ANNO XXVII - NUMERO 27
14 settembre 2009
dies 274
Prime note Cgil, Cisl e Uil alla bozza di Programma regionale di sviluppo
dies 275
dies 276
dies 277
dies 278
Contratto
sanità privata Cgil FP, Cisl FP, Uil FPL: un Pre–contratto nazionale da far
firmare azienda per azienda. Al via l’iniziativa unitaria per un rinnovo atteso
da 4 anni
dies 279
dies 280
dies 281
Ricordo di
Salvatore Moretto
dies 282
Corsi di
aggiornamento per dirigenti di lega
organizzati dalla Fnp-Cisl Sulcis-Iglesiente
dies 283
L’attività sindacale in Sardegna dal 14 al 18 settembre
Prime note Cgil, Cisl e Uil alla bozza di Programma regionale di sviluppo (dies 274/2009)
Cagliari – Ci saranno altri incontri – il primo della serie (il secondo in ordine
cronologico) martedì 15 settembre – tra Giunta e sindacati sul Programma
regionale di sviluppo, il documento strategico di legislatura che guida gli
altri strumenti pluriennali e annuali di programmazione economica e finanziaria
della Regione. Sul documento proposto Cgil, Cisl e Uil dicono che necessita di
essere integrato e rafforzato; specie nei capitoli inerenti agli impegni per il
nuovo lavoro e per allargare il sistema produttivo, con la creazione di nuova
impresa. «Appare infatti singolare – scrivono le tre organizzazioni - che si
dia conto dell’ulteriore perdita di 18.000 posti di lavoro, entro giugno 2010,
nonché della stima di un calo d’occupazione di circa 2 decimi di punto all’anno
fino al 2013 (pur a fronte di una ripresa in ambito nazionale), e non disporre
di adeguati strumenti e piani d’intervento».
CGIL CISL UIL ritengono indifferibile l’adozione di
un programma d’azione che inverta tale tendenza, che si ponga chiaramente
l’obiettivo di legislatura della creazione di almeno 25.000 posti di lavoro
all’anno, assicurando nel contempo misure efficaci di coesione sociale, a
partire dal sostegno ai redditi popolari e ai consumi delle famiglie.
Tra le varie fonti di
finanziamento per lo sviluppo, è da considerare che il bilancio annuale ha una
massa manovrabile decisamente limitata: per il 2010, ad esempio, su circa 8
miliardi di euro complessivi, appena 300 milioni di euro vengono considerati
massa manovrabile cioè destinabili a interventi per lo sviluppo.
È quindi ancora oggi
particolarmente rilevante il ruolo dei fondi comunitari (almeno sino al 2013) e
dei fondi FAS, anche se i primi rispondono a una serie di vincoli
particolarmente obbligatori imposti dai regolamenti comunitari e dalla loro
attuazione; i secondi - allo stato attuale - sono condizionati da decisioni
regionali e nazionali, forse persino non definitive, ma certo assunte in
assenza di qualsiasi preventivo confronto con le forze sociali. È certo che il
budget teorico complessivo annuale di risorse manovrabili (con i limiti sopra
richiamati), sempre per il 2010, ammonta tra bilancio regionale, fondi europei
e fondi FAS, a circa 900 milioni di euro, somma importante, da utilizzarsi però
oculatamente per poter imprimere una decisa accelerazione allo sviluppo dell'Isola.
Nel documento presentato il 10 settembre scorso alla
Giunta, i sindacati inseriscono alcune raccomandazioni. La prima riguarda la definitiva risoluzione «dell’endemica
incapacità della regione nello spendere le risorse, proprie e assegnate»,
quindi l’eliminazione dei residui passivi. La seconda di individuare nuove idee
forza per lo sviluppo, la terza la
richiesta di promuovere una nuova stagione costituente, favorendo – con
un’Assemblea costituente del popolo sardo – la massima partecipazione possibile
dei cittadini.
