ANNO XXVII - NUMERO 20

15 giugno 2009

 

dies 205

Entro la prima decade di luglio sciopero generale dei settori produttivi

 

dies 206

L’Assemblea dei delegati industria: un forte segnale unitario

 

dies 207

Dalla seduta del Consiglio regionale per celebrare il suo 60° anniversario atteso un segnale a favore dei lavoratori e dei disoccupati della Sardegna

 

dies 208

La mobilitazione dei lavoratori per promuovere una nuova fase dello sviluppo dell’Isola

 

dies 209

I dati della crisi economica e sociale della Sardegna

 

dies 210

L’industria e le attività produttive, epicentro della crisi e priorità per una svolta nelle strategie della politica sarda

 

dies 211

Il sindacato propone alla Regione un patto per la crescita economica e la promozione del lavoro

 

dies 212

Medio Campidano. Bizzarro (Cisl): «Contro la crisi dell’industria mobilitazione delle categorie e del territorio»

 

dies 213

Scuola Oristano. La Cisl preoccupata per la situazione logistica

 

dies 214

Chiusura del servizio trasporto delle merci tratta Civitavecchia-Golfo Aranci. Problematiche Azienda Keller di Villacidro. Richiesta incontro urgente con la Regione

 

dies 215

Vertenza Miniera di Furtei. Incontro con la Regione sulla messa in sicurezza dell’area

 

dies 216

Firmato il CCNL dell’Aias

 

 

Entro la prima decade di luglio sciopero generale dei settori produttivi  (dies 205/2009)

Cagliari - La crisi è grande come il malessere che investe migliaia di lavoratori e famiglie. Non si può più aspettare e la pazienza è finita. L’assemblea di 1300 quadri, delegati e dirigenti di Cgil, Cisl e Uil, il 9 giugno ha deciso che sarà mobilitazione lunga e dura fino a quando da Roma e dalla Regione, nelle rispettive responsabilità, non arriveranno risposte concrete contro la deindustrializzazione avanzante. Entro la prima decade di luglio sarà realizzata una giornata di sciopero generale dei settori produttivi e a rete. Mentre la protesta monta, la Cisl ha da tempo formalizzato una proposta per far ripartire crescita economica e promozione del lavoro: un’intesa tra forze sociali-economiche-istituzionali per attraversare la crisi internazionale e rimettere in marcia i settori produttivi.

I numeri della crisi attestano l’urgenza della mobilitazione sindacale. I dati ISTAT sul mercato del lavoro relativi al 4° trimestre 2008 documentano un tasso di disoccupazione del 13,3% rispetto all’11,2% dello stesso periodo del 2007 e al 10,6% del 4° trimestre 2006. Il tasso di attività registra il 58,1%, minimo storico degli ultimi cinque anni. Gli occupati alla fine dell’anno scorso risultano essere 583.000. «Per riscontrare cifre così basse bisogna risalire al 1° trimestre del 2004», dice la Cisl regionale. Il settore industriale ha perso, nell’ultimo trimestre 2008, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 20.000 unità occupate, di cui 10.000 nelle costruzioni e il resto nell’industria in senso stretto. «Il sindacato – ha detto il segretario generale Cisl sarda, Mario Medde, davanti a dirigenti sindacali arrivati da tutte le aree di crisi - propone cinque direttrici di marcia: riapertura immediata del confronto Stato-Regione-parti sociali a Roma presso la Presidenza del Consiglio; accordo di programma-quadro per rilanciare l’industria e le attività produttive in Sardegna, attraverso il concorso e l’apporto di Stato e Regione; impegno del Governo per rilanciare l’attività industriale con interventi specifici a favore dell’agroalimentare, del tessile, dell’aerospaziale, della nautica, delle infrastrutturazioni materiali e immateriali. Rafforzamento, inoltre, dei siti industriali sardi con il coinvolgimento delle partecipate dello Stato». Cgil, Cisl e Uil chiedono anche rispetto e totale attuazione degli accordi di programma già sottoscritti, relativi a chimica ed energia; l’avvio di un confronto con l’Unione Europea per la definizione della partita energetica e per rafforzare gli investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali.

