ANNO XXVII - NUMERO 10

30 marzo 2009  

 

dies 103

Finanziaria regionale 2009/1. Medde (Cisl): « Prefigurato un sistema di sicurezza sociale regionale più forte e attento ai problemi dei lavoratori, dei precari e degli anziani»

 

dies 104

Finanziaria 2009/2. Le proposte sindacali

 

dies 105

Eurallumina non va via dalla Sardegna. Accordo ministeriale e garanzie per i lavoratori

 

dies 106

Cisl regionale: «Opere pubbliche anche in Sardegna»

 

dies 107

Settore alimentare. I sindacati approvano piattaforma per rinnovo contratto

 

dies 108

Personale ATA - «Seconda posizione economica»: al via le procedure. Le domande dal 24 marzo al 22 aprile 2009

 

dies 109

Nuovo incidente sul lavoro al porto: il commento della Cisl cagliaritana/1

 

dies 110

Grave incidente sul lavoro al porto container: sciopero e duro commento della Fit in un comunicato stampa/2

 

dies 111

Polizia penitenziaria. Stato d’agitazione

 

dies 112

Cisl scuola. Chiesto un incontro con l’Assessore del Lavoro

 

dies 113

Il Piano scuola taglia in Sardegna 1655 posti

 

dies 114

Attività sindacale in Sardegna

 

Finanziaria regionale 2009/1. Medde (Cisl): « Prefigurato un sistema di sicurezza sociale regionale più forte e attento ai problemi dei lavoratori, dei precari e degli anziani»     (dies 103/2009)

Cagliari La Giunta regionale ha approvato, nella seduta di giovedì 26 marzo, il disegno di legge sulla Finanziaria 2009. Nel ddl, che dovrà andare per l’approvazione definitiva, in Consiglio regionale figurano molte proposte e richieste sindacali di notevole valenza politica. Al punto che il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, ha commentato: «Dal confronto Sindacati-Giunta potrebbe scaturire, se approvata dal Consiglio regionale, una Finanziaria per il 2009 che prefigura un sistema di sicurezza sociale regionale più forte e attento ai problemi dei lavoratori, dei precari e degli anziani. Sono state accolte, infatti, alcune proposte istitutive di nuovi strumenti e opportunità, che rappresentano un importante passo in avanti per attutire l’impatto negativo della crisi e difendere il reddito delle categorie sociali più svantaggiate».

La futura Finanziaria, infatti, prevede un sistema di ammortizzatori sociali, integrativo di quello nazionale, a favore dei lavoratori e precari che non beneficiano della normativa statale, un sostegno ai contratti di solidarietà, con interventi per le imprese e i lavoratori: si tratta di uno strumento che difende i livelli occupazionali in una fase di crisi transitoria per l’azienda. Altro punto rilevante per il sindacato, l’istituzione di un regime di aiuto e sostegno a favore dell’occupazione e di un fondo di garanzia per le fasce più deboli non in grado di sopportare un indebitamento da prestito bancario. Dopo quasi tre anni dalla sua istituzione, la prossima Finanziaria dedica una specifica posta di bilancio per avviare l’attività dell’Osservatorio sulle povertà. Coronata positivamente anche una lunga battaglia sostenuta dalla Cisl sarda, quella  cioè di estendere gli interventi finanziari anche a favore delle famiglie che hanno cura di un non autosufficiente. In Sardegna - dove i legami familiari sono particolarmente forti e l’istituzionalizzazione dei malati non autosufficienti, specialmente genitori, figli e parenti stretti, è l’extrema ratio cui si ricorre solamente nel caso di gravi patologie – sono centinaia le persone che assistono a tempo pieno un proprio familiare, quindi impossibilitate a lavorare, ad avere un reddito autonomo, perciò scoperte contributivamente. Una norma della Finanziaria prevede che la Regione versi all’Inps i contributi per attivare una copertura previdenziale per questi «samaritani» a tempo pieno. Tra i capitoli del ddl anche l’incremento dello stanziamento per interventi a favore dei ceti sociali più poveri (reddito di cittadinanza); un piano straordinario per la formazione professionale e per lo sviluppo delle risorse umane con uno stanziamento valutato in 100 milioni di euro; l’incremento degli stanziamenti per i cantieri comunali a favore delle categorie più deboli del mercato del lavoro.

