ANNO XXVII - NUMERO 24
20 luglio 2009
dies 246
Via crucis dell’industria petrolchimica in Sardegna: crollo
dell’occupazione, disimpegno Eni e lunga assenza dello Stato
dies 247
La
crisi dell’industria e dell’economia sarda e il rilancio del confronto Stato-Regione.
Intervento del segretario generale della Cisl sarda, mario medde,
alla seduta straordinaria del Consiglio regionale
dies 248
Seduta straordinaria del Consiglio regionale. Presentata
piattaforma rivendicativa di Cgil, Cisl e Uil
dies 249
Appello
dei sindacati ai Vescovi sardi
dies 250
«Il dramma della disoccupazione è il dramma di una identità perduta». Risposta dell’Arcivescovo di Oristano, mons. Ignazio Sanna, all’appello dei sindacati
dies 251
Riunione Governo-Regione sarda. Cgil-Cisl-Uil: «Insufficiente l’esito dell’incontro del 17 luglio a Palazzo Chigi»
dies 252
L’attività sindacale in Sardegna
Via
crucis dell’industria petrolchimica in Sardegna: crollo dell’occupazione,
disimpegno Eni e lunga assenza dello Stato (dies
246/2009)
Cagliari – Ormai vengono al pettine tutti i nodi della crisi dell’industria sarda. La
desertificazione produttiva della Sardegna, i quattrocentomila poveri,
l’aumento della disoccupazione sono i segni dell’incrinarsi del Patto
costituzionale tra
«Si è di fronte – dice il
segretario generale Cisl, Mario Medde - a un tracollo documentato
dall’evoluzione delle attività industriali e dell’occupazione che rende ormai
evidente non solo le dinamiche della divisione internazionale del lavoro e le
vicende dell’economia mondiale, ma anche il venir meno di alcuni fondamentali
tasselli del Patto costituzionale tra Stato e Regione Sardegna».
Quando si chiama in causa la
responsabilità e il ruolo dello Stato nei processi dello sviluppo in Sardegna,
non c’è nostalgia per le Partecipazioni statali, «ma la consapevolezza –
aggiunge Medde - che lo Stato si è di troppo ritirato dai suoi impegni e che
debba recuperare invece un ruolo attivo e da protagonista per la promozione
dello sviluppo e del lavoro».
La realtà è sotto gli occhi
di tutti: il superamento delle partecipazioni statali si è concretato per
«Non ci pare questa – dice il segretario generale Cisl - un’ipotesi di lavoro né praticabile né auspicabile. Si tratta, al contrario, di chiedere allo Stato di sostenere le attività produttive, le imprese, di rafforzare le infrastrutture materiali e immateriali e di promuovere l’occupazione».
In questa direzione sono
fondamentali tutte le risorse finanziarie disponibili, compresi i fondi per le
aree sottoutilizzate, sui quali il Governo e
«L’impegno della Regione deve attuarsi – aggiunge il numero 1 di via Ancona - sia in funzione anticrisi con provvedimenti congiunturali e tempestivi, sia contestualmente con strategie e interventi utili a favorire una nuova fase di crescita economica. Una delle precondizioni è la maggiore efficienza ed efficacia soprattutto nell’utilizzo delle risorse finanziarie e nella qualità degli interventi».
«Certo - ricorda Medde - ora
bisogna sconfiggere le strategie dell’ENI, attuare l’Accordo di programma sulla
chimica del 2003 e predisporre, da parte del Governo e della Regione,
attraverso il fattivo concorso delle parti sociali ed economiche, un Accordo di
programma quadro che rilanci le attività produttive nell’Isola».
Gli ambiti di intervento
sono conosciuti: l’agroalimentare, il tessile, la nautica, l’aerospaziale, le
infrastrutturazioni materiali e immateriali, insieme con l’immediata attuazione
degli Accordi già sottoscritti su energia e chimica. Il risanamento e il
recupero economico e produttivo dei siti industriali inquinati è parte
fondamentale degli Accordi. Tutte le aree industriali in crisi sono interessate
all’attuazione di questi progetti. Si tratta di accertare l’entità delle
risorse disponibili per
Un forte segnale di
attenzione da parte del Governo il sindacato lo chiede su una questione che
avrebbe certamente una forte valenza produttiva e occupazionale ma anche
simbolica: la presenza in Sardegna della Finmeccanica che rappresenterebbe
un’alternativa certamente più credibile e compensatoria delle storiche presenze
delle servitù militari nell’Isola. «Lo stiamo sostenendo da diverso tempo, ma
ancora non arrivano segnali né da Cagliari né da Roma».
