ANNO XXVII - NUMERO 20
15 giugno 2009
dies
205
Entro
la prima decade di luglio sciopero generale dei settori produttivi
dies
206
L’Assemblea
dei delegati industria: un forte segnale unitario
dies
207
Dalla
seduta del Consiglio regionale per celebrare il suo 60° anniversario atteso un
segnale a favore dei lavoratori e dei disoccupati della Sardegna
dies
208
La
mobilitazione dei lavoratori per promuovere una nuova fase dello sviluppo
dell’Isola
dies
209
I
dati della crisi economica e sociale della Sardegna
dies
210
L’industria
e le attività produttive, epicentro della crisi e priorità per una svolta nelle
strategie della politica sarda
dies
211
Il
sindacato propone alla Regione un patto per la crescita economica e la promozione
del lavoro
dies
212
Medio
Campidano. Bizzarro (Cisl): «Contro la crisi dell’industria mobilitazione delle
categorie e del territorio»
dies
213
Scuola
Oristano.
dies
214
Chiusura del
servizio trasporto delle merci tratta Civitavecchia-Golfo Aranci. Problematiche
Azienda Keller di Villacidro. Richiesta incontro urgente con
dies
215
Vertenza
Miniera di Furtei. Incontro con
dies
216
Entro
la prima decade di luglio sciopero generale dei settori produttivi (dies 205/2009)
Cagliari - La crisi è grande come il malessere che investe migliaia di lavoratori
e famiglie. Non si può più aspettare e la pazienza è finita. L’assemblea di
1300 quadri, delegati e dirigenti di Cgil, Cisl e Uil, il 9 giugno ha deciso
che sarà mobilitazione lunga e dura fino a quando da Roma e dalla Regione,
nelle rispettive responsabilità, non arriveranno risposte concrete contro la
deindustrializzazione avanzante. Entro la prima decade di luglio sarà
realizzata una giornata di sciopero generale dei settori produttivi e a rete.
Mentre la protesta monta,
I numeri della crisi
attestano l’urgenza della mobilitazione sindacale. I dati ISTAT sul mercato del
lavoro relativi al 4° trimestre 2008 documentano un tasso di disoccupazione del
13,3% rispetto all’11,2% dello stesso periodo del 2007 e al 10,6% del 4° trimestre
2006. Il tasso di attività registra il 58,1%, minimo storico degli ultimi
cinque anni. Gli occupati alla fine dell’anno scorso risultano essere 583.000.
«Per riscontrare cifre così basse bisogna risalire al 1° trimestre del 2004»,
dice
A questa strategia d’impatto
contro la crisi,
Il sindacato di via Ancona
considera questo accordo strumento indispensabile per fare sistema, avviare
progetti qualitativamente adeguati, spendere presto e bene le ingenti risorse
finanziarie a disposizione e contribuire tutti, ciascuno nella propria responsabilità,
a tutelare le condizioni di vita e di lavoro e a creare le basi per una nuova
fase di sviluppo in Sardegna.
L’Assemblea
dei delegati industria: un forte segnale unitario (dies 206/2009)
Cagliari
-
L’assemblea dei delegati dei settori produttivi e dei servizi a rete
rappresenta un segnale forte sia per la necessaria iniziativa unitaria per
fronteggiare la crisi, sia per la politica e le istituzioni sarde e nazionali
che devono attivare nell’Isola un’immediata strategia di cambiamento nelle
politiche dello sviluppo e del lavoro.
«Da tempo stiamo
sottolineando – dice Mario Medde, segretario generale Cisl sarda - la
drammaticità della crisi e la necessità di una forte e diffusa unità dei
lavoratori e dei sardi sulle richieste più importanti riguardanti la crescita
economica e il lavoro. L’abbiamo ripetuto centinaia di volte negli ultimi
cinque anni, lo ribadiamo oggi indipendentemente dalle logiche di schieramento
che attengono invece alla politica; anche se quest’ultima dovrebbe comunque
ritrovarsi unita sulle vertenze che coinvolgono il destino di migliaia di
lavoratori e di pensionati sardi».
