ANNO XXVII - NUMERO 02

26 Gennaio 2009

 

 

dies 12

Insularità e federalismo fiscale nella revisione dell’art. 8 dello Statuto sardo. Proposta Cisl Sardegna

 

dies 13

Un’altra Sardegna è possibile con più lavoro e azioni di contrasto alla povertà. Gli obiettivi della politica per il 2009 secondo la Cisl sarda

 

dies 14

Un piano strategico nazionale per salvare la chimica sarda. Riunione della Cisl regionale con il segretario confederale Gianni Baratta

 

dies 15

Licenziamenti al Bacino di carenaggio: il sindacato incontra l’Autorità Portuale

 

dies 16

Addio libro paga, arriva il libro unico del lavoro

 

dies 17

Emanata la circolare sulle «iscrizioni alunni». In attesa dell'incontro con il Ministro, accolte le richieste della CISL Scuola

 

dies 18

Domanda richiesta disoccupazione agricola

 

dies 19

Una nuova razionalizzazione nell’Oristanese potrebbe «tagliare» altre 9 istituzioni scolastiche

 

dies 20

Banca di Credito Sardo Spa è il nome nuovo di Banca Cis

 

dies 21

Richiesta sindacati inquilini ai sindaci di Cagliari, Quartu e Monserrato: «Agevolazioni ICI anche per chi affitta a studenti

 

dies 22

L’attività sindacale in Sardegna

 

 

 

 

 

 

 

Insularità e federalismo fiscale nella revisione dell’art. 8 dello Statuto sardo. Proposta Cisl Sardegna          (dies 12/2009)

 

Cagliari - Il Senato della Repubblica nei giorni scorsi ha discusso il provvedimento di Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione (Collegato alla manovra finanziaria) che prevede, come ha annunciato il 16 gennaio scorso il Presidente del Consiglio dei Ministri, anche un emendamento che fa dell’insularità sarda parte integrante del federalismo fiscale.

«Si tratta di un provvedimento positivo – ha commentato il segretario generale Mario Medde - che rappresenta un notevole passo in avanti nel riconoscimento dello status di insularità della Sardegna. E’ necessario ora valutare l’impalcatura del provvedimento di delega sul federalismo fiscale e nello specifico il testo conclusivo dell’emendamento».

 La Cisl sarda, che si è sempre battuta per riconoscere all’isola migliori condizioni fiscali e per compensazioni connesse alla condizione di insularità, ritiene che sia ora necessario inserire tutte le problematiche connesse all’insularità e la questione fiscale nella revisione dell’articolo 8 dello Statuto speciale della Sardegna relativo alle entrate della Regione. Anzi, in questa materia, «è opportuno – ha aggiunto il numero 1 di via Ancona - che la nuova Giunta regionale, dopo il 16 febbraio 2008, apra un tavolo di concertazione con il Governo nazionale per il ripristino dei fondi statali in materia di sanità e trasporti. Si tratta, inoltre, di rafforzare i servizi strutturali e indispensabili della comunità sarda, anche attraverso la partecipazione dello Stato, per pervenire a standards ottimali in linea con la domanda proveniente dalle comunità e con i migliori livelli nazionali ed europei».

Per la Cisl è anche fondamentale che alla Sardegna sia riconosciuto lo stato di insularità, non solo come condizione di disagio, ma anche sul versante degli statuti speciali dell’Unione Europea e dell’insularità come indicazione di statuto positivo in Europa.

«L’emendamento, proposto all’interno del provvedimento di delega sul federalismo fiscale, rafforza – a parere di Medde - la richiesta di riconoscimento della specificità e specialità della Sardegna e deve ora rappresentare un’opportunità per affermare in Europa la legittimità delle diverse identità e culture dei popoli, non solo a parole, ma anche nella norma e negli interventi per promuovere lo sviluppo dei territori speciali. Si pensi, ad esempio, all’istituzione delle zone franche, richiesta storica della Sardegna».

