ANNO XXVII - NUMERO 14

4 maggio 2009

 

 

dies 148

Crisi industriale. La Cisl sarda sollecita un impegno straordinario di Stato e Regione

 

dies 149

Ancora crisi produttiva e industriale. Medde: «Il lavoro vera questione sociale»

 

dies 150

 

Scuola sarda: non tagli ma rilancio. A rischio 1941 posti di lavoro. Edifici scolastici vetusti

 

dies 151

Nell’Oristanese 70 alunni della scuola infantile rischiano di restare a casa il prossimo anno

 

dies 152

Nei comuni si discute il bilancio, Cgil Cisl Uil chiedono di conoscerne le linee

 

dies 153

Regionali. Richieste alla Giunta per integrare le risorse per il contratto 2008-2009

 

dies 154

Tonino Usai riconfermato segretario generale bancari Cisl

 

dies 155

Lavoro. Iniziati i Congressi delle Federazioni nazionali della Cisl. Dal 20 al 23 maggio a Roma il XVI Congresso confederale Cisl

 

dies 156

Congresso FNP Nuoro. Pasquale Manca segretario generale. Il Consiglio direttivo

 

 

 

 

Crisi industriale. La Cisl sarda sollecita un impegno straordinario di Stato e Regione             (dies 148/2009)

 

Cagliari – Contro l’attuale crisi produttiva e industriale la Cisl sarda chiede un impegno straordinario di Stato e Regione. «Negli ultimi tempi, nonostante le denunce sulla gravità della crisi e i reiterati annunci sulle misure da adottare, la Regione – scrive Mario Medde, segretario generale Cisl - ha limitato la sua attività nel settore industriale a semplici correttivi procedurali, senza intaccare in alcun modo i veri problemi che sono di ostacolo al consolidamento e rilancio della base produttiva. Tutto questo mentre, allo stato attuale della crisi produttiva e industriale, è urgente un’immediata risposta sul versante politico, unitamente alla definizione di un’azione programmatica e d’indirizzo».

Al processo di desertificazione produttiva e industriale, infatti, deve corrispondere – secondo la Cisl sarda - un impegno eccezionale dello Stato e della Regione sia per far fronte alle emergenze aziendali nei settori della chimica, del tessile, del minero-metallurgico e dell’agroalimentare, sia per costruire una strategia di politica industriale che supporti il rilancio delle attività produttive dell’economia isolana.

La Cisl ritiene indispensabile un accordo tra i diversi soggetti economici, sociali e istituzionali incentrato su 4 punti: una task force sulla crisi industriale e del lavoro con le migliori competenze politiche e tecniche; apertura di un immediato tavolo di crisi tra Stato, Regione e parti sociali; riconoscimento alla Sardegna di un “Fondo investimenti” per rafforzare l’assetto infrastrutturale; e definizione di un programma pluriennale a sostegno degli investimenti e per l’attrazione di nuove intraprese nei settori produttivi.

Le situazioni della chimica, del tessile, dell’agroalimentare e del minero-metallurgico, qualora non si provveda a tamponare le difficoltà, porteranno a un notevole incremento del numero dei disoccupati nel settore, che – nel quarto trimestre del 2008 – ha visto una perdita di 20 mila unità occupate rispetto allo stesso periodo del 2007.

Il sindacato di via Ancona è preoccupato perché la situazione sociale «si sta deteriorando a tal punto da procurare un forte allarme sulla tenuta della coesione sociale».

 

Ancora crisi produttiva e industriale. Medde: «Il lavoro vera questione sociale»         (dies 149/2009)

 

Cagliari – All’emergenza lavoro il segretario generale Cisl ha dedicato una riflessione sul Primo Maggio sardo del 2009. Una giornata di festa che si celebra all’insegna della crisi produttiva e industriale.

«Il virus che si sta propagando – scrive Medde - non è quello della «febbre suina», ma quello dell’emergenza lavoro. Miete vittime civili mentre non si vede una strategia utile neppure a bloccare il «contagio».

Certo, il lavoro non si crea per decreto. Ma, è possibile ed è necessario – per il sindacalista - promuovere le condizioni per concorrere a rilanciare la crescita economica attraverso la valorizzazione del lavoro e delle risorse dell’Isola.