A questa strategia d’impatto contro la crisi, la Cisl aggiunge una metodologia attuativa per accelerare i tempi di realizzazione e dare efficacia agli interventi: un patto Regione-parti sociali e imprese per la crescita economica e la promozione del lavoro.

Il sindacato di via Ancona considera questo accordo strumento indispensabile per fare sistema, avviare progetti qualitativamente adeguati, spendere presto e bene le ingenti risorse finanziarie a disposizione e contribuire tutti, ciascuno nella propria responsabilità, a tutelare le condizioni di vita e di lavoro e a creare le basi per una nuova fase di sviluppo in Sardegna.

 

 

L’Assemblea dei delegati industria: un forte segnale unitario     (dies 206/2009)

 

Cagliari - L’assemblea dei delegati dei settori produttivi e dei servizi a rete rappresenta un segnale forte sia per la necessaria iniziativa unitaria per fronteggiare la crisi, sia per la politica e le istituzioni sarde e nazionali che devono attivare nell’Isola un’immediata strategia di cambiamento nelle politiche dello sviluppo e del lavoro.

«Da tempo stiamo sottolineando – dice Mario Medde, segretario generale Cisl sarda - la drammaticità della crisi e la necessità di una forte e diffusa unità dei lavoratori e dei sardi sulle richieste più importanti riguardanti la crescita economica e il lavoro. L’abbiamo ripetuto centinaia di volte negli ultimi cinque anni, lo ribadiamo oggi indipendentemente dalle logiche di schieramento che attengono invece alla politica; anche se quest’ultima dovrebbe comunque ritrovarsi unita sulle vertenze che coinvolgono il destino di migliaia di lavoratori e di pensionati sardi».

Per questi motivi, dopo la manifestazione di sabato 1° dicembre 2007, il messaggio che il 9 giugno scorso è stato mandato ai lavoratori e all’intera Isola è che sulla difesa del lavoro non possono esistere divisioni di alcuna natura né sudditanze politiche. Al contrario è tempo che la lotta per l’industria, i trasporti, le telecomunicazioni, e per tutto quanto è utile a rafforzare le tutele sociali e lo sviluppo, si rafforzi in una strategia di un vasto fronte unitario e per obiettivi che riaprano anche la stagione dei diritti e dell’autogoverno, con il federalismo solidale e la rinegoziazione delle intese con lo Stato.

 

 

Dalla seduta del Consiglio regionale per celebrare il suo 60° anniversario atteso un segnale a favore dei lavoratori e dei disoccupati della Sardegna            (dies 207/2009)

 

Cagliari - La Regione Sardegna ha celebrato il 9 giugno 2009 il 60° anniversario della prima seduta del Consiglio regionale. Contestualmente il sindacato sardo si è riunito con mille delegati per affrontare i problemi della crisi produttiva ed economica dell’Isola e per proporre una fase di mobilitazione e di lotta sugli obiettivi dello sviluppo.

«Si tratta di due avvenimenti così diversi ma che debbono entrambi convergere – ha scritto Medde in una nota - verso un comune percorso: una nuova stagione della rinascita della Sardegna per gli anni Duemila e l’affermazione dei diritti di cittadinanza, tra i quali in primo luogo quello del lavoro e delle tutele sociali. Sarebbe un segnale importante se nella seduta commmemorativa il Consiglio regionale decidesse di riunirsi in seduta straordinaria per discutere sulla crisi dell’Isola e per concordare sull’unità e sulle strategie necessarie a rilanciare lo sviluppo della Sardegna e a riaprire, attraverso l’assemblea costituente, la fase di riscrittura dello Statuto speciale».