 

 

Un’altra Sardegna è possibile con più lavoro e azioni di contrasto alla povertà. Gli obiettivi della politica per il 2009 secondo la Cisl sarda   (dies 13/2009)

 

Cagliari – Un’altra Sardegna è possibile. Lo dice il segretario generale Cisl, Mario Medde, nel bel mezzo di una campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale, indicando quelli che, secondo il sindacato, dovrebbero essere gli obiettivi principali della politica per il 2009. I

più importanti indicatori economici e sociali dell’Isola registrano un segno negativo: lavoro, produzione della ricchezza, reddito della famiglia. Aumentano povertà e cassa integrazione. «Eppure un’altra Sardegna è possibile», dice il sindacalista di via Ancona. Gli strumenti per cambiare la situazione sono i seguenti: maggiori opportunità lavorative e più ricchezza da distribuire equamente; leggi e misure più incisive ed efficaci nell’affrontare il dramma della non autosufficienza; una sanità che elimini, o almeno riduca, le liste d’attesa per esami, prevenzione e cura; una scuola che valorizzi le potenzialità dei giovani e con un mercato del lavoro che offra maggiore occupabilità; infrastrutture e servizi in grado di garantire la competitività del sistema Sardegna e delle stesse imprese.

La dimensione del fenomeno della povertà e della disoccupazione in Sardegna sono molto preoccupanti. I dati dell’ISTAT sulle forze lavoro al terzo trimestre 2008 rilevano un tasso di disoccupazione al 10,8% (+2,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente). Gli occupati sono +3.000 unità rispetto allo stesso trimestre del 2007, ma si registra un calo di oltre 5.000 unità nell’ambito del lavoro dipendente, con un crollo del settore industriale (-21.000 addetti, di cui ben 16.800 dipendenti) sia nella componente manifatturiera, sia nelle costruzioni. Inoltre, pesa nella forte accentuazione del disagio sociale il fenomeno dello scoraggiamento, cioè di quanti pur essendo disoccupati e disponibili a lavorare non ricercano attivamente il lavoro, secondo però i parametri dell’istituto di statistica, che in Sardegna è difficilissimo riscontrare in operazioni concrete e facilmente attivabili, poiché inconsistenti i servizi per l’impiego.

Il numero delle persone scoraggiate nel terzo trimestre 2008 risulta essere 110.000, che si aggiungono ai disoccupati rilevati (10,8%).

Per quel che riguarda la povertà, l’ISTAT indica per la Sardegna del 22,9% il numero delle famiglie al di sotto della linea della povertà. Nel 2004 si era al 15,4% e nel 2003 al 13,1%. Circa 150.930 famiglie, dunque, si trovano in condizioni di povertà: erano 96.579 nel 2004. Nell’arco di un quadriennio oltre 54.000 famiglie sono diventate povere. Le persone che soffrono di questo problema sono in Sardegna 377.000 (erano 251.105 nel 2004).

Va inoltre evidenziato come, anche in una fase di crescita dell’economia internazionale e nazionale, negli anni scorsi e per tutto il 2007, la variazione annua del prodotto- interno lordo cioè la ricchezza prodotta nell’Isola, registri dati prerecessivi che attestano una crescita vicina allo zero (2004 +0,86 / 2005 -0,04 / 2006 +0.94 / 2007 +0,69).

Il reddito medio 2007 per contribuente, e la variazione percentuale rispetto al 1999 fotografa una Sardegna in netto regresso. La variazione percentuale media è di -2,9 (Il Sole 24Ore).

«Per non arrendersi alla crisi – dice Medde - è necessario riconoscerne la dimensione. Soprattutto ora, in una fase caratterizzata a livello mondiale e nazionale da una forte recessione che si sovrappone in Sardegna a un dissesto economico e produttivo, in particolare nel settore industriale. Il rischio è dunque un ancor più diffuso e profondo malessere sociale. Bisogna reagire con un segnale forte e diffuso che deve venire da tutta la società sarda: con un nuovo patto sociale, con la rinegoziazione del rapporto Stato/Regione e con un adeguato protagonismo in Europa».

La politica deve essere il motore che mette in azione piani, progetti, iniziative e strumenti. «Ma bisogna ridare – aggiunge il segretario generale Cisl - credibilità e slancio alla politica e ad una democrazia malaticcia, disostruendo i canali che dai cittadini portano alle istituzioni e alle sue rappresentanze. In questa direzione contribuirà non poco il trasferimento di risorse e poteri dalla Regione agli enti locali e ai territori, e la programmazione e la partecipazione come atto ordinario nelle strategie dello sviluppo e del lavoro».