«Lo ripetiamo – aggiunge il segretario generale Cisl - da diverso tempo: il lavoro è al centro della questione sociale in Sardegna. Anzi, è la questione sociale. Infatti, la conseguenza più evidente prodotta è l’impoverimento delle persone, delle famiglie e dei territori, in una dimensione che supera persino le regioni del meridione».

Il riferimento va all’incremento dell’incidenza della povertà relativa che supera ormai il 22,9% delle famiglie e coinvolge quasi 400 mila persone. Ma la crisi del lavoro porta anche ad un enorme spreco di ricchezza sociale. Non solo perché più di 170 mila persone vogliono lavorare e non possono farlo, ma anche per i tassi di irregolarità vicini al 21%, per la precarizzazione del mercato del lavoro che sempre più è caratterizzato da avviamenti a tempo determinato. Nel quarto trimestre 2008 su un totale di 48.827 lavoratori avviati, 35.547 sono a tempo determinato.

La stessa variazione percentuale di crescita degli ammortizzatori sociali ne attesta un utilizzo notevole a seguito delle crisi aziendali nel settore industriale: nel 2008 si è registrato un incremento sul 2007 pari al 34,9% delle ore autorizzate per gli interventi straordinari agli operai dell’industria e oltre il 500% per gli interventi ordinari.

L’ISTAT ha reso noto nei giorni scorsi il dato medio della disoccupazione nel corso del 2008 che risulta essere pari al 12, 2%. È indicativo, inoltre, il dato fornito dall’Agenzia regionale del lavoro sui certificati SIL (servizi informativi lavoro) sulle persone all’11 marzo 2009 in cerca di occupazione e ancora prive di un contratto di lavoro: sono 222.258.

«Si è dunque di fronte – dice Medde - ad un vero e proprio dramma sociale che ha profonde e decisive ripercussioni su tutti gli aspetti della vita economica, sociale e istituzionale della Sardegna».

«Ciononostante – prosegue il segretario generale - è possibile coltivare ragionevoli speranze per un’inversione della tendenza al peggioramento. Si tratta di adottare alcune decisioni, da condividere con le rappresentanze economiche e sociali e con gli Enti locali. La responsabilità, è chiaro, compete alla Regione e allo Stato sia sul versante delle strategie politiche che della governance necessaria in fase di attuazione».

Ecco le decisioni e le iniziative prioritarie da prendere, secondo la Cisl sarda. In primo luogo è necessario mettere in campo, a livello regionale, le migliori competenze tecniche e politiche per una task-force che lavori al contenimento e alla soluzione della crisi, a partire da quella aziendale, con una gestione delle vertenze inserita in una strategia di nuova politica industriale.

Per il sindacato di via Ancona lo strumento più adeguato al servizio di una nuova idea di politica industriale e produttiva è l’Accordo di Programma Quadro tra Stato e Regione, previsto dall’Intesa Istituzionale di Programma, che contenga risorse, misure e soggetti utili a promuovere la valorizzazione delle risorse dell’Isola e a favorire l’attrattività di nuove intraprese.

L’altra opportunità che non va trascurata riguarda un nuovo Piano di Rinascita per gli anni 2000 che colga soprattutto l’esigenza di integrare con la competitività necessaria l’Isola nelle dinamiche più avanzate dell’economia europea e mondiale.

«Ma nell’affrontare con la determinazione necessaria l’emergenza lavoro, un problema che va immediatamente risolto riguarda – per Medde - non tanto la dimensione degli stanziamenti sui documenti finanziari e di bilancio della Regione, quanto la capacità di spendere presto e bene. Una virtù che non viene assolutamente praticata dalla Sardegna considerati i 7 miliardi e mezzo di euro di residui passivi».

Certo, in una fase di profonda crisi, ora accompagnata anche da una recessione mondiale, è importante che la Regione integri le strategie nazionali con politiche del lavoro e specifiche misure per difendere il reddito del lavoratore e delle famiglie.

«Abbiamo lottato – conclude il segretario generale Cisl - perché venisse modificato e rafforzato il sistema degli ammortizzatori sociali; continueremo a sollecitare un loro ampliamento per quanti non rientrano nella normativa nazionale e per quanti vivono la crisi della loro azienda. Ma è prioritario dare vita ad interventi in grado di rispondere a un numero enorme di giovani inoccupati che, senza politiche del lavoro, ancora per un lungo lasso di tempo, non saranno in grado di esprimersi in un’attività manuale e intellettuale».

