ANNO XXVII - NUMERO 16

18 maggio 2009

 

dies 167

Un attivo di delegati e dirigenti Cgil, Cisl e Uil il 9 giugno preparerà la mobilitazione dei lavoratori

 

dies 168

Quale industria per quale Sardegna

 

dies 169

Infortuni sul lavoro/1. La Cisl sarda chiede azioni unitarie sindacato-istituzioni per prevenire le morti bianche

 

 

dies 170

Infortuni sul lavoro/2. Le proposte sindacali per garantire la sicurezza nei posti di lavoro

 

dies 171

Assemblea delegati Aias. I lavoratori chiedono un incontro con l’Assessore della Sanità

 

dies 172

Rinnovo CCNL Comparto Sanità

 

dies 173

Cisl Sardegna: «Pessimo inizio della Giunta e della maggioranza sui temi dell'organizzazione e riforma della Regione»

 

dies 174

Servizio di prima accoglienza e di segretariato leggero. Il Comune di Iglesias accoglie le proposte Fnp

 

dies 175

Idenix, storia emblematica del nostro tempo

 

 

 

 

Un attivo di delegati e dirigenti Cgil, Cisl e Uil il 9 giugno preparerà la mobilitazione dei lavoratori   (dies 167/2009)

 

Cagliari - Una mobilitazione dei lavoratori per difendere le produzioni e l’occupazione e per rilanciare le vertenze sullo sviluppo industriale e produttivo in Sardegna.

È questa la decisione assunta dalle segreterie regionali di CGIL CISL UIL riunite il 14 maggio per affrontare la drammatica situazione delle realtà industriali e il fenomeno dilagante della disoccupazione e del lavoro precario. Un attivo di delegati e dirigenti, previsto per il 9 giugno, preparerà le iniziative di mobilitazione e di lotta.

La richiesta che verrà portata il 19 maggio all’incontro con la Giunta regionale riguarda l’istituzione e l’avvio di un tavolo di crisi in Sardegna e la riapertura, dopo una lunga stasi, del confronto a Palazzo Chigi tra Stato, Regione e parti sociali per rilanciare l’Intesa Istituzionale di Programma e, in tempi brevissimi, per attivare un Accordo di Programma Quadro che sostenga una nuova fase di sviluppo industriale e produttivo nell’Isola.

«È, infatti, indispensabile – scrivono i tre segretari generali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca in una nota diffusa al termine della riunione unitaria effettuata nella sede Cisl - che la Regione Sardegna fronteggi la crisi sia sulle emergenze sia con una strategia di politica industriale che si deve avvalere di risorse, strumenti, soggetti imprenditoriali e istituzionali adeguati alla dimensione delle difficoltà e della domanda di sviluppo che proviene da tutti i territori».

Per le tre organizzazioni sindacali l’apporto dello Stato e l’iniziativa del Governo diventano però fondamentali attraverso lo strumento degli Accordi di Programma e con decisioni politiche e normative veloci, utili a dare immediate risposte ai lavoratori sardi.

Il sindacato confederale ritiene, infatti, che si sia di fronte ad una crisi delle strutture produttive che ha pochi precedenti nelle vicende dell’Isola; convivono difficoltà e ritardi prettamente locali con dinamiche e scelte di livello internazionale. «Su queste – dicono Costa, Medde e Ticca - è illusorio pensare di influire con logiche di campanile o con attendismi e dilazioni che comprometterebbero la tempestività e la positività delle soluzioni».

È il caso, ad esempio, delle attività industriali inserite in strutture multinazionali come l’alluminio, la chimica, il tessile, il minero-metallurgico. Ma, è altrettanto rilevante, garantire una nuova politica industriale che si avvalga della valorizzazione delle risorse locali e di un’agricoltura forte e con migliori redditi, in grado dunque di supportare lo sviluppo agro-industriale.

Altrettanto forte, da parte del sindacato, è la richiesta di promuovere il rafforzamento e il radicamento dell’imprenditoria, abbattendo le diseconomie esterne ai processi produttivi con una migliore infrastrutturazione materiale e immateriale. A tal fine è necessario un maggiore investimento sia da parte della Regione che dello Stato e dell’Unione europea.

