ANNO
XXVII - NUMERO 10
30
marzo 2009
dies
103
Finanziaria
regionale 2009/1. Medde (Cisl): « Prefigurato un sistema di sicurezza sociale
regionale più forte e attento ai problemi dei lavoratori, dei precari e degli
anziani»
dies
104
Finanziaria
2009/2. Le proposte sindacali
dies
105
Eurallumina
non va via dalla Sardegna. Accordo ministeriale e garanzie per i lavoratori
dies
106
Cisl
regionale: «Opere pubbliche anche in Sardegna»
dies
107
Settore
alimentare. I sindacati approvano piattaforma per rinnovo contratto
dies
108
Personale
ATA - «Seconda posizione economica»: al via le procedure. Le domande dal 24
marzo al 22 aprile 2009
dies
109
Nuovo
incidente sul lavoro al porto: il commento della Cisl cagliaritana/1
dies
110
Grave incidente sul lavoro al porto container: sciopero e
duro commento della Fit in un comunicato stampa/2
dies
111
Polizia
penitenziaria. Stato d’agitazione
dies
112
Cisl scuola. Chiesto un incontro con l’Assessore del Lavoro
dies
113
Il Piano scuola
taglia in Sardegna 1655 posti
dies
114
Attività
sindacale in Sardegna
Finanziaria
regionale 2009/1. Medde (Cisl): « Prefigurato un sistema di sicurezza sociale
regionale più forte e attento ai problemi dei lavoratori, dei precari e degli
anziani» (dies 103/2009)
Cagliari –
La futura
Finanziaria, infatti, prevede un sistema di ammortizzatori sociali, integrativo
di quello nazionale, a favore dei lavoratori e precari che non beneficiano
della normativa statale, un sostegno ai contratti di solidarietà, con
interventi per le imprese e i lavoratori: si tratta di uno strumento che
difende i livelli occupazionali in una fase di crisi transitoria per l’azienda.
Altro punto rilevante per il sindacato, l’istituzione di un regime di aiuto e
sostegno a favore dell’occupazione e di un fondo di garanzia per le fasce più
deboli non in grado di sopportare un indebitamento da prestito bancario. Dopo
quasi tre anni dalla sua istituzione, la prossima Finanziaria dedica una specifica
posta di bilancio per avviare l’attività dell’Osservatorio sulle povertà.
Coronata positivamente anche una lunga battaglia sostenuta dalla Cisl sarda,
quella cioè di estendere gli interventi
finanziari anche a favore delle famiglie che hanno cura di un non
autosufficiente. In Sardegna - dove i legami familiari sono particolarmente
forti e l’istituzionalizzazione dei malati non autosufficienti, specialmente
genitori, figli e parenti stretti, è l’extrema ratio cui si ricorre solamente
nel caso di gravi patologie – sono centinaia le persone che assistono a tempo
pieno un proprio familiare, quindi impossibilitate a lavorare, ad avere un
reddito autonomo, perciò scoperte contributivamente. Una norma della
Finanziaria prevede che
Si è di fronte, dunque, a nuovi strumenti e opportunità da regolamentare, che necessitano ancora di un costante confronto tra Regione e Sindacati. Un confronto da sviluppare al più presto - dopo l’approvazione della manovra Finanziaria - per definire modalità e tempi di attuazione.
«Quanto proposto dal sindacato per la manovra finanziaria e di bilancio del 2009 della regione Sardegna rappresenta – dice Medde - un passo in avanti importante verso un’ulteriore rafforzamento dei diritti sociali, anche a livello regionale». Condizione necessaria è che le proposte inserite in Finanziaria diventino immediatamente operative attraverso la regolamentazione dei provvedimenti, la congruità delle risorse necessarie e una gestione che. in fase di attuazione, si rapporti ai soggetti interessati, in primo luogo gli enti locali, le famiglie e le rappresentanze sociali.
