ANNO XXVII - NUMERO 08

16 marzo 2009

 

dies 81

Medde (Cisl): «La Giunta Cappellacci deve fare presto e bene»

 

dies 82

Sciopero nel Sulcis Iglesiente. In 20 mila contro la crisi dell’industria e del territorio

 

dies 83

Congresso Medio Campidano/1. Dopo 16 anni ritorna la UST Cisl

 

dies 84

Congresso Medio Campidano/2. Lo sviluppo dal lavoro comune. Relazione di Sergio Concas

 

dies 85

Congresso Medio Campidano/3. Infrastrutture per rilanciare il territorio. Intervento di Edoardo Bizzarro

 

dies 86

Banca di Credito Sardo: Cisl e Fiba: «Il nuovo Istituto deve svolgere azioni di sostegno allo sviluppo della Sardegna»

 

dies 87

Incarichi di segreteria nella Fnp regionale

 

dies 88

Il Consiglio Generale della Fnp CISL regionale

 

dies 89

Segreteria e Consiglio generale Fnp Sulcis Iglesiente

 

dies 90

Personale ATA. Accordo Nazionale sulla «seconda posizione economica». Le domande dal 24 marzo al 22 aprile

 

dies 91

Marrubiu. Stato d’agitazione personale scuola dell’infanzia

 

 

 

 

Medde (Cisl): «La Giunta Cappellacci deve fare presto e bene»            (dies 81/2009)

 

Cagliari - «Presto e bene»: in queste due parole la sintesi dell’azione di governo che la Cisl sarda si attende dal nuovo Presidente della Regione. Il segretario generale Mario Medde: «Adesso che il Presidente della Regione ha messo a punto anche la Giunta, è necessario fare presto e bene: sia per dare il via immediatamente alle politiche e agli interventi necessari per mettere la Sardegna e i Sardi in condizioni di affrontare la pesante crisi indotta dalla situazione economica internazionale e dalle debolezze strutturali del sistema produttivo regionale, sia per rispondere alle aspettative suscitate dagli impegni assunti dal nuovo Governatore».

Secondo il sindacato di via Ancona la variabile tempo non è un elemento secondario per uscire dall’emergenza, così come l’individuazione precisa delle priorità programmatiche che la Giunta dovrà adottare nella sua azione.

Un primo segnale importante è atteso fin dalla prossima manovra Bilancio e dalla Finanziaria 2009 che dovranno, secondo la Cisl, mettere in campo provvedimenti significativi di contrasto della povertà e politiche di lavoro rapportate ai numeri della disoccupazione e della precarietà. La condotta della Cisl sarà quella tradizionale: «Come sempre, giudicheremo – conclude Medde - l’operato della Giunta non dal suo colore politico-partitico, ma dalla capacità di risolvere presto e bene i problemi».

 

 

Sciopero nel Sulcis Iglesiente. In 20 mila contro la crisi dell’industria e del territorio   (dies 82/2009)

 

Carbonia - Dare un futuro al Sulcis-Iglesiente. Un obiettivo che venerdì 13 marzo sono valsi una giornata di sciopero generale intorno a Cgil, Cisl e Uil, 24 ore di mobilitazione totale e l’adesione di un lungo elenco di categorie produttive (Coldiretti, Cia, Confcommercio, Cna, Confartigianato, Apisarda, Confesercenti, Consorzio fieristico sulcitano), organizzazioni di volontariato, associazioni di categoria, chiesa, sindacato dei tabaccai e oltre 20 mila manifestanti. La crisi del sistema industriale del polo di Portovesme, con 1500 lavoratori in cassa integrazione, la fermata dell’Eurallumina, la minaccia di ridimensionamenti produttivi nella filiera dello zinco, rischia di portare al collasso tutto il territorio. Non è un caso che, unitamente ai sindacati, tra i più impegnati animatori delle proteste ci siano i sindaci dei 23 comuni della provincia sulcitana, che a turno stazionano da due settimane in piazza Montecitorio per richiamare l’attenzione della Camera e del Governo sulla crisi del territorio. I primi cittadini, infatti, vedono lentamente sgretolarsi sotto i loro occhi il sistema civile locale: i giovani riprendono la strada dell’emigrazione, i paesi si spopolano, incertezza e disagio economico-sociale diventano comune denominatore, si riduce, quando non si spegne del tutto, ogni dinamica culturale. In tutta la provincia della Sardegna sud-occidentale su una popolazione di 132.000 abitanti, il tasso di disoccupazione supera il 25%, 25.000 persone lavorano e 24.800 lo cercano

