ANNO XXVII - NUMERO 30

5 ottobre 2009

 

dies 306

Medde (Cisl): «Sempre più necessario un nuovo e moderno sistema di welfare»

 

dies 307

A metà novembre a Cagliari il Congresso delle rappresentanze del popolo sardo

 

dies 308

Avviata la vertenza dei lavoratori delle autonomie locali. Il settore è strategico per rilanciare l’economia e la qualità dei servizi nel territorio

 

dies 309

Avviata la vertenza dei lavoratori delle autonomie locali. Il settore è strategico per rilanciare l’economia e la qualità dei servizi nel territorio

 

dies 310

La Sardegna e il sistema bancario- Convegno Fiba Cisl regionale

 

dies 311

Il 10 ottobre nuovo incontro a Zuri delle Associazioni contro la povertà e per la solidarietà

 

dies 312

Sviluppo Italia Sardegna. Ancora preoccupazioni per 15 lavoratori

 

dies 313

Anche la Trexenta protesta con il ridimensionamento delle sedi Inps. Proclamata la mobilitazione generale del territorio

 

dies 314

Povertà senz’anima: tavola rotonda alla Cisl di Cagliari il 15 ottobre

 

dies 315

L’attività sindacale in Sardegna

 

 

 

Medde (Cisl): «Sempre più necessario un nuovo e moderno sistema di welfare»          (dies 306/2009)

 

Cagliari - Il sistema di sicurezza sociale della Sardegna va riformato, in concomitanza con l’approvazione del programma regionale di sviluppo e con la discussione in atto sulla manovra finanziaria e di bilancio per il 2010, ma anche per la volontà che il Governo regionale ha manifestato di rivedere il piano sanitario regionale.

Ancora più rilevante è l’esigenza di affrontare come priorità assoluta la questione sociale nei suoi diversi aspetti: il crescente fenomeno della povertà con 300 mila persone al di sotto della povertà relativa e la disoccupazione, giovanile e di lunga durata, che necessitano di risorse finanziarie adeguate, di osservatori che ne studino la consistenza e le caratteristiche, di strumenti e progetti di contenimento e di rilancio delle opportunità lavorative.

«Un nuovo welfare sardo – dice Medde - che, alla luce anche delle riforme delle novità legislative nazionali ed europee, affronti, sia a livello locale che regionale, il miglioramento dei servizi alla persona e alle famiglie, a partire dalle comunità e dai territori».

Non c’è molto tempo da perdere. «La portata della disoccupazione giovanile è tale – aggiunge il segretario generale - da richiedere un programma pluriennale di interventi in attesa della ripresa economica, che purtroppo non si prevede a breve scadenza e in termini quantitativamente adeguati. Tutto questo richiede, in virtù delle difficoltà finanziarie dello Stato e della Regione, ma anche della sostenibilità del modello sociale, un coordinamento interassessoriale presso la Regione Sardegna in grado di indirizzare - in termini selettivi - le risorse programmabili nei diversi settori, che talvolta agiscono senza garantire selettività e unitarietà nelle misure».

Un dato importante per valutare l’importanza della riforma del welfare e di nuove politiche e misure organizzative è dato dal numero dei giovani in cerca di occupazione iscritti nei centri servizi per il lavoro: a fine giugno erano registrati quasi 95 mila persone nella fascia sino ai 29 anni.

Il problema esiste nella stessa dimensione anche per gli ultra cinquantenni: nella fascia di età dai 45 ai 54 anni, sempre a fine giugno, erano 55.545, mentre nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni erano 36.486.

«Queste cifre – prosegue Medde - danno l’idea della necessità e urgenza di nuovi provvedimenti su più versanti: su quello delle politiche attive del lavoro, dell’orientamento scolastico e al lavoro, di assistenza e tutela del reddito, di reddito di cittadinanza da integrare con la formazione, l’aggiornamento e la ricollocazione».

Altrettanto urgente, sempre in un progetto di riforma del welfare sardo, sono le misure e gli interventi di contrasto alla povertà, non solo per le famiglie colpite dal dramma della disoccupazione, ma anche per gli anziani che hanno un reddito inadeguato ad una vita dignitosa.

