ANNO
XXVII - NUMERO 14
4
maggio 2009
dies
148
Crisi
industriale.
dies
149
Ancora
crisi produttiva e industriale. Medde: «Il lavoro vera questione sociale»
dies
150
Scuola
sarda: non tagli ma rilancio. A rischio 1941 posti di lavoro. Edifici
scolastici vetusti
dies
151
Nell’Oristanese
70 alunni della scuola infantile rischiano di restare a casa il prossimo anno
dies
152
Nei
comuni si discute il bilancio, Cgil Cisl Uil chiedono di conoscerne le linee
dies
153
Regionali.
Richieste alla Giunta per integrare le risorse per il contratto 2008-2009
dies
154
Tonino
Usai riconfermato segretario generale bancari Cisl
dies
155
Lavoro.
Iniziati i Congressi delle Federazioni nazionali della Cisl. Dal 20 al 23
maggio a Roma il XVI Congresso confederale Cisl
dies
156
Congresso
FNP Nuoro. Pasquale Manca segretario generale. Il Consiglio direttivo
Crisi
industriale.
Cagliari – Contro l’attuale crisi
produttiva e industriale
Al processo di desertificazione produttiva e industriale,
infatti, deve corrispondere – secondo
Le situazioni della chimica, del tessile,
dell’agroalimentare e del minero-metallurgico, qualora non si provveda a
tamponare le difficoltà, porteranno a un notevole incremento del numero dei
disoccupati nel settore, che – nel quarto trimestre del 2008 – ha visto una
perdita di 20 mila unità occupate rispetto allo stesso periodo del 2007.
Il sindacato di via Ancona è preoccupato perché la
situazione sociale «si sta deteriorando a tal punto da procurare un forte
allarme sulla tenuta della coesione sociale».
Ancora
crisi produttiva e industriale. Medde: «Il lavoro vera questione sociale» (dies 149/2009)
Cagliari – All’emergenza lavoro il segretario generale Cisl ha dedicato una
riflessione sul Primo Maggio sardo del 2009. Una giornata di festa che si
celebra all’insegna della crisi produttiva e industriale.
«Il virus che si sta
propagando – scrive Medde - non è quello della «febbre suina», ma quello
dell’emergenza lavoro. Miete vittime civili mentre non si vede una strategia
utile neppure a bloccare il «contagio».
Certo, il lavoro non si crea
per decreto. Ma, è possibile ed è necessario – per il sindacalista - promuovere
le condizioni per concorrere a rilanciare la crescita economica attraverso la
valorizzazione del lavoro e delle risorse dell’Isola.
«Lo ripetiamo – aggiunge il
segretario generale Cisl - da diverso tempo: il lavoro è al centro della
questione sociale in Sardegna. Anzi, è la questione sociale. Infatti, la
conseguenza più evidente prodotta è l’impoverimento delle persone, delle
famiglie e dei territori, in una dimensione che supera persino le regioni del meridione».
Il riferimento va
all’incremento dell’incidenza della povertà relativa che supera ormai il 22,9%
delle famiglie e coinvolge quasi 400 mila persone. Ma la crisi del lavoro porta
anche ad un enorme spreco di ricchezza sociale. Non solo perché più di 170 mila
persone vogliono lavorare e non possono farlo, ma anche per i tassi di
irregolarità vicini al 21%, per la precarizzazione del mercato del lavoro che
sempre più è caratterizzato da avviamenti a tempo determinato. Nel quarto
trimestre 2008 su un totale di 48.827 lavoratori avviati, 35.547 sono a tempo
determinato.
La stessa variazione
percentuale di crescita degli ammortizzatori sociali ne attesta un utilizzo notevole
a seguito delle crisi aziendali nel settore industriale: nel 2008 si è
registrato un incremento sul 2007 pari al 34,9% delle ore autorizzate per gli
interventi straordinari agli operai dell’industria e oltre il 500% per gli
interventi ordinari.
L’ISTAT ha reso noto nei
giorni scorsi il dato medio della disoccupazione nel corso del 2008 che risulta
essere pari al 12, 2%. È indicativo, inoltre, il dato fornito dall’Agenzia
regionale del lavoro sui certificati SIL (servizi informativi lavoro) sulle
persone all’11 marzo 2009 in cerca di occupazione e ancora prive di un
contratto di lavoro: sono 222.258.
«Si è dunque di fronte –
dice Medde - ad un vero e proprio dramma sociale che ha profonde e decisive
ripercussioni su tutti gli aspetti della vita economica, sociale e
istituzionale della Sardegna».