Si è di fronte, dunque, a nuovi strumenti e opportunità da regolamentare, che necessitano ancora di un costante confronto tra Regione e Sindacati. Un confronto da sviluppare al più presto - dopo l’approvazione della manovra Finanziaria - per definire modalità e tempi di attuazione.

«Quanto proposto dal sindacato per la manovra finanziaria e di bilancio del 2009 della regione Sardegna rappresenta – dice Medde - un passo in avanti importante verso un’ulteriore rafforzamento dei diritti sociali, anche a livello regionale». Condizione necessaria è che le proposte inserite in Finanziaria diventino immediatamente operative attraverso la regolamentazione dei provvedimenti, la congruità delle risorse necessarie e una gestione che. in fase di attuazione, si rapporti ai soggetti interessati, in primo luogo gli enti locali, le famiglie e le rappresentanze sociali.

«Il federalismo imminente – aggiunge Medde - richiede una rivoluzione copernicana anche nella costruzione e gestione del sistema di tutela sociale: non più solo lo Stato che assiste e costruisce il benessere, ma anche la Regione, gli EE.LL e le società che contribuiscono a definire un sistema regionale di protezione sociale, attraverso la competenza, l’efficacia e l’efficienza delle istituzioni e l’apporto costante delle parti sociali e del volontariato».

 

Finanziaria 2009/2. Le proposte sindacali   (dies 104/2009)

 

Cagliari - Le segreterie regionali all’inizio del confronto con la Giunta regionale sulla manovra finanziaria e di bilancio per il 2009 avevano subito indicato come intendevano muoversi nella trattativa: bene la disponibilità manifestata dalla Giunta a un confronto costante e continuo con il sindacato, ma superare la fase di interlocuzione con il recepimento, da parte dell’Esecutivo regionale, dei punti più significativi delle proposte presentate da Cgil Cisl Uil.

«L’attuale fase economica e sociale, caratterizzata da un aumento del tasso di disoccupazione e dall’incremento delle vecchie e nuove povertà, da una crisi senza precedenti del tessuto industriale e produttivo, necessita, proprio a partire dalla Finanziaria – avevano detto i segretari generali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca - di risposte immediate alle diverse emergenze che rischiano, se non affrontate immediatamente, di incancrenirsi e di produrre ulteriori effetti negativi nell’economia e nella società sarda».

La Finanziaria regionale doveva pertanto contenere le risorse necessarie, gli strumenti e le misure adeguate a contrastare la disoccupazione, la precarietà del lavoro e le povertà, ma anche per interventi più strutturali. Come mettere a disposizione dei Comuni le risorse più adeguate per creare nel più breve tempo possibile il maggior numero di occasioni di lavoro (cantieri comunali, progetti straordinari di forestazione, bonifica di siti inquinati, ecc.); un programma straordinario di edilizia abitativa per l’anno 2009; un reale diritto allo studio attraverso un assegno di studio agli studenti fuori sede; riconferma con modifiche e adeguamenti della misura Master & Back; potenziare lo stanziamento per combattere la dispersione scolastica.

