ANNO XXVII - NUMERO 11

6 aprile 2009

 

 

dies 115

La Cisl sarda propone l’immediata apertura del confronto Regione-parti sociali per attutire l’impatto della crisi e rilanciare l’economia e le attività produttive

 

dies 116

La Finanziaria Regionale 2009 può diventare il primo tassello di un generale rafforzamento del sistema di protezione sociale

 

dies 117

Riforma modello contrattuale e referendum/1. Una nota USR

 

dies 118

Riforma modello contrattuale e referendum Cgil/2. Una nota Cisl Cagliari       

 

dies 119

Congresso regionale Femca. Parte da Cagliari la richiesta di un tavolo nazionale per attuare l’Accordo di programma 2003 sulla chimica

 

dies 120

Gianni Sainas nuovo segretario generale Fps di Cagliari

 

dies 121

L’iniziativa della Cisl Fp: un’ora di lavoro a chi perde l’occupazione. Lanciato un fondo di solidarietà per le famiglie senza sostegno

 

dies 122

Gimmi Uda nuovo segretario generale Fistel Cisl Sardegna (telecomunicazioni)

 

dies 123

Tagli nella scuola

 

dies 124

Pasqua dei bancari

 

dies 125

20 e 21 aprile 2009 a Quartu S. E. 10° Congresso Cisl Sardegna

 

 

 

La Cisl sarda propone l’immediata apertura del confronto Regione-parti sociali per attutire l’impatto della crisi e rilanciare l’economia e le attività produttive          (dies 115/2009)

 

Cagliari - La CISL sarda propone alla Giunta regionale l’avvio di un immediato confronto per rilanciare la crescita economica nell’Isola, in particolare le attività produttive, e per attutire l’impatto della crisi sui lavoratori e sui cittadini.

Non c’è, infatti, tempo da perdere. La situazione delle attività produttive dell’industria è difficilissima. Si tratta di governare le molteplici crisi aziendali collocandole in una strategia di nuova politica industriale.

«La crisi economica e sociale – dice la segreteria regionale Cisl - ci sfida sul versante dell’innovazione di processo e di prodotto e su quello della difesa del tessuto produttivo esistente; ma entrambe le direttrici necessitano di un’immediata iniziativa e di misure e interventi in direzione del sostegno alle imprese e al reddito delle famiglie e dei lavoratori».

Le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo sardo vanno discusse da subito in un tavolo che veda insieme Regione, sindacato, imprese, enti locali, università e centri di ricerca.

La definizione di una strategia per rilanciare l’economia e le attività produttive nell’Isola per il sindacato necessitano, infatti, di grande condivisione e, insieme, di tempi rapidissimi nell’esecutività delle misure e degli interventi.

Vietato ragionare, data la dimensione della crisi, in termini di mesi, ma è obbligatorio pensare e decidere in poche settimane

Le direttrici di marcia che la CISL propone all’attenzione della Giunta regionale sono le seguenti:

-         definizione, in concomitanza con l’approvazione della manovra finanziaria e di bilancio, di una strategia di politica industriale da parte della Regione Sardegna;

-         riapertura immediata del confronto Stato-Regione-parti sociali a Roma presso la Presidenza del Consiglio;

-         accordo di programma quadro (Intesa Istituzionale di Programma) per rilanciare l’industria e le attività produttive in Sardegna, attraverso il concorso e l’apporto di Stato e Regione;

-         impegno dello Stato di rilanciare l’attività industriale con interventi specifici a favore dell’agroalimentare, del tessile, dell’aerospaziale, della nautica, delle infrastrutturazioni materiali e immateriali. Nei siti interessati da interventi di risanamento è indispensabile specificare gli interventi e le risorse finanziarie utili alle bonifiche ambientali. Il rafforzamento dei siti industriali sardi deve avvalersi, inoltre, del coinvolgimento delle partecipate dello Stato quali ad esempio la Finmeccanica, e altre.;

-         rispetto e totale attuazione degli Accordi di Programma già sottoscritti relativi alla chimica e all’energia;

-         avvio di un confronto con l’Unione Europea per la definizione della partita energetica e per potenziare gli investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali.