Per questi motivi, dopo la
manifestazione di sabato 1° dicembre 2007, il messaggio che il 9 giugno scorso
è stato mandato ai lavoratori e all’intera Isola è che sulla difesa del lavoro
non possono esistere divisioni di alcuna natura né sudditanze politiche. Al
contrario è tempo che la lotta per l’industria, i trasporti, le
telecomunicazioni, e per tutto quanto è utile a rafforzare le tutele sociali e
lo sviluppo, si rafforzi in una strategia di un vasto fronte unitario e per
obiettivi che riaprano anche la stagione dei diritti e dell’autogoverno, con il
federalismo solidale e la rinegoziazione delle intese con lo Stato.
Dalla
seduta del Consiglio regionale per celebrare il suo 60° anniversario atteso un
segnale a favore dei lavoratori e dei disoccupati della Sardegna (dies 207/2009)
Cagliari -
«Si tratta di due avvenimenti così
diversi ma che debbono entrambi convergere – ha scritto Medde in una nota -
verso un comune percorso: una nuova stagione della rinascita della Sardegna per
gli anni Duemila e l’affermazione dei diritti di cittadinanza, tra i quali in
primo luogo quello del lavoro e delle tutele sociali. Sarebbe un segnale
importante se nella seduta commmemorativa il Consiglio regionale decidesse di
riunirsi in seduta straordinaria per discutere sulla crisi dell’Isola e per
concordare sull’unità e sulle strategie necessarie a rilanciare lo sviluppo
della Sardegna e a riaprire, attraverso l’assemblea costituente, la fase di
riscrittura dello Statuto speciale».
La
mobilitazione dei lavoratori per promuovere una nuova fase dello sviluppo
dell’Isola (dies 208/2009)
Cagliari - I prossimi mesi saranno decisivi per
il lavoro e lo sviluppo della Sardegna. Per questo non c’è tempo da perdere per
collocare il lavoro al centro dell’iniziativa politica e legislativa della
Sardegna. «Ma dalla crisi se ne uscirà positivamente – dice il segretario
generale Cisl, Mario Medde - se sapremo tutti costruire le alleanze necessarie
e l’unità delle istituzioni e delle rappresentanze economiche e sociali per
favorire una svolta che necessita di risorse finanziarie, di progetti
qualitativamente adeguati, di efficienza ed efficacia nella spesa».
Per questo il
sindacato sardo ha mobilitato i lavoratori, primariamente quelli che vivono una
condizione lavorativa precaria nei siti industriali dell’Isola. Gli obiettivi
della lotta non si fermano alla gestione dell’emergenza, ma propongono strategie
fondate sulla partecipazione dei lavoratori all’innovazione tecnologica e al
cambiamento necessario per essere competitivi anche nei mercati internazionali.
«La chimica, la metallurgia, il tessile, l’agroalimentare rappresentano un
patrimonio che va rafforzato e inserito in una nuova strategia di politica
industriale, dice Medde.
La mobilitazione dei lavoratori è
indispensabile in due direzioni: per sollecitare le direttrici e gli obiettivi
di un nuovo sviluppo e per riaprire il confronto con il Governo a Palazzo
Chigi, e nel contempo rafforzando la presenza degli interessi sardi a
Bruxelles.
I
dati della crisi economica e sociale della Sardegna (dies 209/2009)
Cagliari
-
È utile riportare alcuni dati per spiegare l’urgenza e il significato delle
iniziative di lotta del sindacato sardo.
I dati ISTAT sul
mercato del lavoro e relativi al 4° trimestre 2008 attestano un tasso di disoccupazione
del 13,3% rispetto all’11,2% dello stesso periodo del 2007 e al 10,6% del 4°
trimestre 2006. Il tasso di attività registra il 58,1%, un dato che rappresenta
il minimo storico degli ultimi cinque anni. Gli occupati nel 4° trimestre
risultano essere 583.000. Per riscontrare un dato così basso bisogna risalire
al 1° trimestre del 2004.