L’adeguamento delle risorse e l’individuazione degli strumenti per il sindacato dovevano riguardare gli incentivi all’occupazione e il relativo sostegno alle imprese, uno stanziamento di risorse adeguate per il reddito di cittadinanza, in grado di intervenire così a favore delle famiglie in stato di povertà, un incremento dello stanziamento per la non autosufficienza e le famiglie, l’istituzione di un sistema regionale di ammortizzatori sociali che intervengano anche a favore dei lavoratori esclusi dalla normativa nazionale, il sostegno ai contratti di solidarietà con interventi specifici per le imprese e i lavoratori, l’attuazione dell’Osservatorio sulle povertà e interventi a favore del micro credito per le fasce più povere e deboli, istituzione dell’albo regionale dei mediatori culturali e misure a sostegno dell’inclusione sociale ed economica degli immigrati, un piano straordinario di formazione professionale, sia per quel che concerne l’entità delle risorse, sia per quel che riguarda i tempi di attuazione, stabilizzazione dei lavoratori della formazione professionale di cui alla Legge regionale 47/79.

 

 

Eurallumina non va via dalla Sardegna. Accordo ministeriale e garanzie per i lavoratori         (dies 105/2009)

 

Cagliari – Eurallumina non va via della Sardegna. La fumata bianca venerdì 27 marzo, a Roma, al termine di una riunione al Ministero per le attività produttive che ha stabilito tempi della sospensione e garanzie per i lavoratori interessati. «La Cisl regionale e la Cisl territoriale del Sulcis-Iglesiente sono moderatamente soddisfatte – hanno commentato il segretario regionale Giovanni Matta e il segretario generale del Sulcis-Iglesiente, Fabio Enne, presenti all’incontro - per la firma del protocollo tra Governo, Regione, sindacati e azienda. Il documento fissa i tempi della sospensione dell’attività produttiva di Eurallumina e indica i tempi della ripresa e le modalità di intervento per riorganizzare gli impianti sotto il profilo tecnologico e produttivo».

I lavoratori diretti e dell’indotto potranno accedere agli strumenti di sostegno al reddito. Per i secondi interverrà la Regione con un apposito strumento.

Eurallumina non va via dalla Sardegna, e questo è certamente un risultato importante. La fermata tecnica di 12 mesi è determinata dalle condizioni negative del mercato che nel giro di pochi mesi ha subito una contrazione, a livello mondiale, pari al 20%.

«La Cisl ritiene indispensabile vigilare – hanno aggiunto Matta ed Enne - affinchè gli impegni assunti vengano tutti confermati, in modo tale che la Sardegna non perda un pezzo significativo dell’industria. Il risultato raggiunto si deve alla mobilitazione di queste ultime settimane. La mobilitazione, ora sospesa, verrà ripresa qualora gli impegni contenuti nel protocollo non dovessero trovare coerente e puntuale ».

 

Cisl regionale : «Opere pubbliche anche in Sardegna»     (dies 106/2009)

 

Cagliari – Non solo industria, ma anche opere infrastrutturali e pubbliche per rimettere in moto compiutamente il sistema produttivo ed economico sardo. La richiesta è della Cisl sarda con il segretario regionale Giovanni Matta, che chiede al Presidente della Regione la riapertura su questa materia di una tavolo istituzionale col Governo centrale.

«È sicuramente condivisibile – dice il sindacalista - l’idea più volte ribadita dal Governo nazionale in queste settimane di far ripartire l’economia agendo attraverso gli interventi sulle opere pubbliche. Non solo apprezzabile, ma anche necessaria vista la condizione del paese sul fronte delle infrastrutture. Ciò vale per l’Italia e soprattutto per la Sardegna, dove la qualità degli assetti infrastrutturali difetta alquanto relegando la nostra isola al quart’ultimo posto nella graduatoria della regioni».

Le rilevazioni effettuate dall’Istat a cavallo tra il 2007 e il 2008 evidenziano un distacco severo tra le dotazioni della Sardegna ed il resto del paese con una distanza dall’indice medio nazionale di 42 punti. Fatto 100 il dato generale la nostra realtà si ferma a 58. «Urge quindi uno scatto decisivo dell’amministrazione regionale – aggiunge Matta - affinché gli stanziamenti del Cipe del 6 marzo scorso, in specie quelli riferiti alle aree del Mezzogiorno tocchino anche la nostra isola».