“Non ci vuole molto per capire, come la Cisl ripete da anni – dice il segretario generale Mario Medde – che la causa della maggior parte dei mali di cui soffre la Sardegna è da ricercare nella mancanza di lavoro. Si rimettano in moto i meccanismi che generano occupazione e si vedrà che la povertà diminuirà, i giovani rimarranno nell’isola, lo spopolamento verrà frenato, i comuni piccoli e grandi ricominceranno a vivere”.

Il colpo di grazia al sistema Sulcis l’ha dato la crisi dell’Eurallumina, un colosso in funzione da 40 anni, per decenni status symbol e meta desiderata di ogni diplomato sulcitano. Dal primo di aprile metterà quasi 400 lavoratori in Cig per un anno. Resteranno in attività, a turno, 60 operai per assicurare la manutenzione ordinaria. La Rusal, la multinazionale russa proprietaria dello stabilimento di Portovesme, non ce la fa più a tenere il passo della crisi. Mercoledì 11 marzo, alle 9,42, la direzione aziendale ha ordinato di staccare la spina agli impianti in attività dal 1970 e ha fermato la centrale termica. Per oltre 700 operai impegnati (quasi 400 diretti, i restanti nel libro matricola delle imprese d’appalto) è la fine di una storia. Sindacati e Regione tentano con tutte le forze di scrivere un altro epilogo, che porti dallo stand by tecnico a una ripresa delle attività. Nei prossimi giorni una serie di incontri tecnici per mettere a punto un protocollo d’intesa ed evitare la serrata. Il 23 marzo la riunione definitiva.

La possibile caduta di quello che sembrava un monumento “aere perennius”, eterno, ha allarmato il sindacato, giacché molti sono gli scricchiolii provenienti dal polo industriale sulcitano dove oggi operano 6500 lavoratori, il doppio solamente una decina di anni fa. I più pericolosi li denuncia da diversi anni la Glencore, multinazionale svizzera proprietaria della Portovesme srl. Da tempo questa società chiede tariffe energetiche competitive, la realizzazione di un parco eolico a Portovesme e la firma di un protocollo d’intesa per investire 150 milioni di euro nel raddoppio delle celle per la produzione di zinco elettrolitico. «Con gli attuali prezzi dello zinco sul mercato è impossibile – dicono i dirigenti della Portovesme srl –  tenere il passo della concorrenza». Tra due mesi la prossima verifica, quella finale, forse decisiva anche per questo stabilimento.

 

 

Congresso Medio Campidano/1. Dopo 16 anni ritorna la UST Cisl         (dies 83/2009)

 

Villacidro – E’ iniziata mercoledì 11 marzo una nuova avventura sindacale. Un territorio di 28 comuni, la Provincia del Medio Campidano, è diventato Unione sindacale territoriale. Dopo quella dell’Ogliastra, con i suoi poco più di 51 mila abitanti è la più piccola Ust dell’isola. In quest’angolo di Sardegna, in quel che fu – con la Sicilia e l’Africa - uno dei granai di Roma repubblicana e imperiale, si è ricostituita una nuova struttura confederale. Come nel 1981 quando poco meno di 5 mila iscritti furono incaricati di far attecchire e prosperare la Cisl a destra e sinistra della “Carlo Felice”. Un esperimento durato 13 anni, seguito dall’ l’accorpamento a Cagliari. L’11 marzo la ripartenza.