Il sindacato chiede al
Governo e alla Regione non solo di mantenere gli impegni assunti in questo settore,
ma di sostenere e promuovere un modello di sviluppo incentrato sulle
innovazioni di processo e di prodotto. Il primo obiettivo è quello di
recuperare i livelli occupazionali persi in tutti questi anni e di rafforzare
le opportunità lavorative nei confronti delle migliaia e migliaia di giovani
inoccupati e disoccupati di lunga durata. Le lotte dei lavoratori sardi vanno
in questa direzione: più lavoro, maggiori tutele sociali, più opportunità per
il sistema produttivo sardo di competere in Italia e nel mondo.
«È questo il messaggio che
il sindacato non delega, perché – conclude Medde - la rappresentanza degli
interessi dei lavoratori appartiene solo al sindacato. Ad altri compete la
responsabilità di governo delle scelte più opportune per dare alla Sardegna
speranza e certezze di un presente e di un futuro migliore».
Queste cose
La
crisi dell’industria e dell’economia sarda e il rilancio del confronto
Stato-Regione. Intervento del segretario generale della Cisl sarda, mario
medde, alla seduta straordinaria del Consiglio regionale (dies 247/2009)
Cagliari
– Il 15 luglio 2009 il Consiglio
regionale, nel corso di una seduta straordinaria, aperta anche alle forze
sociali sindacali, economiche e della cooperazione, ha discusso sulla crisi del
settore industriale e produttivo. Il giorno dopo una mozione unitaria ha
individuato i punti essenziali della strategia politica ed economica da
presentare al Governo nazionale. Si riporta in sintesi l’intervento del
segretario generale Cisl, Mario Medde.
Un
vasto fronte unitario per rilanciare lo sviluppo e il lavoro
«Il Consiglio
regionale aperto al contributo delle parti sociali, economiche e istituzionali
rappresenta un segnale forte sia per la necessaria iniziativa unitaria per fronteggiare
la crisi, sia per la politica e le istituzioni sarde e nazionali che devono
attivare nell’Isola un’immediata strategia di cambiamento nelle politiche dello
sviluppo e del lavoro.
«Da tempo stiamo
sottolineando la drammaticità della crisi e la necessità di una forte e diffusa
unità dei lavoratori e dei sardi sulle richieste più importanti riguardanti la
crescita economica e il lavoro. L’abbiamo ripetuto centinaia di volte negli
ultimi cinque anni, lo ribadiamo oggi indipendentemente dalle logiche di schieramento
che pur attenendo alla politica, debbono essere superate di fronte a fatti che
riguardano l’interesse generale dell’Isola e le emergenze produttive e del lavoro.
«Per questi
motivi, dopo la manifestazione del 10 luglio a Cagliari, il messaggio che i lavoratori
sardi mandano all’intera Isola è che sulla difesa del lavoro non possono
esistere divisioni di alcuna natura. Al contrario è tempo che la lotta per
l’industria, i trasporti, le telecomunicazioni, e per tutto quanto è utile a
garantire le tutele sociali e lo sviluppo, si rafforzi in una strategia di un
vasto fronte unitario e per obiettivi che riaprano anche la stagione dei
diritti e dell’autogoverno, con il federalismo solidale e la rinegoziazione
delle intese con lo Stato.
«Dalla seduta del
Consiglio regionale dunque si attende un forte segnale a favore dei lavoratori
e dei disoccupati della Sardegna.
