ANNO XXVII - NUMERO 29
28 settembre 2009
dies 295
Cgil-Cisl-Uil:
«Manovra finanziaria 2010 inadeguata»
dies 296
L’Istat
conferma le preoccupazioni sindacali sulla crisi del lavoro in Sardegna
dies 297
Poco lavoro e
anche a tempo determinato. Il Sil Sardegna fotografa il mercato del lavoro nel
secondo trimestre 2009. Medde : «
dies 298
Cisl: «Vale
anche per
dies 299
L’Esecutivo
Cisl sarda rilancia il ricorso alla mobilitazione
dies 300
Oriana Putzolu
(Cisl): «Scuola sarda da riverificare in tutte le sue parti, soprattutto nei
segmenti della scuola media inferiore e superiore»
dies 301
Dopo 45 mesi
firmato il nuovo pre-contratto nella sanità privata
dies 302
Assemblea
lavoratori cooperativa «La clessidra»
dies 303
Un altro morto sul lavoro a Cagliari: un operaio
stritolato negli ingranaggi di una cartiera a Macchiareddu
dies 304
Stream: slitta a febbraio 2010 la cassa integrazione
dies 305
«Diamo credito alla Sardegna». Il 29 settembre, in un convegno-tavola rotonda, le proposte della Cisl e della Fiba (bancari) per il rilancio dell’economia e dell’occupazione
Cgil-Cisl-Uil:
«Manovra finanziaria 2010 inadeguata» (dies
295/2009)
Cagliari - La manovra finanziaria
regionale per il 2010 è «inadeguata ad affrontare e contrastare la crisi
produttiva, economica e sociale che interessa
I segretari generali Enzo Costa, Mario Medde e
Francesca Ticca in una nota ribadiscono ancora una volta «l’urgenza che anche
la programmazione delle risorse FAS – pari a oltre 2 miliardi di euro - e del
Quadro Comunitario di Sostegno siano finalizzate alla creazione diretta e
indiretta di opportunità di lavoro». Il sindacato ha più volte dichiarato la
disponibilità a un accordo Giunta-Parti sociali a condizione che le direttrici
finanziarie e programmatorie, che si intendono dare alla manovra di bilancio
2010, siano adeguate e rapportate alla drammaticità della crisi.
«Non deve illudere – dicono i leader sindacali
regionali - la riduzione, rilevata dall’Istat, dello 0,3% del tasso di
disoccupazione, in presenza di un preoccupante calo di 6000 occupati nel
secondo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso». Cgil,
Cisl e Uil chiedono la modifica della
massa finanziaria spendibile da destinare alla lotta alla disoccupazione e
all’avvio di politiche attive per il lavoro e alle politiche sociali.
«Si fa ancora più urgente – aggiungono Costa, Medde
e Ticca - la necessità di un programma straordinario pluriennale per il lavoro
e per lo sviluppo economico in grado di attivare risorse finanziarie
provenienti da Stato e Regione. Parte fondamentale della lotta all’esclusione
sociale e misura importante della qualità della vita in Sardegna è la riforma
sanitaria, per la quale Cgil, Cisl e Uil ribadiscono la richiesta dell’apertura
di un tavolo specifico di contrattazione».
L’Istat
conferma le preoccupazioni sindacali sulla crisi del lavoro in Sardegna (dies 296/2009
Cagliari - La rilevazione Istat sul mercato del lavoro nel 2° trimestre 2009
conferma purtroppo le preoccupazioni del sindacato sulle difficoltà della
Sardegna e sui problemi del lavoro. Infatti, se il tasso di disoccupazione
all’11,0%, rispetto al 2° trimestre del 2008, si riduce di un -0,3% è ancora
più preoccupante il calo di 6.000 occupati rispetto allo stesso periodo
dell’anno precedente. Inoltre ai 3.000 disoccupati in meno rilevati dall’Istat
corrisponde un ulteriore diminuzione della forza lavoro, sempre nel confronto
tra 2° trimestre 2009 e lo stesso periodo dell’anno precedente. Crescono gli
inattivi e un fenomeno rilevante resta quello degli scoraggiati: sono
«E’ importante rilevare –
commenta il segretario generale Cisl Sardegna, Mario Medde - l’incremento
enorme fatto registrare nell’Isola dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali,
ivi compresi quelli in deroga. Da sottolineare che migliaia di lavoratori in
Cassa Integrazione risultano occupati e dipendenti, ma con uno status retributivo
al di sotto della soglia della povertà relativa. Alla luce della situazione
appena descritta è sempre più indispensabile un programma pluriennale per il
lavoro e un impegno straordinario per rilanciare la formazione professionale e
il sistema dell’istruzione. Oltre alla programmazione degli interventi quel che
necessita in una capacità di spesa in grado di rispondere alle esigenze dei
giovani, delle famiglie e delle imprese».
