ANNO XXVII - NUMERO 23
13 luglio 2009
dies 235
Sciopero dell’Industria e dei servizi a rete: In 20 mila
per rilanciare occupazione, sviluppo e sicurezza
dies 236
Cgil-Cisl-Uil: «Se Eni e governo non rispondono sul
Petrolchimico, necessario un gesto eclatante come le dimissioni del Consiglio
Regionale»
dies 237
Eni chiude il cracking del Petrolchimico. Cgil-Cisl-Uil:
«Decisione gravissima»
dies 238
la
crisi del lavoro e delle imprese al centro dello sciopero e della
manifestazione del 10 luglio in sardegna.
Quasi 600 aziende hanno chiesto di utilizzare ammortizzatori sociali
dies 239
Dal 14 al 20 luglio settimana decisiva per il
rilancio economico e produttivo del Nuorese
dies 240
Anche
dies 241
Assemblea regionale lavoratori Arpas
dies 242
Cgil, Cisl e Uil sanità pronte allo sciopero
regionale
dies 243
Incontro Anas Cgil-Cisl-Uil e Confidustria. Problematiche
S.S. 195
dies 244
Il 21 luglio rinnovo direttivo Anolf Cagliari
dies 245
Bic Sardegna: una vertenza infinita
Sciopero dell’Industria e dei servizi a rete: In 20 mila
per rilanciare occupazione, sviluppo e sicurezza (dies 235/2009)
Cagliari – Il caldo estivo non ha
stemperato la protesta dei lavoratori sardi. Anzi l’ha rilanciata. Le prossime
piazze a tingersi dei colori di Cgil, Cisl e Uil Sardegna potrebbero essere,
fra qualche settimana, quella di Montecitorio o di Palazzo Chigi. Una promessa
e un impegno preso dai 20 mila che, venerdì 10 luglio, hanno invaso le strade
del capoluogo per gridare la fine della tregua tra mondo del lavoro e
istituzioni. Una cosa è certa: a nessuna multinazionale sarà più consentito
venire in Sardegna, succhiarne risorse e capitali e poi ripartire lasciando in
eredità inquinamento e macerie economiche e sociali.
Tempo sette giorni e si saprà se la protesta delle
tute blu sarde prenderà la strada di Roma molto prima che ferragosto mandi
tutti a casa. La strategia sindacale è già tracciata. Mercoledì prossimo Cgil,
Cisl e Uil parteciperanno, con le forze imprenditoriali, a una seduta
straordinaria del Consiglio regionale, richiesta dal Presidente della Regione,
sulla crisi economica dell’isola. Due giorni dopo i sindacati hanno chiesto di
partecipare al tavolo istituzionale, organizzato a Palazzo Chigi tra Giunta e
Governo, per discutere della vertenza-Sardegna. Se da Roma arriverà un
gigantesco “non expedit” – non
conviene – navi e aerei sarebbero prenotati in un amen e una nuova manifestazione romana calendarizzata in poche ore.
«La crisi dei siti chimici in Sardegna – ha detto il
segretario generale Cisl, Mario Medde nel discorso conclusivo della
manifestazione – è figlia anche del disinteresse e delle inadempienze della
politica e dello Stato. E’ in questo quadro che si concretizza la scelta
dell’Eni di ritirarsi dalla nostra isola, dal petrolchimico di Portotorres,
adottando una strategia mordi e fuggi e privando, nel contempo, l’economia
italiana di un serio impegno nel settore della chimica». La scelta dell’Ente
nazionale idrocarburi brucia particolarmente. Per i lavoratori e il sindacato è
il segno che lo Stato-ragioniere – socio di maggioranza e pagatore di un ente
economico - abbandona al proprio destino una parte del territorio, i cittadini,
un popolo. Un tradimento. «La scelta dell’Eni – dice Medde – è una provocazione
non solo sul versante delle strategie di politica economica e industriale del
paese, lo è ancora di più per un’isola che ha pagato un prezzo altissimo in
termini di risorse finanziarie investite e di costi ambientali subiti, per i
quali
Il caldo non ha fermato la voglia di combattere dei
sardi. 96 pullman sono arrivati a Cagliari da tutta
«Il lavoro – ha detto Medde – è al centro della
questione sociale. Anzi: è la vera questione sociale. La conseguenza più
evidente è l’impoverimento delle persone e delle famiglie in una dimensione che
supera persino le altre regioni del Meridione».