Nel quadro generale del malessere bisogna tenere conto, per una giusta valutazione del fenomeno, che, nell’isola, il numero degli anziani con pensione al di sotto della soglia della povertà relativa rappresenta almeno il 50% delle 300 mila persone povere, di cui parla l’ISTAT con il 19,4% di incidenza della povertà nelle famiglie sarde.

Per questi motivi la CISL sarda ritiene indispensabile che la Regione apra un tavolo di confronto sulla riforma del welfare e sottolinea come valori fondamentali delle nuove politiche sociali e del lavoro quelli della persona, della famiglia e della comunità.

 

 

A metà novembre a Cagliari il Congresso delle rappresentanze del popolo sardo         (dies 307/2009)

 

Cagliari - Si svolgerà a metà novembre, a Cagliari, il congresso delle rappresentanze del popolo sardo. L’appuntamento politico-sindacale-sociale, più volte annunciato nei mesi scorsi, è stato ufficializzato giovedì 1 ottobre al termine della riunione unitaria delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. Resta ancora da stabilire la data, che non dovrebbe superare la seconda decade del prossimo mese. La sede della manifestazione sarà il palazzo dei congressi della Fiera internazionale della Sardegna.

Le tre segreterie stanno già lavorando a un documento-proposta da sottoporre a tutte le componenti istituzionali, sociali, sindacali, imprenditoriali, culturali, religiose e del volontariato, che dovrà costituire la «magna charta» degli impegni e degli obiettivi cui, nelle forme e nei modi propri di ogni forza, tutti dovranno perseguire.

Il sindacato, come più volte dichiarato da Cgil, Cisl e Uil, attribuisce al Congresso delle rappresentanze del popolo sardo una grande valenza sia nel rapporto con lo Stato nazionale, con l’Europa e con le altre regioni italiane e continentali, sia nello scacchiere economico internazionale. Soprattutto per questi motivi il prossimo momento unitario dovrebbe anche inaugurare una nuova fase di sviluppo per l’intera Sardegna.

L’iniziativa verrà presentata nelle prossime settimane durante una conferenza stampa.

Nel corso della riunione le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno anche esaminato la grave situazione politica e sociale, nonché la drammatica crisi occupazionale destinata ad aggravarsi. Pertanto le OO.SS. sollecitano Governo e Regione a mettere in campo politiche adeguate e tempestive di contrasto.

Il sindacato continuerà nelle manifestazioni e nelle iniziative perché Giunta e Consiglio regionale apportino alla manovra finanziaria per il 2010 aggiustamenti, correttivi e modifiche nel senso indicato da Cgil, Cisl e Uil.

 

 

Avviata la vertenza dei lavoratori delle autonomie locali. Il settore è strategico per rilanciare l’economia e la qualità dei servizi nel territorio        (dies 308/2009)

 

Tramatza - La vertenza regionale delle autonomie locali deve essere una priorità per la Giunta regionale e il Consiglio, anche adoperando al meglio la carta della specialità e dell’autonomia. Servono risposte per il lavoro pubblico in un settore strategico per il rilancio dell’economia e per la qualità dei servizi sul territorio.

La riunione regionale unitaria dei lavoratori del settore aderenti a Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica, - svoltasi nei giorni scorsi a Tramatza (Or) – è stata l’occasione per fare il punto sulle questioni generali del comparto, sia a livello nazionale che locale.

Oltre le questioni relative al contratto di lavoro e all’evoluzione nazionale delle riforme delle pubbliche amministrazioni, l’incontro ha messo in luce la centralità e la necessità di riformare e qualificare il sistema, per valorizzare il lavoro e migliorare i servizi sul territorio; un’alleanza positiva con i cittadini e le comunità, per scongiurare la facile rincorsa alle esternalizzazioni o alle privatizzazioni.

Una azione sindacale nello spirito e nella direzione tracciata nel recente documento sottoscritto dai Segretari Generali Nazionali CGIL FP CISL FP UIL FPL «Il valore del lavoro pubblico nei servizi per il Sistema-Paese e la partecipazione democratica».