Non è tempo dunque di ordinaria amministrazione. L’assembla costituente del popolo sardo è lo strumento e la sede adatta per approvare la nuova carta statutaria della Sardegna. I punti forti di una svolta della politica sarda passano attraverso un nuovo patto dei sardi, e il federalismo interno, la centralità del lavoro e un welfare che rafforzi le conquiste dello stato sociale, un nuovo modello di democrazia che affermi e attui i principi di sussidiarietà e di differenziazione e di partecipazione delle rappresentanze economiche e sociali alle scelte dello sviluppo. Un buon viatico per fare buone leggi e ancora di più per attuarle. «Anche per evitare, in chi governa la cosa pubblica, che l’etica della convinzione – conclude Medde - abbia del tutto il sopravvento sull’etica della responsabilità. Un errore che porterebbe il politico ad attizzare solo il fuoco dei propri convincimenti, senza curarsi adeguatamente delle conseguenze politiche, sociali ed economiche dei propri atti».

 

 

Un piano strategico nazionale per salvare la chimica sarda. Riunione della Cisl regionale con il segretario confederale Gianni Baratta (dies 14/2009)

 

Cagliari - Un tavolo tecnico ministeriale per gestire l’attuale situazione del Petrolchimico di Porto Torres; un tavolo politico con Palazzo Chigi su un progetto nazionale di rilancio della chimica dove trovi un chiaro ruolo produttivo e strategico la Sardegna; sì al progetto di rilancio della filiera del cloro nell’isola che prevede il riavvio degli impianti con un nuovo imprenditore, il cavalier Fiorenzo Sartor, che dal 1° febbraio subentrerà a Ineos.

Sono questi i principali obiettivi operativi della Cisl sarda e della Femca regionale (chimici) per far ripartire la chimica sarda e per la salvaguardia degli attuali livelli occupativi.

Dell’emergenza chimica sarda si è discusso, martedì 20 gennaio, in un incontro tra la segreteria regionale della Cisl sarda, la Federazione regionale di categoria, il segretario Gianni Baratta, la federazione nazionale Femca, le rappresentanze dei territori di Sassari e del Sulcis-Iglesiente. Scopo della riunione: l’esame del problema del petrolchimico di Portotorres alla vigilia della ripresa delle attività, il primo febbraio prossimo, secondo quanto promesso dal Presidente del Consiglio Berlusconi.

«Sui primi due obiettivi – dice il segretario regionale Giovanni Matta - la Cisl chiederà il coinvolgimento delle altre sigle sindacali e della Regione che, in questa vicenda, si è distinta per il suo silenzio, l’assenza di strategia e di progettualità industriale. Dal 2003, infatti, le Giunte che si sono alternate alla guida della Regione non sono riuscite a far decollare l’Accordo di programma sulla chimica, dove ancora poco meno di 250 milioni di euro aspettano investimenti e iniziative imprenditoriali».

«La Regione, inspiegabilmente miope, è ben lontana – aggiunge il sindacalista - dal rendersi conto che la sopravvivenza di quel che resta dell’industria chimica sarda dipende soltanto dalla capacità progettuale e dal peso politico che la Sardegna saprà mettere in campo nei rapporti col Governo nazionale».

Con Palazzo Chigi, tuttavia, la Cisl punta a riattivare tutte le partite relative agli accordi di programma riguardanti anche altri settori economico-produttivi e a far decollare i nuovi comparti dell’aeronautica e della motonautica. Relativamente al Petrolchimico di Porto Torres, inoltre, la Cisl e la Femca aspettano, in vigilante attesa - pronti a far ripartire la mobilitazione (confermato lo sciopero del 13 febbraio) – l’attuazione degli impegni presi dal Presidente Berlusconi. Un incontro operativo in questa direzione è previsto nella giornata di giovedì 22 gennaio con l’Eni.