Poco lavoro e
anche a tempo determinato. Il Sil Sardegna fotografa il mercato del lavoro nel
secondo trimestre 2009. Medde : «
Cagliari - Su 76.731 avviamenti al lavoro in Sardegna nel trimestre aprile-giugno
2009, ben 64.129 (83,6%) sono stati a tempo determinato. Su 325.745 iscritti
nei Centri servizi per il lavoro della Sardegna, 264.753 persone si trovano in
una classe di disoccupazione di oltre 24 mesi. Sono, questi, i dati del SIL
Sardegna (Sistema Informativo del Lavoro), elaborati dall’Agenzia del Lavoro,
che, insieme con quelli già forniti nella rilevazione trimestrale dell’Istat,
rafforzano la lettura della grave crisi produttiva e del mercato del lavoro
dell’isola fatta dai sindacati. Infatti, solo il lavoro precario e/o stagionale
nel settore turistico e dell’indotto attutisce un impatto drammatico della
crisi sia sul versante delle famiglie sia su quello del reddito.
Sono dati e valutazioni che
rafforzano le proposte del sindacato, nello specifico quelle relative al
sostegno al reddito e alle politiche di promozione del lavoro.
In
particolare la precarietà e l’irregolarità, presenti nel mercato del lavoro in
quantità così massicce, e la stagionalità senza le caratteristiche strutturali
e positive delle attività produttive, necessitano di risposte sul versante
dell’incremento dell’occupabilità, del sostegno del lavoro stabile e duraturo,
del potenziamento dell’offerta formativa e dell’apprendimento lungo tutto
l’arco della vita.
Le risorse manovrabili per
il 2010, tra fondi regionali, europei e per le aree sottoutilizzate, si
aggirano intorno al miliardo di euro.
Si tratta di spenderle
presto e bene, insieme con una riduzione dei residui passivi, che raggiungono
cifre quasi vicine a una annualità di manovra finanziaria.
Cisl: «Vale
anche per
Cagliari - Anche in Sardegna, regione
interessata da una lunga e grave crisi economica e produttiva, bisogna fermare
il calo dell’occupazione (6000 unità in meno nel secondo trimestre del 2009
rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).
«Si tratta di un obiettivo minimo possibile –
secondo la segreteria regionale Cisl - considerato che la crescita economica
sarà raggiungibile solo se sarà fermata la distruzione del lavoro, bloccato
l’enorme spreco di ricchezza sociale rappresentata da 170.000 persone che
vogliono lavorare, ma non ne hanno l’opportunità, e messo fine al precariato sistematico
(anche nella pubblica amministrazione) e irregolare che in Sardegna ha ormai
raggiunto il 22 per cento della forza lavoro».
Per il sindacato è, dunque, indispensabile un
programma pluriennale per il lavoro che sostenga i redditi e alimenti la
crescita economica e sociale e, nel contempo, valorizzi il patrimonio umano e
professionale rappresentato da migliaia di giovani diplomati e laureati.
« La manovra finanziaria e di bilancio per il 2010,
pur considerando il limite dei 300 milioni di euro come massa finanziaria
manovrabile – che il sindacato ha chiesto di incrementare – deve incentrarsi –
secondo
L’Esecutivo
Cisl sarda rilancia il ricorso alla mobilitazione (dies 299/2009)
Tramatza – Il sindacato
non ha dimenticato la piattaforma delle rivendicazioni dei lavoratori, quella
presentata nel giugno scorso durante l’assemblea dei quadri e delegati Cgil,
Cisl e Uil e riproposta durante lo
sciopero del 10 luglio scorso.
I dirigenti Cisl, nel corso del dibattito, aperto dalla
relazione del Segretario generale, Mario Medde, hanno evidenziato la gravità
della condizione sociale ed economica della comunità regionale. Nella realtà
sarda gli elementi di criticità sono chiari ed evidenti. Si chiamano aumento
del numero delle persone in condizioni di povertà (320.000 circa), alto tasso
di disoccupazione (11% circa, con uno 0,30% in meno rispetto allo stesso
periodo dell’anno e con un calo di 6.800 occupati), quasi il doppio di quello
nazionale (7% circa); caduta degli investimenti pari al 13,9% circa,
contrazione del PIL (la cui performance negativa dura ormai da cinque anni),
chiusura di numerosi impianti industriali e contestuale scomparsa di alcuni
settori produttivi quali il tessile, l’agroalimentare, il minero-metallurgico.