Al battesimo di questa Unione, che porta a 8, come 16 anni fa, le UST sarde, c’era tutta la Cisl: la confederazione nazionale con Sergio Bellini, la segreteria regionale guidata dal segretario generale Mario Medde e da Oriana Putzolu, che ha presieduto il congresso, la segreteria territoriale-madre, con Fabrizio Carta e Mimmo Contu. Un sindacato che si radica in una realtà chiama anche le coscienze più avvertite e sensibili: come la Chiesa, con il vescovo Giovanni Dettori e il responsabile della pastorale del lavoro, Petronio Floris. Come il Presidente della Provincia, Fulvio Tocco, e il sindaco di Villacidro. La Cisl ha messo subito sui binari giusti la locomotiva. Edoardo Bizzarro, 48 anni, sindacalista di lungo corso con esperienze maturate nel pubblico impiego e per 12 anni nella segreteria territoriale della Cisl di Cagliari, è stato eletto a larga maggioranza macchinista del treno sindacale che sta per lasciare la stazione. Con lui in segreteria Battistina Pusceddu (del pubblico impiego) e Giuseppe Ledda, esperto sindacalista proveniente dal settore chimico.

Il nuovo segretario non parte da zero. Sergio Concas, per tutti «vero volto della Cisl nel territorio», in questi anni ha preparato il terreno. In accordo con la segreteria cagliaritana ha allungato i vecchi binari – la sede, le prime categorie (edili, metalmeccanici, chimici, Ugc, Fnp), i servizi (Inas e Adiconsum) – ha creato la rete delle relazioni politiche e sindacali con comuni, provincia, Chiesa; ha fatto risuonare la voce Cisl tra le antiche ciminiere della piana di Villacidro, negli uffici e nelle strutture ospedaliere.

Il lavoro non mancherà al nuovo segretario: la Provincia del Medio Campidano occupa gli ultimi posti della graduatoria nazionale, precisamente il 98°, con un reddito medio di 10.054 euro. Il tasso di disoccupazione sfiora il 20%; lavoro per lo più precario e mal retribuito; elevato indice di vecchiaia e di povertà; alto tasso di spopolamento e di emigrazione; ridotta dimensione delle imprese. Per Sergio Concas la formula vincente per superare la crisi è lavorare insieme: imprese, istituzioni, sindacati, forze sociali. Edoardo Bizzarro è d’accordo.

 

 

Congresso Medio Campidano/2. Lo sviluppo dal lavoro comune. Relazione di Sergio Concas            (dies 84/2009)

 

Villacidro – Sergio Concas, l’uomo della Cisl nel Medio Campidano, nella sua relazione d’apertura ha fotografato la situazione economico- sociale del territorio. Con molto realismo, ma anche con la convinzione che i numeri del malessere possono essere modificati in meglio se si metteranno insieme sforzi, risorse culturali e finanziarie, privilegiando gli obiettivi comuni rispetto alle visioni parziali. La situazione socio economica del Medio Campidano è in parte analoga a quella delle altre Provincie sarde: un elevato tasso di disoccupazione, circa il 20%; scarsa qualità del lavoro, per lo più precario e mal retribuito; elevato indice di vecchiaia e di povertà; alto tasso di spopolamento e di emigrazione; reddito medio al di sotto della media regionale ed una ridotta dimensione delle imprese.

Relativamente al lavoro dipendente il 20% è impiegato nelle attività manifatturiere, il 18% nelle costruzioni, il 37% nel commercio, il 6% nel settore alberghiero ed il resto nei servizi vari.

Dagli anni Novanta il tessuto produttivo ha subito un drastico cambiamento. «Prima il lavoro dipendente – ha detto Concas - era strettamente legato alla grande industria, oggi l’82% dei dipendenti opera in aziende con meno di 19 dipendenti, di cui il 70% sotto i 10 dipendenti. Solo il 18% degli addetti opera ancora in imprese con più di 20 dipendenti. Inoltre, il 55% dei lavoratori opera in ditte individuali, il 20% in società di persone, il 15% in società di capitali ed il 10% in cooperative.