«Ciononostante – prosegue il
segretario generale - è possibile coltivare ragionevoli speranze per
un’inversione della tendenza al peggioramento. Si tratta di adottare alcune
decisioni, da condividere con le rappresentanze economiche e sociali e con gli
Enti locali. La responsabilità, è chiaro, compete alla Regione e allo Stato sia
sul versante delle strategie politiche che della governance necessaria in fase
di attuazione».
Ecco le decisioni e le
iniziative prioritarie da prendere, secondo
Per il sindacato di via
Ancona lo strumento più adeguato al servizio di una nuova idea di politica
industriale e produttiva è l’Accordo di Programma Quadro tra Stato e Regione,
previsto dall’Intesa Istituzionale di Programma, che contenga risorse, misure e
soggetti utili a promuovere la valorizzazione delle risorse dell’Isola e a
favorire l’attrattività di nuove intraprese.
L’altra opportunità che non
va trascurata riguarda un nuovo Piano di Rinascita per gli anni 2000 che colga
soprattutto l’esigenza di integrare con la competitività necessaria l’Isola
nelle dinamiche più avanzate dell’economia europea e mondiale.
«Ma nell’affrontare con la
determinazione necessaria l’emergenza lavoro, un problema che va immediatamente
risolto riguarda – per Medde - non tanto la dimensione degli stanziamenti sui
documenti finanziari e di bilancio della Regione, quanto la capacità di
spendere presto e bene. Una virtù che non viene assolutamente praticata dalla
Sardegna considerati i 7 miliardi e mezzo di euro di residui passivi».
Certo, in una fase di
profonda crisi, ora accompagnata anche da una recessione mondiale, è importante
che
«Abbiamo lottato – conclude
il segretario generale Cisl - perché venisse modificato e rafforzato il sistema
degli ammortizzatori sociali; continueremo a sollecitare un loro ampliamento
per quanti non rientrano nella normativa nazionale e per quanti vivono la crisi
della loro azienda. Ma è prioritario dare vita ad interventi in grado di
rispondere a un numero enorme di giovani inoccupati che, senza politiche del
lavoro, ancora per un lungo lasso di tempo, non saranno in grado di esprimersi
in un’attività manuale e intellettuale».
È questa la realtà della
Sardegna e dell’emergenza lavoro al 1° maggio 2009. È certamente possibile
invertire la rotta, ma avendo la consapevolezza della gravità della situazione
e dell’utilità dell’apporto di quanti, a diverso titolo, rappresentano il mondo
del lavoro.
Scuola
sarda: non tagli ma rilancio. A rischio 1941 posti di lavoro. Edifici
scolastici vetusti (dies
150/2009)
Cagliari – Lottare perché in Sardegna la scuola primaria manca in ben 89 comuni su
un totale di 377, costringendo il 13,55% dei fanciulli al pendolarismo, non è
una protesta corporativa degli insegnanti, ma una battaglia per lo sviluppo
della società. Mobilitarsi perché gli istituti superiori non esistono in 299
centri e il 71,33 dei ragazzi deve viaggiare per partecipare alle lezioni è un
impegno morale per docenti e genitori. «La difficoltà del sistema educativo e
formativo sardo – dice Enrico Frau, segretario generale della Cisl scuola – ha
un’incidenza primaria nella costruzione del benessere sociale ed economico
della gente». «È infatti dalla scuola e dalla formazione che bisogna ripartire
per rilanciare lo sviluppo in termini strutturali e duraturi e per promuovere
il lavoro, soprattutto tra i giovani», aggiunge Mario Medde, leader della Cisl
sarda.
Finché il Governo nazionale
continuerà, anche nell’isola, sulla strada delle «razionalizzazioni» a
tavolino, il futuro si annuncia peggiore del presente. Nell’anno scolastico
2009-2010 il Miur ha deciso di tagliare in Sardegna 1941 posti: 374 nella
primaria, 429 nella scuola media, 604 nelle superiori, e 534 tra il personale
amministrativo, tecnico e ausiliario. Tagli agli organici di diritto e in
pianta stabile. Cancellati per sempre. Sforbiciate che incidono sull’offerta
formativa e mettono a rischio il posto di lavoro di docenti precari, alcuni
anche da qualche decennio, mentre dovrebbero essere immessi definitivamente in
ruolo. Tagli provocati non solo dai pensionamento, ma anche dalla riduzione
dell’orario, da classi sovradimensionate, dall’accorpamento di istituzioni
scolastiche con la soppressione di 33 autonomie.