Cgil-Cisl-Uil: «Se Eni e governo non rispondono sul
Petrolchimico, necessario un gesto eclatante come le dimissioni del Consiglio
Regionale» (dies 236/2009)
Cagliari – Dimissioni del Consiglio
regionale. Solo questo gesto clamoroso potrà essere la risposta adeguata delle
istituzioni sarde al provvedimento dell’Eni di chiudere per due mesi il
cracking del Petrolchinico di Portotorres. Cgil, Cisl e Uil attendono dalla
Regione segnali forti proporzionati alla straordinarietà di una crisi economica
ormai devastante e rapportati alla gravità della decisione dell’Ente Nazionale
idrocarburi. Se chiude il cracking, cuore pulsante del polo petrolchimico, vanno
immediatamente a casa 500 lavoratori diretti, alcune centinaia dell’indotto, ma
probabilmente si spiana la strada alla definitiva chiusura degli impianti del
Nord Sardegna.
L’iniziativa unilaterale dell’ENI ha surriscaldato
l’antivigilia dello sciopero regionale dell’industria. La settimana prossima i
confederali non escludono di alzare ulteriormente il tiro.
In quattro proposte la strategia di Cgil, Cisl e Uil
per governare quella che sembra la «madre di tutte le vertenze», con un ruolo
determinante assegnato alla Regione. «La precondizione di ogni dialogo
sindacato-istituzioni è il blocco immediato del provvedimento Eni. Si discuterà
solamente a bocce ferme – hanno detto l’8 luglio i segretari regionali di Cgil
(Piero Cossu), Cisl (Mario Medde) e Uil (Rinaldo Mereu) nel corso di una
conferenza stampa – senza minacciosi provvedimenti sul tavolo». Dovrà seguire
un incontro a Palazzo Chigi tra Giunta- Governo- sindacati - Eni per un tavolo
specifico su Portotorres e la chimica sarda. Una richiesta da tempo avanzata
dal sindacato. «Il futuro dei poli chimici isolani fa parte integrante del
piano chimico nazionale», ha aggiunto il segretario generale Cisl, Mario Medde,
che con gli altri leader sindacali lascia aperta la porta a ogni forma di
lotta. Se l’Eni dovesse risultare sorda alle richieste di Regione e sindacati,
il Consiglio regionale dovrebbe convocare Cgil, Cisl e Uil per discutere le
iniziative da attuare in Sardegna e la strategia di intervento sul governo
nazionale. Le organizzazioni sindacali concedono poco tempo all’Eni: i giorni
immediatamente seguenti allo sciopero del 10 luglio. «Se da Roma non
arriveranno segnali, il Consiglio regionale dovrebbe annunciare le dimissioni
in blocco di tutti i suoi esponenti», hanno detto i tre segretari regionali. Un
gesto eclatante. «La vicenda Eni chiama in causa la credibilità delle
istituzioni sarde. Se
Eni chiude il cracking del Petrolchimico. Cgil-Cisl-Uil:
«Decisione gravissima» (dies
237/2009)
Cagliari - Nella mattina di mercoledì 7
luglio l’Eni (Polimeri Europa) ha incontrato i sindacati nazionali ai quali ha
comunicato la decisione di chiudere per due mesi il Petrolchimico di Portotorres,
a far data dal 1° agosto 2009. Il provvedimento coinvolgerà non meno di 450
lavoratori.
«Questa
decisione conferma, purtroppo, tutte le preoccupazioni di Cgil, Cisl e Uil
della Sardegna e rafforza ulteriormente – hanno commentato le segretarie
regionali di Cgil, Cisl e Uil - le ragioni che hanno portato i sindacati a
proclamare lo sciopero e la manifestazione del settore industria e dei servizi
a rete in programma il 10 luglio 2009».