La centralità del lavoro e
la lotta alla povertà sono oggi una priorità assoluta. Su questo fronte il
sindacato vuole che
Relativamente agli
investimenti nelle reti, CGIL CISL UIL confermano l’opinione che si debba
predisporre un piano ben calibrato e scadenzato di realizzazione d’infrastrutture
materiali, tale da recuperare il caratteristico e ingente gap della Sardegna
rispetto alla media nazionale. Il documento proposto dalla Giunta, secondo i
sindacati «non fa che confermare, da un
lato, investimenti già programmati, rispetto ad alcuni dei quali, pur
ribadendone priorità e strategicità, si limita a registrare la mancanza di
risorse certe (per es., la strada Olbia-Sassari), per altro verso, esprime
scelte decisamente difformi rispetto anche ad intese già raggiunte tra
Organizzazioni sindacali e Regione (per es., la scelta della privatizzazione
della Saremar una volta acquisita dallo Stato, che si pone in contrasto con la
precedente scelta concordata di accorparla all’Arst come ramo d’azienda
dedicato al cabotaggio passeggeri e merci con le isole minori) oppure
contraddittorie (si annunciano ad un tempo la definitiva conferma del
cabotaggio marittimo dei carri ferroviari sulle tratte in partenza da Golfo
Aranci e anche la scelta, antieconomica, di realizzare il terminale unico ferroviario
a Porto Torres). Apprezzabili, per contro, le conferme dell’attuale piano
rispetto all’energia e ai rifiuti, per quanto in entrambi i casi appare non
nettissimo né il rifiuto del nucleare né l’abbandono di maxitermovalorizzatori».
Sulle politiche del turismo,
mentre è chiara nella proposta di Programma regionale di sviluppo
l’enunciazione degli obiettivi del raddoppio del peso del settore nella
composizione del PIL regionale e della triplicazione delle presenze nelle
strutture ricettive classificate, «sfuggenti risultano – per le OO.SS. - le
modalità e gli strumenti attraverso i quali s’intende caratterizzare,
diversificare e potenziare l’offerta, favorire l’accessibilità, contrastare il
sommerso, integrare zone costiere e interne, estendere la stagionalità,
sviluppare i consumi delle produzioni artigianali e agroalimentari locali,
quasi a significare che, per raggiungerli, si faccia affidamento essenzialmente
sull’attuazione del piano-casa in gestazione».
Le osservazioni del
sindacato al Programma regionale di sviluppo – definite «Prime note» - si
estendono anche alle politiche del lavoro, della formazione professionale e
dell’istruzione, alle azioni di contrasto alla povertà, alle politiche sociali.
E socio sanitarie
A monte di questi
approfondimenti, tuttavia, il sindacato ritiene necessario individuare alcuni
macro-obiettivi, il cui raggiungimento deve caratterizzare gli sforzi di tutta
la legislatura. Quindi definire, nel Piano regionale di sviluppo, la
quantificazione di alcuni obiettivi relativi al mercato del lavoro (crescita
del numero di occupati, incremento della forza di lavoro, abbattimento del
numero di disoccupati) e ad altri parametri economici (incidenza valore
aggiunto dell'industria, del turismo, dell’esportazioni e reddituali (crescita
del PIL, del reddito pro capite.
Cagliari - In fatto di servizi sanitari anche i numeri
dell’Istat confermano la diffusa impressione dei cittadini sardi e danno
ragione di una battaglia di lungo corso dei sindacati perché siano migliorati.
Numeri che, secondo il segretario regionale Cisl, Oriana Putzolu, rendono
ancora più urgente l’apertura di un tavolo Regione-Sindacati per discutere a
360 gradi sulla riforma del sistema sanitario regionale
Secondo una rilevazione dell’Istituto Centrale di
Statistica, infatti, nel 2007 oltre il 58% delle persone maggiori di 18 anni,
che si sono recate alle Asl, hanno atteso più di 20 minuti. Con un’aggravante:
l’attesa coinvolge un numero sempre crescente di persone in rapporto all’età.