È questa la realtà della Sardegna e dell’emergenza lavoro al 1° maggio 2009. È certamente possibile invertire la rotta, ma avendo la consapevolezza della gravità della situazione e dell’utilità dell’apporto di quanti, a diverso titolo, rappresentano il mondo del lavoro.

 

 

Scuola sarda: non tagli ma rilancio. A rischio 1941 posti di lavoro. Edifici scolastici vetusti                (dies 150/2009)

 

Cagliari – Lottare perché in Sardegna la scuola primaria manca in ben 89 comuni su un totale di 377, costringendo il 13,55% dei fanciulli al pendolarismo, non è una protesta corporativa degli insegnanti, ma una battaglia per lo sviluppo della società. Mobilitarsi perché gli istituti superiori non esistono in 299 centri e il 71,33 dei ragazzi deve viaggiare per partecipare alle lezioni è un impegno morale per docenti e genitori. «La difficoltà del sistema educativo e formativo sardo – dice Enrico Frau, segretario generale della Cisl scuola – ha un’incidenza primaria nella costruzione del benessere sociale ed economico della gente». «È infatti dalla scuola e dalla formazione che bisogna ripartire per rilanciare lo sviluppo in termini strutturali e duraturi e per promuovere il lavoro, soprattutto tra i giovani», aggiunge Mario Medde, leader della Cisl sarda.

Finché il Governo nazionale continuerà, anche nell’isola, sulla strada delle «razionalizzazioni» a tavolino, il futuro si annuncia peggiore del presente. Nell’anno scolastico 2009-2010 il Miur ha deciso di tagliare in Sardegna 1941 posti: 374 nella primaria, 429 nella scuola media, 604 nelle superiori, e 534 tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Tagli agli organici di diritto e in pianta stabile. Cancellati per sempre. Sforbiciate che incidono sull’offerta formativa e mettono a rischio il posto di lavoro di docenti precari, alcuni anche da qualche decennio, mentre dovrebbero essere immessi definitivamente in ruolo. Tagli provocati non solo dai pensionamento, ma anche dalla riduzione dell’orario, da classi sovradimensionate, dall’accorpamento di istituzioni scolastiche con la soppressione di 33 autonomie.

Quando nella scuola i risultati non arrivano, si dovrebbe potenziare il sistema. Il Ministero in Sardegna, invece, ha scelto un’altra strada. Contro l’indice di abbandono scolastico, che oscilla tra il 22 e il 28%, l’alto numero (24,55%) di studenti bocciati e il 39,55% dei promossi con debiti formativi, si risponde con ulteriori tagli.

«Il vuoto formativo e la cancellazione della scuola e della formazione da un numero enorme di comunità non è un segnale positivo né di efficacia razionalizzatrice; è il frutto – dice il segretario generale Cisl sarda - di una concezione «mercatista» che privilegia il grande al piccolo e il ragionierismo, non un disegno che viene incontro ai giovani e alle famiglie. La società della conoscenza necessita della massima diffusione nel territorio e nelle famiglie».

Anche la mannaia sul personale Ata – 534 posti in meno nel prossimo anno scolastico, quasi 1600 nel triennio – è destinata a incidere pesantemente sul sistema scolastico locale. Secondo i calcoli del sindacato, in un territorio delle zone interne, 10 collaboratori scolastici dovrebbero interessarsi di 9 plessi distribuiti in una zona con distanze anche superiori a 20 chilometri.

Alla precarietà funzionale si aggiungono i dati anagrafici relativi agli edifici scolastici: più del 50% dei caseggiati è stato costruito prima del 1965. Il 57% non ha certificato di agibilità statico, in 36 scuole su cento l’impianto elettrico non sarebbe secondo le norme Cei, le barriere architettoniche sono presenti nel 70% degli edifici.

«Non c’è più tempo da perdere», dice la Cisl. «E’ indispensabile – aggiunge Medde - che la Regione approvi la riforma del diritto allo studio, della formazione professionale e la norma per garantire una più funzionale rete scolastica. Contestualmente, bisogna rafforzare il mercato del lavoro per garantire opportunità occupazionali ai laureati, ai diplomati, ai qualificati, perché l’investimento fatto sia produttivo».