«La
gravissima decisione ENI – prosegue la nota sindacale - chiama in causa la
responsabilità del governo nazionale e richiede dalla Giunta regionale un atto
di urgente e forte iniziativa politico-istituzionale verso governo ed ENI».
Cgil, Cisl e
Uil, in questo frangente impegnati ad assicurare la massima partecipazione allo
sciopero del 10 luglio, ritengono indispensabile che ancor prima del 17 luglio
2009 – data dell’incontro a Palazzo Chigi tra Governo e Regione sarda, al quale
appare ancor più indispensabile la presenza delle organizzazioni sindacali e
delle rappresentanze economiche – all’ENI venga imposto il ritiro del provvedimento
sul Petrolchimico.
la crisi del
lavoro e delle imprese al centro dello sciopero e della manifestazione del 10
luglio in sardegna. Quasi 600
aziende hanno chiesto di utilizzare ammortizzatori sociali (dies 238/2009)
Cagliari - La crisi economica e delle
imprese dell’Isola è al centro dell’iniziativa di lotta proclamata da CGIL CISL
UIL della Sardegna con lo sciopero e la manifestazione dei settori produttivi
per il giorno 10 luglio a Cagliari.
La tutela dei lavoratori, anche con il sistema degli ammortizzatori sociali, e il rilancio dell’occupazione passano attraverso una nuova strategia di politica industriale e del lavoro, insieme a misure e strumenti in favore delle imprese.
Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà
dell’attuale contingenza economica e produttiva e sui problemi delle imprese,
che si riverberano sui lavoratori, è indispensabile leggere alcuni dati che
danno la dimensione della crisi in Sardegna.
Il monitoraggio effettuato attraverso gli accordi
regionali sugli ammortizzatori in deroga e la gestione della crisi documenta un
numero enorme di imprese in difficoltà: sono quasi 600 le imprese che hanno
chiesto di utilizzare gli ammortizzatori sociali attraverso gli accordi regionali;
354 sono già certificate dalle intese per un totale di 4.150 lavoratori.
Si prevede un incremento notevole del numero delle
imprese e dei lavoratori. Questi ultimi potrebbero superare le 9 mila unità. Da
sottolineare che si è in attesa di disciplinare l’ingresso per le imprese
agricole, cooperative e artigiane.
Solo
Da evidenziare che quelli in deroga rappresentano
solo una parte degli ammortizzatori sociali.
«La mobilitazione del 10 luglio – hanno detto i segretari generali Enzo Costa ( Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) - ha dunque lo scopo di attivare e rendere operativi tutti i possibili tavoli di confronto, a livello regionale e nazionale, per attuare quelle politiche economiche e sociali che dovranno essere in grado di intervenire sia a favore dei lavoratori che, ovviamente, delle stesse imprese».
Imprese colpite, oltre che dagli endemici problemi
che affliggono l’economia sarda, anche dalle carenze programmatorie che in
tutti questi anni hanno caratterizzato le strategie politiche e istituzionali.
«Le ormai storiche diseconomie conseguenti agli
insoluti problemi dell’energia, dei trasporti e del credito – aggiungono i tre
sindacalisti - sono solo una parziale elencazione delle questioni che nel
confronto Stato-Regione-parti sociali è indispensabile affrontare alla luce
delle attuali dinamiche nazionali, internazionali e regionali».
Dal 14 al 20 luglio settimana decisiva per il
rilancio economico e produttivo del Nuorese (dies
239/2009)
Nuoro – In sette giorni il
sindacato nuorese gioca una partita importante per il rilancio dell’economia
del territorio e per la soluzione di alcuni problemi strutturali per i
lavoratori. Il prossimo 14 luglio a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo
Economico, è previsto un vertice a cui il territorio affida un grande
significato per il tema oggetto del confronto: cioè individuazione del percorso
che dovrebbe portare al rilancio o alla riconversione del sistema tessile della
Sardegna centrale. Il 20 luglio a Cagliari, in Regione, si discuterà delle
sorti dei lavoratori colpiti dalla crisi e finiti in una cassa integrazione che
avanza nella Sardegna centrale e che ha oramai toccato il limite di guardia
delle 2.600.000 ore di somministrazione.