«Questi dati – ha aggiunto Concas - confermano il nostro convincimento sulla necessità di coinvolgere tutti i soggetti economici e sociali del territorio sulla programmazione dello sviluppo». Una convinzione, questa, ormai diventata patrimonio unitario del sindacato territoriale, riconfermata con il convegno di Cgil, Cisl e Uil «Lavorare insieme a una nuova idea di sviluppo» del 22 giugno 2007.

L’unità di intenti non nasce per un improvviso miracolo. Marciare tutti nella stessa direzione è frutto di un lavoro assiduo e costante nel tempo. «La stessa istituzione della Provincia del Medio Campidano, voluta prima di tutto dal sindacato, doveva agevolare – secondo Concas - la capacità di programmazione per la valorizzazione del territorio, raccogliere e coordinare le potenzialità che ciascun comune è in grado di esprimere. Ma quella realizzata non è la Provincia a cui pensavamo». Si puntava ad una «Provincia nuova», rispetto a quelle conosciute, in grado veramente di autodeterminare lo sviluppo. «Se non vogliamo che scompaia in fretta o si riduca a carrozzone – ha precisato il sindacalista di Montevecchio - dobbiamo riempirla di contenuti e continuare nel processo di costituzione dell’unità territoriale che ancora stenta a realizzarsi». «L’esperienza, per esempio, sul Piano di Sviluppo, sui PLUS, ha messo in evidenza – ha spiegato Concas - lo scollamento che continua ad esistere tra i Comuni e non si riesce veramente ad agire in modo collettivo. Occorre insistere soprattutto in una fase di grande crisi, come quella che viviamo. C’è tanto da fare sul piano economico e sociale».

Negli ultimi anni gli Enti Locali hanno visto accrescere le loro competenze, spesso accompagnate anche da nuove risorse. E’ accresciuto il potere dei sindaci e presidenti, eletti in maniera presidenziale. «Speso capita – ha concluso Concas - che la stabilità delle Amministrazioni e l’elezione diretta dei capi degli esecutivi diventi la motivazione per evitare il confronto con le rappresentanze sociali e la pratica del principio di sussidiarietà. La democrazia, non si esaurisce al momento del voto, va praticata tenendo conto dell’apporto sussidiario delle rappresentanze sociali».

 

 

Congresso Medio Campidano/3. Infrastrutture per rilanciare il territorio. Intervento di Edoardo Bizzarro    (dies 85/2009)

 

Villacidro- Il nuovo segretario generale del Medio Campidano, Edoardo Bizzarro, non ha atteso l’elezione per presentare le direttrici sindacali della sua azione. Ma, nel suo intervento subito dopo il saluto degli ospiti, delle autorità (il vescovo Giovanni Dettori, il presidente della Provincia Fulvio Tocco) e dei rappresentanti di altre organizzazioni sindacali, ha indicato alcuni obiettivi della nuova Ust. «Noi immaginiamo - ha detto Bizzarro -  un territorio dall’economia vivace, in cui fervono attività agricole, pastorali, artigianali, di trasformazione, l’artigianato, il turismo e i servizi, senza rinnegare l’industria, convinti che anch’essa abbia un ruolo importante per la crescita del territorio. Per questo riteniamo non si debba precludere la delocalizzazione in questo territorio di aziende manifatturiere».

Tutto questo però – secondo il sindacalista - non potrà realizzarsi senza la creazione di opere infrastrutturali adeguate, che permettano di integrare i vari settori di sviluppo. Le infrastrutture, infatti, rappresentano la condizione necessaria per determinare un’effettiva inversione di tendenza della crisi in atto. È evidente che occorre ridurre i costi energetici, rendere più agevole la viabilità, creare una rete di trasporto pubblico che permetta il collegamento tra i vari Comuni, ampliare la rete ferroviaria e la rete irrigua.

«Abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere che, per far progredire il sistema economico e sociale di un territorio risulta decisivo - ha aggiunto Bizzarro - anche il ruolo della Pubblica Amministrazione, che deve puntare sulle competenze, sull’efficienza e sull’efficacia della propria azione. Ciò significa disporre di risorse umane in grado di rispondere alle sollecitazioni provenienti dal nuovo quadro normativo. Questo impone, da parte dei lavoratori, il possesso di molteplici capacità: interpretare i bisogni espressi dalla comunità, saper elaborare progetti per rispondere ad essi e saperlo fare superando forme di lavoro individuali in favore di modalità che privilegino la collaborazione tra soggetti diversi; saper fare sistema».

Perché ciò si realizzi è necessario dotare la Provincia e i Comuni, soggetti centrali del protagonismo territoriale, di personale e di strumenti adeguati alle funzioni e ai compiti previsti dalle norme.

L’Ust del Medio Campidano rivendicherà la realizzazione di percorsi formativi, che forniscano al lavoratore della Pubblica Amministrazione le competenze necessarie per svolgere tutte le funzioni innovative richieste, e l’ampliamento delle dotazioni organiche, in relazione soprattutto alle figure con compiti di definizione di piani e programmi.

«Se da un lato emergono carenze della Pubblica Amministrazione non addebitabili esclusivamente alle responsabilità degli amministratori locali, dall’altro – ha aggiunto Bizzarro -  registriamo disfunzioni in ordine a servizi pubblici di grande rilevanza, attribuibili alla loro diretta responsabilità. E’ il caso dei Centri Servizi per il Lavoro, che a tutt’oggi non hanno un assetto organizzativo definito, con confusioni e talvolta conflitti tra le competenze riguardanti i servizi tradizionali e i servizi innovativi che la legge 20 del dicembre del 2005 ha istituito».

«In un territorio ad alto tasso di dispersione scolastica e di disoccupazione, non ci possiamo permettere – ha concluso il nuovo segretario generale - ulteriori ritardi nella definizione delle funzioni di questo servizio, rispetto al quale la Provincia deve assumere il ruolo di soggetto titolato a coordinare le politiche attive del lavoro».

 

 

Banca di Credito Sardo: Cisl e Fiba: «Il nuovo Istituto deve svolgere azioni di sostegno allo sviluppo della Sardegna»      (dies 86/2009)

 

Cagliari – Non c’erano, perché non invitati, i lavoratori alla cerimonia di presentazione della Banca di Credito Sardo. «Evidentemente – è stato il commento del segretario regionale, Giovanni Matta, e del segretario regionale Fiba, Tonino Usai - gli oltre mille lavoratori della nuova Banca e le centinaia di migliaia di iscritti dei sindacati confederali non vengono considerati strategici dalla dirigenza dell’Istituto di Credito».

Il 9 marzo 2009 è nata la Banca di Credito Sardo, frutto della cessione dell’intera rete commerciale di Intesa Sanpaolo in Sardegna alla oramai ex Banca CIS. Il nuovo soggetto è stato presentato ufficialmente giovedì 5 marzo presso l'auditorium della Banca CIS a Cagliari. Per l’occasione erano presenti i vertici della capogruppo Intesa Sanpaolo al gran completo. C’erano in tanti, ma non i rappresentanti dei lavoratori. «Spiace dover rilevare – aggiungono Matta e Usai - che non è la prima volta che ciò accade. Infatti in occasione del giro d’Italia che tempo fa effettuò l’Amministratore Delegato, Corrado Passera, i sindacati aziendali ebbero modo di stigmatizzare con un comunicato il mancato coinvolgimento»

«Questi episodi –evidenziano in una nota i due sindacalisti Cisl - chiariscono quale concezione del ruolo dei lavoratori e delle loro rappresentanze abbia la dirigenza del gruppo bancario Intesa Sanpaolo, con buona pace per le dichiarazioni sul ruolo strategico e sull'importanza del cosiddetto capitale umano, descritto come la principale risorsa dell’Azienda. E dire che Intesa Sanpaolo tramite l’ABI ha sottoscritto un protocollo sullo sviluppo socialmente sostenibile con le Organizzazioni Sindacali». In effetti la Banca di Credito Sardo si propone, come dicono i suoi vertici, «di soddisfare le esigenze del mondo produttivo e delle famiglie sarde, ponendosi come un soggetto attento alle esigenze ed allo sviluppo della Sardegna».

