ANNO
XXVII - NUMERO 18
1
giugno 2009
dies
187
Incidente
Saras/1. Lavorare per vivere e non per morire
dies
188
Incidente
Saras/2. Cgil, Cisle Uil chiedono alla Regione il coordinamento degli istituti
preposti alla sicurezza
dies
189
Incidente
alla Saras/3. Il grido dei sindacati: «Lavoro, lavoro sicuro»
dies
190
Incidente
alla Saras/4. Tre giorni di sciopero proclamati dai metalmeccanici
dies
191
Incidente
alla Saras/5. Concordate le linee strategiche per la prevenzione e la sicurezza
dies
192
Inizia
il 9 giugno la mobilitazione sindacale per il rilancio dell’industria e delle
attività produttive
dies
193
60°
anniversario d’insediamento del primo Consiglio Regionale della Sardegna. «I
problemi ancora irrisolti dello sviluppo e del lavoro». Una nota del segretario
generale della Cisl sarda
dies
194
Formazione professionale:
dies
195
Sicurezza sul lavoro. Ordine del
giorno del Comitato esecutivo Fnp Sulcis-Iglesiente (dies 187/2009)
Cagliari - «Non è per un’inesorabile maledizione biblica che si verificano gli
incidenti sul lavoro. Sicuramente anche quello che è costato la vita a tre
operai di una ditta esterna impegnati in lavori di manutenzione alla SARAS. Una
cosa è certa: il sindacato non sarà mai un impassibile ragioniere di morti
bianche, ma chiederà che
«La nuova tragedia ripropone
– ha detto Medde - l’esigenza di creare sistemi di prevenzione e di sicurezza
sul lavoro. Un impegno politico e morale che vale per tutti gli imprenditori e
le aziende, ma ancor più per le imprese di maggiori dimensioni e a più forte
rischio diretto e indiretto per i lavoratori e i centri abitati in cui si
trovano».
Incidente
Saras/2. I sindacati chiedono alla Regione il coordinamento degli istituti
preposti alla sicurezza (dies 188/2009)
Cagliari – Il segretario generale della Cisl sarda ha annunciato un’iniziativa
unitaria di mobilitazione per la sicurezza nel lavoro e per chiedere alla
Regione di avviare un progetto di coordinamento degli istituti preposti alla
sicurezza e di intervento diretto e indiretto a tutela della salute dei
lavoratori. Nulla, infatti, si è mosso dall’ultima manifestazione tenutasi per
le vie di Cagliari il 17 aprile 2008 proprio contro le morti bianche e per la
sicurezza e la dignità nel lavoro.
r
Attuazione/applicazione del Testo Unico sulla sicurezza nel lavoro
approvato dal Consiglio dei Ministri il 1° aprile 2008.
r
Un accordo interistituzionale locale con le rappresentanze economiche e
sociali dell’Isola per garantire:
§
l’attività di prevenzione e la tutela della salute nei posti di lavoro;
§
un programma coordinato di interventi per la prevenzione degli
infortuni e per rimuovere i rischi;
§
formazione a tappeto di tutti i lavoratori, compresi gli immigrati;
§
sensibilizzazione di imprese e lavoratori. L’Intesa sottoscritta tempo
fa, tra INAIL e Assessorato alla Sanità, può rappresentare un tassello
importante nel programma di intervento e coordinamento del sistema di
prevenzione.
r
Attuazione del Protocollo d’Intesa dell’8 febbraio 2007 tra Assessorato
del Lavoro e Parti Sociali per la
definizione delle linee guida a livello
regionale per l’emersione del lavoro regolare comprese le politiche in favore
della stabilizzazione dei rapporti di lavoro precario e della sicurezza nei luoghi
di lavoro.
Rafforzamento organizzativo e funzionale degli istituti preposti alla vigilanza e al controllo della sicurezza nei posti di lavoro.
