ANNO XXVII - NUMERO 30
5 ottobre 2009
dies 306
Medde (Cisl):
«Sempre più necessario un nuovo e moderno sistema di welfare»
dies 307
A metà
novembre a Cagliari il Congresso delle rappresentanze del popolo sardo
dies 308
Avviata la
vertenza dei lavoratori delle autonomie locali. Il settore è strategico per
rilanciare l’economia e la qualità dei servizi nel territorio
dies 309
Avviata la vertenza dei lavoratori delle
autonomie locali. Il settore è strategico per rilanciare l’economia e la
qualità dei servizi nel territorio
dies 310
dies 311
Il 10 ottobre nuovo incontro a Zuri delle Associazioni contro la povertà
e per la solidarietà
dies 312
Sviluppo Italia Sardegna. Ancora preoccupazioni per 15
lavoratori
dies 313
Anche
dies 314
Povertà
senz’anima: tavola rotonda alla Cisl di Cagliari il 15 ottobre
dies 315
L’attività
sindacale in Sardegna
Medde (Cisl):
«Sempre più necessario un nuovo e moderno sistema di welfare» (dies 306/2009)
Cagliari - Il sistema di sicurezza sociale della Sardegna va riformato, in
concomitanza con l’approvazione del programma regionale di sviluppo e con la
discussione in atto sulla manovra finanziaria e di bilancio per il 2010, ma
anche per la volontà che il Governo regionale ha manifestato di rivedere il
piano sanitario regionale.
Ancora più rilevante è
l’esigenza di affrontare come priorità assoluta la questione sociale nei suoi
diversi aspetti: il crescente fenomeno della povertà con 300 mila persone al di
sotto della povertà relativa e la disoccupazione, giovanile e di lunga durata,
che necessitano di risorse finanziarie adeguate, di osservatori che ne studino
la consistenza e le caratteristiche, di strumenti e progetti di contenimento e
di rilancio delle opportunità lavorative.
«Un nuovo welfare sardo –
dice Medde - che, alla luce anche delle riforme delle novità legislative nazionali
ed europee, affronti, sia a livello locale che regionale, il miglioramento dei
servizi alla persona e alle famiglie, a partire dalle comunità e dai territori».
Non c’è molto tempo da
perdere. «La portata della disoccupazione giovanile è tale – aggiunge il
segretario generale - da richiedere un programma pluriennale di interventi in
attesa della ripresa economica, che purtroppo non si prevede a breve scadenza e
in termini quantitativamente adeguati. Tutto questo richiede, in virtù delle
difficoltà finanziarie dello Stato e della Regione, ma anche della
sostenibilità del modello sociale, un coordinamento interassessoriale presso
Un dato importante per
valutare l’importanza della riforma del welfare e di nuove politiche e misure
organizzative è dato dal numero dei giovani in cerca di occupazione iscritti
nei centri servizi per il lavoro: a fine giugno erano registrati quasi 95 mila
persone nella fascia sino ai 29 anni.
Il problema esiste nella
stessa dimensione anche per gli ultra cinquantenni: nella fascia di età dai 45
ai 54 anni, sempre a fine giugno, erano 55.545, mentre nella fascia di età tra
i 55 e i 64 anni erano 36.486.
«Queste cifre – prosegue
Medde - danno l’idea della necessità e urgenza di nuovi provvedimenti su più versanti:
su quello delle politiche attive del lavoro, dell’orientamento scolastico e al
lavoro, di assistenza e tutela del reddito, di reddito di cittadinanza da
integrare con la formazione, l’aggiornamento e la ricollocazione».
Altrettanto urgente, sempre
in un progetto di riforma del welfare sardo, sono le misure e gli interventi di
contrasto alla povertà, non solo per le famiglie colpite dal dramma della
disoccupazione, ma anche per gli anziani che hanno un reddito inadeguato ad una
vita dignitosa.
Nel quadro generale del
malessere bisogna tenere conto, per una giusta valutazione del fenomeno, che,
nell’isola, il numero degli anziani con pensione al di sotto della soglia della
povertà relativa rappresenta almeno il 50% delle 300 mila persone povere, di
cui parla l’ISTAT con il 19,4% di incidenza della povertà nelle famiglie sarde.