«Il tavolo politico col Governo per la messa a punto di un progetto nazionale sulla chimica, si rende necessario – spiega Matta - per la salvaguardia non solo del polo chimico del Nord Sardegna, ma anche per la ricollocazione strategica di Macchiareddu e Ottana, in un quadro regionale di sinergie produttive e funzionali tra i poli attualmente in funzione nell’isola. Il piano nazionale per la chimica è fondamentale non solo in difesa dell’esistente, ma anche per ridare fiato alla ricerca e agli investimenti, per il recupero ambientale e restituire concorrenzialità ai siti sardi».

Il rilancio della chimica è correlato anche alla politica energetica da attuare immediatamente nelle industrie del Sulcis-Iglesiente e, in prospettiva, attivando tutte le risorse alternative programmate o già avviate.

 

 

Licenziamenti al Bacino di carenaggio: il sindacato incontra l’Autorità Portuale           (dies 15/2009)

 

Cagliari – Anche l’Autorità portuale di Cagliari è d’accordo: un bacino di carenaggio rappresenta per il porto cagliaritano un servizio strategico da sviluppare e ampliare. Un’apposita gara internazionale sarà bandita per far funzionare questa struttura, fermata improvvisamente dalla decisione della Moby di licenziare tutti i lavoratori del bacino di carenaggio di Su Siccu. La notizia è stata anticipata dal presidente Paolo Fadda a una delegazione della Cisl e della FSM guidata dal segretario territoriale, Fabrizio Carta, e dal segretario della FSM Marco Angioni.

«Dopo l’invio, un mese fa, della lettera di licenziamento ai 10 lavoratori del bacino di carenaggio, gestito dalla Moby, (più i 10 dell’indotto) abbiamo chiesto, come segreterie della FSM (sindacato dei metalmeccanici) e della Cisl di Cagliari - dice il segretario generale territoriale, Fabrizio Carta - un urgente incontro con l’Autorità Portuale anche per verificare se le motivazioni addotte dall’azienda per la chiusura dell’attività corrispondevano alla realtà. La Moby, infatti, sia in alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa sia nella stessa lettera con la quale apriva la procedura di mobilità, aveva adombrato responsabilità dell’Autorità». Com’è noto il bacino, attualmente dislocato nella zona di Su Siccu, dovrà essere spostato in altro sito.

Il confronto sindacato–Autorità portuale è stato positivo perché il Presidente Fadda e il segretario generale hanno confermato quanto la Cisl e la FSM sostengono da anni: un bacino di carenaggio rappresenta per il Porto di Cagliari un servizio strategico ed è necessario sviluppare e ampliare l’iniziativa. E’ stata offerta alla Moby la possibilità di spostare il bacino, provvisoriamente, sul Molo Sabaudo, in attesa di trovare una sistemazione definitiva all’interno del Porto Canale (entro un paio d’anni), luogo nel quale il bacino potrà ampliarsi e dare servizi a molti più utenti di quelli attuali, producendo ricchezza per il territorio e creando posti di lavoro. Il Sindacato attende ora gli esiti di un confronto tra l’Autorità Portuale e la Moby.

«Tutto ciò – aggiunge Carta - rappresenta un deciso passo in avanti e un’inversione di rotta rispetto alla precedente gestione dell’Autorità Portuale che riteneva assolutamente marginale l’attività cantieristica, definendola roba da terzo mondo. Ora bisogna lavorare per salvare i venti posti di lavoro in discussione e rilanciare l’attività».

Il bacino svolge la sua attività nel porto di Cagliari da circa tre decenni, occupa attualmente una ventina di lavoratori tra diretti ed indiretti, è l’unica struttura in Sardegna in grado di eseguire lavorazioni su imbarcazioni fino a tremila tonnellate di dislocamento e cento metri di lunghezza.

Un bacino di carenaggio potrebbe offrire alla marineria isolana il servizio di assistenza, riparazione e manutenzione e sarebbe fondamentale per il rilancio di un settore come quello navale, in un’isola al centro del Mediterraneo, che vuole giocare un ruolo rilevante nel traffico merci (e non solo), e potrebbe essere un importante punto di riferimento per il rimessaggio della flotta dei pescherecci, delle motovedette della Capitaneria di porto, dei Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza e dei mezzi dei Vigili del Fuoco, costretti a rivolgersi presso strutture della penisola per la manutenzione dei loro natanti.

