ANNO XXVII - NUMERO 31

12 ottobre 2009

 

dies 316

Un piano casa per rilanciare l’edilizia anche per i ceti meno abbienti

 

dies 317

Aumentano i poveri nel mondo. In Sardegna situazione sempre più drammatica

 

dies 318

Siglata la terza intesa dell’anno. Nell’isola 9714 i lavoratori in Cigs e 2908 in mobilità

 

dies 319

Cigs e mobilità in deroga a Cagliari il primato regionale

 

dies 320

Sicet: nel Piano Casa Regione Sardegna assenti i contenuti sociali

 

dies 321

Il 12 ottobre scioperano i lavoratori della Cooperativa sociale «La Clessidra»

 

dies 322

Riorganizzazione degli Uffici della Direzione scolastica regionale. Aperta la trattativa

 

dies 323

Protestano i lavoratori della Polizia di Stato

 

dies 324

L’attività sindacale in Sardegna

 

 

Un piano casa per rilanciare l’edilizia anche per i ceti meno abbienti      (dies 316/2009)

 

Cagliari – La maratona consiliare sul cosiddetto «Piano Casa, contenente «disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e di programmi di valenza strategica per lo sviluppo», dovrebbe caratterizzarsi per due obiettivi: vivibilità del territorio, e quindi lo sviluppo di quelle comunità, e la compatibilità delle scelte di mutamento del tessuto urbano, dell’agro, dell’ambiente e del paesaggio con le preesistenze culturali, ambientali e architettoniche.

Del sostegno all’economia c’è assoluto bisogno. In questi ultimi anni, infatti, in una fase peraltro caratterizzata a livello nazionale da una leggera crescita, in Sardegna l’assenza di specifici e mirati provvedimenti hanno frenato il settore delle costruzioni, sempre strategico e fondamentale per l’Isola.

Nel 2004 la media degli occupati nel settore delle costruzioni era pari a 70.000 addetti, nel 2008 a 62.000: una riduzione di circa 8.000 unità. Nel primo trimestre 2009 il numero degli occupati nelle costruzioni era di 60.000 unità a fronte dei 66.000 dello stesso periodo del 2008. Nel secondo trimestre si è registrato un altro calo di 4.000 unità.

Relativamente alla situazione congiunturale del settore delle costruzioni, la Banca d’Italia nel rapporto annuale 2008 ne certifica l’ulteriore deterioramento. Le cause vengono individuate nella contrazione dell’attività nell’ambito dell’edilizia residenziale, insieme alla debolezza dell’attività di realizzazione delle opere pubbliche.

Da registrare, inoltre, la diminuzione dell’attività di recupero degli immobili residenziali.

È evidente dunque l’urgenza di dare risposte immediate ad un settore strategico per l’economia dell’Isola, sia sul versante del fabbisogno di abitazioni, sia su quello della riqualificazione del patrimonio edilizio e abitativo esistente.

È altresì indispensabile, attraverso nuove norme, intervenire sui centri storici e antichi, soprattutto dei comuni minori, per far fronte allo spopolamento che ormai caratterizza gran parte di queste aree urbane.

Per quanto riguarda in particolare il «piano casa», la segreteria della CISL sarda, che condivide gli obiettivi generali del disegno di legge – per il sindacato di via Ancona presenta aspetti positivi, ma anche elementi di criticità – ritiene necessario alcuni correttivi:

§        stabilire due parametri di volumetria in ampliamento, uno per le unità immobiliari ad alta consistenza volumetrica e l’altro per quelle a bassa consistenza volumetrica. L’attuale criterio unico avvantaggia i primi.

§        Restituire ai Comuni le competenze in materia paesaggistica. La centralizzazione in sede assessoriale della materia determina tempi burocratici lunghissimi ed espropria i Comuni della responsabilità e delle tutela del proprio territorio.

§        Indicare le risorse finanziarie che la Regione mette a disposizione per favorire il rilancio del settore edile, al di là degli effetti moltiplicatori che la norma può suscitare sull’edilizia privata.