 

 

La mobilitazione dei lavoratori per promuovere una nuova fase dello sviluppo dell’Isola         (dies 208/2009)

Cagliari - I prossimi mesi saranno decisivi per il lavoro e lo sviluppo della Sardegna. Per questo non c’è tempo da perdere per collocare il lavoro al centro dell’iniziativa politica e legislativa della Sardegna. «Ma dalla crisi se ne uscirà positivamente – dice il segretario generale Cisl, Mario Medde - se sapremo tutti costruire le alleanze necessarie e l’unità delle istituzioni e delle rappresentanze economiche e sociali per favorire una svolta che necessita di risorse finanziarie, di progetti qualitativamente adeguati, di efficienza ed efficacia nella spesa».

Per questo il sindacato sardo ha mobilitato i lavoratori, primariamente quelli che vivono una condizione lavorativa precaria nei siti industriali dell’Isola. Gli obiettivi della lotta non si fermano alla gestione dell’emergenza, ma propongono strategie fondate sulla partecipazione dei lavoratori all’innovazione tecnologica e al cambiamento necessario per essere competitivi anche nei mercati internazionali. «La chimica, la metallurgia, il tessile, l’agroalimentare rappresentano un patrimonio che va rafforzato e inserito in una nuova strategia di politica industriale, dice Medde.

La mobilitazione dei lavoratori è indispensabile in due direzioni: per sollecitare le direttrici e gli obiettivi di un nuovo sviluppo e per riaprire il confronto con il Governo a Palazzo Chigi, e nel contempo rafforzando la presenza degli interessi sardi a Bruxelles.

 

 

I dati della crisi economica e sociale della Sardegna         (dies 209/2009)

 

Cagliari - È utile riportare alcuni dati per spiegare l’urgenza e il significato delle iniziative di lotta del sindacato sardo.

I dati ISTAT sul mercato del lavoro e relativi al 4° trimestre 2008 attestano un tasso di disoccupazione del 13,3% rispetto all’11,2% dello stesso periodo del 2007 e al 10,6% del 4° trimestre 2006. Il tasso di attività registra il 58,1%, un dato che rappresenta il minimo storico degli ultimi cinque anni. Gli occupati nel 4° trimestre risultano essere 583.000. Per riscontrare un dato così basso bisogna risalire al 1° trimestre del 2004.

Il settore industriale ha perso, nel 4° trimestre 2008, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 20.000 unità occupate, di cui 10.000 nelle costruzioni e il resto nell’industria in senso stretto. Anche i nuovi dati documentano dunque il precipitare della crisi economica e impongono urgenti e immediati interventi per attutirne l’impatto e per rilanciare  le attività produttive e il lavoro.

Infatti le domande di disoccupazione ordinaria pervenute all’Inps tra gennaio e aprile 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, hanno registrato un incremento del 44%. Passano infatti da 9.437 a 13.584. La punta record si registra nel Nuorese con + 56%, il Sulcis Iglesiente e il Sassarese con +49%, Cagliari +38% e Oristano +17%.

Ricordiamo che il requisito per usufruire della disoccupazione ordinaria è 2 anni di anzianità assicurativa e almeno 52 contributi settimanali nel biennio. Restano stabili le domande di disoccupazione con i requisiti ridotti (è necessario avere 78 giornate lavorative nell’anno precedente e un contributo settimanale nel biennio). Il numero delle domande con i requisiti ridotti è stato di 36.766 richieste, con un incremento del 7% nell’Iglesiente come punta record.

Altro indicatore che attesta il precipitare della crisi produttiva è l’utilizzo della cassa integrazione. In questi primi mesi del 2009 la cassa integrazione guadagni ordinaria ha registrato, rispetto ai primi 4 mesi del 2008, un incremento di +87%, con un numero di ore autorizzate pari a 831.766. La cassa integrazione straordinaria, sempre in questo periodo, ha registrato un incremento del 5%, con un numero di ore autorizzate di 988.166.

 

 

L’industria e le attività produttive, epicentro della crisi e priorità per una svolta nelle strategie della politica sarda   (dies 210/2009)

 

Cagliari – L’industria è il settore dove il malessere lavorativo e produttivo è più forte.

La crisi dei settori produttivi nell’Isola è precedente alla recessione mondiale che ha colpito anche il nostro Paese a seguito delle note vicende dei mutui sub-prime.

