ANNO XXVII - NUMERO 25

27 luglio 2009

 

dies 253

Collegato alla Finanziaria 2009. Martedì 28 luglio i sindacati incontrano Giunta e maggioranza

 

dies 254

Mobilitazione per il lavoro. 29 luglio 2009 incontro-manifestazione con sindacati, parlamentari, Regione ed Enti locali

 

dies 255

Stoppato il progetto Eni per il Petrolchimico. I Sindacati: «Prudenza: è solo un primo passo avanti» 

 

dies 256

Valutazioni Cgil, Cisl e Uil sull’incontro Giunta-Governo del 17 luglio 2009. I sindacati chiedono un’altra riunione, «a tavolo pieno», a Palazzo Chigi

 

dies 257

«Disoccupazione piaga economica e disastro antropologico». I vescovi preoccupati per la crisi dell’industria. Il testo integrale del messaggio dell’episcopato sardo sul lavoro

 

dies 258

Università sarde tra le cenerentole d’Italia. Tagliati i fondi agli atenei di Cagliari e Sassari. Medde (Cisl): «Responsabilità nazionali e regionali»

 

dies 259

SS 131 «Carlo Felice»: Piazzole come immondezzai. La denuncia della Cisl che chiede l’intervento urgente della Regione

 

dies 260

Stato d’agitazione dipendenti regionali

 

dies 261

Monica Mascia e Abdou Ndaye nuovi presidenti provinciali dell’Anolf. Marcela Mengotti (Brasile) coordinatrice giovani di seconda generazione.

 

dies 262

La Regione restituisce al Bic Sardegna l’antico ruolo

 

dies 263

L’attività sindacale in Sardegna

 

 

Collegato alla Finanziaria 2009. Martedì 28 luglio i sindacati incontrano Giunta e maggioranza         (dies 253/2009)

 

Cagliari – Se non interverranno modifiche, l’attuale collegato alla Finanziaria per i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil «si presenta come una sorta di legge «omnibus», di cui non si riesce a comprendere la sintonia con la manovra finanziaria e di bilancio e un disegno complessivo di politica economica, sociale e del lavoro; il riferimento va soprattutto alla drammatica situazione della Sardegna, ma anche alle pur positive formulazioni presenti negli articoli 3 e 4 della finanziaria regionale».

Un giudizio severo che i sindacati fanno dipendere da una serie di elementi. Il primo: il testo, in discussione in Consiglio regionale, ha un impianto e contenuti molto diversi da quello della Giunta presentato al sindacato. Inoltre è venuta a mancare anche l’audizione, da parte della Commissione programmazione e bilancio del Consiglio regionale, come da prassi consolidata su argomenti di una tale rilevanza sul versante economico e sociale. Infine alla Giunta regionale Cgil Cisl e Uil avevano chiesto di adottare specifici e condivisi provvedimenti sia sulla stabilizzazione del precariato, data la complessità del problema e la necessità di un confronto con la rappresentanza dei lavoratori, sia sugli assetti idrici della regione.

La situazione economica e sociale della Sardegna è ormai ampiamente conosciuta, soprattutto nei suoi diversi e drammatici aspetti occupazionali e produttivi che hanno motivato l’avvio di una fase di mobilitazione e di lotta dei lavoratori e dei pensionati sardi per nuove politiche in grado di rilanciare il lavoro e l’economia.

In questa direzione CGIL CISL UIL hanno ritenuto indispensabile sollecitare alla Regione interventi mirati e adeguati, a partire dai documenti della programmazione economica e finanziaria. Purtroppo la crisi in Regione e la fase elettorale hanno portato ad una manovra finanziaria e di bilancio costruita in emergenza. Il documento, snello e veloce, di pochi articoli, nonostante sia da ritenersi insufficiente rispetto alla drammaticità della crisi, conteneva comunque - negli articoli 3 e 4 - interventi e misure condivisi dal sindacato e riguardanti le politiche sociali e del lavoro e il sistema produttivo isolano.