L’urgenza del percorso viene rafforzato anche dagli ultimi dati ISTAT sul mercato del lavoro e relativi al 4° trimestre 2008 attestanti un tasso di disoccupazione del 13,3% rispetto all’11,2% dello stesso periodo del 2007 e al 10,6% del 4° trimestre 2006.

Il tasso di attività registra il 58,1%, minimo storico degli ultimi cinque anni.

Gli occupati nel 4° trimestre risultano essere 583.000. Per riscontrare una cifra così bassa bisogna risalire al 1° trimestre del 2004.

Il settore industriale ha perso, nel 4° trimestre 2008, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 20.000 unità occupate, di cui 10.000 nelle costruzioni e il resto nell’industria in senso stretto.

 

 

La Finanziaria Regionale 2009 può diventare il primo tassello di un generale rafforzamento del sistema di protezione sociale      (dies 116/2009)

 

Cagliari - Secondo l’Istat sono 89.000 le persone in cerca di occupazione nel 4° trimestre 2008. A queste si devono però aggiungere altre 117.00 unità disponibili a lavorare e che rientrano nel fenomeno dello scoraggiamento. Un totale, dunque, di 206.000 persone che rappresentano i disoccupati reali dell’Isola. Stanno qui, oltre che nel mondo del precariato e dei cassintegrati, le cause della povertà materiale della Sardegna, che riguarda il 22,9% delle famiglie.

Le proposte del sindacato sardo per un sistema regionale di protezione sociale, rafforzativo di quello nazionale, guardano al mondo del lavoro e agli anziani con pensioni e redditi bassi.

In questo contesto assume grande rilevanza quanto inserito nella Finanziaria approvata dalla Giunta regionale su famiglia, non autosufficienza, misure di contrasto alla povertà, fondo etico di garanzia, contratti di solidarietà, valorizzazione delle risorse umane e formazione, incentivi in conto occupazione.

«Varato il DDL sulla Finanziaria regionale dalla Giunta regionale e approvato dal Consiglio, la CISL – fa sapere la segreteria regionale - attende dalla Regione la realizzazione di due impegni concreti: 1) entro la fine di maggio la messa a punto del complesso di norme e regolamenti necessari a rendere immediatamente attuabili i provvedimenti previsti dalla Finanziaria concordati con il contributo delle parti sociali; 2) dar seguito al rafforzamento del sistema regionale di protezione sociale, avviato con la Finanziaria, per venire incontro alle difficoltà e ai problemi posti da una crisi industriale produttiva senza precedenti».

Dopo la formazione della Giunta-Cappellacci, la CISL aveva chiaramente affermato che la «variabile tempo» non sarebbe stata ininfluente ai fini della capacità dell’Esecutivo di viale Trento di aggredire la crisi economico-sociale isolana.

Un giudizio che il sindacato conferma, «unitamente alla necessità di costruire una rete normativa sulla base delle specificità del mercato del lavoro locale, e calibrata sulle esigenze derivanti dalla crisi di un modello industriale che ormai necessita di essere rivisitato».

Infatti, all’universalità dei diritti fanno ormai riscontro competenze regionali e locali e principi, pure essi fondamentali, che è necessario attuare tenendo conto della sussidiarietà e della diversità territoriale e categoriale.

Per questi motivi, quanto proposto dal sindacato per la manovra finanziaria e di bilancio del 2009 della regione Sardegna rappresenta un passo in avanti importante verso un ulteriore rafforzamento dei diritti sociali, anche a livello regionale.

«A condizione – fa sapere la Cisl - che le proposte inserite in Finanziaria diventino immediatamente operative attraverso la regolamentazione dei provvedimenti, la congruità delle risorse necessarie e una gestione che, in fase di attuazione, si rapporti ai soggetti interessati, in primo luogo gli enti locali, le famiglie e le rappresentanze sociali».

Il federalismo imminente richiede, infatti, una rivoluzione copernicana anche nella costruzione e gestione del sistema di tutela sociale: non più solo lo Stato che assiste e costruisce il benessere, ma anche la Regione, gli enti locali e le società che contribuiscono a definire un sistema regionale di protezione sociale, attraverso la competenza, l’efficacia e l’efficienza delle istituzioni e l’apporto costante delle parti sociali e del volontariato.