 

 

Addio libro paga, arriva il libro unico del lavoro                (dies 16/2009)

 

Cagliari - Entro il prossimo 16 febbraio dovrà essere predisposto il libro Unico del lavoro, che ha cancellato definitivamente il libro paga e matricola. Nel libro unico a decorrere dal periodo di paga del gennaio 2009 verranno riepilogati per ogni lavoratore, i dati anagrafici, le informazioni utili per determinare la retribuzione e le presenze. Si tratta, dunque di dati che registrano l'organico aziendale e l'adempimento degli obblighi contributivi, previdenziali e amministrativi. Bandita la carta, il registro è solo in formato elettronico, in modo che la registrazione si conservi nel tempo e che sia agevole la consultazione. Il libro può essere tenuto presso la sede legale o presso un professionista autorizzato. Dopo l'entrata in vigore del Decreto Legge 112/08 e Dm del 9 luglio 2008, il Ministero del lavoro è intervenuto a spiegare le novità del Libro Unico con circ. del 20 agosto. In ultimo, nel mese di dicembre scorso sempre il Ministero del Lavoro ha predisposto un Vademecum per spiegare e rispondere a quesiti e dubbi interpretativi.

 

Emanata la circolare sulle «iscrizioni alunni». In attesa dell'incontro con il Ministro, accolte le richieste della CISL Scuola   (dies 17/2009)

 

Cagliari - E' stata pubblicata dal MIUR ( datata 15 gennaio) la circolare n. 4 riguardante le "Iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado per l'a.s. 2009/10". Il termine per le iscrizioni è fissato al prossimo 28 febbraio.

Nel testo risultano accolte alcune significative integrazioni e modifiche chieste dalla CISL Scuola nell'incontro svoltosi nei giorni scorsi.

In particolare:

 

Domanda richiesta disoccupazione agricola           (dies 18/2009)

Cagliari – La Fai-Cisl e il patronato Inas di Cagliari informano che da quest’anno, con riferimento all’anno lavorativo 2008, l’Inps non invierà a domicilio dei lavoratori il modulo per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola e dell’assegno per il nucleo familiare. Fai-Cisl e Inas mettono a disposizione dei lavoratori interessati tutte le sedi dislocate nell’isola. Per quanto riguarda la «vecchia» provincia di Cagliari l’operazione-disoccupazione e assegni familiari potrà essere fatta a Cagliari, Carbonia, Iglesias, Giba, Sant’Antioco, Muravera, Senorbì, Isili, Quartu Sant’Elena, Assemini, Sanluri, Guspini, Dolianova, San Gavino, Villacidro e Pula.

 

Una nuova razionalizzazione nell’Oristanese potrebbe «tagliare» altre 9 istituzioni scolastiche           (dies 19/2009)

 

Oristano – Nuovo allarme scuola nell’Oristanese. Se il piano di razionalizzazione delle istituzioni scolastiche dovesse passare come è stato presentato nei giorni scorsi, in provincia di Oristano verrebbero soppresse 9 istituzioni scolastiche su 48. «Così dicono – spiega Pino Ciulu, segretario territoriale scuola Cisl - i dati incompleti e frammentari di cui disponiamo. In questo modo viene cioè spazzato via il 19% delle autonomie scolastiche, a fronte di una razionalizzazione a livello nazionale ipotizzata del 10%. Qui da noi dimostriamo ancora una volta di essere più realisti del re, andando ben oltre ciò che, pur grave, chiede lo Stato».

Se la situazione non cambierà, Oristano avrà il non esaltante primato di essere all’avanguardia della razionalizzazione in Sardegna: la media regionale si ferma al 9,6%.

Altri territori effettuano tagli ben al di sotto di quelli praticati da Oristano:

Sassari 3,75%

Cagliari 6%

Villacidro/Sanluri 8%

Olbia/Tempio 10%

Nuoro 12%

Carbonia/Iglesias 14%

Ogliastra 14%

 

Altro dato significativo è che la razionalizzazione porterà anche 9 nuovi Istituti Comprensivi. Tutto ciò a discapito delle Direzioni Didattiche che da 11 scendono a 2 e delle scuole secondarie di 1° grado che da 7 diventano solamente 1.