Per questi motivi
A metà
novembre a Cagliari il Congresso delle rappresentanze del popolo sardo (dies 307/2009)
Cagliari - Si svolgerà a metà
novembre, a Cagliari, il congresso delle rappresentanze del popolo sardo.
L’appuntamento politico-sindacale-sociale, più volte annunciato nei mesi
scorsi, è stato ufficializzato giovedì 1 ottobre al termine della riunione
unitaria delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. Resta ancora da
stabilire la data, che non dovrebbe superare la seconda decade del prossimo
mese. La sede della manifestazione sarà il palazzo dei congressi della Fiera
internazionale della Sardegna.
Le tre segreterie stanno già lavorando a un
documento-proposta da sottoporre a tutte le componenti istituzionali, sociali,
sindacali, imprenditoriali, culturali, religiose e del volontariato, che dovrà
costituire la «magna charta» degli impegni e degli obiettivi cui, nelle forme e
nei modi propri di ogni forza, tutti dovranno perseguire.
Il sindacato, come più volte dichiarato da Cgil,
Cisl e Uil, attribuisce al Congresso delle rappresentanze del popolo sardo una
grande valenza sia nel rapporto con lo Stato nazionale, con l’Europa e con le
altre regioni italiane e continentali, sia nello scacchiere economico
internazionale. Soprattutto per questi motivi il prossimo momento unitario
dovrebbe anche inaugurare una nuova fase di sviluppo per l’intera Sardegna.
L’iniziativa verrà presentata nelle prossime
settimane durante una conferenza stampa.
Nel corso della riunione le segreterie regionali di
Cgil, Cisl e Uil hanno anche esaminato la grave situazione politica e sociale,
nonché la drammatica crisi occupazionale destinata ad aggravarsi. Pertanto le
OO.SS. sollecitano Governo e Regione a mettere in campo politiche adeguate e
tempestive di contrasto.
Il sindacato continuerà nelle manifestazioni e nelle
iniziative perché Giunta e Consiglio regionale apportino alla manovra
finanziaria per il 2010 aggiustamenti, correttivi e modifiche nel senso indicato
da Cgil, Cisl e Uil.
Avviata la
vertenza dei lavoratori delle autonomie locali. Il settore è strategico per
rilanciare l’economia e la qualità dei servizi nel territorio (dies 308/2009)
Tramatza - La vertenza
regionale delle autonomie locali deve essere una priorità per
La riunione regionale unitaria dei lavoratori del settore aderenti
a Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica, - svoltasi nei giorni scorsi a Tramatza
(Or) – è stata l’occasione per fare il punto sulle questioni generali del
comparto, sia a livello nazionale che locale.
Oltre le questioni relative al contratto di lavoro e
all’evoluzione nazionale delle riforme delle pubbliche amministrazioni,
l’incontro ha messo in luce la centralità e la necessità di riformare e qualificare
il sistema, per valorizzare il lavoro e migliorare i servizi sul territorio;
un’alleanza positiva con i cittadini e le comunità, per scongiurare la facile
rincorsa alle esternalizzazioni o alle privatizzazioni.
Una azione sindacale nello spirito e nella direzione tracciata nel
recente documento sottoscritto dai Segretari Generali Nazionali CGIL FP CISL FP
UIL FPL «Il valore del lavoro pubblico nei servizi per il Sistema-Paese e la
partecipazione democratica».
«Vi sono diverse riforme e riorganizzazioni da completare o
correggere nella fase applicativa – scrivono in una nota i segretari Giovanni
Pinna, Davide Paderi e Adolfo Tocco - come sono ancora insufficienti le
risposte al mondo del precariato che negli enti locali presenta fenomeni molto
diffusi e professionalità utilizzate senza garanzie e serenità lavorativa».
E vero, dicono i sindacati, la legislazione nazionale del settore
è molto stringente soprattutto a causa dei patti di stabilità e delle rigidità
tecnico contabili, ma utilizzando al meglio la carta statutaria della
specialità, le istituzioni regionali in stretta sinergia con quelle locali
devono trovare soluzioni per supportare il comparto, a partire da un utilizzo
più armonico del Fondo Unico.