«L’ampia delegazione di lavoratori e di lavoratrici
del nuorese presente a Cagliari allo sciopero generale dei settori produttivi –
dice il segretario generale Cisl Nuoro, Ignazio Ganga - è il segno della
complessità del sistema industriale e agroalimentare del territorio che soffre
una crisi senza precedenti e stenta ad individuare una soluzione capace di
alleviare il dramma degli oltre 2.200 cassintegrati. Le delegazioni delle
decine di aziende interessate alla crisi della chimica, del tessile, del
metalmeccanico, del comparto agroindustriale e del settore estrattivo della
Sardegna centrale, attendono una risposta di natura politica dalla Regione
sarda e dal Governo centrale, perché relative a vertenze per cui è necessario
individuare una soluzione immediata, pena il rischio di un declino territoriale
senza precedenti già evidenziato da alcuni segnali di preoccupante perdita di
coesione sociale».
Il Sindacato nuorese e i lavoratori della Sardegna
centrale, dallo sciopero del 10 luglio, rilanciano i contenuti della
mobilitazione in corso sul territorio ed invitano
Anche
Nuoro – Anche l’Ufficio regionale
della Pastorale sociale e del lavoro ha invitato gli uffici diocesani a
partecipare alla manifestazione del 10 luglio 2009. «Lo sciopero regionale
indetto dai sindacati pone in evidenza ancora una volta – ha scritto in una
nota il delegato regionale monsignor Pietro Borrotzu - i problemi che
affliggono, ormai da troppo tempo, l’intera Isola».
I dati Istat del primo trimestre del 2009 dicono che
In Sardegna il tasso di disoccupazione è passato in
dodici mesi dal 13,5 al 14,1%. Solo
«I dati non contengono – ha aggiunto il sacerdote -
solo la freddezza dei numeri, ma descrivono anche l’aumento delle povertà, la
nuova emigrazione, la minore sicurezza e la crescita della disperazione. Queste
ragioni ci inducono a partecipare alla manifestazione del 10 luglio per rendere
presente la comunità ecclesiale, nella condivisione delle ragioni e nella
solidarietà ai lavoratori e alle famiglie maggiormente provati».
«L’inizio del G8 a L’Aquila costituisce per noi – ha
detto inoltre il responsabile della pastorale sociale - una ragione ulteriore
di partecipazione all’iniziativa per contribuire a rendere evidente, di fronte
ai Grandi, il disagio dei disoccupati e la sofferenza dei poveri. Ci
sollecitano le parole del Papa che nella nuova Enciclica sociale Caritas in veritate ricorda che è
necessario assicurare il lavoro a tutti gli uomini, specialmente a chi vive nel
bisogno, perché cresce la ricchezza mondiale in termini assoluti, ma aumentano
le disparità, nascono nuove povertà. Insomma le risorse ci sono, ma non sono
ben distribuite e servono a garantire benessere e opportunità solo per pochi»
Assemblea regionale lavoratori
Arpas (dies 241/2009)
Cagliari – Gli obiettivi della
piattaforma regionale sindacale dell’Arpas (Agenzia regionale per la protezione
ambientale) saranno illustrati lunedì 13 luglio dalle ore 11 alle ore
1 - Relazioni sindacali e ambito contrattuale.
Nel rispetto del contratto nazionale e tenuto conto della articolazione
organizzativa dell'Arpas è necessario definire il sistema di contrattazione
e le relative materie di competenza del tavolo regionale
e di quello decentrato dei dipartimenti.
2 - Piena Occupazione. Verifica e
definizione degli impegni previsti, anzitutto con riferimento ai concorsi già
banditi e bloccati, e in particolare per la stabilizzazione dei lavoratori
precari con l'obiettivo di dare certezze alla continuità del servizio che hanno
fin ora garantita.
3 - Omogeneizzazione economica e professionale. E’ necessario definire una intesa per
uniformare i trattamenti economici e professionali delle diverse realtà
confluite, e nell'immediato procedere rapidamente all'avvio della
riqualificazione interna dei personale.