«Vi sono diverse riforme e riorganizzazioni da completare o correggere nella fase applicativa – scrivono in una nota i segretari Giovanni Pinna, Davide Paderi e Adolfo Tocco - come sono ancora insufficienti le risposte al mondo del precariato che negli enti locali presenta fenomeni molto diffusi e professionalità utilizzate senza garanzie e serenità lavorativa».

E vero, dicono i sindacati, la legislazione nazionale del settore è molto stringente soprattutto a causa dei patti di stabilità e delle rigidità tecnico contabili, ma utilizzando al meglio la carta statutaria della specialità, le istituzioni regionali in stretta sinergia con quelle locali devono trovare soluzioni per supportare il comparto, a partire da un utilizzo più armonico del Fondo Unico.

«Inoltre, tenuto conto che il Piano Generale di Sviluppo della Giunta Regionale prevede la necessità di dare attuazione della Legge Regionale 9/2006 sul trasferimento di poteri e funzioni e risorse al sistema delle autonomie locali, è sempre più urgente definire e concludere – dicono i tre segretari generali della Funzione pubblica - il percorso della parificazione degli stipendi previsto».

Nei prossimi giorni le Segreterie regionali si attiveranno per rilanciare la vertenza regionale – in tutte le direzioni - e coinvolgeranno tutte le realtà locali al fine di portare in Giunta e in Consiglio le numerose problematiche che non possono avere ulteriori rinvii.

 

 

Diamo credito alla Sardegna            (dies 309/2009)

 

Cagliari La Cisl lo dice da tempo: tutti insieme per far uscire l’isola dalla crisi. Ognuno mette qualcosa in più e rinuncia a qualche certezza e vantaggio. Questa «santa alleanza» tra generosi il sindacato l’ha auspicata anche martedì 29 settembre durante il convegno, organizzato dalla Fiba Cisl, sul tema «Diamo Credito alla Sardegna». I margini di manovra non consentono sperimentazioni e voli pindarici. Il segretario generale Mario Medde ha ricordato che le difficoltà vengono da lontano nel tempo, aggravate ulteriormente dalla crisi finanziaria internazionale dell’ultimo anno. Quelle storiche hanno prodotto il 22% di lavoro nero, lavoro precario diventato quasi una regola benché non codificata, 320 mila poveri, molti dei quali risucchiati sotto la soglia della povertà assoluta. In questo scenario le banche non trovano di meglio, molte volte, che diminuire i prestiti e aumentare i tassi. Per altro, generosità e disponibilità bancarie non bastano per aiutare i piccoli imprenditori. La pubblica amministrazione deve fare la propria parte, cioè accelerare le procedere e velocizzare la spesa: 7 miliardi di residui passivi sono quasi l’ammontare di una Finanziaria. Puntuale la risposta della Regione, attraverso le parole dell’Assessore del Bilancio, Giorgio la Spisa, che promette leggi d’incentivazione e abbattimento dei residui passivi. «Compito della politica – ha detto il rappresentante della Giunta – è dettare regole, semplificare le procedure amministrative e la normativa sugli incentivi». Mission  politica è il consolidamento della ricchezza. Rientra nel programma di una gestione sempre più territoriale del credito la trasformazione della Sfirs ( la finanziaria regionale) in una società in house per sostenere gli investimenti, la capitalizzazione delle imprese e gestire un fondo di garanzia di 150 milioni di euro.

La tavola rotonda, coordinata dal giornalista Alfredo Franchini, ha delineato il panorama, con luci e ombre  del sistema economico locale. Per Terzo Proietti (Vice-direttore generale Banca di Credito sardo), non esiste una diatriba tra banche ed associazioni degli imprenditori. «La scorsa settimana – ha detto - abbiamo siglato un accordo con Confindustria. Raccogliamo 5 miliardi di euro ed investiamo in Sardegna 6 miliardi, rileviamo un incremento degli impieghi del 4% su base annua, ma vogliamo fare del buon credito».

Domenico Tanzanu (Banco di Sardegna) è categorico: «Investiamo nel territorio, le filiali della penisola si autofinanziano, ma abbiamo la necessità di mantenere sana la nostra Banca. L'erogazione del credito è costante, in linea con i dati del paese. I ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni sono un grosso problema».