Incidente
alla Saras/3. Il grido dei sindacati: «Lavoro, lavoro sicuro» (dies 189/2009)
Cagliari
- Per l’intera giornata di mercoledì 27 maggio
lavoratrici e i lavoratori dell’area industriale di Sarroch si sono fermati
dopo il gravissimo e drammatico incidente accaduto all’interno della raffineria
SARAS.
«Altri tre
morti sul lavoro, una sequenza continua e quotidiana che non è solo un fatto
statistico ma un vero e proprio dramma sociale. Una società che non riesce a
fermare questa strage – scrivono in una nota i segretari territoriali Cgil,
Cisl e Uil, Marongiu, Carta e Mereu - interroga la responsabilità di tutti i
soggetti, ognuno per la sua parte: Istituzioni, Enti preposti, Imprese,
Associazioni datoriali, Sindacati».
I sindacati
chiedono « che emerga la verità sui fatti e che siano accertate tutte le
responsabilità».
Diritto a
un lavoro sicuro, dovere di garantire il lavoro in sicurezza. «Questa relazione
elementare – aggiungono i responsabili sindacali - dovrebbe essere riconosciuta
da tutti, senza scambi tra il modo di lavorare e lo sviluppo, senza rincorrere
l’offerta al massimo ribasso, ma con l’attenzione necessaria alla
qualificazione di ogni parte del processo produttivo e considerando il lavoro,
il contributo delle persone, come l’elemento da salvaguardare e da tutelare, in
ogni direzione».
Cgil, Cisl
e Uil territoriali hanno definito, congiuntamente, una serie d’iniziative di
natura sindacale utili a ricollocare la questione sicurezza come elemento
prioritario.
Innanzitutto,
in occasione dei funerali delle vittime, verrà proclamato lo sciopero generale
di tutto il territorio provinciale, per favorire la partecipazione ma anche per
dare la massima visibilità, nel rapporto con il territorio e con le imprese, al
tema «lavoro, lavoro sicuro».
Le OO.SS.
hanno anche richiesto alla Confindustria la convocazione, con urgenza, di
specifici momenti di approfondimento, con tutte le parti in causa, utili anche
alla necessità di utilizzare la strumentazione nel campo della prevenzione e
della formazione. Allo stesso tempo, anche attraverso le rappresentanze
sindacali aziendali hanno chiesto alle imprese la valorizzazione del ruolo e
della funzione degli RLS. «In momenti di confronto interno ragioneremo sugli
strumenti dell’azione sindacale, su un tema che – dicono Marongiu, Carta e
Mereu .- deve appartenerci e sul quale occorre rafforzare la sensibilità
d’intervento: nella direzione di uno specifico e diretto rapporto con le
lavoratrici e i lavoratori. Il Sindacato farà la sua parte, occorre che nessuno
si sottragga alle responsabilità, a partire dai livelli istituzionali».
CGIL CISL
UIL chiedono, quindi, che siano attivati immediatamente tavoli di confronto con
Incidente
alla Saras/4. Tre giorni di sciopero proclamati dai metalmeccanici (dies 190/2009)
Cagliari
- Il coordinamento degli appalti metalmeccanici
della Zona Industriale di Sarroch si è riunito il 27 maggio davanti ai cancelli
della fabbrica. FIOM/FSM/UILM hanno espresso profondo dolore per il gravissimo
incidente sul lavoro che ha causato la morte di tre operai della COMESA.