Le varie intese sottoscritte in questi anni tra Regione Sardegna e Governo nazionale, da quello generale del 2002 a quello sulla mobilità del 2004, a quello del 2007 hanno bene evidenziato gli ambiti e le tipologie degli interventi quantificando pure il costo degli stessi.

La viabilità, specie la S.S.130 e la S.S.131 nella tratta Oristano Sassari, la rete ferroviaria, quella portuale costituiscono gli ambiti su cui occorre intervenire con assoluta urgenza. «Ma

tutte le intese sinora sottoscritte – dice il sindacalista - non sono state applicate e dal 2004 nessuna grande opera è stata appaltata. Solo recentemente l’Anas ha mandato in appalto alcuni lotti della 125 e della 131 tra Oristano e Cagliari, mentre il nord Sardegna è totalmente scoperto».

La CISL in più occasioni, non ultimo il breve confronto a Cagliari con il Presidente Berlusconi durante la campagna elettorale dello scorso febbraio, ha ribadito l’urgenza di dare continuità al verbale siglato a Palazzo Chigi il 10 luglio del 2007. In questo documento il capitolo infrastrutture assumeva una rilevanza specifica, anche perché l’abbattimento del divario infrastrutturale non solo costituisce una sicura occasione di lavoro diretto, ma rappresenta quell’impulso necessario per consolidare l’attuale sistema produttivo, quello industriale in primis.

 

 

Settore alimentare. I sindacati approvano piattaforma per rinnovo contratto    (dies 107/2009)

 

Cagliari - L'assemblea nazionale dei quadri e dei delegati di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, hanno approvato l'ipotesi di piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell'industria e della cooperazione alimentare. La piattaforma si basa, in particolare, sulla durata triennale del contratto; su una rivendicazione salariale di 173 euro e su un meccanismo di recupero negoziale durante la vigenza del triennio; su una maggiore e migliore contrattazione di secondo livello e su un importante lavoro di manutenzione della parte normativa. Il contratto è in scadenza il prossimo 31 maggio e coinvolge circa 400.000 lavoratori. Fai-Flai-Uila invieranno in tempi rapidi il testo della piattaforma alle controparti e sono già pronte all'avvio delle trattative per il rinnovo del contratto.

 

 

Personale ATA - «Seconda posizione economica»: al via le procedure. Le domande dal 24 marzo al 22 aprile 2009    (dies 108/2009)

 

Cagliari – Il Miur ha pubblicato sul proprio sito web l’Avviso (prot. n. 3787) con il quale, dando il via alle specifiche procedure, si conferma che «dal 24 marzo 2009 decorre il termine di trenta giorni per la presentazione delle domande di partecipazione alle procedure per l’attribuzione al personale ATA appartenente ai profili professionali di assistente amministrativo e di assistente tecnico della seconda posizione economica prevista dall’art. 2, comma 3, della sequenza contrattuale sottoscritta il 25 luglio 2008».

 

 

 

Nuovo incidente sul lavoro al porto: il commento della Cisl cagliaritana/1         (dies 109/2009)

 

Cagliari - Nella prima mattina del 26 Marzo 2009, si è verificato un nuovo grave incidente sul lavoro presso il porto di Cagliari, che ha colpito un dipendente della CLP.

Un Container movimentato dalla RTC durante la fase di sollevamento, a circa 8 metri da terra, si è sganciato dagli spreeder, i blocchi di aggancio, cadendo sopra una ralla di traino e schiacciando letteralmente la cabina. Fortunatamente il lavoratore, ricoverato in ospedale, non è in pericolo di vita.

«La Cisl di Cagliari denuncia ancora una volta – scrive il segretario territoriale Mimmo Contu - che sicurezza e tutela della salute sono condizioni irrinunciabili e devono essere esigibili e pretese dalla organizzazione aziendale. Uno dei più diffusi ma anche dei più sottovalutati mezzi di lavoro, i lavori di movimentazione a mezzo grù, ha causato ancora una volta un gravissimo incidente. Quello che poteva risolversi in un infortunio dalle lievi conseguenze si è trasformato in un gravissimo incidente che poteva essere anche mortale.