Anche la formazione professionale è in sofferenza. In quel settore rimangono ancora irrisolte molte criticità esistenti nel sistema. Una parte del personale della legge 47/79 ha interrotto il rapporto di lavoro; il 50% di quello rimasto «sopravvive –dice Frau – in una situazione di precarietà. Mentre 360 dei lavoratori della legge 42/89 hanno avuto temporaneo inserimento negli enti pubblici”». La Cisl scuola auspica la stabilizzazione dei lavoratori.

rapporto: assenza scuole/pendolarismo

 

assenza scuole nei comuni

pendolarismo

Scuola infanzia

manca in 89 comuni

13,55%

Scuola primaria

manca in 44 comuni

11,45%

Scuola media

manca in 79 comuni

15,21%

Scuola superiore

manca in 299 comuni

71,33%

 

 

rapporto abbandono/insuccesso scolastico

Abbandono scolastico

dal 22% al 28%

Promossi senza debiti formativi

39,55%

Respinti

24,35%

 

Dati elaborati dalla Cisl scuola della Sardegna

 

 

 

Nell’Oristanese 70 alunni della scuola infantile rischiano di restare a casa il prossimo anno   (dies 151/2009)

 

Oristano - Il prossimo anno più di 70 alunni rischiano di rimanere a casa anziché frequentare la scuola dell'infanzia. Per la Cisl scuola di Oristano, i posti assegnati dalla Direzione Generale alla Provincia oristanese non sono infatti sufficienti per coprire tutte le esigenze di organico necessari per dare una scuola agli alunni da 3 a 5 anni.

Rischiano di rimanere fuori gli alunni di:

 

Suni                             13        alunni

Morgongiori                 12        alunni

Mogorella                    12        alunni

Montresta                    11        alunni

Allai                             10        alunni

Nughedu                      08        alunni

Busachi                                   alunni

 

«Nonostante il Ministero abbia assegnato alla Sardegna lo stesso numero di posti dello scorso anno, più di 70 bambinetti rischiano – dice Pino Ciulu, segretario generale territoriale scuola - di dover viaggiare tutti i giorni, fin dalla più tenera età, affrontando curve e controcurve, frullati in un autobus per raggiungere la scuola più vicina. Oppure rimanere a casa e perdere l'importante opportunità educativa che la scuola dell'infanzia offre».

La CISL Scuola denunzia questa grave situazione e chiede che alla scuola oristanese (anche primaria, secondaria di I e II grado) vengano assegnate le risorse sufficienti e necessarie per far funzionare al meglio tutte le scuole della Provincia e offrire agli alunni un servizio di qualità.

 

Nei comuni si discute il bilancio, Cgil Cisl Uil di Cagliari chiedono di conoscerne le linee        (dies 152/2009)

 

Cagliari – I segretari generali Cgil, Cisl e Uil hanno scritto a 17 sindaci del territorio di Cagliari per chiedere un incontro in cui essere messi a conoscenza delle linee generali del bilancio in corso di approvazione e di essere ascoltati su alcune problematiche riguardanti povertà e disagio. I sindacati chiederanno che le politiche di bilancio siano orientate a dare risposte alle categorie più deboli della società.

«La situazione socio economica della nostra Isola e della provincia cagliaritana è preoccupante – scrivono i dirigenti sindacali ai sindaci di Cagliari, Quartu S.E., Sestu, Assemini, Dolianova, Senorbì, Elmas, Muravera, Decimomannu, Quartucciu, Monserrato, Sarroch, Selargius, Capoterra, Sinnai, Settimo san Pietro - non solo per i motivi storici e i ben noti ritardi dello sviluppo, ma anche perché la crisi economica mondiale in atto incide pesantemente sul tessuto produttivo del territorio».

La percentuale di povertà relativa della nostra Isola è stata calcolata nel 22,9% della popolazione e perciò nella provincia di Cagliari i poveri possono essere stimati in oltre centomila, con le maggiori difficoltà derivanti dal vivere in un’area metropolitana.