«Due obiettivi immediati: il confronto
Governo-Eni-Sindacati sul futuro della chimica sarda e l’avvio del confronto a
Palazzo Chigi, con Sindacati e Regione per un Accordo di Programma Quadro sulle
attività produttive in Sardegna
«Questi giorni e
le prossime settimane saranno decisivi per il lavoro e lo sviluppo. Per questo
non c’è tempo da perdere per collocare il lavoro al centro dell’iniziativa
politica e legislativa e in primo luogo del confronto Stato-Regione. Ma dalla
crisi se ne uscirà positivamente se, oltre a rilanciare l’intesa Stato-Regione
e a bloccare i provvedimenti dell’ENI sul petrolchimico di Portotorres e
l’abbandono di diverse multinazionali dall’Isola, sapremo tutti costruire le
alleanze necessarie e l’unità delle istituzioni e delle rappresentanze
economiche e sociali per favorire anche una svolta che necessita di risorse
finanziarie, di progetti qualitativamente adeguati, di efficienza ed efficacia
nella spesa.
«In questa
direzione il sindacato sardo mobilita i lavoratori, a partire da quelli che vivono
una condizione lavorativa precaria nei siti industriali dell’Isola. Una lotta
che si caratterizza per obiettivi che non si fermano alla gestione
dell’emergenza, ma che propone strategie che si fondano sulla partecipazione
dei lavoratori, sull’innovazione tecnologica e sul cambiamento necessario per
essere competitivi anche nei mercati internazionali.
«La chimica, la
metallurgia, il tessile, l’agroalimentare, il settore delle costruzioni,
l’agricoltura rappresentano un patrimonio che va rafforzato e inserito in una
nuova strategia di politica economica.
«Le iniziative
di lotta che sono in atto debbono essere lette, dunque, anche come una opportunità
per
«Infatti, nella
convulsa situazione che caratterizza a livello internazionale e nazionale tutte
le economie, il rischio è che le aree più deboli e meno economicamente
strutturate come
«
«Proprio per
questi motivi è indispensabile che i bisogni dell’Isola, quelli dell’economia e
del sociale in primo luogo, trovino un’adeguata rappresentanza non solo
nell’Isola, ma anche a Roma e a Bruxelles.
«Quelle sedi sono
non solo affollate, ma impegnate a dare voce a interessi ben più consistenti di
quelli della Sardegna.
«Ecco perché la
mobilitazione dei lavoratori è indispensabile in due direzioni: per sollecitare
le direttrici e gli obiettivi di un nuovo sviluppo e per riaprire il confronto
con il Governo a Palazzo Chigi, e nel contempo per rafforzare la presenza degli
interessi dell’economia e della società sarda a Bruxelles.
«Non c’è una
concezione economicistica nelle proposte del sindacato, ma la certezza che lo sviluppo
delle basi materiali dell’Isola è senz’altro condizione ineliminabile per una
maggiore libertà, in termini individuali e di popolo».
Seduta straordinaria del Consiglio regionale. Presentata
piattaforma rivendicativa di Cgil, Cisl e Uil (dies
248/2009)
Cagliari – I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil –
Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca - hanno presentato, durante la seduta
straordinaria del Consiglio regionale del 15 luglio scorso, la piattaforma
rivendicativa per il rilancio dell’economia sarda, dello sviluppo e
dell’industria. Ecco il testo integrale del documento:
Le Segreterie
Regionali e Territoriali Confederali e di categoria hanno tentato nel
corso di questi mesi
di contrastare la desertificazione industriale dell'Isola.
Lo hanno fatto a partire dallo sciopero generale
della Provincia di Nuoro dall'ottobre del 2008, per proseguire con
il blocco dell'area industriale e
dell'intera città di Porto Torres il 4
dicembre scorso, ancora il 13 marzo 2009 con lo sciopero generale del Sulcis,
per culminare con l'Attivo dei Quadri e dei Delegati dei settori produttivi e
dei servizi a rete del 9 giugno che ha portato allo sciopero generale del
comparto e alla manifestazione regionale a Cagliari del 10 Luglio u.s. che ha registrato
una partecipazione straordinaria di lavoratrici, lavoratori, disoccupati,
giovani e donne, pensionati di ogni parte dell'Isola.
Purtroppo il sommarsi di una crisi di lunga data e
la recessione mondiale che ha colpito l'economia reale della nostra Regione e
del Paese hanno impedito l'arrestarsi della crisi che ha travolto il fragile
apparato industriale della nostra Isola.
In questo contesto il tasso di occupazione si è
attestato al 49,4%, il tasso di disoccupazione è salito al 14,1% con una caduta
dell'occupazione del 5,5% negli ultimi 12 mesi.