§        Prevedere nella norma interventi di potenziamento degli uffici tecnici dei Comuni per garantire al meglio il ruolo dell’Ente locale nelle competenze connesse alle materie urbanistiche e alla tutela del territorio.

La Cisl ritiene necessario che il provvedimento in esame in Consiglio regionale provochi un impatto positivo anche tra le fasce sociali popolari per rispondere alle aspettative dei lavoratori e delle loro famiglie.

«Il Piano casa, infatti, deve garantire – secondo la segreteria Cisl - l’incremento dell’offerta di abitazioni, attraverso il recupero di quelle esistenti, ma anche con la costruzione di nuove, mentre l’aumento delle volumetrie deve consentire, a chi non le possiede compiutamente in termini dignitosi e funzionali, l’adeguamento della propria casa, senza ovviamente creare nocumento agli interessi più generali indicati dalla pianificazione urbanistica comunale. Non è questo un argomento che si può prestare alle sole logiche di schieramento, né a strumentalizzazioni di qualsivoglia natura, ma al contrario richiede condivisione, prima di tutto da parte delle rappresentanze sociali ed economiche, degli Enti locali e del sindacato degli inquilini».

 

Aumentano i poveri nel mondo. In Sardegna situazione sempre più drammatica           (dies 317/2009)

 

Cagliari - La Banca mondiale prevede, sulla spinta della crisi economica e finanziaria, novanta milioni di nuovi poveri in più. La Sardegna rischia già nel corso del 2009 di raggiungere i trecentocinquantamila poveri al di sotto della soglia della povertà relativa.

«Certo - spiega Mario Medde, segretario generale Cisl sarda - diversamente dai Paesi del Terzo e Quarto mondo, la povertà che noi registriamo nell’Isola assume caratteristiche meno drammatiche. Si è però di fronte a migliaia di famiglie, si è ormai superato il numero delle centomila famiglie che vivono con un reddito insufficiente a garantire una vita dignitosa e una speranza per i propri figli».

Per questo motivo la CISL sarda da tempo chiede interventi straordinari sia sul versante degli strumenti necessari a monitorare e a seguire il fenomeno delle vecchie e nuove povertà, sia su quello delle politiche e delle misure utili a ridurre l’impatto della disoccupazione e delle pensioni inadeguate ad una vita decorosa.

Ormai anche quanti vivono di un solo reddito rischiano di non arrivare alla fine del mese con le risorse finanziarie necessarie al proprio sostentamento economico. Ma il dramma vero riguarda le migliaia di giovani disoccupati (il trenta per cento come tasso di disoccupazione giovanile), gli ultracinquantenni che non riescono a garantirsi una ricollocazione, i lavoratori precari e coloro che utilizzano gli ammortizzatori sociali che usufruiscono di un salario al di sotto della soglia della povertà relativa.

«A fronte dunque di una realtà in costante peggioramento, il piano contro le povertà – aggiunge Medde - diventa fondamentale sia per venire incontro alle migliaia di nuovi poveri, sia per sostenere un reddito che deve essere adeguato per creare le condizioni di una nuova crescita economica e sociale nell’Isola».

«I sardi indigenti, ma anche coloro che usufruiscono di tutti i diritti di cittadinanza, si attendono che le istituzioni sarde e la Regione diano un segnale forte, non ordinario, cioè tradizionale, in grado di dare speranza – dice il segretario Cisl - ma anche di fornire risposte quotidiane in termini di lavoro e di reddito di inserimento nella società e nel mercato del lavoro».

Secondo la Cisl non è possibile utilizzare un solo strumento di intervento, c’è una «varietà» nella povertà che merita e che necessita di misure diverse e adeguate. La proposta del sindacato di via Ancona è di aprire subito un tavolo di confronto con le rappresentanze economiche e sociali per avviare una fase di straordinaria attenzione alle vecchie e nuove povertà.

