ANNO XXVII -
NUMERO 21
29 giugno 2009
dies 217
dies 218
dies 219
Il 10 luglio sciopero
generale regionale settore industria e servizi a rete
dies 220
Stabilizzazione lavoratori
di Abbanoa.
dies 221
Cagliari città metropolitana per uscire dalla crisi. Consiglio generale
Cisl
dies 222
Medio Campidano. Definito da Cgil, Cisl e Uil il percorso unitario per
avviare la contrattazione sociale
dies 223
Il dovere della sicurezza non è l’impegno di pochi giorni, ma per
sempre
dies 224
L’Istat certifica la crisi del sistema Sardegna. Disoccupazione al
14,1%
dies 225
Continua il grido d’allarme della Fiba-Cisl: «Si investe poco in
sicurezza»
«Nonostante alcuni tentativi
di proporre una lettura positiva dell’attuale condizione economica e sociale,
non possiamo condividere – ha detto il segretario generale Cisl sarda, Mario
Medde - proclami di ottimismo. Non possiamo farlo perché ci siamo abituati a
vedere le cose con gli occhi dei poveri, dei disoccupati, degli esclusi, degli
emarginati. Gli indicatori economici dicono che è calata la ricchezza prodotta
dal Paese, che tanti lavoratori hanno perso il posto e tanti altri sono a
rischio. Nonostante le misure intraprese i costi del difficile momento presente
ricadono prevalentemente sulle fasce più deboli della società e delle
famiglie».
Il 20 giugno scorso a
Sono idee di un’evidenza
lapalissiana anche quelle di Pietro Cuneo, disoccupato: «La povertà è
soprattutto conseguenza del non lavoro». Di Elmer Orillo, lavoratore filippino:
«Perché non ho la possibilità di accedere al microcredito e iniziare
un’attività imprenditoriale, e perché non la casa, eppure pago tasse e
contributi come tutti i lavoratori?» E’ il bisogno di giustizia che traspare in
queste parole. Sembra tratta da un libro di etica la riflessione di Mohammed Ayyoub
(Palestina): «Anche i piccoli sentono la necessità di rivolgersi ai potenti
della terra, che tra poco si incontreranno a l’Aquila , per ricordare che
quando tutto rovina intorno non è sacrificando al vitello d’oro che ci
salviamo, ma perseguendo una politica umanitaria che favorisca la cooperazione
tra paesi ricchi e poveri, il ripudio delle guerre guerreggiate e ideologiche,
meno spese militari per sfamare la morte , convogliando quelle risorse per
alimentare gli uomini». Di Alberto Bottoni pensionato Cisl: «La nostra
condizione – ha detto – con la disoccupazione e la precarietà del mondo
giovanile rappresentano le facce di uno stesso problema». Idee che – come ha
precisato il vescovo di Tempio, monsignor Sebastiano Sanguinetti,
nell’anfiteatro naturale dell’Istituto San Vincenzo dove si è conclusa la
manifestazione – «Attecchiscono nelle coscienze anche attraverso i piccoli semi
gettati e coltivati con perseveranza».
«Vogliamo costruire con
tutti gli uomini di buona volontà – ha concluso Medde - un percorso che
promuova l’integrazione sociale, economica e culturale di quanti vivono in
Sardegna la condizione di povertà e di esclusione sociale. Vogliamo inoltre
passare da una società multiculturale ad una società interculturale. Questo
programma si sviluppa attraverso processi di adattamento reciproco. È
necessario perciò mettere in campo una pedagogia interculturale, che si rivolge
a tutti e quindi è un’educazione di tutti alle differenze». Le associazioni
della «Carta di Zuri» pensano a un «G8 dei poveri » da realizzare a livello
nazionale nel 2010.
Cagliari -
A Portotorres
Le segreterie confederali
affronteranno anche, in quest’incontro, la situazione del progetto cloro/pvc
che interessa
I sindacati evidenzieranno
inoltre, alla commissione, l’esigenza di fare chiarezza sul piano industriale
2009/2012 che Polimeri Europa ha presentato ad Eni per l’approvazione e
sottolineeranno la necessità di garantire le risorse necessarie al
rafforzamento del craking per incrementare la produzione di etilene.
L’audizione sarà utile anche
per denunciare le inadempienze riguardanti Ottana, il settore tessile e le
difficoltà delle industrie energivore del Sulcis.
La decisione della
Commissione industria della Camera di verificare direttamente in Sardegna lo
stato di crisi dell’economia isolana assume una notevole rilevanza alla luce
dell’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil di tenere lo sciopero generale dei settori
produttivi e dei servizi a rete il 10 luglio prossimo.