Nell'industria si è registrata una perdita di posti
di lavoro di 10.000 unità negli ultimi 12 mesi, e ancora più consistente è
stato il crollo nel settore dei servizi, dell’edilizia e dell’agricoltura con
meno 24.000 unità.
Tutti gli indicatori che consentono di leggere
l'andamento dell'occupazione e del mercato del lavoro portano il segno negativo
e confermano le peggiori previsioni.
Le domande di disoccupazione hanno registrato nel
periodo gennaio-aprile 2009 un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo del
2008 passando da
La cassa Integrazione Guadagni e la mobilità in
deroga ha riguardato 354 imprese per oltre 4000 lavoratori interessati e le
stime per il 2009 parlano di circa 10.000 lavoratori coinvolti.
La conferma di una crisi di lunga data del comparto
è rilevata dai dati ISTAT sul valore aggiunto dell'industria in costante calo
dal 2004, nonché dall'evoluzione del PIL regionale per gli stessi anni vicina
allo zero.
L'assenza di una qualsiasi strategia di politica
industriale in grado di governare le emergenze e rilanciare il comparto con
nuove intraprese, ha acuito le diseconomie dei fattori di produzione,
primo fra tutti il costo dell'energia, accelerando i processi di
disimpegno delle Multinazionali presenti nell'Isola e portando al tracollo
economico e sociale intere comunità e territori.
Scelte scellerate, quali l'uscita dalla chimica dall'Italia, sostenute
pervicacemente dall'ENI rischiano di rendere vana ogni ipotesi di sviluppo.
UNILEVER, RUSAL, ROCKWOOL, DOW CHEMICAL, INEOS,
GLENCORE, BRIDGESTONE sono nomi e simboli dietro i quali si stanno consumando i drammi di migliaia di
lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie.
L'industria tessile è scomparsa dal panorama
produttivo della Regione, l'agroalimentare continua a perdere impianti (Unilever,
Sardegna Carni, Palmera e Formaggi Sardi).
Quella che si prospettava come la nuova frontiera
dell'industrializzazione , la cantieristica navale, sta velocemente ridimensionando le prospettive
di reinsediamento, dimensionamento e investimento sotto l'incalzare della
crisi.
I distretti del marmo, del granito e del sughero
sono attanagliati da fattori di crisi locale e internazionale, rilevanti parti
del territorio sono di fatto escluse da qualsiasi processo di
industrializzazione.
In un contesto di tale e tanta difficoltà CGIL CISL
e UIL Regionali considerano la fermata dell'impianto del cracking di Porto
Torres, annunciata dall'ENI per il 1° agosto, un atto di gravità inaudita ai danni dell'intera Sardegna e ne chiedono la revoca immediata.
Ritengono inaccettabile che la multinazionale italiana, con una importante
partecipazione azionaria del Governo, metta in essere comportamenti di stampo
neocoloniale ai danni di una Regione e del Paese.
CGIL CISL UIL, consapevoli della responsabilità loro
assegnata dal successo dell'iniziativa del 10 luglio 2009. ribadiscono le
proposte già formulate in occasione dell'Assemblea dei Quadri e Delegati del 9
giugno e in particolare:
1)
la costituzione di un Comitato di crisi regionale che affronti, con
decisioni politiche e atti amministrativi straordinari, le gravissime emergenze
occupazionali e getti le basi per un nuovo e diverso modello di sviluppo.
2)
L’apertura di un tavolo nazionale, alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, per l’esame delle vertenze che solo a tale livello possono trovare
soluzione.
3)
L’attuazione dell’Accordo di Programma Quadro relativo al rilancio
delle attività produttive cosi come stabilito nell’accordo firmato a Palazzo
Chigi il 10 Luglio 2007.
4)
Un impegno del Governo sull’avvio di una nuova fase industriale che
metta in sicurezza il ciclo del cloro, rispetti e attui l’Accordo di Programma
sulla chimica del 2003, dia avvio ad un serio programma di bonifiche al fine di
restituire alle comunità aree industriali e minerarie riutilizzabili in
progetti di reindustrializzazione.