Quando nella scuola i
risultati non arrivano, si dovrebbe potenziare il sistema. Il Ministero in
Sardegna, invece, ha scelto un’altra strada. Contro l’indice di abbandono
scolastico, che oscilla tra il 22 e il 28%, l’alto numero (24,55%) di studenti
bocciati e il 39,55% dei promossi con debiti formativi, si risponde con
ulteriori tagli.
«Il vuoto formativo e la cancellazione della scuola
e della formazione da un numero enorme di comunità non è un segnale positivo né
di efficacia razionalizzatrice; è il frutto – dice il segretario generale Cisl
sarda - di una concezione «mercatista» che privilegia il grande al piccolo e il
ragionierismo, non un disegno che viene incontro ai giovani e alle famiglie. La
società della conoscenza necessita della massima diffusione nel territorio e
nelle famiglie».
Anche la mannaia sul personale Ata – 534 posti in
meno nel prossimo anno scolastico, quasi 1600 nel triennio – è destinata a
incidere pesantemente sul sistema scolastico locale. Secondo i calcoli del sindacato,
in un territorio delle zone interne, 10 collaboratori scolastici dovrebbero
interessarsi di 9 plessi distribuiti in una zona con distanze anche superiori a
20 chilometri.
Alla precarietà funzionale
si aggiungono i dati anagrafici relativi agli edifici scolastici: più del 50%
dei caseggiati è stato costruito prima del 1965. Il 57% non ha certificato di
agibilità statico, in 36 scuole su cento l’impianto elettrico non sarebbe
secondo le norme Cei, le barriere architettoniche sono presenti nel 70% degli
edifici.
«Non c’è più tempo da perdere», dice
Anche la formazione professionale è in sofferenza.
In quel settore rimangono ancora irrisolte molte criticità esistenti nel
sistema. Una parte del personale della legge 47/79 ha interrotto il rapporto di
lavoro; il 50% di quello rimasto «sopravvive –dice Frau – in una situazione di
precarietà. Mentre 360 dei lavoratori della legge 42/89 hanno avuto temporaneo
inserimento negli enti pubblici”».
rapporto: assenza scuole/pendolarismo
|
|
assenza scuole nei comuni |
pendolarismo |
|
Scuola infanzia |
manca in 89 comuni |
13,55% |
|
Scuola primaria |
manca in 44 comuni |
11,45% |
|
Scuola media |
manca in 79 comuni |
15,21% |
|
Scuola superiore |
manca in 299 comuni |
71,33% |
rapporto abbandono/insuccesso scolastico
|
Abbandono scolastico |
dal 22% al 28% |
|
Promossi senza debiti formativi |
39,55% |
|
Respinti |
24,35% |
Dati elaborati dalla Cisl scuola della Sardegna
Nell’Oristanese
70 alunni della scuola infantile rischiano di restare a casa il prossimo anno (dies 151/2009)
Oristano - Il prossimo
anno più di 70 alunni rischiano di rimanere a casa anziché frequentare la scuola
dell'infanzia. Per
Rischiano di rimanere fuori gli alunni
di:
Suni 13 alunni
Morgongiori 12 alunni
Mogorella 12 alunni
Montresta 11 alunni
Allai 10 alunni
Nughedu 08 alunni
Busachi alunni
«Nonostante il Ministero abbia assegnato
alla Sardegna lo stesso numero di posti dello scorso anno, più di 70 bambinetti
rischiano – dice Pino Ciulu, segretario generale territoriale scuola - di dover
viaggiare tutti i giorni, fin dalla più tenera età, affrontando curve e
controcurve, frullati in un autobus per raggiungere la scuola più vicina.
Oppure rimanere a casa e perdere l'importante opportunità educativa che la
scuola dell'infanzia offre».
Nei
comuni si discute il bilancio, Cgil Cisl Uil di Cagliari chiedono di conoscerne
le linee (dies 152/2009)
Cagliari – I segretari generali
Cgil, Cisl e Uil hanno scritto a 17 sindaci del territorio di Cagliari per
chiedere un incontro in cui essere messi a conoscenza delle linee generali del
bilancio in corso di approvazione e di essere ascoltati su alcune problematiche
riguardanti povertà e disagio. I sindacati chiederanno che le politiche di
bilancio siano orientate a dare risposte alle categorie più deboli della
società.