«Una fase come l’attuale, dunque, va affrontata – è la conclusione dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil - costruendo le alleanze utili a un vasto e diffuso movimento unitario che consenta alla Sardegna di promuovere e rafforzare le richieste di una crescita economica e di una più equa distribuzione della ricchezza. Si tratta, infatti, di venire incontro prima di tutto alle istanze del mondo del lavoro, dei pensionati e delle famiglie che si vedono erodere il reddito dal costo della vita e dalla crisi economica».

 «La mobilitazione sindacale, tuttavia, deve essere accompagnata – dicono i segretari generali - da una forte iniziativa unitaria nella quale convergano anche le istituzioni»

 

 

Quale industria per quale Sardegna            (dies 168/2009)

 

Cagliari – La crisi dell’industria sarda è l’argomento principale sul tavolo delle segreterie sindacali. La Cisl ancora una volta, nei giorni scorsi, ha segnalato l’urgenza del problema provocato da un insieme di fattori. Il sindacato di via Ancona tra le cause dell’attuale situazione inserisce «l’assenza da diverso tempo di una politica industriale di ampio respiro, il ruolo marginale esercitato dalla Regione e la mancanza di una visione strategica d’insieme, dentro cui operare le scelte d’indirizzo nei vari settori». Tutti questi elementi hanno finito per impoverire la base produttiva relegando l’industria sarda a una dimensione di assoluta debolezza rispetto al contesto nazionale.

I numeri parlano chiaro. A fronte di un indice medio nazionale pari al 24% circa del PIL, l’industria sarda concorre per uno striminzito 13%, in ribasso negli ultimi anni. Sul versante occupazionale l’industria impiega in Italia il 25% delle forze lavoro, mentre in Sardegna tale dato si attesta attorno all’11%. Peraltro nella nostra isola il 58% degli addetti dell’industria sono occupati in edilizia.

«Tutti i settori industriali in Sardegna risultano in difficoltà. Interi segmenti produttivi – si legge in una nota della Cisl sarda - sono destinati, indipendentemente dalla sfavorevole congiuntura internazionale, ad una crisi irreversibile, in particolare il tessile, il chimico e il metalmeccanico. I settori minero-metallurgico e agro-alimentare hanno subito una vera e propria contrazione, determinando una crescita esponenziale del ricorso alla CIG straordinaria e in deroga».

A partire dal gennaio 2009, nella sola area di Portovesme si registrano oltre 1000 lavoratori in CIGS, mentre nell’agro-alimentare a livello regionale si è in presenza della chiusura definitiva degli impianti storici del settore (Valriso, Unilever, Palmera, etc.).

Le cause della crisi, seppure acuite dalla situazione generale decisamente sfavorevole, sono riconducibili in larga parte a fattori endogeni. In particolare la mancata soluzione di alcuni problemi che, seppur conosciuti da lungo periodo, risultano ampiamente irrisolti.

Il costo dell’energia, quello dei trasporti, il ritardo infrastrutturale, l’assenza di collegamento con l’Università e la Ricerca, le difficoltà di accesso al credito hanno reso il sistema Sardegna – dice la Cisl sarda - decisamente poco appetibile per assicurare la permanenza delle intraprese industriali e queste diseconomie soprattutto non garantiscono la nascita di nuova impresa.

«Urge, quindi, - dice il sindacato - un’inversione di tendenza con al centro una nuova politica di sviluppo che individui quale industria per il futuro e quali strategie necessarie al consolidamento della base produttiva, nonché un piano che indichi quale impresa e quali imprenditori servono alla Sardegna».

Il sindacato chiede alla Regione di rispondere, dopo la necessaria concertazione con le forze economiche e sociali, alle seguenti fondamentali domande:

Come creare nuova impresa? (con quali incentivi, servizi, reti infrastrutturali, viabilità, etc). Come favorire l’interazione tra Industria e Ambiente? (con un’attenzione particolare e prioritaria all’annosa questione delle bonifiche nelle aree industriali, la restituzione dei siti a nuovi insediamenti, abbattimento dei limiti d’inquinamento e recupero delle aree minerarie dismesse). Come preparare le nuove professionalità occorrenti? (rilancio della formazione professionale di primo e secondo livello, interazione scuola-mondo del lavoro).

«La Regione sarda – dice la Cisl - fin dai prossimi incontri con le forze sociali deve essere in grado di presentarsi al tavolo della contrattazione con progetti e proposte immediatamente attuativi per aggredire realmente l’emergenza industriale. La situazione non consente minimalismi e bassi profili».