5)
L’approvazione in via definitiva della norma legislativa relativa
all’istituzione del VPP (Virtual Power Plant ) stabilendone la vigenza fino a
quando non saranno disponibili, nella Regione, valide alternative energetiche.
6)
Un progetto di sviluppo per aumentare la capacità del parco regionale
impegnato nella produzione di energia da fonti rinnovabili.
7)
Il rispetto e l’attuazione da parte della Regione degli impegni assunti
con la società E.On circa la sostituzione dei due gruppi ad olio combustibile
nel sito di Fiumesanto.
8)
Investimenti per l’ammodernamento della rete di distribuzione regionale
dell’energia elettrica.
9)
Il rispetto dei tempi per la metanizzazione della Sardegna;
10) Il completamento e
l’implementazione delle infrastrutture nelle aree industriali;
11) L’attuazione dell’Accordo
relativo all’area industriale di Ottana.
12) La radicale modifica della
decisione di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) circa la soppressione del servizio
merci Golfo Aranci – Civitavecchia.
13) Un accordo di programma
quadro per la realizzazione di un progetto per la continuità territoriale,
rivolto alle persone e alle merci, con l’obiettivo di superare i
differenziali economici legati alla
nostra situazione geografica di insularità;
14) Un agroalimentare di qualità
che sviluppi le potenzialità dell'intera
filiera del settore agricolo e zootecnico, con particolare riguardo al comparto
lattiero caseario e all'allevamento suinicolo, che sappia coniugare il presidio
del territorio, attraverso la valorizzazione delle risorse locali, la multifunzionalità e le opportunità di
sviluppo delle zone interne e costiere
15) La progettazione e la
realizzazione, con conseguente spendita delle risorse, per le opere necessarie
all’ammodernamento del sistema idrico integrato della Sardegna.
16) -La realizzazione, negli
stessi tempi e modalità, delle opere inizialmente previste per il G8 nell’isola
della Maddalena, assegnando priorità assoluta alla realizzazione della nuova
strada Sassari - Olbia.
17) L’avvio di un processo di
formazione e riqualificazione che aiuti il reinserimento dei lavoratori espulsi
dal mondo del lavoro.
18) L'impegno forte delle
Istituzioni e delle imprese per la tutela dell'ambiente e
della sicurezza nei luoghi di lavoro e nel territorio.
19) Riaffermano la
necessità che venga convocato con
urgenza un tavolo nazionale a Palazzo Chigi per affrontare tutte le situazioni
di crisi presenti in Sardegna, a tale scopo ritengono utile far coincidere la
giornata del 17 Luglio con i due momenti di incontro, quello con le parti
sociali e quello istituzionale sull’Intesa di Programma Stato – Regione, anche
in orari diversi. A sostegno di tale richiesta decidono di intensificare le azioni
di lotta nel territorio regionale e, se necessario, anche nella capitale.
Appello dei
sindacati ai Vescovi sardi (dies
249/2009)
Cagliari - La grave situazione occupazionale, sociale ed
economica della Sardegna richiede il concorso unitario e generale di tutte le
componenti sociali, culturali e istituzionali. Anche della Chiesa sarda. Per questo i segretari generale di Cgil, Cisl
e Uil hanno rivolto un appello all’episcopato sardo perché rinnovi agli uomini
delle istituzioni e dell’economia l’invito a prendere finalmente in mano la
questione sarda del lavoro.
I sindacati
riconoscono che, soprattutto dal secolo scorso fino a oggi, i vescovi sardi non
hanno mai fatto mancare, nelle forme e nei modi dettati dai tempi e dalle
circostanze, la concreta solidarietà nei confronti delle popolazioni sarde nel
disagio, nella povertà e nell’indigenza. Cgil, Cisl e Uil ricordano che
autorevoli presuli e sacerdoti hanno speso gran parte della loro vita per
aiutare gli ultimi del mondo. Alcune figure di benefattori hanno lasciato segni
evidenti della loro azione sociale: padre G.B. Manzella, monsignor Emanuele
Virgilio, monsignor Virgilio Angioni, padre Salvatore Vico solo per ricordarne
alcuni.