Solo per titoli è importante richiamare alcune emergenze industriali:

-       il costo dell’energia. Problema di enorme rilevanza anche alla luce del crollo dei prezzi dei metalli.

-       La crisi del comparto agro-alimentare che ha perso nell’ultimo anno quattro impianti (unilever, sardegna carni, palmera e formaggi sardi di macomer).

-       Le note difficoltà della chimica sarda con 3.500 lavoratori a rischio nel petrolchimico di Portotorres, per il disimpegno di ENI e per le vicende successive all’acquisizione da parte di SARTOR.

-       La crisi del polo minero-metallurgico del Sulcis. La punta dell’iceberg è quella di eurallumina a Portovesme, con 700 lavoratori in cig straordinaria, di cui 350 diretti e 350 nell’indotto.

-       La crisi del polo tessile nella Sardegna centrale con i tre impianti fermi della legler e 800 lavoratori in legge prodi dall’1 ottobre 2008. La queen è in procedura concorsuale e ha 200 lavoratori in cassa integrazione.

 

 

Il sindacato propone alla Regione un patto per la crescita economica e la promozione del lavoro       (dies 211/2009)

 

Cagliari - La proposta del sindacato è un patto per la crescita economica e per la promozione del lavoro, quale strumento indispensabile per fare sistema, per progetti qualitativamente adeguati, per spendere presto e bene le ingenti risorse finanziarie a disposizione, e per contribuire tutti, ciascuno nella propria responsabilità, a tutelare le condizioni di vita e di lavoro e a creare le basi per una nuova fase di sviluppo in Sardegna.

La proposta non può essere quella di governare la crisi inseguendo solo le singole difficoltà; ma di collocare queste ultime in una strategia di nuova politica industriale.

Le direttrici di marcia che la Cisl propone, e che necessitano di una grande unità da parte delle rappresentanze economiche, sociali ed istituzionali sono:

-       la riapertura immediata del confronto stato-regione-parti sociali a Roma presso la Presidenza del Consiglio;

-       un accordo di programma quadro (Intesa Istituzionale di Programma) per rilanciare l’industria, le attività produttive e le infrastrutturazioni in Sardegna, attraverso il concorso e l’apporto di Stato e Regione;

-       l’impegno dello Stato di rilanciare l’attività industriale con interventi specifici a favore dell’agroalimentare, del tessile, dell’aerospaziale, della nautica, delle infrastrutturazioni materiali e immateriali. Nei siti interessati da interventi di risanamento è indispensabile specificare gli interventi e le risorse finanziarie utili alle bonifiche ambientali.

Il rafforzamento dei siti industriali sardi deve avvalersi, inoltre, del coinvolgimento delle partecipate dello Stato quali ad esempio la finmeccanica, e altre;

-       rispetto e totale attuazione degli Accordi di Programma già sottoscritti e relativi alla chimica e all’energia;

-       avvio di un confronto con l’Unione Europea per la definizione della partita energetica, e per rafforzare gli investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali.

Fondamentale per realizzare questo percorso è appunto l’accordo sullo sviluppo e il lavoro tra sindacati, rappresentanze economiche, enti locali e Regione Sardegna, come fatto propedeutico alla definizione di un nuovo programma regionale di sviluppo 2009-2011. E’ infatti sulla base di una profonda e diffusa condivisione degli obiettivi che sarà possibile rilanciare la crescita economica attraverso una strategia fondata sulle convenienze all’insediamento di nuove intraprese e sull’abbattimento delle storiche diseconomie infrastrutturali, materiali e immateriali.

Le ingenti risorse finanziarie provenienti dai diversi capitoli di spesa del ciclo unico di programmazione (risorse del Bilancio regionale, del Quadro Comunitario di Sostegno, dei diversi ministeri e del Fondo Aree sottoutilizzate), debbono essere programmate, impegnate e spese in tempi rapidi e, per quel che concerne l’industria, le attività produttive e i servizi a rete, attuando:

-       la promozione delle filiere e distretti produttivi;

-       l’innovazione tecnologica;

-       la completa riforma e attuazione degli incentivi alle imprese;

-       i distretti industriali.