4 - Organizzazione dei lavoro. Punto
fondamentale da affrontare per definire la regolamentazione dei diversi fattori
e istituti contrattuali che concorrono ad una efficiente ed efficace
organizzazione del lavoro, quali l'orario, la reperibilità, la mobilità, gli
incarichi, le indennità, utilizzo mezzi propri, ecc.
5 - Sicurezza. Verifica dei piani di
investimento e azioni di intervento previste dal piano per la sicurezza,
Cgil, Cisl e Uil sanità pronte allo sciopero regionale (dies 242/2009)
Cagliari – Cgil, Cisl e Uil sollecitano un nuovo incontro con
l’assessore regionale della sanità per discutere i problemi più urgenti del
comparto. Se non arriveranno risposte, prima stato d’agitazione e
successivamente sciopero regionale della categoria. L'Esecutivo regionale
unitario della sanità ha indicato il percorso dell’imminente mobilitazione. Il
sindacato ha espresso una forte preoccupazione per gli orientamenti che
emergono in materia di organizzazione del servizio sanitario della Regione, «in
particolare alla luce delle recenti esternazioni fatte dall'Assessore
della Sanità in occasione delle visite lampo
in alcune realtà dell'isola».
«In perfetta
coerenza con l'impostazione del Governo – si legge in una nota firmata dai
segretari regionali di categoria Giovanni Pinna (Cgil), Antonio Masu (Cisl) e
Adolfo Tocco (Uil) -l'Assessore ha lanciato la caccia ai fannulloni in corsia,
anche se ha dovuto riconoscere la grave carenza di personale infermieristico.
Attendiamo alla prova dei fatti il comportamento conseguente e
quindi un piano di assunzioni, compresa la stabilizzazione di tutto il
precariato».
L'Esecutivo del comparto sanità
ha espresso forte preoccupazione per l'incertezza sulle prospettive del sistema
sanitario, anche alla luce delle politiche di welfare del Governo legate ad un
modello di federalismo non solidale, e che perciò «rischia di
scaricare – si legge nella nota sindacale - sulle regioni più deboli oneri
insostenibili con ripercussioni sulla quantità e qualità dei servizi
pubblici ai cittadini».
L'esecutivo ha espresso allarme
per gli annunci di ulteriori tagli ai posti letto, e
sottolineato che il piano sanitario regionale approvato nella precedente
legislatura aveva già operato una scelta di razionalizzazione sia per i grandi
che per i piccoli ospedali, ma anche con scelte a favore del
riequilibrio territoriale verso le Asl più carenti come ad esempio Olbia e San Gavino.
Il punto
più critico resta la crisi degli organici, a cui le Asl rispondono con
contratti precari e consulenze.
Secondo i sindacati di
categoria, la crisi è ancora più acuta nei servizi esternalizzati, con
situazioni di Cigs come nel caso dell'Aias e nelle case di cura Città di
Quartu, Lay, Maria Ausiliatrice, Rosa del Marganai. Inoltre nella sanità
privata da ben quattro anni non viene rinnovato il contratto
nazionale. «Nel terzo settore e nella
cooperazione sociale è altissima – evidenzia l’esecutivo unitario - la precarietà
nel lavoro, migliaia di operatori subiscono condizioni di lavoro indecenti con
il ricatto del posto di lavoro».
Incontro Anas Cgil-Cisl-Uil e Confidustria. Problematiche
S.S. 195 (dies
243/2009)
Cagliari – Soltanto nel
2013 la nuova statale 195 – che
collega Cagliari con Teulada dopo aver attraversato Capoterra, Sarroch e Pula –
sarà completata e sicura. La notizia è stata data ai sindacati dai responsabili
compartimentali dell’ANAS durante una riunione del tavolo di «governance»,
istituito tra sindacati e Confindustria per gestire la grande area industriale
compresa tra la città capoluogo e Sarroch. Il completamento della strada
statale 195 rappresenta uno degli obiettivi fondamentali che, da tempo, il
sindacato confederale cagliaritano si propone di raggiungere. Una strada
importantissima, con volumi di traffico imponenti per il flusso industriale,
turistico, residenziale, fondamentale per la viabilità e quindi anche per lo
sviluppo industriale della nostra provincia.