 

 

Siglata la terza intesa dell’anno. Nell’isola 9714 i lavoratori in Cigs e 2908 in mobilità (dies 318/2009)

 

Cagliari - E’ stato siglato il terzo Accordo Istituzionale per la Cassa Integrazione e la mobilità in deroga. Con questa nuova intesa si avvia la procedura per erogare i sussidi per ulteriori 1820 lavoratori in Cassa Integrazione e 309 in mobilità. L’intera intesa composta da tre accordi sottoscritti il 6 marzo, il 19 maggio e il 6 ottobre 2009, interesserà 9714 lavoratori in Cig e 2908 in mobilità, che prestavano la loro opera alle dipendenze di 455 aziende. Rispetto allo scorso anno si registra un incremento di oltre il 300% passando da 2900 autorizzati nel 2008 ai numeri attuali.

«Questi dati –commenta Giovanni Matta, segretario regionale Cisl - costituiscono il sintomo di un grave collasso a cui è esposta la realtà economica della Sardegna e cui occorre far fronte con tempestività e determinazione. La Cisl ritiene che la definizione della prossima Finanziaria rappresenterà un momento importante per tentare di imporre una svolta, destinando risorse per rilanciare il tessuto economico sardo.

La via da seguire è la tutela del reddito delle famiglie che hanno perso il lavoro e contestualmente la creazione dei presupposti per reinserire nel mondo del lavoro circa 10.000 lavoratori lontani dal collocamento in pensione. «Alcuni di questi – dice Matta - sono fuori da troppi anni dai processi lavorativi e per essi occorre puntare a qualcosa tipo la mobilità lunga per accompagnarli alla pensione. Altri, e sono la maggioranza, devono essere riqualificati e restituiti a una nuova opportunità di lavoro. L’impresa non è facile, ma in difetto avremo una schiera di lavoratori e di famiglie costretti alla povertà e alla disperazione. Un rischio da evitare con forza».

La Cisl è pronta per un patto sociale per il lavoro. La Regione dovrebbe cogliere con tempestività questa opportunità.

 

 

Cigs e mobilità in deroga a Cagliari il primato regionale  (dies 319/2009)

 

Cagliari - Proviene dalla provincia di Cagliari il 47% (161 su 340) dei lavoratori inseriti nelle liste della mobilità in deroga e il 35% ( 641 su 1829) di quelli inseriti nelle liste della cassa integrazione in deroga: è quanto risulta dall’accordo firmato nei giorni scorsi tra l’assessorato regionale al lavoro e i sindacati regionali CGIL CISL UIL.

«Questo dato -  dice Fabrizio Carta, segretario generale della Cisl territoriale di Cagliari - è la dimostrazione che, purtroppo, la crisi continua a colpire pesantemente la nostra provincia. Non ci sono le crisi di grandi aziende che caratterizzano un territorio e che riempiono le prime pagine dei giornali, ma una miriade di casi drammatici che coinvolgono quasi tutti i settori, da quello edile a quello metalmeccanico, dalle agenzie di viaggio, ai call center, dal turismo al commercio, dai trasporti, all’ambiente».

Tanti piccoli numeri che, sommati, fanno capire le difficoltà che vivono i lavoratori del cagliaritano con l’aggravante che la povertà a Cagliari colpisce ferocemente. « Infatti, in un’area metropolitana, qual è quella cagliaritana, il costo della vita, i prezzi e le tariffe sono notoriamente più alti. Se è quindi positivo – aggiunge Carta - che, con gli ammortizzatori sociali in deroga, si dia un parziale sollievo a lavoratori e aziende, non ci si può fermare perché occorre un rilancio dell’economia nella nostra provincia».

Le istituzioni (a partire dalla Regione, dai Comuni più grandi e dalla Provincia) ma tutto il sistema pubblico, secondo il dirigente Cisl, devono attivare iniziative e spendere le risorse per cercare di far ripartire l’economia: Le stesse aziende di credito devono fare di più a favore dei lavoratori e dei pensionati della nostra Provincia

«Per superare la crisi – conclude Carta - non si possono però ripetere gli errori del passato, puntando sul consumismo, sugli sprechi e su un uso del territorio sfrenato che crea solo danni e moltiplica gli effetti delle calamità naturali. Deve perciò nascere un nuovo modello di sviluppo che punti sui benefici dell’economia sociale, rispetti l’ambiente e il territorio e guardi al futuro delle giovani generazioni».