Massimo Putzu (Presidente Confindustria Sardegna) vede la situazione in chiaroscuro. « Non funziona l'Osservatorio costituito presso la Prefettura, ma anche noi imprenditori dobbiamo migliorare. I dati di bilancio dicono di banche in piena salute, perciò non hanno più scuse ed essere pronte ad allargare i cordoni della borsa e contribuire a spingere l’economia locale»..

Enrico Gaia (presidente cooperativa di garanzia Sardafidi auspica l’apertura di un tavolo comune tra Banche e Consorzi Fidi, anche finalizzato alla creazione di un Fondo antiusura.

Dino Barranu (Direttore Consorzio fidi Finsardegna) fotografa una situazione debole e originale nel contempo: di tremila associati il 50% sono imprese individuali. «Altro problema per le imprese in questa fase di crisi è Equitalia, che interviene a gamba tesa sulle imprese in difficoltà, prelevando quanto le è dovuto anche direttamente dal conto bancario». La formazione degli imprenditori è un’altra esigenza particolarmente sentita da Fin Sardegna, che auspica un ritorno al passato quando i direttori delle banche conoscevano e avevano un rapporto diretto con l’imprenditore.

 Giuseppe Gallo, segretario nazionale Fiba, indica la strada virtuosa per uscire dalla crisi: «Dobbiamo partire dalla gestione della finanza avvenuta in modo predatorio dai banchieri e chiederci se si sta operando per evitare che possano ricrearsi le condizioni per una nuova crisi finanziaria come quella del 2008. Qualcosa viene fatto – dice Gallo - ma sui tempi di realizzazione non ci siamo: sono troppo lunghi. Dobbiamo modificare i criteri di valutazione del credito, le banche sono inchiodate da Basilea2, diversamente non concediamo credito a tante imprese. Devono migliorare le professionalità delle banche, troppo orientate all'esercizio della finanza e non del credito». Ha concluso i lavori Anna Maria Furlan, segretaria confederale Cisl

 

 

La Sardegna e il sistema bancario- Convegno Fiba Cisl regionale          (dies 310/2009)

 

Cagliari - Credito bancario per mettere un «tigre nel motore» delle economie più povere e conseguenze delle delocalizzazioni dei centri decisionali delle Banche, la maggior parte delle quali acquisite da istituti di credito del centro-nord, con conseguente trasferimento in quelle aree del paese dei centri decisionali, e la difficoltà di accesso al credito per le imprese del sud Italia e delle isole. Questi i temi al centro dell’iniziativa dei bancari Cisl della Sardegna che hanno riunito, il 29 settembre scorso, banche, imprenditori, sindacati, consorzi fidi.

«L'attualità di questi argomenti – ha detto in apertura Tonino Usai, segretario generale Fiba Cisl Sardegna - è testimoniata dall'indagine che supporta l'iniziativa della Fiba Nazionale, peraltro con dati aggiornati al dicembre del 2007, quindi appena influenzati dalla crisi dei mutui sub-prime ed alla conseguente crisi dei mercati finanziari sviluppatasi lo scorso anno e, a nostro avviso, ancora in corso con tutte le nefaste conseguenze del caso».

Il Pil reale dell'isola nel 2007 rappresentava il 2,1% del PIL italiano e il 9,1% del Mezzogiorno, la crescita media annua nel periodo 2000-2007 è risultata dello 0,9%, leggermente superiore a quella del Mezzogiorno e inferiore a quella del Paese. Analizzando i settori produttivi possiamo affermare che nel 2007 la congiuntura del settore agricolo è stata complessivamente sfavorevole, in base ai dati ISTAT le quantità prodotte delle principali coltivazioni si sono ridotte del 2,9% su base annua. Nel Settore Industriale la congiuntura è risultata moderatamente positiva nella prima parte del 2007 per poi rallentare nel secondo semestre; nel 2008 il quadro congiunturale è peggiorato con l'accentuazione del rallentamento già osservato nella seconda parte del 2007».

