ANNO XXIII -
NUMERO 40
19 dicembre 2005
dies 327
Un tavolo di confronto regionale per rilanciare la mobilitazione sulle entrate tributarie e per nuove strategie nella vertenza Stato-Regione. Lettera di Medde al Presidente Soru
dies 328
Cisl sarda: «L’industria che inquina va messa a norma, non cancellata»
dies 329
Previdenza
complementare: il seminario della Cisl di Cagliari del 7 dicembre
dies 330
Rinnovo statali
aumento di 100 euro
dies 331
Ricerca,
intesa sul nuovo contratto
dies 332
Tlc,
rinnovo per 120 mila addetti
dies 333
Appalti
ferroviari, firmato il contratto
dies 334
Previdenza
complementare. Sì a una corretta informazione e al rilancio delle adesioni ai
fondi pensione
Un tavolo di confronto regionale per rilanciare la mobilitazione sulle entrate tributarie e per nuove strategie nella vertenza Stato-Regione. Lettera di Medde al Presidente Soru (dies 327/2005)
Cagliari – Forse non sarà come sembra, ma l’impressione è che la
grande vertenza sui trasferimenti erariali e tributari dalla Stato alla Regione
si sia incanalata nell’alveo dell’ordinarietà. Se così fosse, secondo
«Egregio Presidente, è ormai certo che il maxi-emendamento sulla
Finanziaria nazionale non recepirà le richieste dei sardi e della Regione.
Siamo di fronte ad un fatto di grande rilevanza politica e istituzionale che
non va né ridimensionato né rimosso; sia per la dimensione del problema che per
la mobilitazione avviata e le aspettative suscitate, ma anche per l’impegno
profuso dalle Associazioni e dagli Enti Locali.
«Si tratta, da parte di tutti, di contribuire a che questa
rivendicazione non venga derubricata né sul versante politico e istituzionale,
né su quello sociale; ancora più preoccupante sarebbe chiudere, con un silenzio
prefestivo, gli esiti del confronto Stato-Regione rimuovendo quello che abbiamo
detto, chiesto e fatto. Di obiettivo in obiettivo è necessario che tutti quanti
ci si sforzi, molto pragmaticamente, di aprire le vertenze e di chiuderle, o
quantomeno di tenerle aperte con quella continuità necessaria ad evitare che
sopravanzi lo sconforto e il disimpegno. Non è, né sarà certamente il caso
nostro.
«È utile ricordare il clima di qualche settimana fa; sembrava che ci
fosse un moto di popolo ad accompagnare la vertenza sui trasferimenti erariali
e tributari, oggi il rischio è, come già detto, quello di derubricare un
argomento, strategico per lo sviluppo, sia sul piano della notizia che su
quello politico e istituzionale.
«A noi, rappresentanti delle forze sociali ed economiche, era stato
chiesto di fare un passo indietro per consentire alla Regione di dispiegare al
meglio la propria rappresentanza e strategia, soprattutto nel confronto diretto
con il Governo. Abbiamo fatto qualche passo in avanti, invece, mobilitando
lavoratori e pensionati in una bella e grande manifestazione il 1° dicembre a
Roma, che seguiva il presidio dell’8 novembre, sempre nella Capitale.
«Negli ultimi dieci giorni si sono tenuti a Roma degli incontri tra
Regione e Governo, proprio a seguito della manifestazione del 1° dicembre. A
tutt’oggi, tra Giunta regionale e Associazioni sociali ed economiche ed Enti
Locali, non si è svolta sugli esiti degli incontri romani alcuna riunione
conoscitiva. Gli esiti degli incontri romani li abbiamo appresi attraverso le
valutazioni del Presidente Soru ai giornali e alle televisioni.
«Seppure in ritardo sarebbe cosa utile confrontarsi anche in questa
fase, non solo nell’avvio della mobilitazione. D’altronde la vertenza sui
trasferimenti erariali e tributari, relativamente all’arretrato, è solo la
punta di un iceberg che riguarda ben altro problema: la rinegoziazione dei
livelli di compartecipazione erariale e tributaria, la revisione dello Statuto
speciale, l’autonomia finanziaria della Regione, e i presupposti materiali
dello sviluppo. Proprio per questo è indispensabile aprire un tavolo di
confronto regionale per discutere sulle nuova iniziative da intraprendere,
sulle strategie da rivedere nella vertenza Stato-Regione, sui contenuti di una
nuova negoziazione con lo Stato, non solo sull’articolo 8 dello Statuto.