Le segreterie territoriali sono consapevoli dei problemi de

l sistema degli enti locali, spesso oggetto di tagli imposti da politiche di contenimento del debito, a livello nazionale. «Tuttavia, proprio per queste ragioni, ritengono importante – scrivono i sindacati - che le politiche di bilancio siano orientate, specie in quest’anno difficile, a dare risposte ai bisogni delle fasce deboli della popolazione (anziani, non autosufficienti, donne, giovani, disoccupati, lavoratori precari e a basso reddito). Insomma, ogni risorsa disponibile, a parere delle segreterie, va indirizzata verso l’obiettivo di ridurre il disagio sociale».

 

 

Regionali. Richieste alla Giunta per integrare le risorse per il contratto 2008-2009     (dies 153/2009)

 

Cagliari – I responsabili delle sette sigle sindacali presenti nel comparto Regione hanno chiesto all’assessore del personale, Maria Paola Corona, la rideterminazione dello stanziamento previsto per il rinnovo contrattuale 2008-2009. In una nota i sindacati fanno riferimento a due questioni «che possono essere oggetto, con buone ragioni tecniche e politiche, di interventi correttivi che determinano l’aumento delle risorse»: la prima riguarda il coefficiente da tenere presente per la rivalutazione relativa all’anno 2008, e la seconda attiene al progetto di riequilibrio dei fondi per la retribuzione di rendimento nel comparto.

In particolare, nel corso di un confronto tecnico tra i rappresentanti dei lavoratori e della direzione del Personale, «si è rilevato il divario tra il tasso considerato di inflazione programmata (1,7%) e quello realmente registrato nel 2008 (3,3%, fonte Istat), e si è calcolato l’importo necessario per realizzare l’equiparazione dei fondi per il rendimento (circa 750 mila – 800 mila euro, oneri compresi)».

Il problema del finanziamento della riforma degli ordinamenti professionali (Regione, Corpo Forestale, Agenzie ed Enti) è stato lasciato a prossime occasioni di confronto con l’Assessore Corona e, per quanto riguarda il CFVA, anche con l’Assessore della Difesa dell’Ambiente.

 

 

Tonino Usai riconfermato segretario generale bancari Cisl         (dies 154/2009)

 

Sassari - Tonino Usai - dipendente della Banca di Sassari – è stato riconfermato alla guida della Federazione dei lavoratori Bancari, Esattoriali, Assicurativi iscritti alla CISL. Profondamente rinnovata anche la segreteria regionale di cui fanno parte Pina Bussa (Banco di Sardegna – Nuoro), Sergio Mura (Unicredit Banca di Roma – Sassari), Enrico Coni (Banca di Credito Sardo – Cagliari) e Giacomo Serra (Alleanza Assicurazioni – Cagliari).

Il 17 aprile scorso, a Cabras, il Consiglio generale regionale della Fiba ha ultimato, con l’elezione del segretario generale e della segreteria regionale, l’iter congressuale della Federazione dei bancari. All’appuntamento hanno partecipato il Segretario Nazionale FIBA, Mario Mocci, e il responsabile del Dipartimento Comunicazione, Informazione, Formazione e Ricerca della FIBA Nazionale, Pier Luigi Ledda.

Nella stessa riunione è stata eletta all'unanimità Responsabile Donne e Politiche di Parità Katia Deon (Banco di Sardegna – Villacidro).

Del Consiglio Generale della FIBA CISL Sardegna fanno parte inoltre Lucia Bosu, Giovanna Contini, Stefano Corona, Stefania Faedda, Maurizio Fois, Michele Mannu, Andrea Sechi e Alessandro Tronci del Territorio di Cagliari; Salvatore Caria, Tonina Mattu e Virgilio Serra del Territorio di Nuoro; Beatrice Dore, Ettore Erriquez, Marco Fogu, Paola Marras, Silvana Murgia, Nico Manca, Rossella Sini, Giancarlo Solinas, Ornella Solinas, Rinaldo Villa e Giuseppe Virgilio del Territorio di Sassari, Andrea Isoni e Pietro Scintu del Territorio di Oristano, Andrea Deroma, Alberto Falcone, Gianni Ortu e Gabriella Serra del Territorio di Olbia, Rosanna Satta e Rosy Ulargiu del Territorio del Sulcis e Mario Serrau del Territorio dell’Ogliastra.