Tutto ciò necessita di una inversione di tendenza che promuova la nascita di nuove intraprese e il radicamento del patrimonio produttivo esistente, l’integrazione tra industria e ambiente, la preparazione delle professionalità necessarie alla domanda del mercato del lavoro e delle imprese, un nuovo e migliore rapporto tra ricerca pura e applicata e sistema delle imprese, una politica del lavoro che interagisca con la politica dello sviluppo, un diverso rapporto tra credito e impresa.

Si è di fronte, dunque, a obiettivi che necessitano di una strategia di alto profilo e dell’apporto di tutte le rappresentanze economiche e sociali dell’Isola. Per questo motivo la mobilitazione dei lavoratori è un contributo eccezionale non solo per difendere occupazione e reddito, ma anche per lo sviluppo dell’intera Isola.

 

 

Medio Campidano. Bizzarro (Cisl): «Contro la crisi dell’industria mobilitazione delle categorie e del territorio»            (dies 212/2009)

 

Sanluri – Il sindacato non vuol restare spettatore passivo di una crisi dilagante, che interessa tutti i settori produttivi della Provincia del Medio Campidano. E’ necessario che le istituzioni ai vari livelli, con il coinvolgimento delle forze sociali, mettano in atto con la massima urgenza le necessarie contromisure. Intanto il sindacato si muove e il 18 giugno ci sarà una riunione unitaria di Cgil, Cisl e Uil per promuovere una serie di iniziative di mobilitazione.

I rappresentanti dei settori dei metalmeccanici, dei chimici, dell’agroindustria e degli edili hanno esaminato nei giorni scorsi i problemi derivanti dalla progressiva riduzione delle attività industriali, agroindustriali e dell’edilizia, che rischia di determinare effetti drammatici, in un tessuto economico sociale già fortemente provato.

La grave crisi che si è abbattuta sull’economia mondiale si sta riversando  con particolare incidenza sulle aree strutturalmente più deboli, innescando una fase recessiva che rischia, se non si interviene tempestivamente, di diventare irreversibile.

L’azienda Portovesme Srl di San Gavino ha sospeso l’attività produttiva e messo in cassa integrazione oltre cento lavoratori; la soppressione della tratta ferroviaria Civitavecchia- Golfo Aranci mette a forte rischio la permanenza di aziende come la Keller che, pur attraversando una fase positiva grazie alle importanti commesse nazionali e internazionali, si troverebbe costretta a chiudere e a spostare la produzione in altri siti se manca questo essenziale servizio.

La chiusura della miniera di Furtei ha determinato la perdita di circa cinquanta posti di lavoro e provocato gravi danni sul piano ambientale, tanto che si rende necessario intervenire con urgenza per attuare un piano di bonifica  volto al ripristino e alla valorizzazione del territorio.

Il licenziamento di circa 20 lavoratori da parte della Ceramica Mediterranea Spa è un ulteriore elemento dello stato di crisi.

Non meno drammatica è la situazione dell’agroindustria, che dovrebbe caratterizzarsi come settore trainante del territorio, a vocazione agropastorale. Il calo nella produzione delle materie prime tradizionali sta compromettendo fortemente l’attività di diverse aziende di trasformazione, come il Consorzio Cereali,  prossimo alla chiusura con la messa in mobilità di diversi lavoratori, e il Caseificio di San Gavino, dove si è proceduto al  licenziamento di diverse unità lavorative.

Un settore di importanza peculiare per gli effetti che produce sull’intero tessuto economico è l’edilizia, che interessa alcune migliaia di  addetti e dove nell’arco di un anno si è verificato il dimezzamento delle attività. «Gli effetti disastrosi sul piano occupazionale sono facilmente intuibili, ma potrebbero essere attutiti – dice il segretario generale Cisl, Edoardo Bizzarro - con l’impiego di finanziamenti  per la costruzione di opere infrastrutturali e di servizi, già avviata  o da avviare nell’immediato».