«Le aspettative maturate dal sindacato, anche a seguito di importanti affermazioni della Giunta, riguardavano un successivo disegno di legge, che integrasse e rafforzasse – scrivono in un documento Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca - i provvedimenti della finanziaria e ne disciplinasse alcuni aspetti in forme e modi ancora più pregnanti ed esecutivi. Infatti, questi, pur importanti dal punto di vista economico e sociale, necessitavano però di una migliore esplicitazione attraverso una regolamentazione in sede attuativa e di riferimenti normativi più strutturali».

Proprio per l’emergenza che aveva caratterizzato i tempi di approvazione della manovra finanziaria e di bilancio per il 2009, la Giunta regionale si era impegnata ad effettuare un adeguato confronto con le parti sociali sul disegno di legge collegato alla finanziaria. «Dunque, pur di fronte, almeno da un punto di vista tecnico, a un disegno di legge non collegato, questi, nei fatti, potrebbe rappresentare – è la conclusione sindacale - un documento importante per integrare quello precedente e per rispondere, in termini più adeguati e strutturali, alle emergenze dello sviluppo e del lavoro nell’Isola».

Per tutti questi motivi le segreterie regionali di CGIL CISL UIL hanno chiesto un incontro ai Capi gruppo in Consiglio regionale, della maggioranza e dell’opposizione, e alla stessa Giunta regionale, per una comune valutazione sui contenuti del disegno di legge, ovviamente prima dell’approvazione, e sulle necessarie modifiche di diverse parti del provvedimento. Tale incontro si svolgerà martedì 28 luglio.

 

 

Mobilitazione per il lavoro. 29 luglio 2009 incontro-manifestazione con sindacati, parlamentari, Regione ed Enti locali   (dies 254/2009)

 

Cagliari – Prosegue la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil sui temi del lavoro e dello sviluppo. Come promesso, i sindacati tengono alta l’attenzione sull’emergenza industriale, il rispetto degli accordi sottoscritti, per rilanciare l’intesa Stato-Regione e la rinegoziazione del patto costituzionale tra Regione Autonoma e Repubblica italiana. Mercoledì prossimo alle 9,30 incontro-manifestazione nei locali del «Lazzaretto» di sant’Elia alla presenza di Regione, enti locali, chiesa, parlamentari sardi.

 

 

Stoppato il progetto Eni per il Petrolchimico. I Sindacati: «Prudenza: è solo un primo passo avanti»  (dies 255/2009)

 

Cagliari – Il sindacato non si abbatteva ieri quando la crisi industriale dell’isola sembrava senza prospettive. Anzi, ricercava slancio e vigore per compattare lavoratori e istituzioni. Cgil, Cisl e Uil della Sardegna non si esaltano oggi per aver stoppato il progetto Eni sul Pertrolchimico di Portotorres. La guardia rimane alta, la mobilitazione pure, senza illusioni e cali di tensione. «Abbiamo fatto soltanto un importante passo in avanti», ha detto il segretario generale della Cisl sarda ai giornalisti. «I lavoratori non vanno in Cig, c’è la volontà ministeriale di discutere un piano dell’Ente nazionale idrocarburi per la Sardegna. Ma cautela e prudenza – hanno aggiunto i segretari regionali Cgil, Cisl e Uil - devono essere la nostra bussola».

L’incontro al Ministero delle attività produttive è stato da ultima spiaggia. Il sindacato e la Regione sarda non avevano nessuna intenzione di trattare sul tappeto di macerie prossime venture. Il ministro Scajola ha colto questa volontà e l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, ha dovuto fare marcia indietro. L’obiettivo di Cgil, Cisl e Uil isolani è molto più alto. Partire da questa vicenda per ricostruire, tassello dopo tassello, tutto il mosaico dell’industria sarda. Lo strumento individuato dalle forze sindacali è un nuovo tavolo a palazzo Chigi. «Prima delle ferie – hanno spiegato i segretari Costa (Cgil), Medde (Cisl) e Ticca (Uil) – chiediamo l’apertura di una sede di contrattazione col Governo per discutere di due temi centrali oggi e in prospettiva: l’intesa istituzionale di programma Stato-Regione e un accordo di programma quadro per il rilancio delle attività produttive».