«Inoltre, tenuto conto che il Piano Generale di Sviluppo della
Giunta Regionale prevede la necessità di dare attuazione della Legge Regionale
9/2006 sul trasferimento di poteri e funzioni e risorse al sistema delle
autonomie locali, è sempre più urgente definire e concludere – dicono i tre
segretari generali della Funzione pubblica - il percorso della parificazione
degli stipendi previsto».
Nei prossimi giorni le Segreterie regionali si attiveranno per
rilanciare la vertenza regionale – in tutte le direzioni - e coinvolgeranno
tutte le realtà locali al fine di portare in Giunta e in Consiglio le numerose
problematiche che non possono avere ulteriori rinvii.
Diamo credito
alla Sardegna (dies 309/2009)
Cagliari –
La tavola rotonda, coordinata dal giornalista
Alfredo Franchini, ha delineato il panorama, con luci e ombre del sistema economico locale. Per Terzo
Proietti (Vice-direttore generale Banca di Credito sardo), non esiste una
diatriba tra banche ed associazioni degli imprenditori. «La scorsa settimana –
ha detto - abbiamo siglato un accordo con Confindustria. Raccogliamo 5 miliardi
di euro ed investiamo in Sardegna 6 miliardi, rileviamo un incremento degli
impieghi del 4% su base annua, ma vogliamo fare del buon credito».
Domenico Tanzanu (Banco di Sardegna) è categorico:
«Investiamo nel territorio, le filiali della penisola si autofinanziano, ma
abbiamo la necessità di mantenere sana la nostra Banca. L'erogazione del
credito è costante, in linea con i dati del paese. I ritardi nei pagamenti da
parte delle pubbliche amministrazioni sono un grosso problema».
Massimo Putzu (Presidente Confindustria Sardegna)
vede la situazione in chiaroscuro. « Non funziona l'Osservatorio costituito
presso
Enrico Gaia (presidente cooperativa di garanzia
Sardafidi auspica l’apertura di un tavolo comune tra Banche e Consorzi Fidi,
anche finalizzato alla creazione di un Fondo antiusura.
Dino Barranu (Direttore Consorzio fidi Finsardegna)
fotografa una situazione debole e originale nel contempo: di tremila associati
il 50% sono imprese individuali. «Altro problema per le imprese in questa fase
di crisi è Equitalia, che interviene a gamba tesa sulle imprese in difficoltà,
prelevando quanto le è dovuto anche direttamente dal conto bancario». La
formazione degli imprenditori è un’altra esigenza particolarmente sentita da
Fin Sardegna, che auspica un ritorno al passato quando i direttori delle banche
conoscevano e avevano un rapporto diretto con l’imprenditore.
Giuseppe
Gallo, segretario nazionale Fiba, indica la strada virtuosa per uscire dalla
crisi: «Dobbiamo partire dalla
gestione della finanza avvenuta in modo predatorio dai banchieri e chiederci se
si sta operando per evitare che possano ricrearsi le condizioni per una nuova
crisi finanziaria come quella del 2008. Qualcosa viene fatto – dice Gallo - ma
sui tempi di realizzazione non ci siamo: sono troppo lunghi. Dobbiamo
modificare i criteri di valutazione del credito, le banche sono inchiodate da
Basilea2, diversamente non concediamo credito a tante imprese. Devono
migliorare le professionalità delle banche, troppo orientate all'esercizio
della finanza e non del credito». Ha concluso i lavori Anna Maria Furlan,
segretaria confederale Cisl
Cagliari - Credito bancario per mettere
un «tigre nel motore» delle economie più povere e conseguenze delle
delocalizzazioni dei centri decisionali delle Banche, la maggior parte delle
quali acquisite da istituti di credito del centro-nord, con conseguente
trasferimento in quelle aree del paese dei centri decisionali, e la difficoltà
di accesso al credito per le imprese del sud Italia e delle isole. Questi i
temi al centro dell’iniziativa dei bancari Cisl della Sardegna che hanno
riunito, il 29 settembre scorso, banche, imprenditori, sindacati, consorzi
fidi.