Quel che il sindacato propone sono norme da rendere immediatamente operative e contestualmente una pratica della sussidiarietà verticale, che dà più spazio a regioni ed enti locali, ed orizzontale con protagonismo del privato sociale.

In questo contesto assume grande rilevanza quanto inserito nella Finanziaria su famiglia, non autosufficienza, misure di contrasto alla povertà, fondo etico di garanzia, contratti di solidarietà e valorizzazione delle risorse umane.

 

 

Riforma modello contrattuale e referendum/1. Una nota USR     (dies 117/2009)

 

Cagliari – Nei giorni scorsi dirigenti regionali della Cgil hanno più volte informato i giornali sui risultati di una consultazione, per la verità tutta interna all’organizzazione, riguardante la riforma della contrattazione sottoscritta, il 22 gennaio scorso, dalla quasi totalità delle associazioni in possesso di potere contrattuale. La Cgil, che tra le associazioni di rilievo è stata l’unica a non sottoscrivere l’intesa, ha voluto sentire il parere dei propri iscritti, la maggior parte dei quali si è detta contraria alla riforma della contrattazione.

Il segretario generale della Cisl, Mario Medde, per evitare che passasse nell’opinione pubblica un messaggio distorto da interpretazioni di parte, ha chiarito i termini della vicenda.

«In Sardegna non si è registrato alcun referendum nelle aziende; forse la Cgil ha consultato i suoi iscritti. Ma è altra cosa dal referendum», ha chiarito il numero uno di via Ancona. «Nessuna delle trenta e più associazioni che hanno sottoscritto l’intesa risulta aver promosso un referendum. La CGIL dichiara invece che si è svolto e che i lavoratori sardi hanno bocciato l’accordo. Noi non siamo certamente distratti - ha precisato Medde - In tutte le assemblee precongressuali nei posti di lavoro e nelle leghe dei pensionati abbiamo discusso e ricevuto il massimo consenso dai nostri 151.522 mila iscritti sulla riforma della contrattazione». Quindi i lavoratori sardi non hanno bocciato la riforma della contrattazione.

Pertanto le affermazioni, fatte da qualche dirigente Cgil, circa il diniego dei lavoratori isolani all’accordo del gennaio scorso, per Mario Medde e per tutto il sindacato di via Ancona «non corrispondono a verità».

«La CGIL – aggiunge Medde - si arroga sempre il diritto di veto; in questo caso anche di fronte a una stragrande maggioranza di associazioni che hanno ritenuto utile e importante i contenuti della riforma della contrattazione. I verbali di cui parla il segretario generale della CGIL sono, probabilmente, quelli della sua organizzazione e hanno valore, evidentemente, per la sola CGIL. In Sardegna, rispetto ai numeri dichiarati dalla CGIL, restano fuori, tra i lavoratori attivi e pensionati, non meno di 800 mila persone la cui maggioranza, dubitiamo, è da ascrivere alle posizioni di Epifani».

La Cisl sarda ritiene che la riforma della struttura della contrattazione rappresenti un fatto storico e di enorme rilievo sociale perché produce effetti positivi sulle buste paga dei lavoratori e perché modifica l’indice «beffa» fissato dai governi sull’inflazione programmata. Si utilizzerà l’indice europeo molto più vicino all’andamento generale dei prezzi. Inoltre con la contrattazione di secondo livello si avranno benefici che riguarderanno la copertura economica dei nuovi contratti dal momento della firma, la riduzione della tassazione sui premi di produttività del secondo livello, la triennalità della contrattazione nazionale, con l’unificazione della parte economica con quella normativa. La condivisione di nuove regole per la certificazione della rappresentanza per la proclamazione degli scioperi, e l’approvazione delle piattaforme contrattuali e degli accordi, il rilancio della bilateralità. Il potenziamento delle relazioni industriali nel territorio e in azienda. Non è previsto alcun livellamento al ribas-so del salario definito dal contratto nazionale. La contrattazione territoriale e aziendale definita nella riforma rafforzerà il ruolo del sindacato e non cancellerà, ma rafforzerà i diritti dei lavoratori pubblici e privati. «L’iniziativa unilaterale della Cgil con la manifestazione romana del 4 aprile è un attacco – scrive Medde - alle scelte di quanti hanno sottoscritto l’intesa piuttosto che alle politiche del Governo. Di ben diverso tenore è l’apprezzamento espresso dal sindacato europeo sulla riforma contrattuale italiana, che suona invece come una bocciatura per il sindacato di Epifani».