Questa estate i vertici sindacali non andranno in ferie, neppure per ferragosto. «Il segreto di questo primo positivo risultato – hanno aggiunto i sindacalisti – è tutto nella mobilitazione dei lavoratori: il 9 giugno l’assemblea di quadri e delegati dell’industria, il 10 luglio lo sciopero generale dei settori produttivi e dei servizi a rete con la partecipazione di oltre 20 mila lavoratori e l’adesione di numerose altre forze politiche e sociali. La società sarda ha visto un popolo di padri di famiglia decisi a non farsi portare via quel che resta dell’industria, ma anche con la volontà di rimettere in linea di galleggiamento il sistema produttivo». La compattezza del mondo del lavoro ha contagiato la politica e le istituzioni con l’assemblea straordinaria, il 15 luglio scorso, del Consiglio regionale aperta a tutte le forze sociali e istituzionali locali; il giorno dopo un ordine del giorno unitario ha unito maggioranza e opposizione in un unico piano di rilancio dell’economia sarda. Anche la Chiesa sarda ha fatto sentire la sua voce.

Si continua così. Il 29 luglio altri stati generali unitari: sindacati, enti locali, Anci, Unione delle province, ancora la Chiesa sarda, parlamentari, tutti insieme per proseguire nella mobilitazione. «Neppure il caldo di questi giorni ci farà dimenticare – è stata la conclusione sindacale – gli obiettivi veri della nostra lotta. E’ meglio non distrarsi: ci sono diversi solenni impegni presi d’estate disattesi completamente all’arrivo dell’autunno. La mobilitazione non va in ferie».

 

 

Valutazioni CGIL-CISL-UIL sull’incontro Giunta-Governo del 17 luglio 2009. I sindacati chiedono un’altra riunione, « a tavolo pieno», a Palazzo Chigi            (dies 256/2009)

Cagliari - Cgil, Cisl e Uil Sardegna hanno giudicato insufficiente l’esito dell’incontro del 17 luglio a Palazzo Chigi, tra Regione e Governo. Una riunione, alla quale degli attesi 11 ministri se ne sono visti soltanto 3, il cui risultato non ha corrisposto, secondo i sindacati, a quanto rappresentato, nella seduta straordinaria del Consiglio regionale del 15 luglio scorso, dai presidenti Lombardo e Cappellacci e da tutte le forze politiche e sociali. Pertanto i segretari generali Costa, Medde e Ticca considerano indispensabile una nuova convocazione nella sede della Presidenza del Consiglio, questa volta a tavolo pieno, di una riunione che affronti i problemi dell’emergenza e della prospettiva espressi nel dibattito e nella mozione unitaria approvata il 16 luglio 2009 dal Consiglio regionale.

 

«Disoccupazione piaga economica e disastro antropologico». I vescovi preoccupati per la crisi dell’industria. Il testo integrale del messaggio dell’episcopato sardo sul lavoro    (dies 257/2009)

 

«I vescovi della Sardegna esprimono la loro preoccupazione per lo smantellamento del polo chimico isolano, sono vicini a tutti coloro che hanno perso il lavoro o rischiano di perderlo, alle loro famiglie e a quanti chiedono di avere un salario per vivere dignitosamente.