« Egregio Presidente, la richiesta trova valide motivazioni non solo in
quanto cittadini sardi, ma per l’interesse del Sindacato e la stessa ragione sociale
della rappresentanza».
Cisl sarda: «L’industria che inquina va messa a norma, non cancellata» (dies 328/2005)
Cagliari – Occhio speciale alle industrie inquinanti, per controllarle, monitorarle e obbligarle a rispettare tutte le norme antinquinamento, ma niente sentenze sommarie che portino alla loro eliminazione. Il segretario regionale Cisl, Giovanni Matta, liquida sul nascere la tentazione, sempre possibile, che, davanti ai dati preoccupanti divulgati di recente sulla qualità dell’aria e dell’ambiente in certe aree industriali dell’isola, l’unico rimedio sia chiudere le fabbriche. Semmai ci vuole una mobilitazione per correre ai ripari e mettere a norma le industrie . Matta indica una prima iniziativa: riunire tutti intorno a un tavolo, per un « confronto che – scrive il segretario Cisl - deve avvenire con i soggetti interessati, con i sindacati e le RSU, le associazioni imprenditoriali e soprattutto con le imprese che vanno responsabilizzate e coinvolte in tutto il processo di risanamento ambientale». Tutti devono fare la propria parte, Regione compresa. «Anni e anni in cui si è eluso il problema, disattendendo tutte le norme di tutela vigenti, non possono essere cancellati – aggiunge Matta - con la sola divulgazione dei dati. Semmai si dovranno individuare, in tempi rapidi, i necessari correttivi ed attuare tutte le opportune iniziative per eliminare i pericoli che attentano alla salute in primo luogo dei lavoratori, e quindi, a quella delle diverse comunità gravitanti nelle aree interessate da fenomeni di inquinamento».
Altra iniziativa è vincolare le imprese presenti e operanti in Sardegna dentro un piano di tutela della salute e dell’ambiente. Ciò presuppone, secondo Matta, che le aziende siano obbligate a rispettare le norme, specie quelle esistenti, per altro abbastanza rigide. Alle denunce quindi ora bisogna far seguire una convincente iniziativa politica, capace di dare certezze alle comunità, ai lavoratori ed infine alle imprese.
«Come Cisl speriamo vivamente –
conclude il sindacalista - che nessuno pensi che l’alternativa all’Industria,
che inquina in Sardegna come in tutte le parti del mondo, possa essere
rappresentata dalla sua cancellazione dal panorama produttivo isolano.
Previdenza
complementare: il seminario della Cisl di Cagliari del 7 dicembre (dies 329/2005)
Cagliari - A Cagliari
il 7 dicembre, organizzato dalla Cisl cagliaritana, si è tenuto il seminario
sulla previdenza complementare. Nell'introduzione ai lavori il segretario
territoriale Fabrizio Carta ha spiegato le ragioni dell'iniziativa e ha
collegato la problematica alla realtà cagliaritana e sarda (fatta di tanto
lavoro precario). Ha inoltre sostenuto che il sindacato ha un debito nei
confronti delle generazioni più giovani che hanno subito i riflessi delle pur
necessarie riforme della previdenza degli anni Novanta. In particolare
l'introduzione del metodo contributivo nel calcolo della pensione determina un
tasso di sostituzione pensione/stipendio, molto basso, specie per i giovani e
per gli atipici. Valeria Picchio dell'Inas nazionale ha spiegato ai cento
delegati sindacali presenti le novità introdotte nella riforma, la cui
decorrenza partirà dal 1 gennaio
q
la riforma della
riforma previdenziale, che anch'essa - guarda caso - avverrà con decorrenza
2008
q
la riforma fiscale
q
la riforma del mercato
del lavoro, che va rivista e completata.
Sulla previdenza complementare,
ha aggiunto Baretta, non bisogna perdere tempo, ma far partire, da subito, una
campagna promozionale che spieghi bene agli iscritti e ai lavoratori la
necessità dell'adesione alle forme negoziate della previdenza complementare.