I tempi di
percorrenza sono biblici, la sicurezza è aleatoria e avventurarsi su quella
strada rischia di diventare un’impresa pericolosa per le migliaia di lavoratori
che, in questi mesi, devono raggiungere la raffineria della SARAS e le altre
imprese della zona di Sarroch.
Per questo,
tra gli obiettivi del progetto di Governance questa infrastruttura è sempre
stata di massimo rilievo, anche se, dopo tanti anni, la sua definizione
rischiava di diventare una chimera.
Finalmente
il 7 luglio, nella sede dell’ANAS, presenti i massimi responsabili
compartimentali,
Sono stati
stanziati 150 milioni di euro ed è stato aggiudicato un appalto integrato alla
ditta EDS Grandi Lavori con un progetto esecutivo e con un ribasso d’asta pari
al 30%. Esiste l’approvazione del Ministero dell’ambiente e si sta cercando di
accelerare i lavori.
E’ necessario
procedere agli espropri e l’ANAS, nei prossimi mesi, andrà avanti in maniera
decisa. Si conta di terminare questa prima fase entro il novembre del 2009,
anche se vi sono diverse difficoltà relative al numero altissimo di
parcellizzazioni (circa 1500) con un numero ancora più ampio di proprietari e
con ovvie difficoltà di notificazione degli atti. Su questo aspetto, anche i
Comuni ed i sindaci potrebbero fungere da mediatori per evitare, per quanto
possibile, i contenziosi con i privati.
Per quanto
riguarda le caratterizzazioni e le bonifiche, assolutamente necessarie in un
sito considerato inquinato, fatti salvi eventuali impedimenti e difficoltà, si
dovrebbero completare entro il 2009. Una volta chiuso il progetto di
caratterizzazione, i lavori inizieranno nella primavera del 2010 per
concludersi entro tre anni (poco più di 1050 giorni). Il lavoro dell’ANAS andrà
integrato con quello del CASIC (oggi CACIP) che dovrebbe completare il lavoro
nello svincolo di sua proprietà.
La strada
sarà a 4 corsie e si svilupperà, complessivamente tenendo conto anche del pezzo
di competenza CASIC, per circa
«Il capo
compartimento – si legge in una nota della segreteria territoriale Cisl - ha
dichiarato che si sta procedendo con il rispetto dei tempi e che le rotatorie
attualmente allestite nella 195 non rispondono all’esigenza di velocizzare il
traffico ma a quello di renderlo più sicuro, rassicurando le organizzazioni
sindacali e
Rinnovo direttivo Anolf Cagliari: martedì 21 luglio 2009
(dies 244/2009)
Cagliari - Martedì 21
luglio 2009, ore 16,30, presso la sede della Cisl di Cagliari (via Ancona 11) è
convocata la riunione per il rinnovo del direttivo e della Presidenza ANOLF
(Associazione nazionale oltre le frontiere) di Cagliari. All’ordine del giorno:
relazione presidenza uscente e riepilogo attività svolte nel quadriennio
2005/2009, bilancio consuntivo 2008 e preventivo 2009, composizione direttivo
territoriale, elezione Presidenti.
Bic Sardegna: una vertenza infinita (dies 245/2009)
Cagliari - Ancora
sofferenze ed incertezze per i 24 lavoratori del BIC Sardegna, l'agenzia
governativa della Regione. La legge finanziaria del 2005 prevedeva che i
dipendenti, previo concorso, passassero nei ruoli della pubblica
amministrazione. Durante la scorsa consiliatura l’operazione di passaggio non è
stata completata anche a causa della caduta della giunta regionale. Una soluzione,
quella del concorso, non del tutto soddisfacente per i dipendenti perché non
assicura in modo automatico il loro passaggio negli organici regionali. I
lavoratori dovrebbero entrare nell'agenzia Sardegna Promozione i cui ruoli sono
stati definiti negli scorsi mesi. «Eppure si tratta di lavoratori che, di fatto
– scrive