I vescovi fanno proprio l’ordine del giorno unitario votato dal Consiglio Regionale. In esso si ritrovano le aspettative dei sardi in questo momento cruciale per il futuro dell’Isola. Pertanto sottoscrivono la necessità di un piano straordinario per le politiche industriali in Sardegna per i prossimi 5 anni; lo stanziamento di risorse aggiuntive e il dovere dell'Eni di non modificare la sua presenza nell'Isola prima che ci sia un serio inizio di riconversione industriale.

Chiedono anche loro al Governo nazionale «l'immediato ritiro del provvedimento dell'Eni di chiusura dell'impianto di cracking di Porto Torres e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali». Condizione indispensabile per evitare che migliaia di famiglie si ritrovino sul lastrico e altrettante migliaia di giovani siano costretti ad emigrare.

I vescovi sostengono le vertenze dei sindacati miranti inoltre ad ottenere le bonifiche delle aree industriali gravemente inquinate, la compensazione dei maggiori costi dell'energia, l’istituzione di una zona franca integrale per la Sardegna, il riconoscimento della continuità territoriale per le merci e la revoca della soppressione del servizio marittimo ferroviario a Golfo Aranci.

Ricordano con premura e preoccupazione le gravi difficoltà attraversate dal mondo agro-pastorale. Migliaia di aziende sono sotto procedura fallimentare per responsabilità che non sono addebitabili a loro. Subiscono una palese ingiustizia che va ad aggiungersi ai prezzi decisamente modesti pagati ai produttori per il latte e l’ortofrutta.

I vescovi ribadiscono, ancora una volta, la necessità di una rete scolastica in grado di formare le nuove generazioni e di soddisfare il loro bisogno di sapere. In nome della «razionalizzazione» non si possono condannare all’estinzione centinaia di piccoli paesi che sono parte integrante ed importante della storia e dell’identità isolana.

«Il lavoro è amore rivelato» insegnava Giovanni Paolo II. Dare lavoro significa offrire la possibilità agli uomini di esprimere il loro amore, il loro ideale. Per questo la disoccupazione, prima ancora che una piaga economica, è un disastro antropologico. Una deriva che i cristiani non possono in alcun modo avvallare e contro la quale sono chiamati a reagire con responsabilità ed intelligenza».

 

 

Università sarde tra le cenerentole d’Italia. Tagliati i fondi agli atenei di Cagliari e Sassari. Medde (Cisl): «Responsabilità nazionali e regionali»        (dies 258/2009)

 

Cagliari - La Sardegna rischia di essere ulteriormente penalizzata anche sul versante dell’istruzione universitaria e della ricerca. Infatti, la classifica degli atenei in base ai criteri individuati dal Ministero Pubblica Istruzione ha premiato le Università del Nord Italia e penalizzato quelle del Meridione, comprese le due sarde.

C’è chi sostiene che le valutazioni negative si basino su «carte truccate» (si veda la dichiarazione di Raffaele Lombardo Presidente della regione Sicilia).In effetti, per quel che riguarda la qualità didattica vengono valutati, tra gli altri indicatori, i tempi necessari a un laureato per trovare lavoro, l’utilizzo di docenti di ruolo nei corsi, il numero degli iscritti al secondo anno con almeno i due terzi degli esami del primo anno sostenuti. Indicatori che rinviano anche alle croniche difficoltà del mercato del lavoro e altresì a carenze infrastrutturali e dei servizi nell’isola.

 La posizione in graduatoria dei due atenei sardi è scoraggiante: Cagliari e Sassari si trovano agli ultimi posti.

«Se si valutano in termini superficiali la posizione degli atenei sardi e i dati sulla dispersione scolastica relativi al sistema dell’istruzione superiore di secondo grado, tra le due situazioni – dice Mario Medde, segretario generale Cisl sarda - è facile constatare quasi un rapporto di causa-effetto e, quindi, mettere in discussione profondamente tutta la politica scolastica e universitaria. Ma le ragioni di questa sconfitta cultural-politico-amministrativa (perché questo sentenziano i numeri complessivi sulla scuola isolana) – viste in rapporto agli standard europei e ai bisogni delle famiglie e dei giovani sardi – sono da ricercare, prima di tutto, in un vuoto programmatorio e in errori macroscopici dei diversi governi che si sono succeduti in Italia. Tutte le manovre nazionali finanziarie e di bilancio hanno, infatti, considerato scuola e Università residuali e il momento educativo e formativo tassello periferico della crescita economica, sociale e culturale del paese».