Come si
legge nel sito della Cisl Cagliari, «I metalmeccanici si dissociano fermamente
da qualsiasi illazione in merito a presunte responsabilità dei tre lavoratori e
onorano la memoria di tre colleghi. Fermo restando che il compito di accertare
la dinamica dell'incidente è della magistratura, è necessario identificare e
punire duramente le responsabilità a tutti i livelli». Il coordinamento ritiene
non più rinviabile il confronto tra rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza e le direzioni aziendali dell'appalto e delle aziende committenti,
altresì è importante la creazione della figura del rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza del sito, ai fini della prevenzione degli infortuni
sul lavoro. I metalmeccanici considerano necessario riprendere il confronto con
Incidente
alla Saras/5. Concordate le linee strategiche per la prevenzione e la sicurezza
(dies 191/2009)
Cagliari - Prosecuzione e
rafforzamento delle attività di formazione continua delle risorse umane e dalla
diffusione della cultura della prevenzione. Continuazione delle iniziative di
adeguamento dell’organizzazione del lavoro, per mantenerla costantemente
allineata alle variabili condizioni operative ed all’evolvere del quadro
normativo. Applicazione rigorosa, da parte di tutti gli attori coinvolti, delle
procedure definite con il costante presidio delle attività ed il continuo
miglioramento dell’affidabilità degli impianti. Rafforzamento del sistema di
relazioni industriali in atto con garanzia di trasparenza e partecipazione,
evidenziando consapevolezze e responsabilità reciproche, assicurando un flusso
continuo di informazioni anche attraverso momenti di analisi congiunta sulle
tematiche di sicurezza, ambiente e salute.
In questi quattro punti la strategia generale,
concordata nei giorni scorsi tra Saras, aziende appaltatrici e committenti,
organizzazioni sindacali, per la prevenzione degli infortuni e la sicurezza nei
posti di lavoro.
«
La compostezza dimostrata dal sindacato e dai
lavoratori, nonostante il dolore e la rabbia per le tragiche morti, è
sicuramente il frutto di un sistema di relazioni industriali ben collaudato e
che deve essere ripreso e affinato.
«Tuttavia e nonostante gli ingenti investimenti
realizzati sulla sicurezza dalla SARAS le tre morti bianche – ha aggiunto Carta
- non possono essere qualificate come fatalità, ma è necessario ricercarne la
cause. Di questo si dovrà occupare la magistratura. Ma, in ogni caso, ciò
dimostra che su questo terreno bisogna lavorare ancora di più non solo da parte
della Saras, ma anche e soprattutto da parte del sistema degli appalti, specie
metalmeccanici».
Inizia
il 9 giugno la mobilitazione sindacale per il rilancio dell’industria e delle
attività produttive (dies 192/2009)
Tramatza – Il prossimo 9 giugno si svolgerà la prima tappa del percorso di
mobilitazione e di lotta per rilanciare il comparto industriale e di tutti i
settori produttivi dell’isola. Le segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil della
Sardegna il 28 maggio scorso hanno esaminato, a Tramatza, la drammatica
situazione industriale e delle attività produttive in Sardegna.
La desertificazione
produttiva in atto in tutti i territori dell’Isola, e in particolar modo nelle
aree industriali, attesta una difficoltà che rischia di travolgere
definitivamente anche le speranze di rilancio dell’economia sarda, in
difficoltà sia per le storiche diseconomie sia per la recessione internazionale
che sta colpendo inesorabilmente chimica, tessile, metallurgia, agroalimentare.
«Non c’è più tempo da perdere per la politica e le istituzioni regionali e
nazionali» è il messaggio lanciato dai sindacati al mondo politico.
Mille delegati e dirigenti
del settore industriale e dei servizi a rete - in particolare provenienti dalle
fabbriche dei punti di crisi di tutta l’Isola - parteciperanno alla grande
assemblea (inizio ore 9,30 nella sede dell’hotel Mediterraneo).
«Sarà un momento molto
importante non solo per il sindacato, ma anche per tutta
L’assemblea del 9 giugno
2009 deciderà anche la successiva iniziativa di mobilitazione e di lotta entro
i primi giorni del mese di luglio. «Queste iniziative – scrivono Cgil, Cisl e
Uil - assumono una valenza ancora più rilevante in considerazione dei tragici
avvenimenti che hanno portato alla morte dei 3 lavoratori nello stabilimento
Saras di Sarroch. La mobilitazione e la lotta dei lavoratori della Sardegna
avrà dunque anche un significato di forte protesta contro le morti bianche e di
proposta per un lavoro sicuro e dignitoso».
60°
anniversario d’insediamento del primo Consiglio Regionale della Sardegna. «I
problemi ancora irrisolti dello sviluppo e del lavoro». Una nota del segretario
generale della Cisl sarda (dies
193/2009)
Cagliari - Il sindacato è stato invitato alla celebrazione del sessantesimo
anniversario della prima seduta del Consiglio regionale della Sardegna.