Solo il 49,52% dei giovani fra 18 e 24 anni ha dichiarato di aver aspettato più
di venti minuti. La percentuale, invece, sale oltre il 61% nella fascia d’età
tra 55-64 anni, raggiunge il 67% tra 65-74 anni, per arrivare al 72,64% tra gli
over 75. «Ma i cittadini sardi – precisa
La percentuale dei nonni sardi che, recatosi alle
Asl, ha dichiarato di aver atteso oltre 20 minuti è la più alta in Italia. La
media nazionale per gli ultra settantacinquenni è 43,12%, quella sarda è
mediamente superiore a quella italiana di quasi 30 punti (72,64% per
l’esattezza), e sfiora addirittura 40 punti negli uomini: gli over 75 maschi
sardi che hanno dichiarato attese superiori a 20 minuti superano, infatti,
l’81%.
La cartina di tornasole di questa estesa silenziosa
lamentela rivelata dall’Istat è data dal numero delle persone che, recatesi alla
Asl, dichiarano comodi gli orari: in Sardegna solo il 47,57%. La media
nazionale è pari al 66,57%. Questa volta a lamentarsi di più non sono gli
anziani, ma i giovani, per la precisione la fascia di età tra 35 e 44 anni: di
loro solo il 38,20% dichiarano comodi gli orari in vigore nelle Asl.
Può essere un segnale forte della necessità e
dell’urgenza di intervenire per migliorare qualcosa nel sistema degli orari di
ospedali, ambulatori e sportelli vari il fatto che la regione Sardegna presenta
la più bassa percentuale in Italia di persone soddisfatte in questo senso: sono
l’87 per cento a Trento, il 72% nel Veneto, il 78% in Friuli, il 75% in
Emilia-Romagna. Ci superano di almeno 4 punti le regioni meridionali.
Per quanto riguarda i servizi ospedalieri quasi il 36% dei ricoverati negli ospedali sardi si ritiene molto soddisfatto dell’assistenza medica, quasi il 35% di quella infermieristica: valori quasi uguali alla media nazionale - rispettivamente pari a 35,89% e 33,56% - ma lontani da quelli del Trentino (oltre il 56% per l’assistenza medica ricevuta e il 59% per quella infermieristica) e dell’Emilia Romagna (rispettivamente 56% e 51%).
Deve far riflettere, invece, quel 20,87% di molto soddisfatti dei servizi igienici in funzione negli ospedali: la media nazionale è pari al 28,88%. Una percentuale tenuta bassa in Sardegna soprattutto dai maschi (meno del 16 per cento molto soddisfatti), che fotografa indirettamente le condizioni di water, bidè e lavandini in certi ospedali a metà giornata.
«Sono ancora molti i problemi e le emergenze sanitarie da risolvere in Sardegna. Non sempre – conclude Oriana Putzolu - le priorità sono gli assetti di governo delle Asl. La vera riforma diventerà realtà quando sarà alta la percentuale dei sardi soddisfatti dei servizi sanitari garantiti nelle città e nelle zone interne».
Cagliari - Le recenti direttive della
Giunta regionale sul contratto del comparto regione-enti per
Il sindacato sulle politiche del personale attendeva dalla Giunta-Cappellacci segnali di discontinuità rispetto al passato. «Invece – scrivono in una nota Rocchitta e Paderi - anziché valorizzare la risorsa umana ci si ostina a punire, togliere e andare nella direzione che negli anni non ha dato frutti e qualità dei servizi ma solo scarse motivazioni nel lavoro pubblico e meno efficienza del sistema».
«In una Regione a Statuto Speciale, che poi sotto il
profilo giuridico e normativo è molto indietro rispetto al resto del pubblico
impiego, servono interventi e misure diverse – concludono i due sindacalisti -
e non queste provocazioni che pregiudicano una trattativa seria e rapida, per
dare risposte alle famiglie e al lavoro pubblico».