 

 

Sicet: nel Piano Casa Regione Sardegna assenti i contenuti sociali        (dies 320/2009

 

Cagliari – Il piano casa della Regione Sardegna ricalca il provvedimento nazionale. Si chiama piano casa, ma di fatto non interviene minimamente sull'aumento dell'offerta edilizia, in particolare di quella sociale o a canoni accessibili, come il mercato immobiliare avrebbe bisogno sia per le esigenze dei cittadini sia come strumento necessario per la riduzione dei prezzi di un mercato impazzito e distorto dalla speculazione. Si assiste, infatti, ad un eccesso di offerta di unità immobiliari agli attuali prezzi di mercato, con un invenduto che supera le 300 mila unità.

Il Sicet di Cagliari, sindacato inquilini aderente alla Cisl, fa una prima radiografia del disegno di legge sul cosiddetto piano casa in discussione in Consiglio regionale. «Le misure contenute nel piano, pur teoricamente positive, in realtà – dice Alessandro Turco, segretario territoriale Sicet - sono da giudicare negativamente innanzitutto perché non considerano la reale situazione esistente sul territorio che evidenzia l'impossibilità di accesso all'edilizia pubblica anche per le classi meno abbienti, di fatto escluse dai bandi almeno per tre motivi: 1) l'azzeramento della spesa e dei programmi di edilizia residenziale pubblica (ossia le case popolari) e la loro riduzione a causa della destinazione a nuovi scopi diversi dall'edilizia sociale; 2) la diminuzione degli alloggi pubblici dovuta ai piani di vendita predisposti; 3) per la mancata applicazione delle procedure di decadenza che fanno sì che cittadini con alti livelli di reddito possano ancora dimorare in case popolari».

Se si somma a questa condizione l'ulteriore riduzione di fondi destinati al sostegno agli affitti, passati da 230 a 180 milioni circa, ci si rende conto che la situazione attuale è esplosiva, aggravata dalla crisi economica generalizzata, destinata a rimanere insoluta se non affrontata con la giusta decisione dal Governo nazionale e dalla Giunta Regionale.

In definitiva, il SICET ritiene che nell'attuale misura siano totalmente assenti contenuti di carattere sociale. Benchè ci sia nella normativa l’intento di stimolare l’economia, il settore edilizio in particolare, il cosiddetto piano casa è, a parere del SICET, insufficiente a rispondere realmente ai bisogni del territorio, dei lavoratori e dei pensionati sardi. Inoltre pare pericolosa la progressiva deregolamentazione del settore edile che pure già lamenta una situazione di pesante irregolarità nella realizzazione dei lavori, specialmente in quelli di impatto ridotto come quelli promossi dal piano.

Il piano si ripropone di rispondere all'emergenza abitativa attraverso alcune differenti misure. Il fulcro dell'intervento, tuttavia, riguarda la tanto discussa concessione di cubature extra per la costruzione, ricostruzione o ristrutturazione degli immobili. Tale misura, oltre a proporre una deregolamentazione pericolosa delle opere che avrebbe forte impatto sul territorio, pare inadatta al perseguimento di qualsiasi fine sociale ed inefficace anche dal punto di vista economico, in quanto non sufficiente a stimolare in maniera efficace un settore che ha bisogno di grandi opere e infrastrutture per ripartire, soprattutto considerando la situazione di arretratezza che affligge la nostra regione sotto questo profilo.

 Per il SICET i problemi legati all'abitare in Sardegna sono gli stessi che si potrebbero evidenziare (salvo rare eccezioni) per tutto il territorio nazionale, con l'aggravante di una crisi perenne che nella nostra regione è elemento cronicamente radicato, con cui si è dovuto convivere prima, durante ed anche dopo le varie crisi internazionali. «Si assiste- dice Turco - a un progressivo abbandono dell'Edilizia Residenziale Pubblica e alla crescita del mercato immobiliare in termini speculativi. A ciò si aggiunge l’incertezza sulla sussistenza dei fondi necessari all'attuazione dei piani previsti per gli interventi di costruzione e riqualificazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica dovuta all'entrata in vigore dell'ormai piano casa. Permane, inoltre, una mancanza di interventi pianificati di medio e lungo periodo in tema di politiche abitative. In questi tempi di crisi, alimentata proprio da una difficoltà del credito generata dai mutui, le problematiche legate al diritto all'abitare sono sempre più sentite dalla popolazione ma ancora una volta ignorate dalla politica».