Il segretario Cisl individua, in questa situazione, «anche una responsabilità della Regione, che negli anni non ha adottato politiche, interventi e strumenti utili a contribuire alla valorizzazione della filiera educazione-istruzione-formazione-Università-ricerca».

La sensazione che se ne trae, viste anche le scelte fatte sulle infrastrutturazioni, è che nel Meridione e nelle isole siano venuti meno quei rapporti di forza utili a rilanciare come questione nazionale il recupero dei divari economici e sociali tra regioni del Sud e regioni del Nord.

«Non è sufficiente riempirsi la bocca di società della conoscenza e dell’informazione – aggiunge Medde - senza contestualmente avviare un forte contenzioso con lo Stato sulle risorse necessarie a potenziare l’intera filiera e senza interrogarsi sulle carenze locali e regionali in tema di efficienza e di efficacia nella spesa e nella pubblica amministrazione».

Non mancano le eccellenti professionalità nella scuola e nelle Università sarde. Si tratta di valorizzarle adeguatamente.

 

 

SS 131 «Carlo Felice»: Piazzole come immondezzai. La denuncia della Cisl che chiede l’intervento urgente della Regione          (dies 259/2009)

 

Cagliari - E’ sotto gli occhi di tutti lo stato pietoso delle piazzole di sosta lungo l’asse della «131» Cagliari-Portotorres.

Oramai in queste aree, che dovrebbero essere di sicurezza, si trova di tutto: dai pannolini alle cassette di frutta marcia, dalle bottiglie di plastica ai frigoriferi esausti e dismessi. In altre parole veri e propri immondezzai sotto lo sguardo anche dei turisti che desidererebbero vedere ben altri paesaggi. Discariche abusive di cui nessuno si occupa.

«Anas e Regione – dice il segretario regionale Cisl, Giovanni Matta - devono intervenire al più presto per risanare questo sconcio. In particolare la Regione deve dotarsi di uno strumento finanziario-amministrativo simile a quel Sardegna fatti bella, iniziativa positiva nell’ideazione molto meno nell’attuazione».

Secondo il sindacalista è necessario una sorta di miniprogramma di pronto intervento ambientale per rendere inizialmente vivibile il sistema viario sardo, con successiva estensione alle discariche abusive disseminate per l’intera Sardegna, accompagnato da azioni di prevenzione ed educazione al rispetto dell’ambiente.

«La Cisl, che ritiene fondamentale la valorizzazione del patrimonio ambientale dell’isola, chiede alla Regione – conclude Matta - di far seguire fatti concreti alle dichiarazioni e agli impegni inneggianti al territorio  risorsa principale dell’isola».

 

 

Stato d’agitazione dipendenti regionali       (dies 260/2009)

 

La Cisl sarda e la Cisl Funzione Pubblica hanno proclamato lo stato d’agitazione dei dipendenti regionali. Il sindacato, infatti, giudica in maniera negativa il confronto con la Giunta Regionale e con le Commissioni Consiliari sui temi del personale e del precariato nelle pubbliche amministrazioni. «Si procede – sostengono in una nota Oriana Putzolu, segretaria regionale confederale, e Davide Paderi, segretario generale regionale di categoria - per valutazioni e soluzioni portate avanti senza confronto e che, se confermate nei lavori dell'aula, rischiano di aggiungere pasticci e ingiustizie nel sistema o, ancor peggio, alimentare false aspettative».