In una situazione così drammatica, risulta fondamentale ricercare l’unità dei lavoratori per sostenere con più forza la necessità di maggiore sviluppo e maggiore occupazione. Per questo si è ritenuto necessario prevedere una riunione unitaria delle Segreterie di Cgil, Cisl e Uil del  Comparto Industria del Medio Campidano , che si terrà il prossimo 18 Giugno e che si inserisce nella vertenza avviata il 9 Giugno 2009 dalle Segreterie Confederali Regionali con l’Assemblea dei quadri dei delegati dei settori produttivi.

 

 

Scuola Oristano. La Cisl preoccupata per la situazione logistica             (dies 213/2009)

 

Oristano - La Cisl Scuola di Oristano ha sollecitato ancora una volta l’Amministrazione provinciale a dare risposte concrete sui problemi relativi agli aspetti logistici legati sia alla razionalizzazione della rete scolastica decisa dalla Regione Sardegna su proposta della stessa Amministrazione provinciale, sia a lavori di ristrutturazione e ampliamento di alcuni edifici scolastici.

Il sindacato si dichiara sorpreso per il fatto che alla unificazione dell’istituto «Brunelleschi» (geometri e nautico) con l’Ist. Tec. Comm.le  «Mossa», decisa dalla Regione Sardegna su proposta dell’Amministrazione provinciale di Oristano, non abbiano fatto seguito, da parte della stessa Amministrazione, atti concreti per definire gli aspetti logistici legati a tale operazione. Ma il sindacato è anche preoccupato «per la mancanza (finora) di una posizione ufficiale della Giunta provinciale che non è stata in grado – dice il segretario generale Pino Ciulu - di far seguire alla delibera di unificazione dei due istituti atti concreti tesi alla realizzazione degli  impegni politici assunti».

Se non ci saranno cambiamenti e modifiche, tale unificazione, aggiunge Ciulu , « assume un aspetto puramente contabile  grazie alla soppressione di una presidenza e all’accorpamento dei due uffici di segreteria; perciò mortifica di fatto i due istituti tecnici che si trovano nella impossibilità di utilizzare al meglio le proprie energie e potenzialità  soprattutto in un momento in cui a livello nazionale l’istruzione tecnica viene rivalutata e sottratta alle competenze regionali».

La Cisl scuola ribadisce che da tempo esistono sofferenze  che riguardano buona parte degli istituti superiori della provincia; ad ogni decisione (nello specifico l’accorpamento dell’Ist. «Brunelleschi» con il «Mossa») devono far seguito tutti i provvedimenti che rendano totalmente operativa tale decisione;

 

 

Chiusura del servizio trasporto delle merci nella tratta Civitavecchia-Golfo Aranci. Problematiche Azienda Keller di Villacidro. Richiesta incontro urgente con la Regione  (dies 214/2009)

 

Sanluri - La notizia relativa alla soppressione della linea Civitavecchia-Golfo Aranci da parte di Trenitalia/RFI, giunge improvvisa e lascia tutti a dir poco sgomenti. I sindacati unitari del Medio campidano chiedono alle forze politiche e istituzionali un intervento sul Governo nazionale e alla Regione un urgente incontro

«A poco più di un anno di distanza – dicono i segretari generali del Medio Campidano, Zuddas, Bizzarro e Mereu - torna in tutta la sua drammaticità un problema che certo, sapevamo non essere stato risolto, se non con soluzioni tampone estemporanee e del tutto insufficienti, ma che, la Regione Sarda si era impegnata ad affrontare con investimenti infrastrutturali adeguati e in grado di dare valide e soddisfacenti soluzioni».

I sindacati sono venuti a sapere che già a partire dal 1° giugno 2009, con un ordine di servizio interno, Trenitalia/RFI avrebbe deciso di sopprimere l’unico servizio merci su rotaia attivo per la Sardegna. Di conseguenza, verrebbe soppresso anche il servizio di traghettamento dei veicoli ferroviari.