Fanno inoltre parte del Consiglio Generale Franca Fancellu per la Sas di Complesso della Banca di Sassari, Francesco Sini per il Settore della Riscossione Tributi e Claudio Puggioni per il Settore degli Assicurativi. Nei prossimi giorni verranno nominati dal Territorio di Cagliari ulteriori cinque componenti, di cui tre designati e due per il Settore Assicurativo.

Il collegio dei Sindaci è composto da Gianni Lutzu, Ignazio Scardaccio e Renzo Schirru.

Nella mozione finale, approvata all’unanimità, il programma dei prossimi quattro anni: impegno a proseguire, mantenere e rafforzare il clima unitario e la coesione interna, sostegno alla Segreteria Regionale nella conduzione delle vertenze regionali, delle politiche per la tutela contrattuale, per la crescita organizzativa, rinnovamento e formazione dei quadri sindacali, predisposizione di un progetto organizzativo volto all'individuazione di sinergie ed economie funzionali per i territori minori, condivisione della riforma organizzativa della Fiba-Cisl, valorizzazione delle donne, dei giovani e delle minoranze del settore, con particolare attenzione agli assicurativi e agli esattoriali. Quanto agli assicurativi, il congresso richiama l'attenzione della dirigenza sull'esigenza di assistere i lavoratori del comparto, specialmente quelli meno tutelati dell'appalto.

 

 

Lavoro. Iniziati i Congressi delle Federazioni nazionali della Cisl. Dal 20 al 23 maggio a Roma il XVI Congresso confederale Cisl                    (dies 155/2009)

 

Cagliari – Dal 5 all’8 maggio quattrocento delegati della Federazione Italiana Trasporti della Cisl parteciperanno a Domusdemaria al congresso nazionale di categoria. E’, infatti, entrata nel vivo la stagione congressuale Cisl. Sono partiti per primi le Federazioni Fistel (spettacolo, informazione, telecomunicazioni), Filca (edili), Fnp (pensionati). Seguiranno:

Fiba (bancari) dal 4 al 7 maggio;

Clacs (lavoratori autonomi, commercio e servizi) 5 e 6 maggio;

Fim (metalmeccanici) dal 5 al 7 maggio;

Fit (trasporti) dal 5 all'8 maggio;

Femca (industria chimica e tessili) dal 5 all'8 maggio;

Fisascat (servizi commerciali, affini e del turismo) dal 5 all'8 maggio;

Cisl Medici dal 5 all' 8 maggio;

Fai (agro-alimentare) dal 5 all'8 maggio;

Fir (innovazione e ricerca) dal 7 al 10 maggio;

Ugc (coltivatori) 11-12 maggio;

Cisl Scuola 11 e 14 maggio;

Fps (statali) dal 13 al 15 maggio

Fns (Federazione nazionale sicurezza-vigili del fuoco) dal 13 al 15 maggio;

Flaei (aziende elettriche) dal 10 al 13 maggio;

 

A chiudere il turno delle Federazioni nazionali sarà la Cisl poste che celebrerà la propria assise congressuale dal 14 al 16 maggio.

Il XVI Congresso confederale della Cisl si svolgerà a Roma (Palazzo Congressi Eur) dal 20 al 23 maggio.

 

 

Congresso FNP Nuoro. Pasquale Manca segretario generale. Il Consiglio direttivo    (dies 156/2009)

 

Nuoro – Pasquale Manca è il nuovo segretario generale della FNP CISL di Nuoro. In segreteria sarà affiancato da Maria Teresa Ghioldi e Mariano Scanu.

Il Consiglio Generale è composto da:

Mario Rosa, Palmira Demelas, Grazia Mulargiu, Antonio Giuseppe Sio, Agostino Loi, Mario Usai, Giancarlo Pusceddu, Maria Teresa Ghioldi, Salvatore Lavra, Giovanni Mele, Remo Sau, Pasquale Manca, Antonietta Falchi, Gesuino Satta, Francesco Delussu, Bartolomeo Ladu,  Luigina Picchedda, Francesco Era, Edvigio Aresu, Franca Sole, Giovanni La Croce, Irene Puddu, Antonio Rossiello, Antonio Farina, Mariano Scanu, Albino Contu, Pasquale Dalu, Americo Tella, Luigi Calledda, Gisella Serra, Francesca Chessa, Piero Cicchinelli, Costantino Demartis, Francesca Angotzi, Serafina Caggiu.