Il settore
industriale ha perso, nel 4° trimestre 2008, rispetto allo stesso periodo
dell’anno precedente, 20.000 unità occupate, di cui 10.000 nelle costruzioni e
il resto nell’industria in senso stretto. Anche i nuovi dati documentano dunque
il precipitare della crisi economica e impongono urgenti e immediati interventi
per attutirne l’impatto e per rilanciare
le attività produttive e il lavoro.
Infatti le
domande di disoccupazione ordinaria pervenute all’Inps tra gennaio e aprile
2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, hanno registrato un incremento del
44%. Passano infatti da
Ricordiamo che
il requisito per usufruire della disoccupazione ordinaria è 2 anni di anzianità
assicurativa e almeno 52 contributi settimanali nel biennio. Restano stabili le
domande di disoccupazione con i requisiti ridotti (è necessario avere 78 giornate
lavorative nell’anno precedente e un contributo settimanale nel biennio). Il
numero delle domande con i requisiti ridotti è stato di 36.766 richieste, con
un incremento del 7% nell’Iglesiente come punta record.
Altro indicatore
che attesta il precipitare della crisi produttiva è l’utilizzo della cassa
integrazione. In questi primi mesi del 2009 la cassa integrazione guadagni ordinaria
ha registrato, rispetto ai primi 4 mesi del 2008, un incremento di +87%, con un
numero di ore autorizzate pari a 831.766. La cassa integrazione straordinaria,
sempre in questo periodo, ha registrato un incremento del 5%, con un numero di
ore autorizzate di 988.166.
L’industria
e le attività produttive, epicentro della crisi e priorità per una svolta nelle
strategie della politica sarda (dies
210/2009)
Cagliari
–
L’industria è il settore dove il malessere lavorativo e produttivo è più forte.
La crisi dei
settori produttivi nell’Isola è precedente alla recessione mondiale che ha
colpito anche il nostro Paese a seguito delle note vicende dei mutui sub-prime.
Solo per titoli è importante richiamare
alcune emergenze industriali:
-
il costo dell’energia. Problema di enorme rilevanza anche
alla luce del crollo dei prezzi dei metalli.
-
La crisi del comparto agro-alimentare che ha perso
nell’ultimo anno quattro impianti (unilever,
sardegna carni, palmera e formaggi sardi di macomer).
-
Le note difficoltà della chimica sarda con 3.500 lavoratori
a rischio nel petrolchimico di Portotorres, per il disimpegno di ENI e per le
vicende successive all’acquisizione da parte di SARTOR.
-
La crisi del polo minero-metallurgico del Sulcis. La punta
dell’iceberg è quella di eurallumina
a Portovesme, con 700 lavoratori in cig
straordinaria, di cui 350 diretti e 350 nell’indotto.
- La crisi del
polo tessile nella Sardegna centrale con i tre impianti fermi della legler e 800 lavoratori in legge prodi dall’1 ottobre 2008.
Il
sindacato propone alla Regione un patto per la crescita economica e la promozione
del lavoro (dies 211/2009)
Cagliari
-
La proposta del sindacato è un patto per
la crescita economica e per la promozione del lavoro, quale strumento indispensabile
per fare sistema, per progetti qualitativamente adeguati, per spendere presto e
bene le ingenti risorse finanziarie a disposizione, e per contribuire tutti,
ciascuno nella propria responsabilità, a tutelare le condizioni di vita e di
lavoro e a creare le basi per una nuova fase di sviluppo in Sardegna.
La proposta non
può essere quella di governare la crisi inseguendo solo le singole difficoltà;
ma di collocare queste ultime in una strategia di nuova politica industriale.