 

 

Infortuni sul lavoro/1. La Cisl sarda chiede azioni unitarie sindacato-istituzioni per prevenire le morti bianche            (dies 169/2009)

 

Cagliari - Il Consiglio Generale della Cisl sarda, riunito nei giorni scorsi a Tramatza per esaminare la situazione politico-sindacale, ha votato un apposito ordine del giorno con cui si chiede ogni possibile intervento di prevenzione finalizzato a fermare la serie di morti bianche nel lavoro.

Tutti gli attori del sistema lavoro si devono mobilitare in questa lotta giusta e sacra come è sacro il valore della vita umana. A cominciare dai datori di lavoro perché dispongano tutti gli interventi di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, per continuare con l’Inail con un’accentuata opera di efficace vigilanza in grado di distogliere ogni imprenditore dalla tentazione di superficialità o disinteresse in materia di sicurezza. Anche il sindacato si sente impegnato a intensificare l’opera di informazione e formazione dei lavoratori per una conoscenza totale e profonda della normativa in vigore.

Il Consiglio generale Cisl si impegna a esercitare ogni forma di pressione sulle istituzioni, a cominciare dalla Regione, perché si formalizzi un tavolo permanente imprenditori, sindacati, ispettorato del lavoro, Inail, Regione ed Enti bilaterali per fare il punto sui sistemi di sicurezza attivati nei luoghi di lavoro, per poi attuare tutte le misure di prevenzione necessarie a fermare l’escalation di infortuni irreversibili e di morti nei cantieri, nelle fabbriche, e nelle campagne.

 

Infortuni sul lavoro/2 Le proposte sindacali per garantire la sicurezza nei posti di lavoro        (dies 170 /2009)

 

Cagliari – La situazione in Sardegna sul versante della sicurezza nel lavoro è sempre drammatica. I sindacali propongono

r     La puntuale applicazione e rispetto di tutta la normativa in vigore in materia di  prevenzione degli infortuni,  vigilanza e sicurezza nei posti di lavoro, in attuazione delle direttive comunitarie riguardanti la sicurezza nel lavoro.

r     Attuazione/applicazione del Testo Unico sulla sicurezza nel lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri il 1° aprile 2008.

r     Un accordo interistituzionale locale con le rappresentanze economiche e sociali dell’Isola per garantire:

§        l’attività di prevenzione e la tutela della salute nei posti di lavoro;

§        un programma coordinato di interventi per la prevenzione degli infortuni e per rimuovere i rischi;

§        formazione a tappeto di tutti i lavoratori, compresi gli immigrati;

§        sensibilizzazione di imprese e lavoratori. L’Intesa sottoscritta tempo fa, tra INAIL e Assessorato alla Sanità, può rappresentare un tassello importante nel programma di intervento e coordinamento del sistema di prevenzione.

r     Rafforzamento organizzativo e funzionale degli istituti preposti alla vigilanza e al controllo della sicurezza nei posti di lavoro.

 

 

Assemblea delegati Aias. I lavoratori chiedono un incontro con l’Assessore della Sanità        (dies 171/2009)

 

Cagliari – Preoccupazione dei lavoratori Aias per il silenzio che circonda le prospettive del sistema della riabilitazione in Sardegna. I sindacati non sono stati convocati dall’Assessore della Sanità per parlare specificatamente di questo problema e quindi non conoscono ancora le implicazioni che avrà sull’Aias - dove ancora oggi è attiva la CIGS per 135 lavoratori e non c’è alcuna certezza sul progetto della mobilità sociale - la soluzione regionale al problema della riabilitazione.

L’assemblea ha anche denunciato i comportamenti dell’Aias che, secondo i sindacati, starebbe « mettendo in essere una violazione continua degli accordi sindacali».

Per il sindacato, come si legge in una nota delle organizzazioni di categoria, è «gravissima la decisione di procedere in modo unilaterale all’elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), escludendo il sindacato».

L’Assemblea ha dato mandato alle Segreterie Regionali per richiedere un incontro alla Direzione Aias su tutti i punti della vertenza e quindi di sollecitare l’incontro con l’Assessore della Sanità.