La Cisl sarda sottolinea quanto espresso da Raffaele Bonanni e cioè «che la Cgil non può pensare di essere l’alfa e l’omega del sindacalismo italiano. Non è il solo sindacato, ma una delle grandi centrali sindacali, come la Cisl. La Cgil chiede di essere rispettata, ma rispetti anche le opinioni altrui».

La Cisl sarda ritiene invece indispensabile profondere ogni impegno unitario per contrastare la crisi economica e sociale che da anni nell’Isola produce nuovi poveri con una velocità impressionante. In questa direzione è importante che il sindacato costruisca le necessarie iniziative unitarie.

 

 

Riforma modello contrattuale e referendum Cgil/2. Una nota Cisl Cagliari        (dies 118/2009)

 

Cagliari - La Cisl cagliaritana è impegnata, da diversi mesi, nella celebrazione dei congressi confederali e di categoria. Sono centinaia, se non migliaia, le assemblee svolte nei luoghi di lavoro per discutere della linea politico sindacale della Cisl. E, naturalmente, tra gli argomenti più dibattuti c’è quello della riforma del modello contrattuale.

L’accordo firmato da Cisl, Uil, da altri sindacati e da quasi tutte le organizzazioni dei datori di lavoro, rappresenta un importante risultato conseguito a favore dei lavoratori.

Ciò è quanto emerso dal dibattito interno: si può affermare, senza tema di smentita, che i termini dell’accordo sono stati approfonditi, compresi, metabolizzati e accettati dalla gran parte degli iscritti della Cisl, né la bontà dell’accordo può essere inficiata da referendum messi in piedi dalla Cgil che pur vanta milioni di partecipanti in Italia e decine di migliaia in Sardegna. «E’, del resto, quanto meno singolare che una sigla organizzi un referendum per bocciare ciò che altri hanno fatto», commenta la segreteria territoriale Cisl Cagliari.

Alcuni risultati conseguiti dalla Cisl nel rinnovo delle RSU, in Sardegna ma anche in campo nazionale (vedi il caso delle Poste ma per stare al territorio cagliaritano anche i risultati conseguiti in alcuni Call Center) testimoniano che la Cisl tiene le posizioni, nonostante le difficoltà del momento sociale ed economico vissuto. «La Cisl – dice il segretario generale Fabrizio Carta - pratica la democrazia di mandato, innanzitutto dei propri iscritti e decide, sulla scorta del giudizio dei propri organismi, liberamente eletti dagli associati, se approvare o meno un accordo».

Certo, «di fronte alla demagogia, non sempre – si legge in una nota della Cisl cagliaritana - è agevole rispondere con il ragionamento ma, alla lunga, la coerenza e la serietà in genere pagano. E’ facile (ma una volta non era questo il metodo del sindacato autonomo, o meglio corporativo, tanto vituperato dal sindacato confederale?) aggiungere a tutti gli accordi sempre un più uno, ma poi si rischia di rimanere senza rinnovi contrattuali per anni. Ma non ci si può rassegnare ad una deriva che sembra dire: « Non si muove foglia che Cgil (o meglio Fiom) non voglia…Non si può pensare – commenta la Cisl di Cagliari - di parlare di unità sindacale, solo se si sia accondiscendenti alle volontà di una sola sigla sindacale, pur grande e importante». Quanto accaduto in questi giorni alla Piaggio, dove la Fiom ha perso un referendum vero, è sintomatico.