Le direttrici di marcia che
-
la riapertura immediata del confronto stato-regione-parti sociali a Roma
presso
-
un accordo di
programma quadro (Intesa Istituzionale di Programma) per rilanciare
l’industria, le attività produttive e le infrastrutturazioni in Sardegna,
attraverso il concorso e l’apporto di Stato e Regione;
-
l’impegno dello Stato di rilanciare l’attività industriale
con interventi specifici a favore dell’agroalimentare, del tessile,
dell’aerospaziale, della nautica, delle infrastrutturazioni materiali e
immateriali. Nei siti interessati da interventi di risanamento è indispensabile
specificare gli interventi e le risorse finanziarie utili alle bonifiche ambientali.
Il rafforzamento
dei siti industriali sardi deve avvalersi, inoltre, del coinvolgimento delle
partecipate dello Stato quali ad esempio
-
rispetto e totale attuazione degli Accordi di Programma già
sottoscritti e relativi alla chimica e all’energia;
- avvio di un
confronto con l’Unione Europea per la definizione della partita energetica, e
per rafforzare gli investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali.
Fondamentale per
realizzare questo percorso è appunto l’accordo sullo sviluppo e il lavoro tra
sindacati, rappresentanze economiche, enti locali e Regione Sardegna, come
fatto propedeutico alla definizione di un nuovo programma regionale di sviluppo
2009-2011. E’ infatti sulla base di una profonda e diffusa condivisione degli
obiettivi che sarà possibile rilanciare la crescita economica attraverso una
strategia fondata sulle convenienze all’insediamento di nuove intraprese e
sull’abbattimento delle storiche diseconomie infrastrutturali, materiali e
immateriali.
Le ingenti
risorse finanziarie provenienti dai diversi capitoli di spesa del ciclo unico
di programmazione (risorse del Bilancio regionale, del Quadro Comunitario di
Sostegno, dei diversi ministeri e
del Fondo Aree sottoutilizzate), debbono essere programmate, impegnate e spese
in tempi rapidi e, per quel che concerne l’industria, le attività produttive e
i servizi a rete, attuando:
-
la promozione delle filiere e distretti produttivi;
-
l’innovazione tecnologica;
-
la completa riforma e attuazione degli incentivi alle
imprese;
-
i distretti industriali.
Tutto ciò
necessita di una inversione di tendenza che promuova la nascita di nuove
intraprese e il radicamento del patrimonio produttivo esistente, l’integrazione
tra industria e ambiente, la preparazione delle professionalità necessarie alla
domanda del mercato del lavoro e delle imprese, un nuovo e migliore rapporto
tra ricerca pura e applicata e sistema delle imprese, una politica del lavoro
che interagisca con la politica dello sviluppo, un diverso rapporto tra credito
e impresa.
Si è di fronte, dunque, a obiettivi che
necessitano di una strategia di alto profilo e dell’apporto di tutte le
rappresentanze economiche e sociali dell’Isola. Per questo motivo la
mobilitazione dei lavoratori è un contributo eccezionale non solo per difendere
occupazione e reddito, ma anche per lo sviluppo dell’intera Isola.
Medio
Campidano. Bizzarro (Cisl): «Contro la crisi dell’industria mobilitazione delle
categorie e del territorio» (dies
212/2009)
Sanluri
– Il sindacato non vuol restare spettatore passivo di una crisi
dilagante, che interessa tutti i settori produttivi della Provincia del Medio
Campidano. E’ necessario che le istituzioni ai vari livelli, con il
coinvolgimento delle forze sociali, mettano in atto con la massima urgenza le
necessarie contromisure. Intanto il sindacato si muove e il 18 giugno ci sarà
una riunione unitaria di Cgil, Cisl e Uil per promuovere una serie di
iniziative di mobilitazione.
I rappresentanti dei settori dei metalmeccanici, dei
chimici, dell’agroindustria e degli edili hanno esaminato nei giorni scorsi i
problemi derivanti dalla progressiva riduzione delle attività industriali,
agroindustriali e dell’edilizia, che rischia di determinare effetti drammatici,
in un tessuto economico sociale già fortemente provato.