 

Rinnovo CCNL Comparto Sanità    (dies 172/2009)

 

Cagliari – Procede la trattativa nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro. Fino a questo momento i punti fermi riguardano

 

Ø      La conferma, come richiesto dalle OO.SS. che tutto l’incremento del 3,2% sarà destinato all’aumento del salario tabellare, peraltro come già ottenuto nel percorso per il rinnovo contrattuale dei Ministeri, degli Enti pubblici non economici e delle agenzie fiscali

Ø      L’ulteriore finanziamento dello 0,80% del monte salari 2007 da integrare quali risorse regionali aggiuntive che saranno destinate alla contrattazione. Tali risorse devono necessariamente essere collegate al rispetto del patto per la salute per le regioni vincolate dai piani di rientro. Inoltre queste risorse devono essere destinate a istituti variabili del salario accessorio non potendo essere consolidate nel tempo

Ø      Il superamento della quota massima di Lire 10.000 per il ticket restaurant e la conseguente possibilità di definire con accordi decentrati una quota superiore; tale richiesta ha fatto parte numerose volte delle nostre piattaforme locali e nazionali

Ø      La dichiarazione di un impegno al rinnovo del personale precario da definire con le linee guida del coordinamento regionale

Ø      La disponibilità a superare i vincoli dell’articolo 71 comma 5 della Legge 133 del 2009 in merito alle riduzione del salario, nell’ottica già definita dal documento della Conferenza delle regioni del 13 novembre 2008

 

Le Regioni inoltre hanno richiesto all’ARAN di aprire il confronto anche su altri istituti contrattuali, in particolare:

Ø      Prestazioni aggiuntive, in proposito il sindacato ha chiesto di confermare la materia senza definire in questa fase nuove regolamentazioni che allungano i tempi del confronto negoziale

Ø      Coordinamento a tal proposito il sindacato ha ribadito con determinazione l’indisponibilità a mettere in discussione i punti di mediazione già definite all’articolo 4 del precedente CCNL 2006-2007

Ø      Mobilità in merito a questo istituto contrattuale nel confermare la disponibilità al confronto sulla materia il sindacato ha escluso la possibilità di superare il vigente sistema di relazioni sindacali che regola tale materia.

 

Al termine dell’incontro la Cisl ha chiesto di concludere il negoziato in tempi rapidi in un’unica sessione contrattuale senza aprire il confronto su materie delle “code contrattuali” ed evitando la partecipazione dei sindacati non rappresentativi per il CCNL 2008-2009.

Il percorso della CISL FP a partire dall’accordo del 30 ottobre ha permesso di raggiungere, in questa prima fase, delle riposte positive, in particolare sulle risorse aggiuntive regionali, al pari di altri rinnovi contrattuali.

 

 

Cisl Sardegna: «Pessimo inizio della Giunta e della maggioranza sui temi dell'organizzazione e riforma della Regione».       (dies 173 /2009)

 

Cagliari La Cisl sarda e la Funzione Pubblica nei giorni scorsi hanno giudicato estremamente gravi e negative le modalità d'avvio della legislatura sulle problematiche organizzative e istituzionali, soprattutto il mancato coinvolgimento del sindacato nella riorganizzazione del sistema-Regione e nella sua modernizzazione e funzionalità.

Come già evidenziato dalla Cisl, «il metodo del confronto e le disposizioni contrattuali sono saltati nella fase del rinnovo dei vertici dei vari Assessorati e le scelte operate dalla Giunta dimostrano – hanno detto la segreteria confederale regionale Cisl e la segreteria regionale Fps - uno spirito per niente democratico, senza criteri e privo della sbandierata discontinuità rispetto al recente passato». Per la Cisl sarda «Queste scelte fanno il paio con i gravi ritardi sui problemi del lavoro e dello sviluppo. Non è accettabile neppure il silenzio di alcuni autorevoli esponenti della maggioranza di fronte a questi fatti». La Cisl fa sapere che «adotterà ogni iniziativa di tutela e di protesta e non farà sconti a nessuno».

 

 

Servizio di prima accoglienza e di segretariato leggero. Il Comune di Iglesias accoglie le proposte Fnp        (dies 174/2009)

 

Iglesias – Il Comune ha accolto la proposta della Fnp territoriale di istituire un Servizio di prima accoglienza e di segretariato leggero di prima istanza, in stretta collaborazione con l’Assessorato Comunale ai Servizi Sociali. E’ quanto scaturito da una serie di incontri tra l’assessore dei servizi sociali di Iglesias, Giorgio Madeddu, e i rappresentanti sindacali del mondo della terza età. La Fnp, in particolare, aveva chiesto all’assessore di coinvolgere e responsabilizzare la più ampia fascia di cittadini nell’organizzazione, gestione e verifica dei Servizi Sociali, con particolare riguardo alle risposte da dare alle persone anziane e ai pensionati.