«Il federalismo
imminente – aggiunge Medde - richiede una rivoluzione copernicana anche nella costruzione
e gestione del sistema di tutela sociale: non più solo lo Stato che assiste e
costruisce il benessere, ma anche
Finanziaria
2009/2. Le proposte sindacali (dies
104/2009)
Cagliari - Le segreterie regionali all’inizio del confronto con
«L’attuale fase economica e
sociale, caratterizzata da un aumento del tasso di disoccupazione e dall’incremento
delle vecchie e nuove povertà, da una crisi senza precedenti del tessuto
industriale e produttivo, necessita, proprio a partire dalla Finanziaria –
avevano detto i segretari generali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca -
di risposte immediate alle diverse emergenze che rischiano, se non affrontate
immediatamente, di incancrenirsi e di produrre ulteriori effetti negativi
nell’economia e nella società sarda».
L’adeguamento delle risorse
e l’individuazione degli strumenti per il sindacato dovevano riguardare gli
incentivi all’occupazione e il relativo sostegno alle imprese, uno stanziamento
di risorse adeguate per il reddito di cittadinanza, in grado di intervenire
così a favore delle famiglie in stato di povertà, un incremento dello
stanziamento per la non autosufficienza e le famiglie, l’istituzione di un
sistema regionale di ammortizzatori sociali che intervengano anche a favore dei
lavoratori esclusi dalla normativa nazionale, il sostegno ai contratti di
solidarietà con interventi specifici per le imprese e i lavoratori,
l’attuazione dell’Osservatorio sulle povertà e interventi a favore del micro
credito per le fasce più povere e deboli, istituzione dell’albo regionale dei
mediatori culturali e misure a sostegno dell’inclusione sociale ed economica
degli immigrati, un piano straordinario di formazione professionale, sia per
quel che concerne l’entità delle risorse, sia per quel che riguarda i tempi di
attuazione, stabilizzazione dei lavoratori della formazione professionale di
cui alla Legge regionale 47/79.
Eurallumina
non va via dalla Sardegna. Accordo ministeriale e garanzie per i lavoratori (dies 105/2009)
Cagliari – Eurallumina non va via della
Sardegna. La fumata bianca venerdì 27 marzo, a Roma, al termine di una riunione
al Ministero per le attività produttive che ha stabilito tempi della
sospensione e garanzie per i lavoratori interessati. «
I lavoratori
diretti e dell’indotto potranno accedere agli strumenti di sostegno al reddito.
Per i secondi interverrà
Eurallumina non va via dalla Sardegna, e questo è certamente un risultato importante. La fermata tecnica di 12 mesi è determinata dalle condizioni negative del mercato che nel giro di pochi mesi ha subito una contrazione, a livello mondiale, pari al 20%.
«
Cisl
regionale : «Opere pubbliche anche in Sardegna» (dies
106/2009)
Cagliari – Non solo industria, ma anche opere infrastrutturali e pubbliche per
rimettere in moto compiutamente il sistema produttivo ed economico sardo. La
richiesta è della Cisl sarda con il segretario regionale Giovanni Matta, che
chiede al Presidente della Regione la riapertura su questa materia di una
tavolo istituzionale col Governo centrale.
«È sicuramente condivisibile
– dice il sindacalista - l’idea più volte ribadita dal Governo nazionale in
queste settimane di far ripartire l’economia agendo attraverso gli interventi
sulle opere pubbliche. Non solo apprezzabile, ma anche necessaria vista la
condizione del paese sul fronte delle infrastrutture. Ciò vale per l’Italia e
soprattutto per
Le rilevazioni effettuate dall’Istat
a cavallo tra il 2007 e il 2008 evidenziano un distacco severo tra le dotazioni
della Sardegna ed il resto del paese con una distanza dall’indice medio nazionale
di 42 punti. Fatto 100 il dato generale la nostra realtà si ferma a 58. «Urge
quindi uno scatto decisivo dell’amministrazione regionale – aggiunge Matta -
affinché gli stanziamenti del Cipe del 6 marzo scorso, in specie quelli
riferiti alle aree del Mezzogiorno tocchino anche la nostra isola».
Le varie intese sottoscritte
in questi anni tra Regione Sardegna e Governo nazionale, da quello generale del
2002 a quello sulla mobilità del 2004, a quello del 2007 hanno bene evidenziato
gli ambiti e le tipologie degli interventi quantificando pure il costo degli
stessi.
La viabilità, specie
tutte le intese sinora
sottoscritte – dice il sindacalista - non sono state applicate e dal 2004
nessuna grande opera è stata appaltata. Solo recentemente l’Anas ha mandato in
appalto alcuni lotti della 125 e della 131 tra Oristano e Cagliari, mentre il
nord Sardegna è totalmente scoperto».