La grave crisi che si è abbattuta sull’economia
mondiale si sta riversando con
particolare incidenza sulle aree strutturalmente più deboli, innescando una
fase recessiva che rischia, se non si interviene tempestivamente, di diventare
irreversibile.
L’azienda Portovesme Srl di San Gavino ha sospeso
l’attività produttiva e messo in cassa integrazione oltre cento lavoratori; la
soppressione della tratta ferroviaria Civitavecchia- Golfo Aranci mette a forte
rischio la permanenza di aziende come
La chiusura della miniera di Furtei ha determinato
la perdita di circa cinquanta posti di lavoro e provocato gravi danni sul piano
ambientale, tanto che si rende necessario intervenire con urgenza per attuare
un piano di bonifica volto al ripristino
e alla valorizzazione del territorio.
Il licenziamento di circa 20 lavoratori da parte
della Ceramica Mediterranea Spa è un ulteriore elemento dello stato di crisi.
Non meno drammatica è la situazione
dell’agroindustria, che dovrebbe caratterizzarsi come settore trainante del
territorio, a vocazione agropastorale. Il calo nella produzione delle materie
prime tradizionali sta compromettendo fortemente l’attività di diverse aziende
di trasformazione, come il Consorzio Cereali,
prossimo alla chiusura con la messa in mobilità di diversi lavoratori, e
il Caseificio di San Gavino, dove si è proceduto al licenziamento di diverse unità lavorative.
Un settore di importanza peculiare per gli effetti
che produce sull’intero tessuto economico è l’edilizia, che interessa alcune
migliaia di addetti e dove nell’arco di
un anno si è verificato il dimezzamento delle attività. «Gli effetti disastrosi
sul piano occupazionale sono facilmente intuibili, ma potrebbero essere
attutiti – dice il segretario generale Cisl, Edoardo Bizzarro - con l’impiego
di finanziamenti per la costruzione di
opere infrastrutturali e di servizi, già avviata o da avviare nell’immediato».
In una situazione così drammatica, risulta fondamentale ricercare l’unità dei lavoratori per sostenere con più forza la necessità di maggiore sviluppo e maggiore occupazione. Per questo si è ritenuto necessario prevedere una riunione unitaria delle Segreterie di Cgil, Cisl e Uil del Comparto Industria del Medio Campidano , che si terrà il prossimo 18 Giugno e che si inserisce nella vertenza avviata il 9 Giugno 2009 dalle Segreterie Confederali Regionali con l’Assemblea dei quadri dei delegati dei settori produttivi.
Scuola
Oristano.
Oristano -
Se non ci saranno cambiamenti e modifiche, tale
unificazione, aggiunge Ciulu , « assume un aspetto puramente contabile grazie alla soppressione di una presidenza e
all’accorpamento dei due uffici di segreteria; perciò mortifica di fatto i due
istituti tecnici che si trovano nella impossibilità di utilizzare al meglio le
proprie energie e potenzialità
soprattutto in un momento in cui a livello nazionale l’istruzione tecnica
viene rivalutata e sottratta alle competenze regionali».
Chiusura del
servizio trasporto delle merci nella tratta Civitavecchia-Golfo Aranci.