«L'attualità di questi argomenti – ha detto in
apertura Tonino Usai, segretario generale Fiba Cisl Sardegna - è testimoniata
dall'indagine che supporta l'iniziativa della Fiba Nazionale, peraltro con dati
aggiornati al dicembre del 2007, quindi appena influenzati dalla crisi dei
mutui sub-prime ed alla conseguente crisi dei mercati finanziari sviluppatasi
lo scorso anno e, a nostro avviso, ancora in corso con tutte le nefaste
conseguenze del caso».
Il Pil reale dell'isola nel 2007 rappresentava il
2,1% del PIL italiano e il 9,1% del Mezzogiorno, la crescita media annua nel
periodo 2000-2007 è risultata dello 0,9%, leggermente superiore a quella del
Mezzogiorno e inferiore a quella del Paese. Analizzando i settori produttivi
possiamo affermare che nel 2007 la congiuntura del settore agricolo è stata
complessivamente sfavorevole, in base ai dati ISTAT le quantità prodotte delle
principali coltivazioni si sono ridotte del 2,9% su base annua. Nel Settore
Industriale la congiuntura è risultata moderatamente positiva nella prima parte
del 2007 per poi rallentare nel secondo semestre; nel 2008 il quadro
congiunturale è peggiorato con l'accentuazione del rallentamento già osservato
nella seconda parte del 2007».
Nel 2007 è proseguita la fase di debolezza del
settore delle costruzioni in atto nel biennio precedente, soprattutto nei
comparti dell'edilizia non residenziale e delle opere pubbliche, mentre
l'edilizia residenziale si è ulteriormente sviluppata. Una indagine della Banca
d'Italia del marzo 2008, su un campione di imprese regionali operanti nelle
opere pubbliche, ha rilevato una diminuzione del valore della produzione.
Secondo l'indagine condotta dalla Banca d'Italia su un campione di imprese del
settore dei servizi non finanziari con almeno venti addetti, nel 2007 il
fatturato è risultato in diminuzione rispetto all'anno precedente, in
particolare nel commercio. La domanda per consumi in regione è rimasta debole e
l'incremento delle vendite del comparto distributivo regionale è stato
contenuto. In base alle rilevazioni di Unioncamere sui supermercati ed
ipermercati, alla crescita dei ricavi del primo semestre 2007 è seguito un
rallentamento nella seconda parte dell'anno, con una evoluzione più favorevole
per le imprese della grande distribuzione ed un fatturato in diminuzione dello
0,7% per le strutture di dimensioni minori. Nel settore turistico è proseguita
la ripresa avviata nel 2006. I dati delle Amministrazioni Provinciali rilevano
un aumento degli arrivi e delle presenze dei turisti nelle strutture ricettive
rispettivamente del 9,7% e del 5,1% con una sostanziale stabilità nel settore
per il 2008.
«In questo quadro – ha aggiunto Usai - c'è poco da
stare allegri, le manifestazioni e gli appelli su un progressivo impoverimento
della popolazione sarda da parte della Cisl regionale sono quotidiani. In
questa situazione di difficoltà il Credito deve creare le migliori condizioni
per sostenere le imprese locali, aiutandole in questa sfavorevole congiuntura.
Siamo convinti che un benessere dell'economia rappresenta un analogo benessere
per le popolazioni e per gli istituti di credito presenti nel territorio»
Il 10 ottobre nuovo incontro a Zuri delle Associazioni contro la povertà
e per la solidarietà (dies 311/2009)
Zuri – A un anno dalla «marcia di Zuri»,
le associazioni che hanno firmato l’omonima «Carta» contro la povertà e per la
solidarietà si riuniranno nuovamente per attualizzarne il messaggio e
proseguire nell’opera di sensibilizzazione soprattutto tra i giovani. I
rappresentanti delle associazioni si ritroveranno sabato 10 ottobre nel
piazzale antistante l’abside della Chiesa di San Pietro di Zuri. Alle 10 sono
previsti gli interventi dei rappresentanti della carta di Zuri sulla lotta alla
povertà e per l’inclusione sociale in Sardegna. Seguiranno i saluti del sindaco
di Ghilarza, Stefano Licheri, e del Direttore Ufficio Scolastico Regionale,
Armando Pietrella.