E tanto per non farsi mancare niente, perdura la crisi dei settori chimico,
edile, metalmeccanico e di tutte le filiere del comparto agricolo.
Il sindacato ha organizzato nel solo mese di luglio tre
manifestazioni. «L’azione di contrasto alla crisi che il Governo e
Da sola
La crisi del sistema produttivo, accentuata dall’assenza di
interventi in materia di energia, trasporti, infrastrutture materiali ed
immateriali, risulta ulteriormente appesantita dalle decisioni relative
all’organizzazione scolastica, alla presenza dello Stato sul territorio i cui
effetti rischiano di aggravare la condizioni delle aree interne interessate da
tempo dal fenomeno dello spopolamento. Un tavolo negoziale col Governo è
irrinunciabile come la riscrittura dell’Intesa Stato-Regione dentro cui definire
la difesa e il rilancio delle attività produttive anche con la realizzazione di
nuovi insediamenti produttivi in settori innovativi; un nuovo accordo per le
infrastrutture; l’attuazione della riforma federalista e il nuovo presidio del
territorio; l’attuazione degli Accordi già sottoscritti; un nuovo Accordo per
rilanciare la ricerca, la sperimentazione e l’Università.
Oriana Putzolu
(Cisl): «Scuola sarda da riverificare in tutte le sue parti, soprattutto nei
segmenti della scuola media inferiore e superiore» (dies 300/2009
Cagliari - La scuola sarda deve
diventare un’emergenza sociale. La segretaria regionale, Oriana Putzolu,
esaminati i risultati dei test per l’accesso all’Università in alcune Facoltà,
soprattutto Medicina, commenta: «Non devono sorprendere, in un certo senso
erano anche prevedibili, dopo che l’Ocse-PISA, nel 2006, registrava per i quindicenni
sardi nella comprensione della lettura il punteggio medio peggiore d’Italia
dopo quello della Sicilia. Con uno scarto ancora maggiore rispetto alla media
Ocse nelle conoscenze matematiche: il 45% degli studenti sardi era in
condizioni di bocciatura scolastica».
«Il fatto che il maggior numero di abbandoni
nell’Università si registri nei primi due anni è un altro segnale della
difficoltà degli studenti sardi di colmare in poco tempo carenze strutturali di
preparazione», aggiunge il segretario regionale responsabile delle politiche
sociali. Nell’anno accademico 2008-2009 i fuori corso sardi erano pari al 60%
degli iscritti contro una media nazionale di 46,8%. «I test universitari –
aggiunge Oriana Putzolu - per altro,
sono il coronamento di un processo formativo di 13 anni che, evidentemente, è
da riverificare in tutte le sue parti, soprattutto nei segmenti della scuola
media inferiore e superiore».
La sindacalista presenta alcuni numeri sulla scuola
che denunciano una situazione preoccupante. Nell’anno scolastico 2006-2007, il
22,1% degli alunni sardi delle scuole superiori non sono stati ammessi all’anno
successivo: la più alta percentuale in Italia ( media nazionale pari al 14,2%).
Addirittura del 27,3% la percentuale degli studenti sardi del primo anno non
ammessi al secondo ( segno inequivocabile della debolezza dei saperi portati
dalla scuola media inferiore). Nel 2007 la percentuale dei giovani sardi (15-19
anni) in possesso del titolo di scuola media inferiore si è attestata al 96,5%,
più bassa di tutte le altre regioni italiane (media nazionale 98,2%). La
percentuale degli abbandoni al primo anno della scuola secondaria superiore -
11,5% nel 2006 - risulta tra le più alte della penisola. I giovani tra 18-24
anni con al più la licenza media, che nel
Nella bozza del Programma regionale di sviluppo
2010-2014 viene delineato «un migliore sistema educativo». «Il sindacato –
conclude la segretaria Cisl - vuole concorrere a delineare questo sistema e
attende che
Dopo 45 mesi
firmato il nuovo pre-contratto nella sanità privata (dies 301/2009)
Cagliari – Nei giorni scorsi è stato
raggiunto un primo importante risultato da quando è stata intensificata la
vertenza sulla sanità privata. E’ stato firmato il primo pre-contratto in una
struttura sanitaria AIOP. Anche se non in Sardegna, l’accordo rappresenta un
segnale importante di una situazione che comincia a muoversi . I contenuti sono
gli stessi del pre-contratto tipo a firma dei segretari generali. In
particolare, sono state sottoscritte otto rate di pagamento degli arretrati
entro il mese di luglio 2010.