L’audizione rafforzerà
senz’altro la richiesta del sindacato confederale al Governo nazionale per riaprire
il confronto a Palazzo Chigi sull’emergenza industriale dell’Isola e dei
servizi a rete.
«Non bisogna infatti perdere
più tempo – scrive in una nota la segreteria regionale Cisl - di fronte alla
continua e costante riduzione di posti di lavoro in tutti i settori economici».
L’Istat ha rilevato nel
primo trimestre 2009 un tasso di disoccupazione al 14,1%, mentre il tasso di
occupazione è sceso al 49,4% e il tasso di attività al 57,6% (sono i dati più
bassi degli ultimi cinque anni). L’industria continua a perdere posti di
lavoro: -10.000 negli ultimi dodici mesi.
«Ai parlamentari sardi e a
quelli nazionali verrà dunque chiesto – aggiunge
Il 10 luglio sciopero generale regionale settore industria e servizi a
rete (dies 219/2009)
Cagliari – Come previsto, il 10 luglio si fermeranno l’industria sarda e i
servizi a rete. Le segreterie regionali CGIL CISL UIL della Sardegna il 18
giugno scorso hanno messo nero su bianco agli impegni assunti e al mandato
ricevuto dall’assemblea dei quadri e dei delegati del 9 giugno scorso. Una
scelta doverosa, ma ancor più una naturale conseguenza della situazione di
crisi che coinvolge tutti i settori produttivi: dalla chimica alla metallurgia,
dall’edilizia all’agricoltura, comprese le aziende di allevamento e trasformazione,
dall’artigianato alla piccola impresa, ai servizi.
I segretari generali Medde
(Cisl), Costa (Cgil) e Ticca (Uil) hanno messo insieme fatti incontrovertibili,
che dimostrano l’insostenibilità della situazione. «La razionalizzazione e
ristrutturazione delle comunicazioni e dei trasporti sempre più si stanno risolvendo
con procedure di mobilità e licenziamenti. Ormai da nove mesi - hanno detto i
tre sindacalisti - i dati della cassa integrazione, ordinaria e speciale,
crescono in misura drammatica; le aree industriali del Sulcis, di Ottana e
Portotorres sono allo stremo». Per non parlare della povertà, che nell’isola è
un dramma che coinvolge oltre 400 mila persone e lo stesso tasso di
disoccupazione cresce al 14,1%.
«Si rende necessario e
urgente – ha aggiunto Medde - il rilancio delle politiche sociali e la difesa
del reddito familiare e del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni».
CGIL CISL UIL ritengono
assolutamente prioritario istituire un tavolo di crisi regionale per il governo
delle emergenze e per dare risposte concrete e strategiche ai disoccupati, alle
lavoratrici e ai lavoratori espulsi dal sistema produttivo, ai giovani e agli
inoccupati.
Tra le ragioni alla base
delle motivazioni dello sciopero del 10 luglio i sindacati mettono l’urgente
riapertura di un tavolo nazionale a Palazzo Chigi sui temi dell’Intesa
Istituzionale, dell’attuazione dell’accordo sulla chimica, dell’approvazione
delle norme e delle leggi riguardanti l’energia, la continuità territoriale per
le persone e per le merci.
«Siamo consapevoli – hanno
detto Medde, Costa e Ticca - che la vastità e profondità della crisi richiede
una reazione straordinaria per metodi e contenuti. Per questo riteniamo di
fondamentale importanza costruire un ampio fronte unitario che, partendo dai
luoghi di lavoro, coinvolga le istituzioni locali e
L’iniziativa del 10 luglio
rappresenta anche un primo passo verso un’assemblea del popolo sardo che dia
sostanza e forza ad una nuova stagione costituente, che riscriva lo statuto
speciale e avvii le necessarie riforme istituzionali, e promuova, nel contempo,
una nuova fase di crescita economica e di sviluppo per l’intera Isola.
Stabilizzazione lavoratori di Abbanoa.
Cagliari -
Ormai solo l’intervento del presidente Cappellacci sui vertici di Abbanoa può
evitare che il sindacato porti alle estreme conseguenze la protesta per il
mancato rispetto, da parte del gestore unico del servizio idrico, degli accordi
stipulati e degli impegni assunti con le OO.SS. in materia di stabilizzazione
dei lavoratori e di tutela dei diritti acquisiti. La situazione, a giudizio della
Cisl, rischia di precipitare e potrebbe mettere a rischio la regolarità
dell’erogazione del servizio nelle prossime settimane.