La Cisl, spiegano al secondo piano del numero 11 di via Ancona, sa che si è di fronte ad un momento di gravità eccezionale, dal punto di vista economico e sociale, ma sa anche che da anni l’accordo del luglio 1993, quello che regolava i rinnovi dei CCNL fino a qualche settimana fa, non è più riuscito, dopo qualche anno, a soddisfare l’esigenza di mantenere inalterato il potere d’acquisto dei salari. Tanto è vero che i salari netti degli italiani sono precipitati negli ultimi posti dell’Europa a 27.

L’accordo giunge dopo trattative unitarie che hanno seguito l’approvazione della piattaforma unitaria nel 2008, che rappresenta un punto di coesione, discusso nelle assemblee unitarie e approvato dagli organismi del sindacato.

Il suo contenuto è stato discusso non con il Governo, ma con la Confindustria e con le altre organizzazioni del lavoro e dell’impresa. Esso corrisponde per il 90% alla piattaforma presentata e raggiunge diversi obiettivi determinanti per i lavoratori.

Secondo i calcoli degli Uffici studi della Cisl, se fosse applicato in luogo delle regole del vecchio accordo, ci sarebbe un aumento di oltre il 2% al quale si aggiungono gli effetti della defiscalizzazione e decontribuzione del salario aziendale.

La firma dell’accordo del 22 gennaio scorso, tra l’altro sperimentale per 4 anni, è quindi figlio non di un capriccio o di un dispetto fatto alla CGIL, ma dell’applicazione pratica di un modello di sindacato che punta sul confronto a prescindere dal quadro politico di riferimento Un sindacato concreto e che cerca di raggiungere il miglior risultato utile.

L’alternativa a questo è un remake, un film già visto: un Governo di destra che spesso vive di preconcetti nei confronti dei lavoratori e del sindacato, ma dall’altra una parte del sindacato che vive di «niet», che ideologizza, a sua volta, i rapporti con il Governo e con la Confindustria. In cinque anni, tanti scioperi e manifestazioni, sicuramente belli, magari festosi, ma senza risultati da mettere in tasca. In realtà si lascia mano libera al Governo, senza incidere in alcun modo.

 

 

Congresso regionale Femca. Parte da Cagliari la richiesta di un tavolo nazionale per attuare l’Accordo di programma 2003 sulla chimica (dies 119/2009)

 

Cagliari - «Mi aspetto che il Presidente del Consiglio convochi al più preso, a Palazzo Chigi, il tavolo governativo per l’attuazione dell’Accordo di programma per la chimica in Sardegna, siglato nel 2003. Spero anche che il Presidente della Regione sarda, amico del premier, solleciti in tal senso». Con queste parole Sergio Gigli, segretario generale nazionale della Femca Cisl, sindacato dei chimici, ha concluso la settimana scorsa i lavori del 3° congresso regionale della categoria. I problemi posti dalla crisi economica internazionale a tutte le regioni, in Sardegna assumono dimensioni drammatiche. Non è una novità, ma la regola. Quali le ragioni? Anche a questo interrogativo ha cercato di rispondere il segretario generale dei chimici sardi, Gianni Basciu, nella relazione introduttiva davanti a 75 delegati provenienti da tutta la Sardegna.

«Dopo l’addio delle Partecipazioni statali, che hanno industrializzato l’isola con la chimica di base e il minero-metallurgico, creando fra i sardi una corretta cultura industriale, è iniziato – ha detto Basciu – lo smantellamento scientifico del sistema. Un’azione che dura 20 anni».

Per il segretario regionale chimici «Non è stata creata nessuna alternativa, né con la grande né con piccola e media industria; non è stata costruita una rete di infrastrutturale sufficiente, energia e trasporti sono il fiore all’occhiello della negatività, non ci sono convenienze per allocare in Sardegna nuove imprese, perciò la situazione è peggiorata di anno in anno creando condizioni di invivibilità per anziani e giovani, disoccupazione, precariato e nuova emigrazione».

La crisi avvolge tutto. Perfino il settore farmaceutico, che pure in Sardegna non registra neppure un’industria, con 200 degli oltre 800 informatori scientifici a rischio di perdere il lavoro. Quasi scontate le difficoltà dei comparti maggiormente dipendenti dagli alti e bassi dei mercati internazionali.