«Questa sciagurata e reiterata decisione di soppressione del servizio, dettata da scelte di natura esclusivamente finanziarie, derivanti dall’ennesimo taglio dei finanziamenti alle FS dell’ultima Finanziaria, rischia – spiegano i sindacati - di avere conseguenze disastrose per l’intera economia isolana, ma in particolare per aziende del territorio come la Keller che, in mancanza di questo essenziale servizio, sarebbero destinate a chiudere e a spostare la produzione in altri siti, determinando la perdita di centinaia di posti di lavoro. Basti pensare che nella stessa Keller verrebbero messi a repentaglio oltre 300 dipendenti, ai quali si sommerebbero circa 80 addetti delle lavorazioni affidate all’indotto».

Tutto ciò avviene in un momento di grande impegno della azienda Keller per avviare un importante progetto di sviluppo industriale, grazie alle commesse nazionali e internazionali già acquisite o in via di acquisizione, con conseguenti ricadute positive per l’economia dell’intero Territorio del Medio Campidano.

Per i sindacati la decisione di Trenitalia/RFI è «fortemente lesiva del diritto alla continuità territoriale dei sardi, anche per le merci, che giudichiamo arbitraria e discriminatoria, oltre che evidentemente inconsapevole e non ponderata, considerate le possibili gravissime conseguenze, comprese le pesanti ricadute sul piano occupazionale».

 

 

Vertenza Miniera di Furtei. Incontro con la Regione sulla messa in sicurezza dell’area           (dies 215/2009)

 

San Gavino - Le Segreterie Provinciali, confederali e di categoria, nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro urgente alla Regione per valutare l’effettivo adempimento degli impegni assunti sul problema della miniera di Furtei nella riunione dell’11 maggio scorso tra sindacati, assessori dell’Industria e dell’Ambiente, sindaci e provincia del Medio Campidano.

Cgil, Cisl e Uil sono a conoscenza che i Sindaci hanno presentato alla Regione, così come concordato, uno studio tecnico con una quantificazione di massima degli interventi necessari per messa in sicurezza dell’area.

 

 

Firmato il CCNL dell’Aias   (dies 216/2009)

 

Cagliari – E’ finalmente definito e siglato il rinnovo del CCNL 2006-2009 dell’AIAS. La pressante azione sindacale di questi mesi ha permesso di definire il rinnovo contrattuale con condizioni che rientrano nel quadro complessivo degli altri contratti siglati del terzo settore, considerato che anche in AIAS il maggior addensamento di personale è a livello D2 (Fisioterapisti ecc). Il CCNL 2006-2009 rinvia le parti normative e per quelle economiche prevede:

L’aumento a regime di 130 euro per la posizione economica D4. Ottenuto anche un ulteriore aumento di 15 euro da contrattare a livello aziendale (che saranno erogati con i tempi e le modalità definiti dai singoli accordi aziendali) e comunque da liquidare a tutti i lavoratori a decorrere dal 1° luglio 2010

- La ulteriore quota di 15 euro costituirà comunque la base di calcolo per il prossimo rinnovo contrattuale.

- Il pagamento di 1.101 euro a titolo di una tantum (arretrati) per la posizione economica D4 da riparametrare per le altre posizioni economiche suddivise nel seguente modo:

·        2006 pari        a 100 euro

·        2007 pari        a 300 euro

·        2008 pari        a 701 euro

Con la retribuzione del mese di settembre 2009 saranno corrisposti gli arretrati maturati nel periodo 1.1.2009/30.6.2009 (euro 110,00 mensili per la posizione economica D4, da riproporzionare per le altre posizioni economiche).

La quota di 1.101 euro  a titolo di una tantum sarà liquidata in tre rate di pari importo (ciascuna di euro 367,00 per la posizione economica  D4, da riproporzionare per le altre posizioni economiche) e che saranno corrisposte con le retribuzioni riferite ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2009.

Per le Regioni in difficoltà la situazione verrà verificata a livello nazionale con la presenza delle strutture sindacali locali.