L’attuale situazione economica e sociale dell’Isola impone una riflessione e
una proposta che vada oltre la celebrazione dell’avvenimento.
«Il 28 maggio si celebra il
sessantesimo anniversario della seduta di insediamento del primo Consiglio
regionale della Sardegna.
«La crisi economica e i dati
della povertà e della disoccupazione, insieme alle emergenze industriali e
produttive, impongono di andare oltre la pura e semplice celebrazione.
«È utile una riflessione che
consenta di leggere l’evoluzione della società sarda e le urgenze di oggi alla
luce del percorso compiuto e dei problemi ancora insoluti.
«In questi sessant’anni
«È utile richiamare alcune
caratteristiche dello scenario entro il quale si svolse la consultazione
elettorale dell’8 maggio 1949 e la seduta del 28 di maggio del primo Consiglio
regionale della Sardegna.
«Una relazione dell’ufficio
del lavoro per
«Secondo la commissione
parlamentare d’inchiesta sulla disoccupazione, istituita dalla Camera dei
Deputati sul finire del 1951, il 17,2% dei lavoratori sardi erano analfabeti
(8,8 il dato nazionale) ed il 48,8% senza alcun titolo di studio, neppure
quello elementare (
«Nel censimento del 1951
l’apparato industriale sardo assorbiva il 16% dell’intera forza lavoro
regionale, mentre più del 50% era rappresentato dell’agricoltura. Il settore terziario
privato (commercio, credito, assicurazioni, servizi vari), impiegava poco meno
di 40.000 addetti (1,5 per esercizio).
«Il comparto industriale
appariva così costituito: settore minerario 24.550 addetti, settore
manifatturiero 32.032, settore edile 10.090, settore energetico 1.829, settore
trasporti 12.730.
«Le imprese industriali di
una certa dimensione erano assai scarse, ed in parte concentrate nei settori
dei trasporti e delle miniere.
«Sempre nella ricerca sulla
storia della CISL Paolo Fadda riporta la valutazione di Paola Maria Arcari,
docente presso l’Ateneo cagliaritano, e all’interno dell’inchiesta parlamentare
sulla disoccupazione: «Senza il soccorso esterno
«A distanza di sessant’anni
l’industria sarda registra un valore aggiunto sul totale del 19,2% (27% a
livello nazionale). Gli occupati dell’industria, edilizia compresa,
rappresentano il 20% del totale; 117.000 su 583.000. Le costruzioni sono il
9,9%.
«La ripartizione degli
occupati per comparto è la seguente: agricoltura 5,8% con 34.000 unità
occupate, industria 20% con 117.000 unità, servizi 74,2% con 432.000 unità. Il
dato sui servizi vede
«Il tasso di disoccupazione
è invece, nell’ultimo trimestre del 2008, al 13,3%.
«Per quel che concerne i
livelli di istruzione della popolazione residente di 15 anni ed oltre, i dati rilevati
riportano 387.000 persone (26,8%) con licenza elementare o nessun titolo, 536.000
(37,2% ) con licenza media, 35.000 (2,5%) con qualifica professionale, 363.000
(25,1%) con diploma di maturità, 122.000 (8,4%) con dottorato, laurea e diploma
universitario.
«Abbiamo riportato solo
alcuni numeri per dare una sommaria idea delle differenze riguardanti
essenzialmente il lavoro e la struttura produttiva tra due fasi storiche così
vicine, ma anche socialmente ed economicamente abbastanza lontane.
«Eppure i problemi più
rilevanti che hanno storicamente caratterizzato la questione sarda, e connotato
l’intero itinerario della specialità autonomistica, sono ancora all’ordine del
giorno del dibattito politico, sociale e istituzionale. Certo, si è compiuta la
prima modernizzazione dell’Isola; ma restano inespresse le enormi potenzialità
a causa in primo luogo delle diseconomie conseguenti al mancato riconoscimento
delle specificità storico, culturali, geoterritoriali.