La manifestazione
si concluderà con la cerimonia di consegna, alle classi presenti alla
manifestazione e ai rappresentanti della stampa, de “sas bertulas” contenenti
il pane sardo della solidarietà, la carta di Zuri e il documento contro le
povertà. Infine la messa a dimora dell’albero della speranza e della
solidarietà tra le persone e i popoli.
Sviluppo Italia Sardegna. Ancora preoccupazioni per 15
lavoratori (dies 312 /2009)
Cagliari – Ancora preoccupazioni per i
15 lavoratori di Sviluppo Italia Sardegna. Non sanno ancora quale sarà il loro
futuro lavorativo e quali compiti saranno affidati alla società, operativa in Sardegna
dal 2001 con la mission di promuovere lo sviluppo locale con particolare riferimento
agli start up aziendali. Dopo la proroga al 30 giugno 2010 della scadenza per
la realizzazione del «Piano di Riordino del Gruppo Sviluppo Italia», che
prevede, come è stato stabilito dalla legge finanziaria 2007, la cessione delle
Società Regionali di Sviluppo Italia (ora denominata Invitalia - Agenzia
nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa SPA) alle
Regioni di riferimento, i lavoratori non vedono iniziative e programmi
concreti.
Prima del Piano di riordino, Invitalia
disponeva di 17 società regionali operative (in tutte le regioni eccetto il
Lazio,
In Sardegna invece, la società, che ha
sedi a Cagliari (con 11 dipendenti) ed a Porto Torres (con 4 dipendenti), in
assenza di un accordo di cessione della stessa alla Regione, è stata messa in
liquidazione già dalla fine del 2008.
«La messa in liquidazione della società – hanno detto Cgil, Cisl e Uil durante
una conferenza stampa - sta rappresentando un costo notevole per il territorio
della Sardegna e i disoccupati sardi, considerato che lo stato di liquidazione
non consente la piena operatività nella gestione degli strumenti a disposizione
della società per lo sviluppo locale. Basti pensare al moderno incubatore di
imprese nell’area industriale di Porto Torres, realizzato in un territorio ad
alta crisi industriale e mai entrato in funzione, o alle misure per il lavoro
autonomo e per le microimprese, gestite a livello regionale da Sviluppo Italia
Sardegna, che ogni anno fanno uscire centinaia di sardi dalla disoccupazione e che sicuramente andrebbero in questo
periodo rilanciate».
Per i sindacati la situazione attuale è preoccupante
almeno per tre motivi:
1.Regioni del Nord Italia come
2.La società Sviluppo Italia Sardegna, con le misure
agevolative da essa gestite, ha fatto nascere in Sardegna circa 400 nuove
imprese all’anno, erogando sul territorio servizi di accompagnamento alla
progettazione di impresa e di affiancamento allo start-up di impresa. Ciò ha
consentito a circa 600 sardi all’anno di uscire dallo stato di disoccupazione.
3.La mancanza di una intesa tra
I lavoratori di Sviluppo Italia Sardegna chiedono
alle Istituzioni competenti (Invitalia, Ministero dello Sviluppo Economico
e Regione Sardegna) di riattivare il
tavolo per il trasferimento della società come previsto dalla finanziaria 2007;
l’immediata revoca dello stato di liquidazione della società ed attivazione
dell’incubatore di imprese di Porto Torres; la definizione, in accordo con le
organizzazioni sindacali, di una soluzione che consenta il proseguimento della
positiva esperienza di Sviluppo Italia Sardegna e del suo contributo per la
nascita e lo sviluppo delle imprese della Sardegna.
Anche
Senorbì – Anche i sindaci dei comuni
della Trexenta, i sindacati territoriali, le categorie dei pensionati e del
pubblico impiego hanno detto no al piano di razionalizzazione predisposto
dall’Inps, che prevede la chiusura di 13 sedi periferiche, tra cui Isili e
Senorbì.
L’incontro segue le riunioni dei Consigli Comunali,
della Comunità Montana del Sarcidano Barbagia di Seulo, dell’Unione dei Comuni
della Trexenta, dell’ANCI Regionale e della provincia di Cagliari, i quali
hanno, attraverso proprie delibere, espresso la loro contrarietà e opposizione
corale a che i due territori siano privati della vitale presenza dell’Istituto
Nazionale di Previdenza Sociale.