«Tre
diversi accordi sottoscritti da dicembre
«Chiediamo
alla Regione –conclude Matta - che l’attuale fase di selezione del personale
non penalizzi la qualità del servizio da erogare e la normale funzionalità di
un’azienda che, alle soglie di un’estate che si preannuncia torrida, non ha
ancora definito le modalità di gestione dell’intera organizzazione del lavoro».
Cagliari città metropolitana per uscire dalla crisi. Consiglio generale
Cisl (dies 221/2009)
Cagliari – I problemi del territorio
potranno essere affrontati e risolti solo se Cagliari agirà, a prescindere dal
riconoscimento legislativo che sarebbe comunque importante, come una città
metropolitana a tutti gli effetti, integrandosi con gli altri comuni del
territorio. Il Consiglio generale della Cisl cagliaritana anche nell’ultima
riunione ha ribadito la sua visione ultraurbana dei problemi di sviluppo e del
lavoro. Nei prossimi mesi, infatti,
Ma l’obiettivo dello sviluppo va coniugato – secondo
Il Consiglio ha provveduto ad integrare
nell’organismo consiliare e nell’esecutivo i rappresentanti del Sicet
(Giampaolo Carta), dell’INAS (Giancarlo Frau), dell’ADICONSUM (Simone Girau),
dello IAL (Antonio Demontis), dell’ETSI (Giuseppe Vargiu). Per quanto riguarda
i rappresentanti dell’ANOLF e dei servizi fiscali, la decisione è stata
rimandata ad una prossima riunione.
Medio Campidano. Definito da Cgil, Cisl e Uil il percorso unitario per
avviare la contrattazione sociale (dies/222)
Sanluri – Ripartono nel Medio Campidano
negoziazione e confronto tra sindacati e Autonomie locali. Una nuova stagione
di concertazione sulla contrattazione sociale è stata decisa la scorsa
settimana dalle segreterie unitarie, che hanno inviato a ciascuno dei 28
sindaci una richiesta di incontro per conoscere ogni singolo Ente e quindi
avanzare specifiche istanze e formulare proposte che incidano positivamente
sulla qualità della vita dei cittadini.
«La grave crisi globale che sta producendo i suoi
effetti negativi anche nel nostro Territorio, richiede – dicono i segretari
generali territoriali L. Zuddas (Cgil), E. Bizzarro (Cisl) e R.Mereu (Uil) - un
rinnovato impegno delle Organizzazioni sindacali nei tavoli negoziali con le
Istituzioni del Territorio, Provincia, Comuni ed ASL. Occorre, oggi più che
mai, rafforzare il nostro sistema di welfare che deve guardare con maggiore
attenzione alle nuove povertà, ai nuovi bisogni espressi dalle persone che
perdono il posto di lavoro, agli anziani e alle famiglie, che nel corso di
questi ultimi anni hanno subito una drastica riduzione del potere d’acquisto
dei propri redditi da lavoro dipendente e da pensione».
I sindacati intendono
mettere al centro del confronto le politiche di controllo e di contenimento dei
prezzi e delle tariffe, il potenziamento della rete dei servizi socio sanitari
territoriali con particolare attenzione alle fasce della popolazione che più
pesantemente sta pagando il prezzo di questa crisi. Cgil, Cisl e Uil
evidenziano i ritardi e la scarsa incisività dei PLUS in questa prima triennalità,
e auspicano che, con l’avvio oramai imminente della nuova programmazione dei
PLUS per il prossimo triennio, possano recuperarsi le criticità che hanno
impedito la realizzazione di importanti servizi per i cittadini, come l’ADI
(Assistenza Domiciliare Integrata) da attuarsi congiuntamente tra Comuni ed
ASL.
Il dovere della sicurezza non impegno di pochi giorni, ma per sempre (dies 223/2009)
Cagliari –
Riflettori puntati, ovviamente, sul sistema
industriale dell’area di Sarroch, dove operano a regime ogni giorno 2000
lavoratori con picchi anche di 4000 presenze operaie. I rappresentanti Cisl
chiedono la modifica di un modello di lavoro «che in certi periodi, specie
nelle grandi fermate e investimenti, subisce delle accelerazioni che mal si
coniugano con l’applicazione di buone norme di sicurezza»
Per i dirigenti Cisl è altresì di fondamentale
importanza «avere una conoscenza approfondita sul sistema di assegnazione di
lavori con il massimo ribasso. Il sindacato si batte da anni su
quest’importante tema, addirittura si era proposto di inserirlo come condizione
di un tetto massimo, anche nella recente legge 81 del 2008 (testo unico
sicurezza), dettaglio fortemente osteggiato dalle parti datoriali». Su questo
punto «molte volte si annidano situazioni che rendono debole il lavoro, i
diritti e l’esercizio dell’applicazione della sicurezza».