«Verrebbero, cioè, spazzate via – aggiunge Ciulu - quelle poche isole felici rimaste, superstiti, dalle precedenti razionalizzazioni, tra le quali le 4 Direzioni Didattiche di Oristano».

Prima di Natale i sindacati della scuola avevamo chiesto un incontro con l'Assessore Provinciale della Pubblica Istruzione per conoscere ed esaminare il piano a Oristano in fase di predisposizione. «Ma la richiesta - conclude Ciulu - è caduta nel vuoto e il piano è stato portato in Regione senza il minimo confronto con le Organizzazioni dei lavoratori».

 

 

Banca di Credito Sardo Spa è il nome nuovo di Banca Cis           (dies 20/2009)

Cagliari – Tra qualche settimana Banca Cis Spa si chiamerà Banca di Credito Sardo SpA. Sarà questa la nuova denominazione dello storico Credito Industriale Sardo. Il nome nuovo dell’istituto bancario di viale Bonaria è conseguente alla decisione del Gruppo Intesa Sanpaolo di valorizzare il proprio posizionamento nel territorio di riferimento.

Dal prossimo 9 febbraio la struttura organizzativa della Banca Cisl si allineerà con quella di Banca dei Territori. In questo contesto dal prossimo marzo banca Intesa Sanpaolo conferirà alla banca di Credito Sardo il ramo d’azienda costituito dai 95 punti operativi presenti nell’isola e quindi anche il relativo personale.

 

 

Richiesta sindacati inquilini ai sindaci di Cagliari, Quartu e Monserrato: «Agevolazioni ICI anche per chi affitta a studenti       (dies 21/2009)

 

Cagliari – Le organizzazioni sindacali degli inquilini – Sicet, Sunia, Uniat e Habitat Sardegna - unitamente a quella dei piccoli proprietari (APPC) hanno scritto ai sindaci di Cagliari, Quartu e Monserrato perché siano rinnovate per il 2009 le agevolazioni ICI concesse per i contratti di locazione a canone calmierato stipulati ex lege 431/98. Questa tipologia contrattuale, infatti, favorisce la regolarizzazione delle locazioni e la limitazione del canone a mercato libero. I sindacati degli inquilini chiedono che la stessa agevolazione sia estesa ai contratti specifici per gli studenti universitari.

 

 

 

L’attività sindacale in Sardegna dal 26 al 30 gennaio 2009          (dies 22/2009)

 

Lunedì 26 gennaio

Cagliari – Usr. Si riunisce la segreteria regionale della Cisl sarda per esaminare la situazione politico-sindacale (ore 11,00 – via Ancona 1).

 

Martedì 27 gennaio

Cagliari: Fai. Riunione della rappresentanza aziendale Fai-Cisl (Federazione lavoratori ambiente, agricoltura e agroalimentare). Inizio ore 9.

 

Mercoledì 28 gennaio

Cagliari: Banca Cis. Banca Intesa San Paolo e Banca Cis incontrano i rappresentanti sindacali nazionali e locali per discutere il verbale d’accordo relativo al trasferimento del rapporto di lavoro da Intesa San Paolo a Banca di Credito Sardo Spa (ore 10).

 

Cagliari: Precongresso. Assemblea generale impiegati dell’Ente Foreste della Sardegna, sede di Cagliari, iscritti alla Fai-Cisl per eleggere i delegati al congresso provinciale (ore 9, salone «Sechi»).

 

Cagliari: Adempimenti decreto legislativo 81/2008. Riunione dirigenti e collaboratori Cisl territoriale di Cagliari per esaminare i temi relativi all’attuazione del piano sicurezza, formazione dei lavoratori e articoli 36/37 decreto legislativo 81/08.(Ore 16,00 sala riunioni “Sechi”).

 

Giovedì 29 gennaio

Cagliari: L’Albero del lavoro. Al Lazzaretto di sant’Elia si incontrano le associazioni contro la povertà e per il lavoro, che hanno promosso a Zuri il «G8 dei poveri» (ore 10,30).

 

 

Venerdì 30 gennaio

Cagliari: Precongresso. Assemblea generale lavoratori Consorzio di Bonifica Sardegna Meridionale iscritti alla Fai-Cisl per eleggere i delegati al congresso provinciale (ore 9, salone «Sechi»).