Sassari – Firma del «Protocollo
sulla sicurezza» e convegno a Nuoro sulle rapine nelle banche sono le due
iniziative decise dalla segreteria regionale dei bancari Cisl per richiamare l’
attenzione su un fenomeno che, statisticamente in diminuzione, continua pur tuttavia
a rappresentare un fatto sociale pericoloso perché mette a rischio non solo
l’incolumità dei lavoratori degli istituti di credito, ma anche i cittadini.
«Nell’ultima riunione di segreteria regionale,
svoltasi a Nuoro, territorio particolarmente colpito dal fenomeno, è stato
deciso – dice Tonino Usai, segretario generale regionale della Fiba - di
organizzare un evento proprio nella città simbolo del malessere e della crisi
economica che attanaglia la nostra isola, con il coinvolgimento di tutti gli
attori interessati al fenomeno. Una manifestazione analoga al convegno «Mani in
alto!» svoltosi lo scorso 24 ottobre a Sassari al quale hanno partecipato, tra
gli altri, l’ABI Nazionale e la segreteria nazionale della Fiba Cisl».
«Il fenomeno è complesso – aggiunge Usai - e non è
semplice trovare una soluzione che risolva in modo uniforme tutte le situazioni
di pericolosità. Di sicuro un più attento controllo del territorio, la
dotazione di strumenti di difesa passiva (bussole con metal detector,
telecamere e quant’altro la tecnologia mette a disposizione) e la presenza
della guardia giurata a difesa dell’agenzia bancaria possono essere strumenti
utili per dissuadere la criminalità. La segreteria regionale Fiba Cisl ritiene
– conclude Tonino Usai - che la sottoscrizione del Protocollo sulla Sicurezza
da parte anche delle OO.SS. rappresenti un valido strumento di controllo e di
monitoraggio del fenomeno, consentendo anche ai lavoratori bancari di poter
dire la loro in occasione delle riunioni del Comitato per
Contratto
sanità privata Cgil FP, Cisl FP, Uil FPL: un Pre–contratto nazionale da far
firmare azienda per azienda. Al via l’iniziativa unitaria per un rinnovo atteso
da 4 anni (dies 278/2009)
Cagliari - Un preaccordo sul contratto collettivo nazionale della sanità privata
da far sottoscrivere azienda per azienda e spingere così le associazioni
datoriali a chiudere una vertenza che dura ormai da troppi mesi.
Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl lanciano unitariamente l’iniziativa, dopo
l’avvio di un percorso presentato in conferenza stampa il 6 luglio scorso,
rivendicando le ragioni dei lavoratori della sanità privata che attendono il
rinnovo da 4 anni, quando nello
stesso periodo negli altri comparti pubblici e privati sono stati firmati ben 2
bienni contrattuali.
Per questo durante il mese di settembre le federazioni del pubblico impiego avvieranno
una mobilitazione capillare e permanente
in tutte le strutture sanitarie private e chiederanno alle controparti la
sottoscrizione di un pre-contratto che sarà uguale e varrà per tutti i
lavoratori.
«In questo modo», sostengono i sindacati, «vogliamo
che sia messo nero su bianco l’impegno dei datori di lavoro a firmare i nuovi
contratti. Impegno che finora è mancato e che ha visto prevalere un
atteggiamento di chiusura al negoziato. Ora siamo stanchi delle scuse e
vogliamo dare una svolta al rinnovo. Con
la firma del preaccordo, infatti, ogni singolo datore di lavoro sarà messo di
fronte a responsabilità certe. E noi ne pretenderemo il rispetto fino alla
definizione e sottoscrizione del contratto nazionale».
«I lavoratori della sanità privata – continuano i
segretari delle tre sigle sindacali - lavorano ogni giorno per assicurare buoni servizi ai cittadini: vogliamo
che siano riconosciuti loro la stessa dignità e le stesse opportunità dei
colleghi delle strutture sanitarie pubbliche».