Nel 2007 è proseguita la fase di debolezza del settore delle costruzioni in atto nel biennio precedente, soprattutto nei comparti dell'edilizia non residenziale e delle opere pubbliche, mentre l'edilizia residenziale si è ulteriormente sviluppata. Una indagine della Banca d'Italia del marzo 2008, su un campione di imprese regionali operanti nelle opere pubbliche, ha rilevato una diminuzione del valore della produzione. Secondo l'indagine condotta dalla Banca d'Italia su un campione di imprese del settore dei servizi non finanziari con almeno venti addetti, nel 2007 il fatturato è risultato in diminuzione rispetto all'anno precedente, in particolare nel commercio. La domanda per consumi in regione è rimasta debole e l'incremento delle vendite del comparto distributivo regionale è stato contenuto. In base alle rilevazioni di Unioncamere sui supermercati ed ipermercati, alla crescita dei ricavi del primo semestre 2007 è seguito un rallentamento nella seconda parte dell'anno, con una evoluzione più favorevole per le imprese della grande distribuzione ed un fatturato in diminuzione dello 0,7% per le strutture di dimensioni minori. Nel settore turistico è proseguita la ripresa avviata nel 2006. I dati delle Amministrazioni Provinciali rilevano un aumento degli arrivi e delle presenze dei turisti nelle strutture ricettive rispettivamente del 9,7% e del 5,1% con una sostanziale stabilità nel settore per il 2008.

«In questo quadro – ha aggiunto Usai - c'è poco da stare allegri, le manifestazioni e gli appelli su un progressivo impoverimento della popolazione sarda da parte della Cisl regionale sono quotidiani. In questa situazione di difficoltà il Credito deve creare le migliori condizioni per sostenere le imprese locali, aiutandole in questa sfavorevole congiuntura. Siamo convinti che un benessere dell'economia rappresenta un analogo benessere per le popolazioni e per gli istituti di credito presenti nel territorio»

 

 

Il 10 ottobre nuovo incontro a Zuri delle Associazioni contro la povertà e per la solidarietà    (dies 311/2009)

 

Zuri – A un anno dalla «marcia di Zuri», le associazioni che hanno firmato l’omonima «Carta» contro la povertà e per la solidarietà si riuniranno nuovamente per attualizzarne il messaggio e proseguire nell’opera di sensibilizzazione soprattutto tra i giovani. I rappresentanti delle associazioni si ritroveranno sabato 10 ottobre nel piazzale antistante l’abside della Chiesa di San Pietro di Zuri. Alle 10 sono previsti gli interventi dei rappresentanti della carta di Zuri sulla lotta alla povertà e per l’inclusione sociale in Sardegna. Seguiranno i saluti del sindaco di Ghilarza, Stefano Licheri, e del Direttore Ufficio Scolastico Regionale, Armando Pietrella.

La manifestazione si concluderà con la cerimonia di consegna, alle classi presenti alla manifestazione e ai rappresentanti della stampa, de “sas bertulas” contenenti il pane sardo della solidarietà, la carta di Zuri e il documento contro le povertà. Infine la messa a dimora dell’albero della speranza e della solidarietà tra le persone e i popoli.

 

 

Sviluppo Italia Sardegna. Ancora preoccupazioni per 15 lavoratori         (dies 312 /2009)

Cagliari – Ancora preoccupazioni per i 15 lavoratori di Sviluppo Italia Sardegna. Non sanno ancora quale sarà il loro futuro lavorativo e quali compiti saranno affidati alla società, operativa in Sardegna dal 2001 con la mission di promuovere lo sviluppo locale con particolare riferimento agli start up aziendali. Dopo la proroga al 30 giugno 2010 della scadenza per la realizzazione del «Piano di Riordino del Gruppo Sviluppo Italia», che prevede, come è stato stabilito dalla legge finanziaria 2007, la cessione delle Società Regionali di Sviluppo Italia (ora denominata Invitalia - Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa SPA) alle Regioni di riferimento, i lavoratori non vedono iniziative e programmi concreti.

Prima del Piano di riordino, Invitalia disponeva di 17 società regionali operative (in tutte le regioni eccetto il Lazio, la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige). Ad oggi sono state completate le cessioni  delle società regionali del Gruppo in Sicilia, Puglia, Molise, Toscana, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Basilicata. Sono tuttora in corso di definizione le trattative finalizzate alla cessione delle società, ovvero di loro rami d’azienda, in Campania e Abruzzo.