Per la Cisl è grave che la terza Commissione abbia sentito solo una parte del sindacato: un fatto davvero singolare. «Per il personale – aggiungono Putzolu e Paderi - non sono state accolte le richieste e le urgenze poste dalla Cisl, come la questione degli idonei delle graduatorie dei concorsi interni e altre problematiche non rinviabili, mentre sul precariato le soluzioni trovate e non ancora ben chiare lasciano fuori pezzi importanti del pianeta precari.

La Cisl chiede un nuovo confronto sindacato- Giunta e sindacato-Commissioni consiliari e risposte non parziali.

 

Monica Mascia e Abdou Ndaye nuovi presidenti provinciali dell’Anolf. Marcela Mengotti (Brasile) coordinatrice giovani di seconda generazione.

            (dies 261/2009)

 

Cagliari – L’Anolf di Cagliari, l’Associazione oltre le frontiere operante all’interno della Cisl cagliaritana ha i nuovi responsabili territoriali: Monica Mascia e Abdou Ndaye. Sono stati eletti il 21 luglio scorso al termine dell’assemblea dei soci ANOLF riuniti per esaminare l’attività svolta dal 2005 al 2009.

All’incontro, convocato dai due copresidenti uscenti, Edoardo Bizzarro e Abdou Ndiaye, hanno preso parte anche la segreteria confederale della Cisl di Cagliari (Fabrizio Carta, Monica Mascia, Mimmo Contu), la segretaria regionale Cisl sarda, Oriana Putzolu, il presidente nazionale ANOLF, Oberdan Ciucci, nonché il coordinatore dei giovani immigrati della seconda generazione, Maruoan, il direttore dell’INAS Giancarlo Frau e numerosi soci italiani e immigrati. Erano presenti rappresentanti di diverse nazionalità (Senegal, Perù, Costarica, Ecuador, Cuba, Eritrea, Pakistan, Brasile ), ma altri erano assenti solo per ragioni oggettive.

Unanime è stato il riconoscimento per la bontà dell’attività svolta, mirata all’integrazione tra le diverse etnie, a sviluppare la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, a migliorare i servizi resi ai lavoratori immigrati. Numerosi i progetti realizzati nel quadriennio, in particolare nell’ambito della scuola e nell’ampliamento dei servizi agli immigrati, anche con la partecipazione a bandi pubblici della Regione, della Provincia di Cagliari e del Comune.

La collaborazione con l’INAS ha anche portato il patronato della Cisl al primo posto in provincia per il numero di pratiche lavorate per quanto attiene i permessi di soggiorno. Riconoscimenti per l’attività svolta sono arrivati all’Anolf da Comuni, Provincia e Prefettura

Nella sua relazione il copresidente Abdou, confermato alla guida dell’ANOLF di Cagliari, ha annunciato l’apertura dell’associazione alla partecipazione di più nazionalità e etnie diverse, per completare ancora di più la già larga rappresentanza dell’ANOLF. Nuova copresidente è stata eletta Monica Mascia, che sostituisce Edoardo Bizzarro, attuale segretario generale della Cisl del Medio Campidano, che ha guidato l’Associazione oltre le frontiere con impegno e competenza.  Componenti del nuovo direttivo che affiancherà i due copresidenti sono Gianni Abis (Italia), Enrica Mulleri (Italia), Carla Howard (Costarica), Woldu Genet (Eritrea), Rosanna Mengotti (Brasile), Rossana Montenegro (Ecuador), Navaz Imad (Pakistan).

E’ stato anche costituito il coordinamento giovani seconda generazione affidato a Marcela Mengotti (Brasile).

 

 

La Regione restituisce al Bic Sardegna l’antico ruolo      (dies 262/2009)

 

Cagliari La Regione non solo non vuole più chiudere il BIC, ma intende valorizzarlo «per garantire un efficace coordinamento nell’attuazione degli interventi a favore delle micro, piccole e medie imprese, previsti in programmi finanziati o cofinanziati con risorse regionali, attuati direttamente o delegati a enti locali o agenzie di sviluppo e per favorire la costituzione di nuove imprese e l’innovazione delle piccole e medie imprese».