«Negli ultimi
anni – si legge nell’appello formulato da Medde, Costa e Ticca - l’attenzione
dell’episcopato sardo si è spinta fino a far arrivare – attraverso gli uomini
della pastorale del lavoro – messaggi diretti ai lavoratori impegnati in
manifestazioni e scioperi generali». Il sindacato confederale ha molto apprezzato
anche l’attenzione dedicata dal Concilio Plenario Sardo (2001) al problema del
lavoro, considerato dai vescovi la «vera questione sociale», soprattutto per
gli effetti psicologici, culturali ed etici provocati dalla disoccupazione
giovanile. Inoltre Papa Benedetto XVI ha rilanciato proprio in questi giorni
con l’enciclica “Caritas in veritate” la via cristiana allo sviluppo.
«L’emergenza
sociale e lavorativa di questi mesi, con 34 mila persone ed altrettante
famiglie che nell’ultimo anno hanno perso il lavoro, oltre 400 mila poveri, la
ripresa dell’emigrazione giovanile, rendono nuovamente attuale – dicono i
sindacati - l’intervento dei vescovi sardi perché dall’alto della loro funzione
pastorale possano rinnovare agli uomini delle istituzioni e dell’economia
l’invito a prendere finalmente in mano la questione sarda del lavoro».
Nella
costruzione del bene comune e dello sviluppo locale, Cgil, Cisl e Uil ritengono
questi mesi realmente strategici per rimettere in marcia il sistema Sardegna. «
L’intervento autorevole dell’episcopato sardo per il diritto al lavoro e alla
speranza per i giovani e le famiglie non può che segnare un aiuto umano e
cristiano di indirizzo e vincolo etico per gli uomini che governano la cosa
pubblica».
«Il dramma della disoccupazione è il dramma di una identità perduta». Risposta dell’Arcivescovo di Oristano, mons. Ignazio Sanna, all’appello dei sindacati (dies 250/2009)
Oristano – All’appello sindacale ha prontamente risposto monsignor Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano.
«Gentili segretari
generali di Cgil, Cisl e Uil,
Come vescovo sardo,
raccolgo l’appello – scrive il presule arborense - perché unisca la mia voce
nella richiesta di interventi efficaci per combattere l’emergenza della
disoccupazione e dell’emigrazione da parte degli amministratori della cosa
pubblica. Vi assicuro che
«Con i miei
confratelli nell’episcopato – prosegue monsignor Sanna - sostengo ogni impegno
nel sostenere i giovani, promuovere il lavoro, combattere le nuove e vecchie
povertà. Nutro la convinzione che il lavoro e l’occupazione per tutti
costituiscono la prima e più importante sfida per la società civile e quindi
per la politica. Il dramma della disoccupazione è il dramma di un’identità
perduta. E’ il lavoro che crea le condizioni per una crescita, uno sviluppo, un
riscatto personale, familiare e sociale. E’ il lavoro che garantisce la piena
libertà e dignità, l’assunzione e l’esercizio della responsabilità sociale e
della cittadinanza attiva. Al contrario, le difficoltà di accesso
all’esperienza lavorativa, la perdita del lavoro, la sua precarietà creano
disuguaglianza, ingiustizie, sfruttamento, disagio sociale.
Le cifre
dell’emergenza sociale e lavorativa sono molto gravi anche tra la gente della
mia Diocesi, ma non devono suggerire la rassegnazione, bensì un impegno ancora
più profondo e determinato da parte di tutti. Sono
profondamente convinto che la povertà non è un fatto ineluttabile. Auspico,
perciò, che i responsabili della cosa pubblica operino una più equa
distribuzione delle risorse e delle opportunità. Uniti si vince. Divisi si
perde. Il sistema Sardegna riguarda tutti, senza alcuna distinzione. Lavorare
tutti e lavorare meglio è possibile. Per raggiungere questo fine
Riunione Governo-Regione sarda. Cgil-Cisl-Uil: «Insufficiente l’esito dell’incontro del 17 luglio a Palazzo Chigi» (dies 251/2009)
Cagliari
- Cgil, Cisl e Uil
Sardegna ritengono insufficiente l’esito dell’incontro di venerdì 17 luglio a
Palazzo Chigi, tra Regione e Governo. La valutazione sindacale è rapportata ai
contenuti, auspici e attese emersi nella seduta straordinaria del Consiglio
regionale del 15 luglio scorso, negli interventi dei presidenti Lombardo e
Cappellacci e di tutte le forze politiche e sociali. «Pertanto si rende
indispensabile – dicono i segretari generali Costa, Medde e Ticca - una nuova
convocazione nella sede della Presidenza del Consiglio, questa volta a tavolo
pieno, di una riunione che affronti i problemi dell’emergenza e della prospettiva
espressi nel dibattito e nella mozione unitaria approvata il 16 luglio 2009 dal
Consiglio regionale».