Il sindacato ribadisce la sua collaudata linee politica. «Deve essere chiaro alla nuova Banca che sia la Fiba Cisl, in azienda ed a tutti i livelli di rappresentanza in Sardegna, sia la Cisl Sarda con i suoi oltre 150.000 iscritti si aspettano un rapido cambiamento di impostazione e, soprattutto, che la Banca di Credito Sardo svolga il ruolo di sostegno allo sviluppo della Sardegna di cui la nostra regione necessita. Sarebbe imperdonabile che nel corso di una gravissima crisi come quella in atto la nuova Banca non avesse le autonomie necessarie ad una vera Banca Regionale».

La FIBA e la CISL ritengono che, nonostante la «falsa partenza» esistono le condizioni per una correzione di rotta nei rapporti con i lavoratori e i sindacati che li rappresentano. «La dirigenza della Banca di Credito Sardo dimostri ora con i fatti – dicono Matta e Usai - che si propone davvero come soggetto attento alle esigenze del territorio e del Popolo Sardo, altrimenti si tratterà solamente di un’altra occasione persa».

 

 

Incarichi di segreteria nella Fnp regionale (dies 87/2009)

 

Cagliari – Subito al lavoro, dopo il congresso regionale del 4 e 5 marzo scorso, la segreteria regionale della Federazione pensionati Cisl. Primo atto ufficiale l’attribuzione degli incarichi tra il segretario generale Alberto Bottoni, e i segretari Anna Rita Careddu e Achille Trogu.

Alberto Bottoni avrà il coordinamento generale della federazione e curerà i rapporti esterni sindacali e istituzionali. Anna Rita Careddu sarà responsabile delle politiche sociali, assistenziali e sanitarie; per gli atti di competenza terrà anche i rapporti con la Federazione e la Confederazione col Coordinamento Donne, i Coordinamenti tecnici e con l’Anteas; seguirà anche le politiche dell’informazione e della formazione.

Achille Trogu sarà responsabile delle politiche organizzative e amministrative e coordinerà la politica dei servizi.

 

 

Il Consiglio Generale della Fnp CISL regionale    (dies 88/2009)

 

Oristano - Il Congresso regionale dei pensionati Cisl, che si è svolto a Oristano il 4-5 marzo 2009, ha anche eletto il nuovo Consiglio generale, di cui fanno parte: Alberto Bottoni, Elio Ariu, Assunta Artizzu, Gianni Basciu, Salvatore Bellu, Emilio Vasino, Girolamo Bufalo, Piero Canu, Angelo Caria, Carta Giuseppe, Alfiero Ciampichetti, Rina Cirina, Sergio Concas, Maria Orsolina Cossu, Marinella Demurtas, Andrea Deriu, Salvatore Fadda, Antonetta Falchi, Francesco Frisciano, Giovanni Frulio, Maria Teresa Ghioldi, Antonino Mariani, Antonio Masili, Mario Medda, Lucia Melis, Paolo Melis, Salvatore Melis, Anna Paola Mundula, Giuseppe Nulvesu, Bruno Pala, Sandrina Pani, Gavino Piana, Mario Pianti, Francesco Piras, Ignazio Poddighe, Tullia Pusceddu, Rosario Romeo, Remo Sau, Antonio Scano, Francesco Scanu, Mariano Scanu, Giovanni Serreli, Giuseppe Antonio Sio, Simplicio Sotgiu, Bruno Taviani, Achille Trogu, Sebastiana Addis e Anna Zuddas.