Problematiche Azienda Keller di Villacidro. Richiesta incontro urgente con
Sanluri - La notizia relativa alla
soppressione della linea Civitavecchia-Golfo Aranci da parte di Trenitalia/RFI,
giunge improvvisa e lascia tutti a dir poco sgomenti. I sindacati unitari del
Medio campidano chiedono alle forze politiche e istituzionali un intervento sul
Governo nazionale e alla Regione un urgente incontro
«A poco più di un anno di distanza – dicono i
segretari generali del Medio Campidano, Zuddas, Bizzarro e Mereu - torna in
tutta la sua drammaticità un problema che certo, sapevamo non essere stato
risolto, se non con soluzioni tampone estemporanee e del tutto insufficienti,
ma che,
I sindacati sono venuti a sapere che già a partire
dal 1° giugno 2009, con un ordine di servizio interno, Trenitalia/RFI avrebbe
deciso di sopprimere l’unico servizio merci su rotaia attivo per
«Questa sciagurata e reiterata decisione di
soppressione del servizio, dettata da scelte di natura esclusivamente
finanziarie, derivanti dall’ennesimo taglio dei finanziamenti alle FS
dell’ultima Finanziaria, rischia – spiegano i sindacati - di avere conseguenze
disastrose per l’intera economia isolana, ma in particolare per aziende del
territorio come
Tutto ciò avviene in un momento di grande impegno
della azienda Keller per avviare un importante progetto di sviluppo
industriale, grazie alle commesse nazionali e internazionali già acquisite o in
via di acquisizione, con conseguenti ricadute positive per l’economia
dell’intero Territorio del Medio Campidano.
Per i sindacati la decisione di Trenitalia/RFI è
«fortemente lesiva del diritto alla continuità territoriale dei sardi, anche
per le merci, che giudichiamo arbitraria e discriminatoria, oltre che
evidentemente inconsapevole e non ponderata, considerate le possibili
gravissime conseguenze, comprese le pesanti ricadute sul piano occupazionale».
Vertenza
Miniera di Furtei. Incontro con
San
Gavino - Le
Segreterie Provinciali, confederali e di categoria, nei giorni scorsi hanno
chiesto un incontro urgente alla Regione per valutare l’effettivo adempimento
degli impegni assunti sul problema della miniera di Furtei nella riunione
dell’11 maggio scorso tra sindacati, assessori dell’Industria e dell’Ambiente,
sindaci e provincia del Medio Campidano.
Cgil, Cisl e Uil sono a conoscenza che i Sindaci
hanno presentato alla Regione, così come concordato, uno studio tecnico con una
quantificazione di massima degli interventi necessari per messa in sicurezza
dell’area.
Cagliari – E’ finalmente definito e siglato il rinnovo del CCNL 2006-2009 dell’AIAS. La pressante azione sindacale di questi mesi ha permesso di definire il rinnovo contrattuale con condizioni che rientrano nel quadro complessivo degli altri contratti siglati del terzo settore, considerato che anche in AIAS il maggior addensamento di personale è a livello D2 (Fisioterapisti ecc). Il CCNL 2006-2009 rinvia le parti normative e per quelle economiche prevede:
L’aumento a
regime di 130 euro per la posizione economica D4. Ottenuto anche un ulteriore aumento di 15 euro da
contrattare a livello aziendale (che saranno erogati con i tempi e le modalità
definiti dai singoli accordi aziendali) e comunque da liquidare a tutti i
lavoratori a decorrere dal 1° luglio 2010
- La ulteriore quota di 15 euro costituirà comunque
la base di calcolo per il prossimo rinnovo contrattuale.
- Il pagamento
di 1.101 euro a titolo di una tantum (arretrati) per
la posizione economica D4 da riparametrare per le altre posizioni
economiche suddivise nel seguente modo:
·
2006 pari a 100 euro
·
2007 pari a 300 euro
·
2008 pari a 701 euro
Con la retribuzione del mese di settembre 2009
saranno corrisposti gli arretrati
maturati nel periodo 1.1.2009/30.6.2009 (euro 110,00 mensili per la
posizione economica D4, da riproporzionare per le altre posizioni economiche).
La quota di
1.101 euro a titolo di una tantum sarà
liquidata in tre rate di pari importo (ciascuna di euro 367,00 per la posizione
economica D4, da riproporzionare per le
altre posizioni economiche) e che saranno corrisposte con le retribuzioni
riferite ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2009.
Per le Regioni in difficoltà la situazione verrà
verificata a livello nazionale con la presenza delle strutture sindacali
locali.