La discussione ha stigmatizzato l’atto d’imperio che
i dirigenti dell’INPS ai vari livelli tentano, attraverso un Piano di
razionalizzazione, di mettere in atto senza il minimo coinvolgimento delle OO.SS.,
delle Forze Sociali e delle Amministrazioni Locali.
«E’ impensabile – è stato detto durante l’assemblea
- che logiche ragionieristiche siano utilizzate
in pregiudizio di conquiste sociali e di civiltà».
Il Piano, se attuato, scaricherebbe, sulla fascia di
popolazione meno abbiente, costi sociali insopportabili, negando di fatto il
diritto per i cittadini delle zone interne, scarsamente collegate da mezzi di
trasporto pubblici e dalla carenza di infrastrutture viarie, ad avere la
garanzia della presenza di un’Istituzione
fondamentale quale è l’INPS.
Per queste ragioni le OO.SS. e gli Amministratori
Locali hanno proclamato la mobilitazione generale, con il coinvolgimento delle
popolazioni interessate, per far sì che i parametri di riferimento indicati dall’INPS
tengano conto, non solo dell’aspetto economico, ma guardino anche alle
specificità delle zone interne e rurali
per garantire a queste popolazioni pari dignità rispetto al resto dei
cittadini.
La mobilitazione è finalizzata a far sì che
Povertà
senz’anima: tavola rotonda alla Cisl di Cagliari il 15 ottobre (dies 314/2009)
Cagliari
-
Povertà senz’anima. Come restituire dignità alle vittime dell’indebitamento è
il titolo di una tavola rotonda organizzata dalla Cisl di Cagliari.
«La povertà non è un male necessario.
Una società senza povertà è possibile». L’impegno della società e delle
Istituzioni per lavoratori, pensionati, cittadini in difficoltà è l'argomento
sul quale si confronteranno rappresentanti delle Istituzioni (Comuni,
Provincia, Regione), di diverse associazioni, dell'ABI, della Banca Etica,
nonché esperti finanziari.
I lavori, coordinati dal giornalista
Umberto Aime della Nuova Sardegna, saranno introdotti dal segretario della Cisl
di Cagliari, Fabrizio Carta e conclusi dal segretario generale della Cisl sarda
Mario Medde.
Cagliari: Usr. Si riunisce la
segreteria regionale Cisl per esaminare la situazione politico-sindacale (ore
11- via Ancona 1)
Cagliari: Ente Foreste. L’assessore dell’Ambiente, Giorgio Oppi, incontra le
segreterie regionale Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil per discutere della
stabilizzazione dipendenti precari dell’Ente Foreste (ore 11 sede Assessorato
Ambiente).
Tramatza: Direttivo regionale
Scuola.
Olbia: Comitato esecutivo. La situazione politico-sindacale del territorio
sarà esaminata dal Comitato Esecutivo della Cisl di Olbia (ore 15, via
Cimabue).
Cagliari: Conferenza stampa. Le segreterie regionali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil presentano ai giornalisti la situazione di malessere del settore sanitario sardo e comunicano la data dell’eventuale mobilitazione (ore 10,30 via Ancona 11).
Santa
Margherita di Pula: Corso di formazione sulla
comunicazione. Organizzato dalla Fiba (bancari) territoriale di Cagliari
prende il via il corso, riservato ai dirigenti sindacali della categoria sul
tema “Comunicare in pubblico”. Il corso si concluderà sabato 10 ottobre con una
tavola rotonda sul potere della parola.
Alghero: Fondi
previdenza.
Convegno, organizzato dalla Fai Cisl, sui Fondi di previdenza in agricoltura
Oristano: CAAF. Si riunisce il coordinamento dei Caaf-Cisl (ore 9, Palazzo
Sotico)
Sabato 10
ottobre
Zuri:
Anniversario firma «Carta di Zuri». A
un anno dalla «marcia di Zuri», le associazioni che hanno firmato l’omonima
«Carta» contro la povertà e per la solidarietà si riuniranno nuovamente per
attualizzarne il messaggio e proseguire nell’opera di sensibilizzazione
soprattutto tra i giovani. I rappresentanti delle associazioni si incontreranno
alle 10 nel piazzale antistante
all’abside della Chiesa di San Pietro di Zuri.