«La situazione socio economica della nostra Isola e
della provincia cagliaritana è preoccupante – scrivono i dirigenti sindacali ai
sindaci di Cagliari, Quartu S.E., Sestu, Assemini, Dolianova, Senorbì, Elmas,
Muravera, Decimomannu, Quartucciu, Monserrato, Sarroch, Selargius, Capoterra,
Sinnai, Settimo san Pietro - non solo per i motivi storici e i ben noti ritardi
dello sviluppo, ma anche perché la crisi economica mondiale in atto incide
pesantemente sul tessuto produttivo del territorio».
La percentuale di povertà relativa della nostra
Isola è stata calcolata nel 22,9% della popolazione e perciò nella provincia di
Cagliari i poveri possono essere stimati in oltre centomila, con le maggiori
difficoltà derivanti dal vivere in un’area metropolitana.
Le segreterie territoriali sono consapevoli dei
problemi de
l sistema degli enti locali, spesso oggetto di tagli
imposti da politiche di contenimento del debito, a livello nazionale.
«Tuttavia, proprio per queste ragioni, ritengono importante – scrivono i
sindacati - che le politiche di bilancio siano orientate, specie in quest’anno
difficile, a dare risposte ai bisogni delle fasce deboli della popolazione
(anziani, non autosufficienti, donne, giovani, disoccupati, lavoratori precari
e a basso reddito). Insomma, ogni risorsa disponibile, a parere delle
segreterie, va indirizzata verso l’obiettivo di ridurre il disagio sociale».
Regionali.
Richieste alla Giunta per integrare le risorse per il contratto 2008-2009 (dies 153/2009)
Cagliari – I responsabili delle sette sigle sindacali presenti nel comparto
Regione hanno chiesto all’assessore del personale, Maria Paola Corona, la
rideterminazione dello stanziamento previsto per il rinnovo contrattuale
2008-2009. In una nota i sindacati fanno riferimento a due questioni «che
possono essere oggetto, con buone ragioni tecniche e politiche, di interventi correttivi
che determinano l’aumento delle risorse»: la prima riguarda il coefficiente da
tenere presente per la rivalutazione relativa all’anno 2008, e la seconda
attiene al progetto di riequilibrio dei fondi per la retribuzione di rendimento
nel comparto.
In particolare, nel corso di un confronto tecnico
tra i rappresentanti dei lavoratori e della direzione del Personale, «si è
rilevato il divario tra il tasso considerato di inflazione programmata (1,7%) e
quello realmente registrato nel 2008 (3,3%, fonte Istat), e si è calcolato
l’importo necessario per realizzare l’equiparazione dei fondi per il rendimento
(circa 750 mila – 800 mila euro, oneri compresi)».
Il problema del finanziamento della riforma degli
ordinamenti professionali (Regione, Corpo Forestale, Agenzie ed Enti) è stato
lasciato a prossime occasioni di confronto con l’Assessore Corona e, per quanto
riguarda il CFVA, anche con l’Assessore della Difesa dell’Ambiente.
Tonino
Usai riconfermato segretario generale bancari Cisl (dies 154/2009)
Sassari - Tonino Usai - dipendente
della Banca di Sassari – è stato riconfermato alla guida della Federazione dei
lavoratori Bancari, Esattoriali, Assicurativi iscritti alla CISL. Profondamente
rinnovata anche la segreteria regionale di cui fanno parte Pina Bussa (Banco di
Sardegna – Nuoro), Sergio Mura (Unicredit Banca di Roma – Sassari), Enrico Coni
(Banca di Credito Sardo – Cagliari) e Giacomo Serra (Alleanza Assicurazioni –
Cagliari).
Il 17 aprile scorso, a Cabras, il Consiglio generale
regionale della Fiba ha ultimato, con l’elezione del segretario generale e
della segreteria regionale, l’iter congressuale della Federazione dei bancari.
All’appuntamento hanno partecipato il Segretario Nazionale FIBA, Mario Mocci, e
il responsabile del Dipartimento Comunicazione, Informazione, Formazione e
Ricerca della FIBA Nazionale, Pier Luigi Ledda.
Nella stessa riunione è stata eletta all'unanimità
Responsabile Donne e Politiche di Parità Katia Deon (Banco di Sardegna –
Villacidro).