Non è il tempo della disperazione e delle gramaglie. Non servirebbero. Per Basciu si può invertire la tendenza. «La nostra regione – dice il segretario generale dei chimici sardi che lascia la leadership per raggiunti limiti di mandato – è una piattaforma di lancio al centro del Mediterraneo, ha la Saras, la più grande raffineria europea, il porto canale ritornato competitivo, possiede produzioni strategiche, alcuni siti importanti di chimica di base a Sarroch, Assemini, Portotorres e Ottana, tante medie e piccole industrie che hanno bisogno solamente di avere servizi ed energia a prezzi competitivi». La necessità di affrontare unitariamente, in un unico tavolo nazionale, l’emergenza Sardegna è stata ribadita dal segretario generale regionale, Mario Medde.

Basciu crede in due grande iniziative lanciate dall’ex Presidente Soru: Abbanoa Spa e Metanodotto. «Questa seconda opera probabilmente porterà – dice il segretario uscente - alla costruzione di un terzo polo energetico nel centro Sardegna, forse con una centrale a cogenerazione che permetterà di distribuire energia elettrica a prezzi competitivi».

Un messaggio, Basciu, lancia all’Eni: «Non sogni questa azienda di chiudere le produzioni di Polimeri Europa a Porto Torres: non passerà e dovrà fare i conti con i lavoratori».

 

 

Gianni Sainas nuovo segretario generale Fps di Cagliari (dies 120/2009)

 

Cagliari - Il Consiglio Generale della FPS cagliaritana ha eletto a grande maggioranza Gianni Sainas segretario generale della categoria. Il nuovo numero uno territoriale del pubblico impiego ha 49 anni, componente della segreteria uscente, proviene dal settore dei ministeriali, sostituisce Guido Deidda.

Su proposta del segretario generale, sono entrati a fare parte della segreteria Paolo Carminetto Sanna (Regione) e Antonietta Vacca (Sanità), mentre sono stati costituiti i dipartimenti con Remo Serri delle autonomie locali, Bruno Ugas del parastato e Antonio Rosa della sanità. Infine Sergio Ortu, del Comune di Cagliari, rappresenterà la FPS nel Consiglio Generale della UST di Cagliari. Presidente del collegio sindacale è stato nominato Paolo Angioni.

 

 

L’iniziativa della Cisl Fp: un’ora di lavoro a chi perde l’occupazione. Lanciato un fondo di solidarietà per le famiglie senza sostegno        (dies 121/2009

 

Cagliari - Un'ora di lavoro dei dipendenti pubblici da destinare a favore dei tanti colleghi del settore privato che la crisi ha lasciato senza lavoro e che non possono contare sui necessari interventi di sostegno. E' l'iniziativa lanciata dalla Cisl Funzione pubblica partita nei giorni scorsi in tutti gli enti e gli uffici pubblici d'Italia con lo slogan «Dai un'ora del tuo lavoro a chi lo ha perso».

«In un momento di grande difficoltà per i lavoratori del settore privato e per le loro famiglie ci sembra giusto promuovere – ha detto il segretario generale Fps - un gesto concreto di solidarietà nei loro confronti da parte dei dipendenti e dei professionisti delle amministrazioni pubbliche. Per questo abbiamo lanciato l'idea di un fondo di solidarietà finanziato attraverso il versamento volontario di un'ora di lavoro dei dipendenti pubblici e destinato a chi paga le conseguenze maggiori di questa crisi terribile, cioè i tanti lavoratori dell'industria e dei servizi privati rimasti senza occupazione e senza alcuna forma di supporto»

«Contro la crisi c'è chi va in piazza, a protestare e chi si mette una mano sul cuore e l'altra in tasca per dare un contributo a chi sta peggio» è stato sottolineato in riferimento alla manifestazione Cgil in programma il 4 aprile. «La protesta rappresenta, infatti, in questo momento un'azione fine a se stessa, la testimonianza di un malessere a cui non si sanno dare risposte. Noi preferiamo essere costruttivi e responsabili, donando un'ora del nostro lavoro a chi lo ha perso».

«Questa iniziativa – ha proseguito il segretario della Cisl Fp - assume un valore forte rispetto al senso di solidarietà e alla coscienza dei tanti professionisti pubblici spesso ingiustamente attaccati senza considerazione per la loro funzione e per lo spirito di servizio a favore del Paese».