Settore
alimentare. I sindacati approvano piattaforma per rinnovo contratto (dies 107/2009)
Cagliari - L'assemblea nazionale dei quadri e dei delegati di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, hanno approvato l'ipotesi di piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell'industria e della cooperazione alimentare. La piattaforma si basa, in particolare, sulla durata triennale del contratto; su una rivendicazione salariale di 173 euro e su un meccanismo di recupero negoziale durante la vigenza del triennio; su una maggiore e migliore contrattazione di secondo livello e su un importante lavoro di manutenzione della parte normativa. Il contratto è in scadenza il prossimo 31 maggio e coinvolge circa 400.000 lavoratori. Fai-Flai-Uila invieranno in tempi rapidi il testo della piattaforma alle controparti e sono già pronte all'avvio delle trattative per il rinnovo del contratto.
Personale
ATA - «Seconda posizione economica»: al via le procedure. Le domande dal 24
marzo al 22 aprile 2009 (dies 108/2009)
Cagliari – Il Miur ha pubblicato sul proprio sito web l’Avviso (prot. n. 3787) con il quale, dando il via alle specifiche procedure, si conferma che «dal 24 marzo 2009 decorre il termine di trenta giorni per la presentazione delle domande di partecipazione alle procedure per l’attribuzione al personale ATA appartenente ai profili professionali di assistente amministrativo e di assistente tecnico della seconda posizione economica prevista dall’art. 2, comma 3, della sequenza contrattuale sottoscritta il 25 luglio 2008».
Nuovo
incidente sul lavoro al porto: il commento della Cisl cagliaritana/1 (dies 109/2009)
Cagliari - Nella prima
mattina del 26 Marzo 2009, si è verificato un nuovo grave incidente sul lavoro
presso il porto di Cagliari, che ha colpito un dipendente della CLP.
Un Container movimentato dalla RTC
durante la fase di sollevamento, a circa 8 metri da terra, si è sganciato dagli
spreeder, i blocchi di aggancio, cadendo sopra una ralla di traino e
schiacciando letteralmente la cabina. Fortunatamente il lavoratore, ricoverato
in ospedale, non è in pericolo di vita.
«
«Le gabbie di protezione – prosegue
Contu - sono costruite proprio per difendere l’addetto alla guida da oggetti
che possano colpirlo ma anche per evitare lo schiacciamento sotto il mezzo, a
patto però di essere saldamente ancorati al sedile con una cintura di sicurezza
o altri strumenti idonei.
«Mancanza di requisiti di sicurezza e
mancanza di formazione: queste sembrano essere le cause dell’incidente,
entrambe cause rimediabili ad un costo sicuramente inferiore a quello di una
vita umana». Il giorno prima, ma presso
«Alla luce di questi fatti, è
sconfortante apprendere – dice Contu - che in questi giorni, il Ministro del
Lavoro Sacconi ha manifestato l’intenzione di intervenire, causa anche la crisi
in atto, al fine di allentare le sanzioni previste dal testo unico su salute e
sicurezza D.LGS 81/2008 - a causa di un mancato raggiungimento di un avviso
comune tra le parti sociali».
Grave
incidente sul lavoro al porto container: sciopero e duro commento della Fit in
un comunicato stampa/2 (dies
110/2009)
Cagliari
-Un
container movimentato dalla RTG durante la fase di sollevamento, a circa 8
metri da terra, si è staccato dagli spreeder, i blocchi di aggancio, cadendo
sopra una ralla di traino e schiacciando letteralmente la cabina. Pubblichiamo
i passaggi più importanti della dichiarazione di Corrado Pani, segretario
regionale Fit Trasporti.
«Lavorare per vivere o rimanere in vita per
lavorare? Di lavoro si muore….perché di precarietà si vive !!
«Sono alcune delle domande che in questo
momento si stanno ponendo i lavoratori portuali del Porto Canale di Cagliari.
16 morti nel 2007, 50 infortuni al
giorno e 3 morti al mese. È il tragico bilancio degli incidenti sul lavoro in
Sardegna.