Assemblea
lavoratori cooperativa «La clessidra» (dies
302/2009)
Guspini - Lo scorso 16 Settembre si
sono riuniti in assemblea i lavoratori e le lavoratrici della cooperativa «La
clessidra», che operano presso
Un altro morto sul lavoro a Cagliari: un operaio
stritolato negli ingranaggi di una cartiera a Macchiareddu (dies 303/2009)
Cagliari - Ancora una volta,
purtroppo, il sindacato deve registrare un morto sul lavoro nel territorio
cagliaritano. Come è noto, il 24 settembre scorso un giovane operaio di 31
anni, con contratto di lavoro di un anno, è stato stritolato dagli ingranaggi.
L’incidente è avvenuto a Macchiareddu nella Cartiera di Cagliari (ex Cartoran),
azienda che, dopo un fallimento e il licenziamento dei lavoratori, ha
recentemente riavviato l’attività, con dei nuovi proprietari.
Cgil, Cisl e Uil di Cagliari in una nota
si associano al dolore dei familiari e dei colleghi di lavoro per
«l’ennesima morte assurda di un giovane che aveva ripreso da poco il lavoro,
coronando le sue aspettative di una vita dignitosa».
In attesa di conoscere meglio le dinamiche
dell’incidente, sulle cui responsabilità dovranno far luce la magistratura e
gli uffici ispettivi dell’INAIL, «il sindacato – si legge in una nota - non può
che ribadire la necessità che il problema sicurezza nelle fabbriche e in tutti
i luoghi di lavoro debba essere posto al centro dell’attenzione del sindacato,
delle aziende e delle Istituzioni»
Il 2009 è un anno nero per Cagliari «perché –
scrivono i sindacati - pur in presenza di una crisi industriale economica e
occupazionale (o forse proprio per questo ?) si muore di lavoro: nelle grandi
aziende, ma anche nelle piccole e medie, dove forse le vittime fanno meno
rumore, ma la cui vita ha lo stesso valore».
CGIL CISL UIL nel corso del recente incontro con
Nei prossimi giorni, saranno messe in cantiere le
iniziative di mobilitazione a sostegno della problematica.
Stream: slitta a febbraio 2010 la cassa integrazione (dies 304/2009)
Cagliari - Dopo una serie di incontri con
Il protocollo d’intesa prevede un
incentivo all'esodo, da opzionare entro il 30 settembre, pari a 3000 euro per i
lavoratori assunti a tempo indeterminato e 1500 euro per quelli assunti a tempo
determinato. I lavoratori dovranno sottoscrivere un apposito verbale di
conciliazione, dopo aver manifestato la loro volontà di adesione.
La cassa integrazione (in deroga)
decorrerà dal 1 febbraio 2010 (mentre inizialmente si parlava dell'ottobre
2009), ma i lavoratori verranno avviati ad un percorso di riqualificazione
idoneo alla ricollocazione presso gli altri servizi dell'azienda. Solo in
assenza di tali lavoratori (in CIG), Stream farà ricorso al lavoro somministrato.
A tale fine le parti, nel verbale, si impegnano a presentare ad un fondo
interprofessionale un progetto formativo coerente con gli obiettivi di
riqualificazione.
«Diamo credito alla Sardegna». In un convegno-tavola rotonda le proposte della Cisl e della Fiba (bancari) per il rilancio dell’economia e dell’occupazione (dies 305/2009)
Cagliari – «Diamo Credito alla
Sardegna» è lo slogan del Convegno organizzato dalla Fiba (Sindacato Bancari
Cisl) e dalla Cisl Sardegna - nell'ambito di un progetto condiviso da tutte le
regioni del meridione d'Italia – che si terrà Martedì 29 settembre 2009 presso l'Auditorium della Banca di
Credito Sardo a Cagliari (Palazzo CIS- viale Bonaria ) con inizio alle ore
9,30.
Al convegno parteciperanno,
l’assessore al Bilancio Regione Sardegna Giorgio
«Vogliamo presentare le nostre idee – dice Tonino Usai, segretario generale della Fiba-Cisl - e confrontarci con i nostri amministratori regionali, la classe politica più in generale, il mondo delle imprese, delle banche e dei Consorzi Fidi, perché siamo convinti che il confronto e la condivisione possano contribuire a creare le condizioni affinché l'esercizio del credito nella nostra isola rappresenti una fonte di sostegno e sviluppo dell'imprenditoria locale. L'obiettivo è quello di sottoscrivere un Patto tra banche, imprese, associazioni sindacali e dei consumatori finalizzato allo sviluppo economico e alla crescita dell’occupazione nel Sud, dove è particolarmente difficile l’accesso al credito».