«Le gabbie di protezione – prosegue Contu - sono costruite proprio per difendere l’addetto alla guida da oggetti che possano colpirlo ma anche per evitare lo schiacciamento sotto il mezzo, a patto però di essere saldamente ancorati al sedile con una cintura di sicurezza o altri strumenti idonei.

«Mancanza di requisiti di sicurezza e mancanza di formazione: queste sembrano essere le cause dell’incidente, entrambe cause rimediabili ad un costo sicuramente inferiore a quello di una vita umana». Il giorno prima, ma presso la Raffineria della Saras a Sarroch, si era verificato un altro grave incidente, sempre con mezzi di movimentazione delle merci.

«Alla luce di questi fatti, è sconfortante apprendere – dice Contu - che in questi giorni, il Ministro del Lavoro Sacconi ha manifestato l’intenzione di intervenire, causa anche la crisi in atto, al fine di allentare le sanzioni previste dal testo unico su salute e sicurezza D.LGS 81/2008 - a causa di un mancato raggiungimento di un avviso comune tra le parti sociali».

 

 

Grave incidente sul lavoro al porto container: sciopero e duro commento della Fit in un comunicato stampa/2            (dies 110/2009)

 

Cagliari -Un container movimentato dalla RTG durante la fase di sollevamento, a circa 8 metri da terra, si è staccato dagli spreeder, i blocchi di aggancio, cadendo sopra una ralla di traino e schiacciando letteralmente la cabina. Pubblichiamo i passaggi più importanti della dichiarazione di Corrado Pani, segretario regionale Fit Trasporti.

 «Lavorare per vivere o rimanere in vita per lavorare? Di lavoro si muore….perché di precarietà si vive !!

«Sono alcune delle domande che in questo momento si stanno ponendo i lavoratori portuali del Porto Canale di Cagliari.

16 morti nel 2007, 50 infortuni al giorno e 3 morti al mese. È il tragico bilancio degli incidenti sul lavoro in Sardegna.

«Secondo i dati, provenienti dal Rapporto annuale della Direzione regionale dell'Inail, l’Isola non si discosta dalla media nazionale, ma le tre morti bianche per mese registrate nel 2007 collocano la Sardegna tra le regioni a più alto rischio. Gli ultimi dati per quanto riguarda il 2008 ci danno una flessione del 3% rispetto al 2007.

Tre morti dall’inizio dell’anno. A distanza di qualche mese dall’incidente che ha visto morire un altro lavoratore portuale, per non parlare di coloro coinvolti in incidenti con menomazioni fisiche permanenti, la Fit Cisl fa punto della situazione.

«Pensavamo che l’entrata in vigore del DLgs 81/2008 fosse una sorta di pioggia liberatrice dalle polveri e nebbie burocratiche che aleggiavano sull’argomento sicurezza. A quanto pare non è cosi.

«Rabbia ed impotenza ci pervadono, abbiamo leggi, procedure e sanzioni ma la gente continua a morire e a farsi molto male.

«L’Autorità portuale deve controllare quotidianamente che i protocolli vengano rispettati e sanzionare chi non lo fa, nonché applicare gli accordi sottoscritti. Analizzando il problema in casa nostra credo – aggiunge Carta – che un importante tema come la sicurezza nei porti, (citiamo anche il porto storico di via Roma, non solo il porto canale) vada portata all’attenzione sia dei massimi rappresentanti istituzionali sia di quelli amministrativi.

«Dobbiamo spezzare in ogni modo – aggiunge - l’incubo delle morti sul lavoro e degli incidenti che si ripropongono con inaccettabile frequenza all’interno delle strutture portuali.