Con la precedente Giunta il Bic Sardegna sembrava destinato, con il tempo, alla liquidazione e i lavoratori ad un passaggio nei ruoli di Sardegna Promozione attraverso l’effettuazione di un concorso aperto. Una via d’uscita non del tutto condivisa dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali perché non garantiva matematicamente l’assunzione.

Dopo un incontro il mese scorso con il capo di gabinetto della Presidenza, Giandomenico Sabiu, è stato convocato un tavolo tecnico al quale hanno partecipato, oltre alle organizzazioni sindacali, anche il direttore generale della Regione, Gabriella Massidda, e diversi dirigenti e funzionari di vari assessorati. In questa occasione la sorpresa: un emendamento al collegato alla Finanziaria, approvato in Commissione con il parere favorevole dell’Esecutivo, identifica, rispetto alla sorte del BIC, una strategia assolutamente diversa da quella prospettata dalla vecchia Giunta.

Nella sua attività di coordinamento nell’attuazione di interventi a favore delle micro , piccole e medie imprese, la Regione Sarda si avvarrà del supporto tecnico del BIC Sardegna con oneri a carico degli stessi programmi. Inoltre, per l’acquisizione delle ulteriori quote di partecipazione (il Bic infatti è solo in parte di proprietà regionale) è autorizzata la spesa, per l’anno 2009, di € 688.000. Saranno comprate quindi le quote dagli attuali azionisti.

«Indubbiamente, il cambio di strategia, pur evitando l'effettuazione del concorso, lascia perplessi – si legge in una nota della Cisl di Cagliari - perché sarebbe stata preferibile per i dipendenti, dopo l’acquisizione delle quote, l’applicazione dell’articolo 2112 codice civile che avrebbe garantito l’assunzione diretta in Regione, senza concorso. Come avvenuto in altre situazioni analoghe (vedi Progemisa in ARPAS, Sigma INVEST, SAR)».

 

 

L’attività sindacale in Sardegna dal 27 al 31 luglio 2009  (dies 263/2009)

 

Lunedì 27 luglio

 

Cagliari: segreteria regionale. La segreteria regionale esamina la situazione politico-sindacale (ore 10, via Ancona 1).

 

Cagliari: Elezione segretario generale Chinici Cisl Sardegna. Riunione del Direttivo regionale Femca-Cisl per eleggere il nuovo segretario generale dei chimici Cisl. Parteciperà il segretario generale nazionale di categoria, Sergio Gigli (ore 9,30 - via Ancona 11).

 

Cagliari: Chimica Sardegna. I problemi e le prospettive della chimica in Sardegna saranno esaminati e discussi nel corso di una riunione alla quale parteciperanno il segretario nazionale confederale Gianni Baratta (responsabile Cisl nazionale per le politiche industriali), Sergio Gigli (segretario generale nazionale dei chimici Cisl), la segreteria regionale Cisl Sardegna, la segreteria Femca Sardegna, i rappresentanti dei territori sardi interessati ai problemi dei siti chimici (ore 15,30 via Ancona 1).

 

Martedì 28 luglio

Cagliari: Sindacati-Maggioranza. Cgil, Cisl e Uil incontreranno i partiti di maggioranza in Consiglio regionale per esaminare il Disegno di legge collegato alla Finanziaria 2009 (ore 9,30- via Roma).

 

Cagliari: Sindacati-Giunta. Cgil, Cisl e Uil incontreranno la Giunta regionale per esaminare il Disegno di legge collegato alla Finanziaria 2009 (ore 15,30).

 

 

Nel mese di agosto, come ogni anno, Dies sospende le pubblicazioni per riprenderle regolarmente nel mese di settembre. Agli amici lettori l’augurio di buone vacanze.