Rinnovo
statali aumento di 100 euro (dies
330/2005)
Roma - Sindacati e Aran hanno firmato, in via definitiva, il contratto degli oltre 200 mila lavoratori dei comparti Ministeri, Scuola e Aziende Autonome (Vigili del Fuoco e Monopoli). L’intesa sottoscritta nei mesi scorsi prevede un aumento di 100 euro mensili a regime e un incremento del valore dei buoni pasto che vengono portati a 7 euro. L’accordo riguarda il biennio economico 2004-2005. Soddisfatto il segretario generale della Funzione Pubblica della Cisl, Rino Tarelli per la conclusione positiva della lunga vertenza per il rinnovo: «L’impegno del Ministro Baccini per sbloccare le trattative contrattuali per gli Enti pubblici non economici e gli Enti di ricerca merita senz’altro il nostro apprezzamento», afferma Tarelli.
«La situazione contrattuale - aggiunge il sindacalista - resta gravissima per il grosso dei lavoratori pubblici perché, a tutt’oggi, non si sa bene che fine abbiano fatto le direttive per enti locali, agenzie fiscali e sanità, che insieme assommano a 1 milione 300 mila lavoratori».
Il sindacato, dunque, non attenuerà l’impegno e la mobilitazione fino a quando anche questi contratti non saranno chiusi. La firma all’Aran, secondo le organizzazioni sindacali, deve avvenire entro dicembre per tutti i contratti ancora aperti che stanno giungendo di fatto a naturale scadenza.
Ricerca,
intesa sul nuovo contratto (dies 331/2005)
Roma - Siglata l’ipotesi di accordo per il quadriennio 2002-2005 e i relativi bienni economici del personale degli Enti pubblici di ricerca; circa 20 mila dipendenti. La retribuzione fissa di ricercatori e tecnologi aumenta di circa 350 euro medi mensili a regime e di 180 euro per il personale tecnico e amministrativo. Previsto anche un nuovo sistema di progressioni professionali basato su selezioni tramite concorsi di merito. Secondo il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, «è un buon accordo sia sotto il profilo normativo sia per gli importanti adeguamenti sotto il profilo economico». Dello stesso tenore il giudizio espresso dal leader della Fir Cisl, Franco Cesarino: «E’ un buon contratto che consente al personale degli enti pubblici di ricerca di recuperare buoni vantaggi economici e di avere a disposizione più percorsi concreti di avanzamento di carriera per merito».
Nello specifico, la retribuzione complessiva per i ricercatori e tecnologici è incrementata, al termine dei quattro anni, di circa 390 euro medi mensili, di cui 315 saranno destinati alla retribuzione fissa e i restanti a incrementare il sistema premiale; per il personale tecnico e amministrativo gli aumenti medi mensili al termine del quadriennio saranno di 230 euro, 181 per la retribuzione tabellare e 49 destinati al sistema delle incentivazioni.
Tlc,
rinnovo per 120 mila addetti (dies
332/2005)
Roma - Archiviato l’accordo sul contratto delle telecomunicazioni, un settore che interessa 120 mila lavoratori. Il contratto viene esteso anche ai call center e alle imprese che forniscono soluzioni tecnologiche e contenuti digitali. Nella parte economica l’accordo prevede un aumento di 97 euro diviso in due tranche (60 euro dal primo gennaio 2006 e 37 euro dal primo ottobre), ai quali va aggiunta un’una tantum di 500 euro. Oltre agli incrementi per il biennio economico 2005-2006 (il contratto era scaduto a fine 2004), è stata raggiunta un’intesa anche per un contenimento dell’impatto della legge Biagi, con l’introduzione di causali per contratti a termine, inserimento e part time, e un tetto all’uso di queste tipologie, che non devono superare il 15% sul totale del personale. Inoltre, viene assicurato l’impegno delle aziende all’assunzione a tempo indeterminato del 70% degli apprendisti al termine del periodo di apprendistato. Sul piano normativo viene regolamentata tutta l’area dei diritti (come quella del diritto allo studio), viene migliorata la normativa sulla malattia, con particolare attenzione alle gravi patologie, e viene introdotta per la prima volta la definizione di lavoratore notturno. Soddisfatto il segretario generale della Fistel Cisl, Armando Giacomassi, che auspica «un rapido percorso di approvazione dell’ipotesi di accordo che verrà sottoposta al vaglio dei lavoratori nelle prossime settimane».