In Sardegna invece, la società, che ha sedi a Cagliari (con 11 dipendenti) ed a Porto Torres (con 4 dipendenti), in assenza di un accordo di cessione della stessa alla Regione, è stata messa in liquidazione già dalla fine del  2008. «La messa in liquidazione della società – hanno detto Cgil, Cisl e Uil durante una conferenza stampa - sta rappresentando un costo notevole per il territorio della Sardegna e i disoccupati sardi, considerato che lo stato di liquidazione non consente la piena operatività nella gestione degli strumenti a disposizione della società per lo sviluppo locale. Basti pensare al moderno incubatore di imprese nell’area industriale di Porto Torres, realizzato in un territorio ad alta crisi industriale e mai entrato in funzione, o alle misure per il lavoro autonomo e per le microimprese, gestite a livello regionale da Sviluppo Italia Sardegna, che ogni anno fanno uscire centinaia di sardi dalla disoccupazione  e che sicuramente andrebbero in questo periodo rilanciate».

Per i sindacati la situazione attuale è preoccupante almeno per tre motivi:

1.Regioni del Nord Italia come la Liguria ed il Friuli Venezia Giulia, pur non registrando i problemi di sottosviluppo e di carenza occupazionale che presenta la Sardegna, non hanno esitato ad acquisire le rispettive società regionali di Sviluppo Italia, operative nel campo delle politiche attive del lavoro, della incubazione di impresa e della creazione di imprese giovanili.

2.La società Sviluppo Italia Sardegna, con le misure agevolative da essa gestite, ha fatto nascere in Sardegna circa 400 nuove imprese all’anno, erogando sul territorio servizi di accompagnamento alla progettazione di impresa e di affiancamento allo start-up di impresa. Ciò ha consentito a circa 600 sardi all’anno di uscire dallo stato di disoccupazione.

3.La mancanza di una intesa tra la Regione Sardegna e Invitalia, in aggiunta allo stato di liquidazione della società, sta creando una situazione nella quale i lavoratori di Sviluppo Italia Sardegna, tutti con elevatissima professionalità, che hanno consentito il raggiungimento di ambiziosi risultati nella creazione di nuova occupazione, rischiano paradossalmente di diventare a loro volta disoccupati

I lavoratori di Sviluppo Italia Sardegna chiedono alle Istituzioni competenti (Invitalia, Ministero dello Sviluppo Economico e  Regione Sardegna) di riattivare il tavolo per il trasferimento della società come previsto dalla finanziaria 2007; l’immediata revoca dello stato di liquidazione della società ed attivazione dell’incubatore di imprese di Porto Torres; la definizione, in accordo con le organizzazioni sindacali, di una soluzione che consenta il proseguimento della positiva esperienza di Sviluppo Italia Sardegna e del suo contributo per la nascita e lo sviluppo delle imprese della Sardegna.

 

 

Anche la Trexenta protesta per il ridimensionamento delle sedi Inps. Proclamata la mobilitazione generale del territorio (dies 313 /2009)

 

Senorbì – Anche i sindaci dei comuni della Trexenta, i sindacati territoriali, le categorie dei pensionati e del pubblico impiego hanno detto no al piano di razionalizzazione predisposto dall’Inps, che prevede la chiusura di 13 sedi periferiche, tra cui Isili e Senorbì.

L’incontro segue le riunioni dei Consigli Comunali, della Comunità Montana del Sarcidano Barbagia di Seulo, dell’Unione dei Comuni della Trexenta, dell’ANCI Regionale e della provincia di Cagliari, i quali hanno, attraverso proprie delibere, espresso la loro contrarietà e opposizione corale a che i due territori siano privati della vitale presenza dell’Istituto Nazionale di Previdenza  Sociale.

La discussione ha stigmatizzato l’atto d’imperio che i dirigenti dell’INPS ai vari livelli tentano, attraverso un Piano di razionalizzazione, di mettere in atto senza il minimo coinvolgimento delle OO.SS., delle Forze Sociali e delle Amministrazioni Locali.

«E’ impensabile – è stato detto durante l’assemblea - che logiche ragionieristiche siano utilizzate  in pregiudizio di conquiste sociali e di civiltà».