Il tema degli sfratti, in particolare, preoccupa il SICET poiché per la nostra Regione (ma non solo purtroppo) i dati sono preoccupanti: circa 450 provvedimenti di sfratto emessi nel solo 2008 e se si considera che ad oggi manca ancora un piano regionale di Edilizia Residenziale Pubblica, si può ben comprendere quale sia l'allarme che questi dati devono suscitare. Intanto, a livello nazionale, i governi di entrambi i colori si sono limitati a rinviare il problema tramite proroghe che a nulla servono se non sono accompagnati da una seria politica abitativa che possa rispondere al bisogno dei cittadini che, a distanza di un anno, saranno nuovamente espulsi dal mercato privato. E nonostante ciò i prezzi non calano se non minimamente, mostrando una rigidità innaturale per la presenza di ostacoli di varia natura che impediscono al mercato di tornare autonomamente in una condizione di equilibrio.

 

 

Il 12 ottobre scioperano i lavoratori della Cooperativa sociale «La Clessidra» (dies  321/2009)

 

Sanluri – Il 12 ottobre si fermeranno lavoratori e lavoratrici della Cooperativa sociale «La Clessidra» operanti presso la Casa di cura e riabilitazione «Santa Maria Assunta» di Guspini. Così hanno deciso Cisl e Cgil del Medio Campidano per denunciare – come scrivono in una nota i segretari Caterina Cocco e Pier Luigi Mereu - il «mancato pagamento, da oltre un anno, di tre mensilità, che non vengono retribuite nonostante le pressanti richieste finora fatte e gli impegni anche assunti e non rispettati»; e le «insostenibili condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli operatori, costretti a svolgere prestazioni non corrispondenti alla propria qualifica e competenza».

Cgil e Cisl in una lettera inviata oltre che all’azienda anche al Prefetto di Cagliari, alla Commissione di Garanzia, al sindaco di Guspini e al direttore generale della Asl di Sanluri ripercorrono le tappe principali della vertenza e comunicano alle autorità come la situazione sia stata ripetutamente rappresentata dai lavoratori e dalle Organizzazioni Sindacali all’azienda. L’ultima volta in occasione degli incontri tenutisi il 14 e il 28 settembre scorsi. Nonostante le richieste per un’azione aziendale di recupero, «non sono state presentate soluzioni attendibili, determinando tra i lavoratori uno stato di forte malessere, non più tollerabile», che ha portato prima allo stato d’agitazione e poi allo sciopero.

 

 

Riorganizzazione degli Uffici della Direzione scolastica regionale. Aperta la trattativa            (dies 322/2009)

 

Cagliari – Riorganizzazione in arrivo all’Ufficio scolastico regionale. L’emanazione di un nuovo regolamento nazionale del Ministero Istruzione Università Ricerca richiede adeguamenti burocratico-organizzativi, di cui hanno discusso nei giorni scorsi il vice direttore generale regionale dell’USR, Enrico Tocco, e le rappresentanze Cgil, Cisl e Uil della Funzione Pubblica.

Prima novità contenuta nella bozza riorganizzativa: nella sede centrale di Cagliari 4 uffici anziché i 5 precedenti. 

La Sardegna avrà 19 dirigenti scolastici (8 amministrativi e 11 tecnici). La riorganizzazione prevede solamente 4 dirigenti nella sede centrale e un dirigente con competenze territoriali sulle ex province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, uno per provincia.