La
mobilitazione che accompagnerà l’iniziativa sarà tesa a coinvolgere i lavoratori
del settore, insieme agli utenti dei servizi e alle Istituzioni. «Noi chiediamo
– dicono i sindacati - un impegno
tangibile ad agevolare una rapida conclusione della vertenza: a partire dal
rinnovo del contratto nazionale come presupposto ineludibile all'adeguamento
delle tariffe e dall’apertura di un
confronto con gli assessorati regionali affinché il rinnovo ed il rispetto del
contratto nazionale vengano inseriti tra i requisiti dell'accreditamento. Ma in
questa battaglia è essenziale sensibilizzare anche i cittadini, che a buon
diritto pretendono servizi sanitari adeguati ed efficienti».
Cagliari - Il MIUR - attraverso la nota prot. n. 13207 del 7 settembre scorso - fornisce, in relazione a segnalazioni ricevute, ulteriori chiarimenti sulle graduatorie di istituto relative al biennio 2009/2011, in particolare sulla gestione delle eventuali anomalie riscontrate nei "Modelli B".
La nota 13207 - fatte salve le situazioni già trattate nei chiarimenti forniti lo scorso 19 agosto (vedi nota prot. n. 12260) - ribadisce l'impossibilità di accettare reclami in merito alla mancata registrazione del "Mod. B", operazione che doveva essere effettuata entro e non oltre le ore 14.00 del 4 agosto.
Nella nota, tuttavia, l'Amministrazione "concede" all'aspirante che ha presentato il modello A1 e/o A2 (e anche A2bis) la possibilità di effettuare apposita segnalazione alla scuola che ha valutato la domanda affinché il proprio nominativo possa essere inserito esclusivamente nella graduatoria dell'istituzione scolastica in questione (si veda, in proposito, anche la specifica FAQ n. 5 delle venti divulgate dal MIUR alle scuole lo scorso 14 luglio
Quest’ultima indicazione non vale per quegli aspiranti iscritti solamente nelle graduatorie ad esaurimento non avendo, gli stessi, alcuna scuola di riferimento.
La nota 13207, infine - in relazione ad un'incongruenza tra fasce della graduatoria e "Mod. B" - annuncia il puntuale "riallineamento" automatico da parte del sistema informativo nella fase di produzione delle graduatorie definitive. In tal senso è stato previsto un nuovo calendario di pubblicazione delle graduatorie definitive di istituto di prima, seconda e terza fascia (con conseguente adeguamento della tempistica delle funzioni di convocazione dei docenti precari per supplenze brevi).
Cagliari – Si svolgerà all’ITC «Leonardo da Vinci» di Cagliari – viale Ciusa - la prova di preselezione del concorso per 145 posti di dirigente tecnico. La prova - consistente nella somministrazione di specifici test, predisposti dalla "Commissione esaminatrice della procedura" - si articola su novanta quesiti a risposta multipla, avrà la durata di novanta minuti e avrà luogo contemporaneamente su tutto il territorio nazionale (inizio alle ore 10.00 di lunedì 21 settembre).
Tenuto conto della contemporaneità di inizio della prova, i Comitati di vigilanza - nominati dai competenti Direttori Regionali - organizzeranno le operazioni preliminari di identificazione dei candidati in modo tale da rispettare l'orario d'inizio. Per questo, i candidati dovranno presentarsi entro le ore 8.30 muniti di idoneo documento di riconoscimento, codice fiscale, nonché del numero di acquisizione della domanda da parte del sistema informativo, numero che è stato trasmesso ai candidati nella propria casella di posta elettronica istituzionale entro lo scorso 15 marzo.
Per ciascun quesito – aventi pari difficoltà - vi sono quattro risposte, di cui soltanto una esatta. Le materie oggetto dei quesiti medesimi sono disciplinate dalla normativa vigente fino allo scorso 19 luglio.
