte, ascoltate, informate e soprattutto tutelate
Nel Territorio del Sulcis-Iglesiente, per la prima volta, il coordinamento donne Fnp si rende visibile con una iniziativa approvata e condivisa dagli organismi statutari e dagli operatori sindacali impegnati nelle Leghe.
Con la disponibilità ad essere presenti nelle Leghe
allo «Sportello Donne Pensionate» le
delegate del coordinamento territoriale Fnp dimostrano d’aver saputo
individuare alcuni elementi che, più di
altri, stanno alla base delle situazioni di criticità di molte donne anziane:
cioè solitudine, povertà, senso di abbandono, difficoltà a relazionarsi..
Con quest’iniziativa le donne del coordinamento
hanno evidenziato inoltre di possedere una potenzialità innovativa capace di
proporre e sperimentare modalità operative alternative e/o complementari a
quelle già in atto nella Fnp-Cisl territoriale.
Cagliari -
Al tavolo tematico «Area Anziani», tenutosi nell’aula consiliare della Provincia di
Tempio, insieme con
«I lavori hanno evidenziato – secondo Marco
Porcheddu – l’inderogabile esigenza di dover offrire ai nostri anziani tutte le
attenzioni di cui hanno diritto». La
presenza della Cisl, della segreteria della
Fnp- Cisl e dell'Anteas territoriale sono state importanti ed hanno stimolato
il dibattito su concrete esigenze sia degli anziani abili e sia di quelli in
condizioni di disabilità.
Marco Porcheddu nel suo
intervento ha chiesto, infatti, maggiori e concreti impegni per la non autosufficienza, come la definizione di protocolli d'intesa tra i Comuni
e
Il Presidente dell'ANTEAS, Paolo
Deiana, ha dato la disponibilità dell’associazione di volontariato, che ha fra
i suoi associati le risorse umane necessarie a garantire un’adeguata
capacità di collaborazione. Con una precisazione: l’anziano non può essere considerato solamente nel momento dell’inabilità,
ma anche nella fase di prevenzione, con l’offerta di momenti di svago,
attività sportive adeguate e iniziative di
socializzazione per combattere la solitudine.
La prossima
riforma sanitaria in Sardegna preoccupa i pensionati Fnp Cisl Cagliari (dies 343/2009)
Cagliari -
«Tutte le novità, che hanno
sollevato una serie di interrogativi e di lamentele da parte dei nostri
associati e della nostra dirigenza, ha consigliato - aggiunge Poddighe - la segreteria territoriale a richiedere e
attuare una serie di incontri con i direttori degli attuali Distretti Sanitari,
culminati con luna riunione con il direttore del Distretto di Cagliari – Area
Vasta, Giuseppe Frau, in quanto coordinatore
dei Distretti Sanitari della ASL 8, per un esame congiunto dell'attuale
situazione. Sino a quando non verranno approvate e messe in essere le
variazioni legislative ipotizzate, consideriamo le norme e i servizi vigenti.
Al sindacato interessa ricercare soluzioni alle problematiche attualmente
avanzate dagli iscritti: lunghe liste d’attesa, difficoltà ad interagire con i
servizi sanitari e socio-assistenziali presenti nel territorio, conoscerne i
servizi e quali diritti i cittadini
possono esercitare».