«Ma segna anche la direzione giusta di un percorso sindacale che deve recuperare - conclude il segretario generale pubblico impiego Cisl - unità d'intenti non contro qualcuno o qualcosa, ma per qualcuno o qualcosa: cioè le persone che sono in difficoltà, la dignità del lavoro messa a dura prova dalla recessione, la sostenibilità di un modello economico e sociale che vogliamo più solidale».

 

Gimmi Uda nuovo segretario generale Fistel Cisl Sardegna (telecomunicazioni)           (dies/122/2009)

Cagliari - Gimmi Uda è stato eletto all'unanimità, segretario generale della FISTel-Cisl Sardegna, Federazione che rappresenta i settori dell’informazione, Spettacolo e Telecomunicazioni. Il nuovo segretario subentra ad Alessandro Gardelli, che ha ricoperto la carica di Segretario Generale negli ultimi 4 anni. Della segreteria regionale fanno parte Barbara Lai, Gianni Solinas e Giuseppe Pala.

 

 

Tagli nella scuola      (dies 123/2009)

 

Oristano - Il MIUR ha formalizzato nei giorni scorsi lo schema di Decreto Interministeriale sugli organici, la Circolare di trasmissione, il Decreto relativo alle nuove classi di abilitazione e alla composizione delle cattedre della scuola secondaria di I grado.

Ora sono ufficiali anche le soppressioni per il 2009/2010 contenute nelle apposite tabelle.

scuola dell'Infanzia 2.594 posti (situazione invariata). Scuola Primaria 6.065 posti (- 374). Scuola secondaria I grado 4.348 (- 677 ) di cui 248 spezzoni di seconda lingua comunitaria rapportati a cattedra di 18 ore). Scuola secondaria II grado 7.002 (- 604).

Totale 20.009 (- 1.665). Decremento in organico di fatto - 138. Totale decremento – 1.826) comprese 33 soppressioni di istituzioni autonome. Sostegno 2.485 (+ 490 In realtà i posti aggiuntivi sono posti finora attivati in organico di fatto.

«Ora aspettiamo – commenta Pino Ciulu, segretario Cisl scuola di Oristano - che il Direttore Generale assegni i posti alla Provincia per sapere quanto sarà il danno che la scuola oristanese dovrà sopportare».

 

 

Pasqua dei bancari    (dies 124/2009)

 

 Sassari - Anche quest’anno, per rafforzare ed estendere un appuntamento da 15 anni affermato tra i lavoratori degli Istituti di Credito presenti nella città, un gruppo di bancari si incontra per prepararsi alla celebrazione della Santa Pasqua. Al termine della giornata lavorativa del lunedì santo, viene offerta la possibilità di partecipare, nella chiesa del Rosario (ore 18,45) alla celebrazione Eucaristica, che quest’anno, sarà presieduta da don Luciano Salaris Assistente Regionale ACLI.

 

 

20 e 21 aprile 2009 a Quartu S. E. 10° Congresso Cisl Sardegna            (dies 125/2009)

 

Cagliari - Nei locali del Setar Hotel (camionabile per Villasimius) il 20 aprile inizieranno i lavori del 10° congresso della Cisl sarda. Slogan della manifestazione: «Persona, famiglia, diritti, lavoro, sviluppo. La Cisl per una Sardegna che cambia». La relazione del segretario generale Mario Medde inizierà alle ore 10,30. Alle 11,45 saluto del sindaco Gigi Ruggeri. A seguire gli interventi dei segretari generali di Cgil e Uil e del presidente di Confindustria. . Alle 13 parlerà il segretario generale confederale Raffaele Bonanni. Dibattito nel pomeriggio e prosecuzione dei lavori martedì 21 aprile. Alle 12,30 replica di Mario Medde. Discussione mozioni e dalle 15,30 votazioni per eleggere il Consiglio generale Cisl Sardegna e i delegati al congresso nazionale confederale. Alle 18,15 il Consiglio Generale eleggerà il segretario generale.

 

«DIES» augura agli amici lettori una felice Pasqua 2009