La "Commissione esaminatrice" ha anche fissato i punteggi da attribuire alle risposte corrette (punti: 1); a quelle errate (punti: - 0,50); a quelle omesse (punti: - 0,25).
Nella Gazzetta Ufficiale (4ª Serie speciale, "Concorsi ed esami") del 12 febbraio 2010, sarà pubblicato l'Avviso relativo all'elenco dei candidati ammessi a sostenere le prove scritte.
Ricordo di
Salvatore Moretto (dies 281/2009)
Tempio
Pausania –
Il 28 agosto scorso è morto Salvatore Moretto. Grande amico della CISL,
organizzazione in cui militava da 50 anni. Uno degli uomini discreti, umili e
appassionati che hanno contribuito a fare grande il sindacato fondato da Mario
Pastore.
Iscritto alla Fit-CISL Autoferrotranvieri,
capostazione di Tempio, quadro di base con una confederalità innata, sempre a
disposizione dei suoi colleghi di lavoro, Moretto ha profuso il suo impegno
maggiore nella CISL dell’alta Gallura: Negli anni ’70 a Tempio ha pianificato
l’ufficio vertenze, con risultati importanti, e garantito l’assistenza fiscale
(il suo pallino) agli iscritti, molto prima che nascessero i CAAF.
Salvatore percepiva
Corsi di aggiornamento
per dirigenti di lega organizzati dalla
Fnp-Cisl Sulcis-Iglesiente (dies
282/2009)
Carbonia – Due corsi di formazione
nel programma della Fnp-Cisl del Sulcis-Iglesiente. «La segreteria territoriale
– ha detto Piero Agus, segretario generale di categoria - ha predisposto un
programma di attività condiviso e approvato dagli organi statutari della
Federazione (Esecutivo e Direttivo) per il prossimo biennio, finalizzato a
potenziare il ruolo della Federazione nelle Leghe attraverso i servizi e la vertenzialità.
I due corsi di formazione riguardano proselitismo, tutela collettiva e
vertenzialità, e il potenziamento delle leghe e la valorizzazione delle risorse
umane impegnate nelle leghe»
Il corso di «Proselitismo e tutela collettiva e
vertenzialità», articolato in moduli, è rivolto ai segretari
di lega ed alle coordinatrici donne.
Il corso di
«Potenziamento delle Leghe e valorizzazione delle risorse umane degli
operatori» nasce dall’esigenza di rendere le strutture di base in grado di
rispondere con efficienza ai bisogni dei cittadini. «Le Leghe, infatti – ha
spiegato Agus - non rispondono solamente alle esigenze dei pensionati, ma sono
centri di primo contatto degli uomini e donne che si rivolgono al sindacato per
cercare tutela ai loro diritti. Il corso, rivolto ai direttivi delle leghe e
agli agenti sociali, si propone di dare gli strumenti per una conoscenza più
completa dell’organizzazione Cisl e dei suoi servizi, e svolgere di conseguenza
un ruolo fondamentale nell’orientamento di quanti si rivolgono al sindacato. Le
sedi periferiche della Fnp in molte circostanze sono il solo punto di
riferimento per i più deboli ed indifesi e sopperiscono alla mancanza dei
servizi pubblici».
L’attività sindacale in Sardegna dal 14 al 18 settembre (dies 283/2009)
Cagliari: Usr.
Si riunisce
la segreteria regionale della Cisl sarda per esaminare la situazione
politico-sindacale (ore 10, via Ancona 1)
Cagliari:
Segreterie unitarie. Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil esaminano la situazione
politico sindacale e programmano attività e iniziative per l’autunno inverno (ore
15,30, via Ancona 1).
Cagliari: Giunta-Sindacati. Proseguono gli incontri Giunta-Sindacati sul Programma regionale di sviluppo e sulla Finanziaria 2010 (ore 10, Assessorato Programmazione).