«Non è più tollerabile accettare quello che è divenuta un’emergenza primaria, è necessario avviare un osservatorio sulla sicurezza nei porti capace di mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli interlocutori con il preciso intento di monitorare il lavoro e l’organizzazione nei porti.

Autorita’ portuale, Capitaneria, I.s.p.e.s.l., Asl, Comitato igiene e sicurezza, è arrivato il momento che ognuno di essi si assuma le proprie responsabilità e faccia la sua parte.

«La sicurezza dei lavoratori non è un optional sul quale bisogna discutere, bensì l’elemento cruciale di ogni processo produttivo. Non può esserci efficiente produttività e qualità laddove siano presenti incontrollate insidie che mettono a rischio quotidianamente la vita dei lavoratori».

 

 

Polizia penitenziaria. Stato d’agitazione      (dies 111/2009)

 

Cagliari - Mai come stavolta l’unità sindacale ha funzionato nel sistema penitenziario sardo, dove otto sigle hanno unanimemente proclamato lo stato d’agitazione. I lavoratori in divisa azzurra non ce la fanno più. Servono l’incremento degli organici, la modernizzazione degli edifici, mezzi efficienti e sicuri, anche risorse adeguate a «una normale operatività delle strutture penitenziarie sarde». Tutte le disfunzioni e le lacune si ripercuotono sul personale che vive nella costante emergenza. Quella degli organici, prima di tutto. Lo standard del personale previsto dal ministero per la Sardegna calcola 1324 unità (1220 uomini e 124 donne), ma i presenti in servizio sono 1158, quasi 200 in meno, di cui 133 assenti per malattia. Aumentano i detenuti, diminuiscono gli agenti, saltano molte volte i riposi settimanali e sale il numero dei giorni di ferie da smaltire. Qualche poliziotto nel suo kit personale si porta congedi ordinari arretrati dal 2005. Non meraviglia se lo stress, in un’attività altamente ansiogena, genera nuove assenze per malattie. «In questo quadro preoccupante – dice Ignazio Usai, segretario Fps – vi sono realtà nelle quali la situazione è più critica, come a Cagliari, Iglesias, Alghero, Sassari e nella colonia penale di is Arenas».

La situazione operativa degli Istituti sardi è ulteriormente aggravata da un organico assolutamente inadeguato anche dei profili professionali del comparto ministeri, cioè educatori, contabili, assistenti sociali, collaboratori amministrativi, tecnici, geometri, collaboratori d’Istituto. La pianta organica sarda in questo settore prevede 483 operatori. Possono presentarsi in servizio soltanto in 305, distribuiti tra 12 realtà penitenziarie, Provveditorato Regionale e scuola di formazione. Mancano all’appello  178 unità «che determinano la qualità dell’operatività nelle strutture penitenziarie. Il  più delle volte surrogate – dicono le OO.SS. - da personale di polizia penitenziaria sottratto ai compiti istituzionali, a detrimento dell’operatività nelle sezioni detentive».

Dopo tanto tempo si parla, finalmente, della costruzione di nuove carceri: le case circondariali di Cagliari, Oristano e Sassari sono quelle che stanno peggio. Al centro della città, edificate agli inizi del secolo scorso, non rispondo più ai bisogni di recupero e reinserimento sociale del detenuto.«Gli operatori degli istituti penitenziari della Sardegna – dicono i sindacati – sono insoddisfatti dell’attuale piano carceri, perché nulla è stato specificato rispetto ai tempi di attuazione delle nuove strutture penitenziarie della regione, i cui stanziamenti sono ritenuti inadeguati a garantire strutture conformi agli standard europei». «Gli operatori penitenziari – dicono i dirigenti regionali della Fps Cisl –non intendono condividere un percorso di apertura delle nuove strutture senza un confronto adeguato con i sindacati per stabilire le nuove dotazioni organiche necessarie».