La CISL – rappresentata da Ignazio Usai e da Rosalba Crobu - nel corso dell’incontro ha evidenziato la particolarità di un nuovo regolamento che impone un riordino degli uffici senza tenere conto della situazione di fatto sempre più carente a livello di organici. Il sindacato ha, inoltre, sottolineato la ricaduta della nuova organizzazione sulla ripartizione delle competenze: si ridistribuiscono le attività al personale presente senza considerare i reali carichi di lavoro e riconoscere economicamente l’impegno lavorativo. La Cisl ha avanzato riserve sulle continue deleghe dell’USR agli Uffici territoriali ormai al collasso per la carenza di personale, vista anche la volontà di conferire incarichi aggiuntivi per materie da trattare per tutta la Regione.

 

 

Protestano i lavoratori della Polizia di Stato (dies 323/2009)

 

Cagliari – Sit-in nei giorni scorsi, di fronte alla Questura, del sindacato della polizia e del SIULP per protestare contro la politica degli annunci del Governo Berlusconi sulla sicurezza e contro la politica delle mancate promesse verso gli operatori.

Il Governo, in realtà, sta attuando pesantissimi tagli di risorse che produrranno il collasso del sistema.

Le insostenibili carenze d'organico e le vacanze causate dai pensionamenti determinano forti contraccolpi anche sulla provincia di Cagliari. Come riferisce una nota riportata nel sito della Cisl di Cagliari, secondo il SIULP e il suo segretario provinciale Salvatore Deidda, l'organico provinciale, già ridotto in 5 anni del 30%, rischia un ulteriore impoverimento: ci potrebbero essere circa 60 agenti in meno.

La protesta dei sindacalisti è mirata – secondo quanto riportato nel sito Cisl - anche contro le inadeguate offerte per il rinnovo del contratto di lavoro, per il mancato avvio della previdenza complementare e dello stanziamento di risorse per il riordino delle carriere. Anche i poliziotti di Cagliari, con il SIULP in testa, dicono basta all'azione politica del Governo che si vanta dei successi contro la mafia e la criminalità, ma poco fa per gli operatori e per la sicurezza in genere.

 

L’attività sindacale in Sardegna dal 12 al 16 ottobre 2009           (dies 324/2009)

Lunedì 12 ottobre

Cagliari: Usr. Si riunisce la segreteria regionale Cisl per esaminare la situazione politico-sindacale (ore 15- via Ancona 1).

 

Cagliari: Sistema idrico. La segreteria regionale Cisl incontra i responsabili territoriali e le federazioni del settore chimico e metalmeccanico per esaminare le problematiche relative al sistema idrico sardo (ore 9,30 via Ancona 11)

 

Martedì 13 ottobre

Cagliari: Sanità. La segreteria regionale riunisce le segreterie territoriali e le federazioni di categoria per un esame del sistema socio assistenziale (ore 10, via Ancona 1)

 

Sassari: Meridiana. La compagnia dell’Aga Khan presenta a Cgil, Cisl e Uil il nuovo polo manutentivo per il trasporto aereo sardo (sede Confindustria ore 11)

Mercoledì 14 ottobre

Oristano: Consiglio generale pensionati: Si riunisce il Consiglio generale dei pensionati Cisl (Fnp) per esaminare la situazione politico-sindacale e procedere alla nomina di nuovi dirigenti di settore. Interverrà il segretario generale nazionale, Antonio Uda (ore 9)

Giovedì 15 ottobre

Cagliari. Povertà senz’anima. Come restituire dignità alle vittime dell’indebitamento è il titolo di una tavola rotonda organizzata dalla Cisl di Cagliari. E «La povertà non è un male necessario. Una società senza povertà è possibile». Sono questi gli argomenti sui quali il convegno, organizzato dalla Cisl di Cagliari, metterà a confronto rappresentanti delle Istituzioni (Comuni, Provincia, Regione, Università), di diverse associazioni, dell'ABI, della Banca Etica, nonché esperti finanziari.

I lavori, coordinati dal giornalista Umberto Aime della Nuova Sardegna, saranno introdotti dal segretario della Cisl di Cagliari, Fabrizio Carta e conclusi dal segretario generale della Cisl sarda Mario Medde (ore 9,30, via Ancona 11).

Venerdì 16 ottobre

Assemini. Pensionati. Assemblea lega pensionati Cisl (ore 16)