Sulla vertenza in corso Cgil, Cisl e Uil ribadiscono
orientamenti e prese di posizione degli ultimi mesi. In particolare:
1. Il confronto Stato-Regione,
per la strutturale debolezza dell’isola rispetto ad altri più forti interessi,
deve vedere la partecipazione delle parti economiche e sociali ed essere
accompagnato da una vasta mobilitazione di popolo.
2. Non è sufficiente
conseguentemente la semplice rappresentazione solitaria dei problemi. Da tempo
ormai è appurato che solo la consapevolezza, da parte del Governo, di un
diffuso malessere sociale e una spinta popolare in atto possono produrre
effetti positivi sulle risposte alle emergenze e alle strategie dello sviluppo.
3. E’ indispensabile, nel
confronto Stato-Regione, garantire la continuità delle esperienze già maturate,
e dunque rispettare impegni e intese assunti dai precedenti governi, ancorché
non attuati o solo parzialmente attuati (si vedano il verbale dell’incontro 10
luglio 2007 e le intese sulla chimica e sull’energia).
4. Non c’è alternativa alla
mobilitazione e alla lotta unitaria dei lavoratori e dei pensionati sardi, che
devono continuare sino a quando sindacati e istituzioni non otterranno
l’apertura di un confronto a palazzo Chigi sia sull’attuazione dell’accordo di
programma per la chimica, previo ritiro del provvedimento di chiusura del
petrolchimico di Portotorres, sia sull’accordo di programma quadro per
rilanciare agroalimentare, tessile, nautica, aerospaziale e minero-metallurgico.
5. Per quel che riguarda
Portotorres non è sufficiente la sola revoca del provvedimento, ma è
indispensabile che accanto a questo e contestualmente ENI e governo nazionale
diano garanzie di investimenti utili a rafforzare il sito e la chimica sarda.
Il sindacato, inoltre, considera un’inaccettabile provocazione le notizie che
filtrano da Roma circa uno scambio tra chiusura del sito di Portotorres e costruzione
di una nuova centrale a carbone.
Il sindacato si augura che
si tratti solo di dicerie e non di proposte da presentare al tavolo del
confronto: la reazione sarebbe pesante con un ulteriore inasprimento delle
lotte.
Alla luce dell’esito dell’incontro del 17 luglio a
Palazzo Chigi e successivamente al tavolo di martedì 21 luglio sulla chimica
sarda, si rende indispensabile un’immediata
riunione Regione-sindacato per una comune valutazione, per dare continuità agli
impegni unitari assunti nella seduta straordinaria del Consiglio regionale del
15 luglio scorso.
L’attività
sindacale in Sardegna dal 20 al 25 luglio 2009 (dies
252/2009)
Lunedì 20
luglio
Cagliari: Cisl
regionale. Si
riunisce la segreteria regionale per esaminare la situazione politico sindacale
(ore 15,00- via Ancona 1).
Cagliari:
Piano regionale sviluppo. Cgil , Cisl e Uil proseguono gli incontri con l’Assessore Giorgio
Martedì 21 luglio
Roma: Chimica.
I segretari
regionali di Cgil, Cisl e Uil, unitamente ai segretari nazionali e regionali
dei chimici, Confindustria regionale ed Eni, si riuniscono alla presenza del
Ministro Claudio Scajola per esaminare situazione e prospettive dell’industria
chimica in Sardegna (ore 17, Ministero dello Sviluppo, via Molise ).
Cagliari:
Direttivo Anolf. Il nuovo direttivo territoriale di Cagliari dell’Associazione oltre
le frontiere (Anolf) sarà eletto al termine di una assemblea, durante la quale
saranno approvati anche i bilanci consuntivo 2008 e preventivo 2009 (ore 16,30-
via Ancona 11).