«Secondo i dati, provenienti dal
Rapporto annuale della Direzione regionale dell'Inail, l’Isola non si discosta
dalla media nazionale, ma le tre morti bianche per mese registrate nel 2007
collocano
Tre morti dall’inizio dell’anno. A
distanza di qualche mese dall’incidente che ha visto morire un altro lavoratore
portuale, per non parlare di coloro coinvolti in incidenti con menomazioni
fisiche permanenti,
«Pensavamo che l’entrata in vigore del
DLgs 81/2008 fosse una sorta di pioggia liberatrice dalle polveri e nebbie
burocratiche che aleggiavano sull’argomento sicurezza. A quanto pare non è
cosi.
«Rabbia ed impotenza ci pervadono,
abbiamo leggi, procedure e sanzioni ma la gente continua a morire e a farsi
molto male.
«L’Autorità portuale deve controllare
quotidianamente che i protocolli vengano rispettati e sanzionare chi non lo fa,
nonché applicare gli accordi sottoscritti. Analizzando il problema in casa
nostra credo – aggiunge Carta – che un importante tema come la sicurezza nei
porti, (citiamo anche il porto storico di via Roma, non solo il porto canale)
vada portata all’attenzione sia dei massimi rappresentanti istituzionali sia di
quelli amministrativi.
«Dobbiamo spezzare in ogni modo –
aggiunge - l’incubo delle morti sul lavoro e degli incidenti che si
ripropongono con inaccettabile frequenza all’interno delle strutture portuali.
«Non è più tollerabile accettare quello
che è divenuta un’emergenza primaria, è necessario avviare un osservatorio
sulla sicurezza nei porti capace di mettere attorno allo stesso tavolo tutti
gli interlocutori con il preciso intento di monitorare il lavoro e
l’organizzazione nei porti.
Autorita’ portuale, Capitaneria,
I.s.p.e.s.l., Asl, Comitato igiene e sicurezza, è arrivato il momento che
ognuno di essi si assuma le proprie responsabilità e faccia la sua parte.
«La sicurezza dei lavoratori non è un
optional sul quale bisogna discutere, bensì l’elemento cruciale di ogni
processo produttivo. Non può esserci efficiente produttività e qualità laddove
siano presenti incontrollate insidie che mettono a rischio quotidianamente la
vita dei lavoratori».
Polizia
penitenziaria. Stato d’agitazione (dies
111/2009)
Cagliari
- Mai come
stavolta l’unità sindacale ha funzionato nel sistema penitenziario sardo, dove
otto sigle hanno unanimemente proclamato lo stato d’agitazione. I lavoratori in
divisa azzurra non ce la fanno più. Servono l’incremento degli organici, la
modernizzazione degli edifici, mezzi efficienti e sicuri, anche risorse
adeguate a «una normale operatività delle strutture penitenziarie sarde». Tutte
le disfunzioni e le lacune si ripercuotono sul personale che vive nella
costante emergenza. Quella degli organici, prima di tutto. Lo standard del
personale previsto dal ministero per
La situazione operativa degli Istituti sardi è
ulteriormente aggravata da un organico assolutamente inadeguato anche dei
profili professionali del comparto ministeri, cioè educatori, contabili,
assistenti sociali, collaboratori amministrativi, tecnici, geometri,
collaboratori d’Istituto. La pianta organica sarda in questo settore prevede
483 operatori. Possono presentarsi in servizio soltanto in 305, distribuiti tra
12 realtà penitenziarie, Provveditorato Regionale e scuola di formazione.
Mancano all’appello 178 unità «che
determinano la qualità dell’operatività nelle strutture penitenziarie. Il più delle volte surrogate – dicono le OO.SS.
- da personale di polizia penitenziaria sottratto ai compiti istituzionali, a
detrimento dell’operatività nelle sezioni detentive».
Dopo tanto tempo si parla,
finalmente, della costruzione di nuove carceri: le case circondariali di
Cagliari, Oristano e Sassari sono quelle che stanno peggio. Al centro della
città, edificate agli inizi del secolo scorso, non rispondo più ai bisogni di
recupero e reinserimento sociale del detenuto.«Gli operatori degli istituti
penitenziari della Sardegna – dicono i sindacati – sono insoddisfatti
dell’attuale piano carceri, perché nulla è stato specificato rispetto ai tempi
di attuazione delle nuove strutture penitenziarie della regione, i cui
stanziamenti sono ritenuti inadeguati a garantire strutture conformi agli
standard europei». «Gli operatori penitenziari – dicono i dirigenti regionali
della Fps Cisl –non intendono condividere un percorso di apertura delle nuove
strutture senza un confronto adeguato con i sindacati per stabilire le nuove
dotazioni organiche necessarie».