Del Consiglio Generale della FIBA CISL Sardegna
fanno parte inoltre Lucia Bosu, Giovanna Contini, Stefano Corona, Stefania
Faedda, Maurizio Fois, Michele Mannu, Andrea Sechi e Alessandro Tronci del
Territorio di Cagliari; Salvatore Caria, Tonina Mattu e Virgilio Serra del
Territorio di Nuoro; Beatrice Dore, Ettore Erriquez, Marco Fogu, Paola Marras,
Silvana Murgia, Nico Manca, Rossella Sini, Giancarlo Solinas, Ornella Solinas,
Rinaldo Villa e Giuseppe Virgilio del Territorio di Sassari, Andrea Isoni e
Pietro Scintu del Territorio di Oristano, Andrea Deroma, Alberto Falcone,
Gianni Ortu e Gabriella Serra del Territorio di Olbia, Rosanna Satta e Rosy
Ulargiu del Territorio del Sulcis e Mario Serrau del Territorio dell’Ogliastra.
Fanno inoltre parte del Consiglio Generale Franca
Fancellu per
Il collegio dei Sindaci è composto da Gianni Lutzu,
Ignazio Scardaccio e Renzo Schirru.
Nella mozione finale, approvata all’unanimità, il
programma dei prossimi quattro anni: impegno a proseguire, mantenere e rafforzare
il clima unitario e la coesione interna, sostegno alla Segreteria Regionale
nella conduzione delle vertenze regionali, delle politiche per la tutela
contrattuale, per la crescita organizzativa, rinnovamento e formazione dei
quadri sindacali, predisposizione di un progetto organizzativo volto
all'individuazione di sinergie ed economie funzionali per i territori minori,
condivisione della riforma organizzativa della Fiba-Cisl, valorizzazione delle
donne, dei giovani e delle minoranze del settore, con particolare attenzione
agli assicurativi e agli esattoriali. Quanto agli assicurativi, il congresso
richiama l'attenzione della dirigenza sull'esigenza di assistere i lavoratori
del comparto, specialmente quelli meno tutelati dell'appalto.
Lavoro.
Iniziati i Congressi delle Federazioni nazionali della Cisl. Dal 20 al 23
maggio a Roma il XVI Congresso confederale Cisl (dies
155/2009)
Cagliari – Dal 5 all’8
maggio quattrocento delegati della Federazione Italiana Trasporti della Cisl
parteciperanno a Domusdemaria al congresso nazionale di categoria. E’, infatti,
entrata nel vivo la stagione congressuale Cisl. Sono partiti per primi le
Federazioni Fistel (spettacolo, informazione, telecomunicazioni), Filca
(edili), Fnp (pensionati). Seguiranno:
Fiba (bancari)
dal 4 al 7 maggio;
Clacs
(lavoratori autonomi, commercio e servizi) 5 e 6 maggio;
Fim
(metalmeccanici) dal 5 al 7 maggio;
Fit (trasporti)
dal 5 all'8 maggio;
Femca (industria
chimica e tessili) dal 5 all'8 maggio;
Fisascat
(servizi commerciali, affini e del turismo) dal 5 all'8 maggio;
Cisl Medici dal
5 all' 8 maggio;
Fai
(agro-alimentare) dal 5 all'8 maggio;
Fir (innovazione
e ricerca) dal 7 al 10 maggio;
Ugc
(coltivatori) 11-12 maggio;
Cisl Scuola 11 e
14 maggio;
Fps (statali)
dal 13 al 15 maggio
Fns (Federazione
nazionale sicurezza-vigili del fuoco) dal 13 al 15 maggio;
Flaei (aziende
elettriche) dal 10 al 13 maggio;
A chiudere il turno delle Federazioni
nazionali sarà
Il XVI Congresso confederale della Cisl
si svolgerà a Roma (Palazzo Congressi Eur) dal 20 al 23 maggio.
Congresso
FNP Nuoro. Pasquale Manca segretario generale. Il Consiglio direttivo (dies 156/2009)
Nuoro – Pasquale Manca è il nuovo segretario generale della FNP CISL di Nuoro. In segreteria sarà affiancato da Maria Teresa Ghioldi e Mariano Scanu.
Il Consiglio Generale è composto da:
Mario Rosa, Palmira Demelas, Grazia
Mulargiu, Antonio Giuseppe Sio, Agostino Loi, Mario Usai, Giancarlo Pusceddu,
Maria Teresa Ghioldi, Salvatore Lavra, Giovanni Mele, Remo Sau, Pasquale Manca,
Antonietta Falchi, Gesuino Satta, Francesco Delussu, Bartolomeo Ladu, Luigina Picchedda, Francesco Era, Edvigio
Aresu, Franca Sole, Giovanni