Del Consiglio Generale fanno parte di diritto i segretari generali territoriali FNP. Cioè Augusto Mameli (Cagliari), Orlando Lobina (Ogliastra), Giovanni Pintus (Sassari), Sperandino Podda (Medio Campidano), Marco Porcheddu (Gallura), Pasquale Manca (Nuoro), Piero Agus (Sulcis-Iglesiente). Del Consiglio Generale fanno parte anche Giacomo Manca di Nissa (responsabile regionale Anteas) e Tullia Pusceddu (Coordinamento Donne).

 

 

Segreteria e Consiglio generale della Fnp Sulcis Iglesiente         (dies 89/2009)

 

Iglesias – La nuova segreteria territoriale Fnp del Sulcis Iglesiente si è riunita nei giorni scorsi per procedere alla ripartizione delle deleghe e degli incarichi di segreteria. Il segretario generale Piero Agus curerà il coordinamento generale della federazione. Antonio Masili avrà la responsabilità amministrativo-finanziaria e in questa materia terrà anche i rapporti con le leghe comunali. Tullia Pusceddu sarà responsabile delle politiche socio-sanitarie-assistenziali, della formazione, politica dei quadri e pari opportunità. Con la segreteria collaboreranno anche Enzo Petraroia e Salvatore Melis.

Il Consiglio direttivo territoriale del Sulcis-Iglesiente è formato dai seguenti 35 over 60: Piero Agus, Gianfranco Atzori, Alberto Barabino, Audace Caboni, Efisiana Cadau, Angelo Caria, Salvatore Cuccu, Luigi Ennas, Matilde Falqui, Angelo Guarino, Graziano Lindiri, Gabriella Lugas, Franco Lupo, Paola Manigas, Antonio Masili, Salvatore Melis, Agostino Parodo, Enzo Petraroia, Raimondo Pillitu, Silvana Pinna, Basilio Pintore, Gianfranco Piras, Giuseppe Piras, Franco Pistori, Sergio Pittoni, Tullia Pusceddu, Mario Sanna, Marina Secci, Luciano Serra, Antonio Simonini, Cesare Spanu, Mario Steri, Pietro Steri, Antonio Ulargiu, Silvio Valle.

 

 

Personale ATA. Accordo Nazionale sulla «seconda posizione economica». Le domande dal 24 marzo al 22 aprile             (dies 90/2009)

 

Cagliari - Il MIUR ha pubblicato sul proprio sito internet la nota prot. n. 3264 del 12.3.2009 con la quale si trasmette agli Uffici periferici dell'Amministrazione l'Accordo Nazionale sulla "seconda posizione economica".

Gli interessati potranno presentare le specifiche domande nel periodo 24 marzo - 22 aprile 2009: i trenta giorni decorreranno, infatti, dal 23 marzo, data nella quale il MIUR pubblicherà la documentazione completa

 

 

Marrubiu. Stato d’agitazione personale scuola dell’infanzia        (dies 91/2009)

 

Oristano – Stato d’agitazione del personale della scuola dell'infanzia di Marrubiu. L’ha deciso la segreteria territoriale della Cisl scuola di Oristano per protestare contro l’impossibilità di usufruire della mensa come invece disposto dal CCNL. Il sindacato, considerato inutile ogni tentativo di composizione della vertenza, ha denunziato la violazione dell'art. 21 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro da parte del Comune di Marrubiu.

Il contratto dispone infatti: «1. il diritto alla fruizione del servizio di mensa gratuita riguarda il personale docente in servizio in ciascuna classe o sezione durante la refezione.

2. Laddove per effetto dell'orario di funzionamento adottato dalle singole scuole, nella sezione risultino presenti contemporaneamente due insegnanti, entrambi hanno diritto al servizio di mensa.

3. Il personale ATA di servizio alla mensa usufruisce anch'esso della mensa gratuita».

«Questa norma contrattuale – scrive in una nota Pino Ciulu, segretario generale Cisl scuola Oristano - a Marrubiu viene tranquillamente violata e il personale si trova in serie difficoltà per un problema previsto dal contratto».