L’Istat certifica la crisi del sistema Sardegna. Disoccupazione al
14,1% (dies 224/2009)
Cagliari - Le criticità del sistema
Sardegna, l'assenza di politiche efficaci, l'incapacità di spendita della
Regione, più volte denunciate in questi ultimi anni dalla CISL e che hanno
portato il sindacato a uno stato di mobilitazione costante, unite ai primi
effetti della crisi internazionale, hanno avuto un esito devastante sul mercato
del lavoro regionale. La conferma viene dagli ultimi dati Istat, relativi al
primo trimestre 2009, pubblicati il 19 giugno scorso. Sono i peggiori di tutto
il Mezzogiorno. Crollano il tasso di occupazione, 49,4%, e il tasso di
attività, 57,6%, (sono i dati più bassi degli ultimi cinque anni), mentre il
tasso di disoccupazione supera nuovamente quota 14%.
E' questa in sintesi la drammatica lettura delle
ultime rilevazioni sulle forze lavoro, con una caduta dell'occupazione del 5,5%
rispetto a dodici mesi fa. Oggi il numero degli occupati nell'Isola è uguale a
quello di 5 anni fa, gennaio 2004, 575 mila unità tra dipendenti e
indipendenti.
E' proseguita la perdita di posti di lavoro
dell'industria (- 10 mila negli ultimi dodici mesi), ma - in valori assoluti -
è evidente la debacle del settore dei servizi (- 24 mila) che, negli ultimi
anni, tra occupazione precaria e saltuaria, aveva consentito la tenuta e
addirittura la crescita degli occupati.
Alla luce di questi dati, si rafforza l'esigenza di
affrontare le emergenze e nel contempo di costruire un percorso di ripresa nel
medio periodo, aprendo immediatamente il tavolo di confronto tra Regione e
parti economiche e sociali, volto ad individuare interventi il più possibile
rapidi ed efficaci.
Continua il grido d’allarme della Fiba-Cisl: «Si investe poco in
sicurezza» (dies 225/2009)
Sassari – Si investe poco in
sicurezza. E’, questa, una delle sconsolate ma anche arrabbiate considerazioni
del sindacato dei bancari Cisl dopo l’ultimo colpo messo a segno dai rapinatori
contro un’agenzia del Banco di Sardegna. «L’ennesima rapina – ha dichiarato
Sergio Mura, Segretario Provinciale della Fiba-Cisl di Sassari – suona
particolarmente come una beffa». Nei confronti delle autorità pubbliche, «che continuano a lasciar
cadere nel vuoto il nostro appello ad affrontare il problema delle rapine con
il contributo del sindacato; della collettività che prima di entrare in banca
deve ormai incrociare le dita; e delle aziende di credito che pur di
risparmiare sono disposte a subire le rapine impunemente».
«Il rischio
che corre il rapinatore quando effettua una rapina – ha detto Sergio Mura – è
identico sia che rubi 5.000 Euro, sia che ne rubi 500.000. Le variabili che lo
spingono a porsi con così tanta spregiudicatezza nei confronti di questo
rischio è… che il rischio non esiste proprio! Lo smantellamento di molti
presidi legati alla sicurezza da parte delle banche e la trascuratezza con cui
si affronta il problema delle rapine sono vere armi improprie nelle mani dei
rapinatori che sentono di non rischiare quasi nulla. Perciò oggi ogni rapina
val la pena di essere tentata, a prescindere dal risultato».
«E’ tempo – ha proseguito Sergio Mura – che si
riprenda a ostacolare seriamente il fenomeno, facendo in modo che almeno i
rapinatori da quattro soldi, quelli peggiori e più pericolosi, non possano
rapinare le banche con la semplicità con cui si preleva ad un bancomat. In
questo non aiuta l’accordo stipulato tra Prefettura e ABI (Associazione delle
Banche Italiane), senza neppure avvertire il bisogno di chiedere il parere dei
sindacati che sulle banche avrebbero parecchie cose da dire».
«Si stanno eliminando le porte di sicurezza e si
stanno adottando ridicole porte col sensore come i comuni supermercati - ha
concluso Sergio Mura - sono state mandate a casa tutte le guardie, a volte non
si riparano i metal-detector, non sempre si utilizzano le casseforti a tempo,
si spende sempre meno in sicurezza».