Sindacati a 360 gradi sul sistema penitenziario sardo. Tutti i settori sono passati ai raggi ics. Sul tavolo del confronto di una concertazione che dovrà essere nazionale, i sindacati mettono tutto. Compreso l’organico della dirigenza penitenziaria, che manca di sei unità su 12 istituti. «I numeri dei dirigenti nominati consentono -–secondo i sindacati locali – di coprire in maniera capillare le realtà penitenziarie di tutto l’ambito nazionale e non solo della Sardegna». Più mezzi e risorse da assegnare agli istituti penitenziari sardi, potenziamento della scuola di formazione del personale di Monastir e passaggio effettivo della sanità penitenziaria dal Ministero di Grazia e Giustizia al Servizio sanitario nazionale sono gli altri punti della piattaforma rivendicativa messa in campo del pianeta penitenziario sardo.

 

 

Cisl scuola. Chiesto un incontro con l’Assessore del Lavoro       (dies 112/2009)

 

Cagliari – Il segretario generale della Cisl Scuola, Enrico Frau, ha chiesto

un incontro con il nuovo assessore del Lavoro, Maria Valeria Serra, per discutere una serie di problemi riguardanti la «sempre più critica situazione nella quale si trova il sistema della Formazione Professionale della Sardegna». La causa del malessere del settore è da ricercare, secondo Frau, nella mancanza di un Piano Regionale di Formazione Professionale, nell’ assenza della firma relativa alla CIGS in deroga per l'anno 2009 per gli operatori della

legge 47; nei licenziamenti in atto degli operatori della Legge 47/79 e di quelli ESIEA delle sedi di Selargius e Guspini; e, infine, nella mancata definizione dell'applicazione degli aspetti normativi/giuridici e contrattuali per il personale incluso nella lista speciale ex Lege 42/89.

 

Il Piano scuola taglia in Sardegna 1655 posti         (dies 113/2009)

Oristano – Grandina sulla scuola sarda. Sono stati resi noti i tagli che – come commenta amaramente Pino Ciulu, segretario generale Cisl scuola Oristano - «non hanno deluso» le aspettative. In Sardegna sono 1.655 i posti tagliati per il prossimo anno scolastico: una vera ecatombe che arriva dopo anni di razionalizzazione pesante che ha falcidiato le nostre scuole.

Sono 374 i tagli nella scuola primaria, 677 nelle scuole secondarie di primo grado, 604 nelle scuole secondarie di secondo grado.

«Quanti di questi tagli cadranno sulla provincia di Oristano, non è ancora noto, ma certamente c'è da aspettarsi una bella mazzata», dice Ciulu. .

Neppure i pensionamenti, che sono tanti (179), riusciranno probabilmente a coprire « i tagli».

«Sottolineiamo e ribadiamo che comunque i tagli incidono pesantemente sul servizio scolastico (oltre che sul personale) minandone la qualità e non solo la quantità. Siamo – conclude Ciulu - allo smantellamento della scuola sul territorio, alla desertificazione scolastica della Provincia».

 

L’attività sindacale in Sardegna dal 30 marzo al 3 aprile 2009     (dies 114/2009)

 

Lunedì 30 marzo

Cagliari: Usr. La segreteria regionale esamina la situazione politico-sindacale ( ore 10,30, via Ancona 1).

 

Mercoledì 1 aprile

Cagliari: Sicet. Trentacinque delegati provenienti da tutta la Sardegna partecipano al Congresso regionale del Sicet, sindacato inquilini aderente alla Cisl. Relazione d’apertura del segretario Giampaolo Carta ( ore 10, salone «Sechi», via Ancona 11).

 

Giovedì 2 aprile

 

Cagliari. Congresso Fistel. «Uniti nella solidarietà e nel cambiamento» è lo slogan del quarto congresso regionale dei lavoratori della Fistel- Cisl ( telecomunicazioni, stampa, call-center). Relazione del segretario Alessandro Gardelli, interventi della segreteria nazionale di categoria e del segretario generale Cisl Sardegna, Mario Medde ( Residence Ulivi e Palme, ore 10).