La Segreteria Territoriale FNP ha partecipato alle riunioni svolte nelle frazioni di Nebida e Bindua, Monte Agruxiau, San Giovanni Miniera insieme con i responsabili della Lega di Iglesias e alla presenza di molti referenti della FNP ed iscritti del posto.

«Abbiamo ritenuto il nuovo metodo di approccio e partecipazione orizzontale – dicono i responsabili iglesienti della Fnp - un proficuo e concreto salto culturale di tutta la nostra comunità in tema di  servizio alla persona. Far emergere le criticità più evidenti, ma anche i  casi più nascosti di emarginazione, di solitudine e povertà, spesso ignoti ovvero non compiutamente e doverosamente approfonditi, è un obiettivo primario che non può riguardare solo gli addetti ai lavori e gli amministratori pubblici».

L’iniziativa di istituire un Servizio di Prima accoglienza e di Segretariato leggero di prima istanza, in stretta collaborazione con l’Assessorato Comunale ai Servizi Sociali sarà definita e pubblicizzata in ogni dettaglio e resa esecutiva anche con atto di convenzione sottoscritta certamente dalla FNP-CISL Territoriale ma, anche, dalle altre sigle sindacali di categoria e dalle Organizzazioni di volontariato che vorranno condividere il fine, le modalità d’attuazione del servizio, tra queste l’Anteas.

Nei due incontri realizzati nelle frazioni del Comune di Iglesias è stata anche evidenziata l’urgenza di dare gambe all’Osservatorio-Laboratorio per la terza età.

 

 

Idenix, storia emblematica del nostro tempo          (dies 175/2009)

 

Cagliari - Idenix, una storia emblematica del nostro tempo, un'azienda di alta ricerca, con lavoratori qualificati, laureati che operano in un settore avanzato, che però rischia la chiusura ed il licenziamento di 20 lavoratori. Una storia leggibile nel sito della Cisl di Cagliari.

«Idenix è una società francese (Montepellier) che fa parte di un gruppo internazionale che opera nel settore farmaceutico e che è presente anche in Italia con un laboratorio con sede a Cagliari. Un progetto internazionale nato con la collaborazione dell'Università di Cagliari, ma che ora chiude a causa della crisi finanziaria internazionale e a causa dei cambiamenti nel mercato della biotecnologia. Tutto ciò, a detta dell'azienda, che ha inviato una lettera alle organizzazioni sindacali (per la Cisl alla Fisascat) determina la necessità di riesaminare il modello aziendale e per ridurre i costi. In pratica la lavorazione sarà trasferita in altra parte del mondo.

 

«La questione è stata oggetto di una contrattazione in Francia e, al termine della procedura prevista dalla legislazione francese, sta per aprirsi la procedura in Sardegna: il primo incontro è previsto per il 3 giugno.

«E' la classica vertenza figlia della globalizzazione nella quale è difficile anche identificare la controparte, lontana e quasi irraggiungibile. Quali iniziative mettere in campo per salvare non solo i posti di lavoro, ma anche la permanenza in Sardegna di un'azienda di qualità? Difficile dare una risposta, ma per ora ci si è attivati chiedendo e ottenendo (per il 19 maggio) un incontro presso l'Assessorato all'industria della regione sarda, per verificare se esistono le possibilità per continuare un'attività importante e salvaguardare impianti e professionalità, nonché i posti di lavoro. Università, Regione Sarda, sistema enti locali non possono rimanere indifferenti di fronte ad una crisi di questo tipo causata sicuramente dalla globalizzazione, ma che proprio per questo necessita della massima sinergia possibile tra Istituzioni e forze sociali». Secondo quanto risulta alla Cisl territoriale le ipotesi filtrate per ora sembrano prevedere una buon’uscita per i lavoratori e l'applicazione degli ammortizzatori sociali in deroga.

«Non è una grande prospettiva» si legge nel sito della Cisl cagliaritana. « Quel che è certo è che, pur nella consapevolezza della difficoltà della situazione, non bisogna lasciare nulla di intentato per cercare di attutire le conseguenze dell'ennesima crisi occupazionale nel nostro territorio, a torto considerato senza problemi».