Sindacati a 360 gradi sul
sistema penitenziario sardo. Tutti i settori sono passati ai raggi ics. Sul
tavolo del confronto di una concertazione che dovrà essere nazionale, i
sindacati mettono tutto. Compreso l’organico della dirigenza penitenziaria, che
manca di sei unità su 12 istituti. «I numeri dei dirigenti nominati consentono
-–secondo i sindacati locali – di coprire in maniera capillare le realtà
penitenziarie di tutto l’ambito nazionale e non solo della Sardegna». Più mezzi
e risorse da assegnare agli istituti penitenziari sardi, potenziamento della
scuola di formazione del personale di Monastir e passaggio effettivo della
sanità penitenziaria dal Ministero di Grazia e Giustizia al Servizio sanitario
nazionale sono gli altri punti della piattaforma rivendicativa messa in campo
del pianeta penitenziario sardo.
Cisl scuola. Chiesto un incontro con l’Assessore del Lavoro (dies 112/2009)
Cagliari – Il segretario generale della Cisl Scuola,
Enrico Frau, ha chiesto
un incontro con il nuovo
assessore del Lavoro, Maria Valeria Serra, per discutere una serie di problemi
riguardanti la «sempre più critica situazione nella quale si trova il sistema
della Formazione Professionale della Sardegna». La causa del malessere del
settore è da ricercare, secondo Frau, nella mancanza di un Piano Regionale di
Formazione Professionale, nell’ assenza della firma relativa alla CIGS in
deroga per l'anno 2009 per gli operatori della
legge 47; nei licenziamenti in
atto degli operatori della Legge 47/79 e di quelli ESIEA delle sedi di
Selargius e Guspini; e, infine, nella mancata definizione dell'applicazione
degli aspetti normativi/giuridici e contrattuali per il personale incluso nella
lista speciale ex Lege 42/89.
Il Piano scuola
taglia in Sardegna 1655 posti (dies
113/2009)
Oristano – Grandina sulla scuola sarda. Sono stati resi noti i tagli che –
come commenta amaramente Pino Ciulu, segretario generale Cisl scuola Oristano -
«non hanno deluso» le aspettative. In Sardegna sono 1.655 i posti tagliati per
il prossimo anno scolastico: una vera ecatombe che arriva dopo anni di
razionalizzazione pesante che ha falcidiato le nostre scuole.
Sono
374 i tagli nella scuola primaria, 677 nelle scuole secondarie di primo grado,
604 nelle scuole secondarie di secondo grado.
«Quanti
di questi tagli cadranno sulla provincia di Oristano, non è ancora noto, ma
certamente c'è da aspettarsi una bella mazzata», dice Ciulu. .
Neppure
i pensionamenti, che sono tanti (179), riusciranno probabilmente a coprire « i
tagli».
«Sottolineiamo
e ribadiamo che comunque i tagli incidono pesantemente sul servizio scolastico
(oltre che sul personale) minandone la qualità e non solo la quantità. Siamo –
conclude Ciulu - allo smantellamento della scuola sul territorio, alla
desertificazione scolastica della Provincia».
L’attività
sindacale in Sardegna dal 30 marzo al 3 aprile 2009 (dies 114/2009)
Lunedì
30 marzo
Cagliari:
Usr. La segreteria regionale
esamina la situazione politico-sindacale ( ore 10,30, via Ancona 1).
Mercoledì
1 aprile
Cagliari:
Sicet. Trentacinque delegati
provenienti da tutta
Giovedì
2 aprile
Cagliari.
Congresso Fistel. «Uniti nella
solidarietà e nel cambiamento» è lo slogan del quarto congresso regionale dei
lavoratori della Fistel- Cisl ( telecomunicazioni, stampa, call-center).
Relazione del segretario Alessandro Gardelli, interventi della segreteria
nazionale di categoria e del segretario generale Cisl Sardegna, Mario Medde (
Residence Ulivi e Palme, ore 10).