Il Piano, se attuato, scaricherebbe, sulla fascia di popolazione meno abbiente, costi sociali insopportabili, negando di fatto il diritto per i cittadini delle zone interne, scarsamente collegate da mezzi di trasporto pubblici e dalla carenza di infrastrutture viarie, ad avere la garanzia della presenza di un’Istituzione  fondamentale quale è l’INPS.

Per queste ragioni le OO.SS. e gli Amministratori Locali hanno proclamato la mobilitazione generale, con il coinvolgimento delle popolazioni interessate, per far sì che i parametri di riferimento indicati dall’INPS tengano conto, non solo dell’aspetto economico, ma guardino anche alle specificità delle zone interne e rurali  per garantire a queste popolazioni pari dignità rispetto al resto dei cittadini.

La mobilitazione è finalizzata a far sì che la Giunta Regionale, si faccia parte attiva nei confronti della direzione regionale e del commissario dell’INPS nazionale al fine di salvaguardare la presenza delle sedi INPS oggi pesantemente messe in discussione.

 

Povertà senz’anima: tavola rotonda alla Cisl di Cagliari il 15 ottobre     (dies 314/2009)

 

Cagliari - Povertà senz’anima. Come restituire dignità alle vittime dell’indebitamento è il titolo di una tavola rotonda organizzata dalla Cisl di Cagliari.

«La povertà non è un male necessario. Una società senza povertà è possibile». L’impegno della società e delle Istituzioni per lavoratori, pensionati, cittadini in difficoltà è l'argomento sul quale si confronteranno rappresentanti delle Istituzioni (Comuni, Provincia, Regione), di diverse associazioni, dell'ABI, della Banca Etica, nonché esperti finanziari.

I lavori, coordinati dal giornalista Umberto Aime della Nuova Sardegna, saranno introdotti dal segretario della Cisl di Cagliari, Fabrizio Carta e conclusi dal segretario generale della Cisl sarda Mario Medde.

 

 

L’attività sindacale in Sardegna dal 5 al 10 ottobre 2009 (dies 315 /2009)

Lunedì 5 ottobre

Cagliari: Usr. Si riunisce la segreteria regionale Cisl per esaminare la situazione politico-sindacale (ore 11- via Ancona 1)

 

Cagliari: Ente Foreste. L’assessore dell’Ambiente, Giorgio Oppi, incontra le segreterie regionale Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil per discutere della stabilizzazione dipendenti precari dell’Ente Foreste (ore 11 sede Assessorato Ambiente).

 

Tramatza: Direttivo regionale Scuola. La Formazione professionale è l’argomento principale della riunione del direttivo regionale Cisl scuola (ore 15-. Centro Servizi «Carlo Felice»).

Mercoledì 7 ottobre

Olbia: Comitato esecutivo. La situazione politico-sindacale del territorio sarà esaminata dal Comitato Esecutivo della Cisl di Olbia (ore 15, via Cimabue).

Giovedì 8 ottobre

Cagliari: Conferenza stampa. Le segreterie regionali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil presentano ai giornalisti la situazione di malessere del settore sanitario sardo e comunicano la data dell’eventuale mobilitazione (ore 10,30 via Ancona 11).

 

Santa Margherita di Pula: Corso di formazione sulla comunicazione. Organizzato dalla Fiba (bancari) territoriale di Cagliari prende il via il corso, riservato ai dirigenti sindacali della categoria sul tema “Comunicare in pubblico”. Il corso si concluderà sabato 10 ottobre con una tavola rotonda sul potere della parola.

Venerdì 9 ottobre

Alghero: Fondi previdenza. Convegno, organizzato dalla Fai Cisl, sui Fondi di previdenza in agricoltura

 

Oristano: CAAF. Si riunisce il coordinamento dei Caaf-Cisl (ore 9, Palazzo Sotico)

 

Sabato 10 ottobre

Zuri: Anniversario firma «Carta di Zuri». A un anno dalla «marcia di Zuri», le associazioni che hanno firmato l’omonima «Carta» contro la povertà e per la solidarietà si riuniranno nuovamente per attualizzarne il messaggio e proseguire nell’opera di sensibilizzazione soprattutto tra i giovani. I rappresentanti delle associazioni si incontreranno alle 10  nel piazzale antistante all’abside della Chiesa di San Pietro di Zuri.