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3/2008 
Alcuni indicatori e informazioni sulla crisi dell’economia della società sarda


Cagliari
Durante la conferenza stampa del 9 gennaio 2008 la Cisl regionale ha consegnato ai giornalisti la seguente scheda con alcuni indicatori e informazioni sulla crisi dell’economia della società sarda.
Le principali informazioni statistiche pubblicate nel corso del 2007 confermano che lavoratori e pensionati sardi non hanno migliorato le loro condizioni di vita, di lavoro, di reddito.
Anche i dati a livello macro comprovano che in Sardegna, oltre alle difficoltà nella produzione di ricchezza, è sempre più forte la questione della sua distribuzione tra la popolazione e quindi dei redditi.
Relativamente alla produzione, in attesa dei consuntivi 2007 su prodotto interno lordo e valore aggiunto, i dati dell'ultimo periodo confermano l'analisi più volte prospettata dalla CISL nel corso dello scorso anno: la crescita in Sardegna è supportata da alcuni settori specifici, soprattutto il petrolchimico e la produzione di energia, mentre il primario e diversi altri comparti del manifatturiero presentano una preoccupante involuzione.
Circa lavoro e redditi, anche in questo caso i dati ISTAT e INPS, ribadiscono quanto la CISL sarda da tempo sta affermando circa le criticità del mercato del lavoro regionale e dei redditi di lavoratori e pensionati. In particolare:

  • il tasso di disoccupazione regionale è sì in calo, ma una parte consistente dei disoccupati è transitato non verso l'occupazione ma nella non forza lavoro, alimentando quella fascia di popolazione «scoraggiata» che non cerca lavoro attivamente come viene richiesto dalla metodologia ISTAT; l'ultima rilevazione dice che oltre ai 59 mila disoccupati certificati, vi sono altre 106 mila persone che sarebbero comunque disponibili a lavorare;
  • il tasso di attività, peraltro, conferma tale lettura, dato che è attualmente al minimo storico, 58,2%, degli ultimi tre anni e mezzo (2004-2007);
  • il numero degli occupati è in crescita, ma in questo aggregato crescono le occasioni di lavoro stagionali e il lavoro precario, che fanno lievitare il valore assoluto ma peggiorano gli aspetti della qualità del lavoro e del reddito;
  • la conferma di un problema nei redditi delle famiglie sarde è data dall'ultima analisi ISTAT sulla povertà relativa, aumentata in Sardegna nell'ultimo anno rilevato di + 1 punto percentuale (da 15,9% a 16,9%);
  • il dato supportato dall'INPS che attesta un valore medio delle pensionisarde di 703,09 euro, contro una media nazionale di 781,29 e valori ben più elevati nel centro e nel nord del Paese, che rivela un differenziale di oltre il 10% sul valore medio Italia; conseguenza questa delle retribuzioni medie dell’Isola più basse rispetto a quelle delle regioni del Centro Nord e dell’incidenza degli ammortizzatori sociali a seguito della lunga crisi dei settori produttivi.

Oltre alle informazioni su richiamate, si riportano a titolo esemplificativo alcuni dati che rappresentano criticità del sistema Sardegna di primaria importanza per il sindacato:

  • la consistenza degli infortuni, a livello regionale, che nel 2007 si conferma superiore alle 18 mila unità (preconsuntivo: 18.300), con ben 33 infortuni mortali;
  • il livello degli insuccessi scolastici nelle scuole sarde è ancora elevato, con punte del 27% nelle secondarie (a Cagliari) e di oltre il 7% nelle primarie a Sassari e Oristano;
  • il dato sulla preparazione scolastica degli studenti italiani sulla base del Rapporto OCSE-PISA, rivela proprio nelle Isole (Sicilia e Sardegna) il dato peggiore, 432, contro 448 del Sud, 486 del Centro, 501 del Nord Ovest e 520 del Nord Est;
  • la situazione delle liste di attesa nella sanità, altro importante indicatore della qualità della vita, rivela per le province della Sardegna valori negativi in termini di superamento dei tempi medi stabiliti dall'accordo Stato-Regioni (fonte Osservatorio della terza età, Ageing Society).
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