«In molti casi le
responsabilità sono da ascrivere ai gruppi dirigenti della politica e delle istituzioni
che, nei diversi periodi, hanno privilegiato più il proprio cursus honorum che il raggiungimento
degli obiettivi di autogoverno, alla scarsa capacità di rappresentanza reale
degli interessi da parte della politica, alle inadempienze nel patto
costituzionale Stato-Regione di importanti obblighi verso l’Isola. Si pensi
all’urgenza di una moderna rete stradale e ferroviaria, alla continuità
territoriale delle persone e delle merci, al riconoscimento dello status di insularità,
al diritto a servizi sanitari e sociali moderni ed efficienti, al diritto allo
studio e ad una scuola in grado di rapportarsi ad un mercato del lavoro efficiente,
ad un sistema di produzione e approvvigionamento energetico competitivo e
diffuso.
«A distanza di sessant’anni
dalla prima seduta del Consiglio regionale, è dunque evidente quanto si sia
logorata e del tutto consumata l’idea e pratica della specialità autonomistica.
Ma non sono venute meno le ragioni forti dell’autogoverno dei sardi e l’urgenza
di rivedere il patto costituzionale tra
«Per questo
«A sessant’anni dalla prima
seduta del Consiglio regionale è evidente la necessità di un nuovo modello di
democrazia partecipata che porti non solo ad un nuovo patto costituzionale, ma
ancora prima ad una legge fondamentale che, nel definire un federalismo
interno, delinei anche una strategia di sviluppo economico e sociale al quale
deve concorrere l’Italia e l’Unione europea.
«In questa direzione il lavoro e i lavoratori
rappresentano un tassello prioritario e fondamentale per l’emancipazione e per
la crescita sociale e culturale, così come è stato per la prima modernizzazione
della Sardegna e per l’affermazione dei diritti sindacali.
Formazione professionale:
Cagliari
–
La riapertura del tavolo sulla formazione professionale è stata chiesta dalla
Cisl scuola nei giorni scorsi durante un incontro con l’assessore del Lavoro,
Maria Valeria Serra. Il segretario generale di categoria, Enrico Frau, e Anna
Melis in rappresentanza dei formatori, hanno invitato il rappresentante della
Giunta a rimettere al centro della discussione le problematiche della F.P.
Sicurezza sul lavoro. Ordine
del giorno del Comitato esecutivo Fnp Sulcis-Iglesiente (dies 195/2009)
Cagliari – L’incidente sul lavoro
che il 26 maggio scorso è costato la vita a tre operai addetti alla
manutenzione di un impianto Saras ha suscitato molte reazioni: tra i lavoratori
in attività, ma anche tra i pensionati. Portavoce di questi ultimi si è fatto
il Comitato esecutivo della Fnp-Sulcis Iglesiente che nella sua ultima riunione
ha votato un ordine del giorno dove chiede che ogni struttura di lavoro
garantisca « sempre la massima sicurezza di ogni lavoratore e la dignità
irrinunciabile della sua famiglia». Il comitato esecutivo il 27 maggio scorso,
dopo la comunicazione del segretario generale territoriale, Piero Agus,
sull’urgenza di mettere sempre l’uomo al centro del lavoro, si è unito al
«dolore e al lutto delle famiglie delle tre vittime: Gigi Solinas, Bruno Muntoni e Daniele Melis,
deceduti nello svolgimento del loro turno di lavoro»
Il comitato esecutivo non solo spera con tutte le forze che simili tragici fatti siano nel tempo del tutto eliminati, nel pieno rispetto delle norme, ma ha anche chiesto alla Cisl regionale che «all’interno della vertenza sullo sviluppo della Sardegna abbia il dovuto rilievo la problematica della sicurezza negli ambienti di lavoro nelle grandi come nelle micro aziende e negli appalti, evitando che turni di lavoro stressanti o appalti al massimo ribasso compromettano l’incolumità dei lavoratori».