Appalti
ferroviari, firmato il contratto (dies
333/2005)
Roma - Raggiunto un accordo che segna un punto di svolta fondamentale nella storia contrattuale del settore: l’accordo di confluenza nel contratto delle attività ferroviarie rappresenta la conclusione di una vertenza molto difficile che, attraverso l’applicazione del nuovo contratto, stabilizza i contenuti normativi e i rinnovi, nell’ambito di una contrattazione che riguarda l’intero comparto delle aziende che operano nel settore ferroviario. Si è arrivati a questa positiva conclusione dopo una lunga vertenza sostenuta dalla forte mobilitazione della categoria e dagli scioperi.
L’intesa raggiunta sui miglioramenti economici che prevede un incremento di 100 euro è in linea con i rinnovi contrattuali delle altre categorie, in presenza di una condizione di crisi diffusa nelle aziende del settore, che difficilmente troverà soluzione a seguito delle nuove gare. Il periodo pregresso è riconosciuto attraverso l’una tantum di 1.000 euro. Dal 1° gennaio 2006 si applica il contratto delle attività ferroviarie attraverso l’accordo di confluenza.
Il contratto delle attività ferroviarie scade il 31 dicembre del 2006 e pertanto dal gennaio 2007 ai lavoratori delle aziende degli appalti saranno applicate le condizioni economiche e normative che deriveranno dal rinnovo del nuovo contratto. Gli aumenti retributivi previsti dall’accordo saranno erogati con le seguenti scadenze: da dicembre 2005, 50 euro, da settembre 2006 e da novembre 2006, complessivamente altri 45 euro, da ottobre 2006 incremento di 5 euro sul valore mensile del ticket. Prevista anche una tantum di 1.000 euro: 400 euro con la retribuzione di marzo 2006, 300 euro con la retribuzione di giugno 2006, 300 euro con la retribuzione di ottobre 2006.
L’accordo di confluenza prevede, insieme agli aumenti retributivi, l’incremento di indennità accessorie e il miglioramento di aspetti normativi fondamentali come il numero delle giornate di ferie e il trattamento di malattia.
L’accordo prevede le scadenze che porteranno al totale allineamento di tutti gli istituti previsti nel Ccnl delle attività ferroviarie. Questo processo di confluenza troverà piena conclusione il 31 dicembre del 2008.
Previdenza complementare. Sì a una corretta informazione e al rilancio
delle adesioni ai fondi pensione (dies
334/2005)
Roma - Chi vuole costruirsi una pensione
complementare può agire subito, senza aspettare il 1° gennaio 2008.
Cgil,
Cisl, Uil e Ugl hanno valutato negativamente la decisione del Governo di
differire l’entrata in vigore della
riforma della previdenza complementare al 1° gennaio 2008.
Questa
decisione penalizza pesantemente i lavoratori, soprattutto i più giovani, per i
quali il ridimensionamento delle prestazioni pubbliche obbligatorie si è già
verificato, mentre la previdenza complementare continua ad essere non
disponibile per l’insieme dei lavoratori dei settori pubblici e privati.
L’approvazione
dei contenuti della riforma, costituisce, peraltro, un punto fermo positivo
ascrivibile all’azione di tutte le organizzazioni sindacali confederali che,
insieme alle associazioni datoriali, si sono battute perché fosse adottato un
decreto legislativo equilibrato, in grado di salvaguardare, da un lato, la
libertà del lavoratore di destinare il Tfr alla forma pensionistica
complementare prescelta ma, dall’altro, la prerogativa della contrattazione
collettiva di lavoro di decidere le modalità e gli ambiti di destinazione delle
risorse aggiuntive a carico del datore di lavoro.
Cgil,
Cisl, Uil e Ugl, insieme alle altre associazioni di rappresentanza delle imprese
e dei datori di lavoro, sono riuscite ad ottenere che il Governo apportasse dei
cambiamenti sostanziali al testo del decreto, rispetto alla proposta iniziale.
Cambiamenti
che intervengono su punti qualificanti del sistema della previdenza complementare
e che rendono più trasparente e garantita per i lavoratori la procedura del
«silenzio – assenso», ripristinando anche l’unitarietà e l’omogeneità delle
regole di vigilanza e controllo su tutto il settore della previdenza
complementare, in capo alla Covip, e confermando l’autonomia e la centralità della contrattazione
collettiva nel suo ruolo di promozione e sostegno dei fondi pensione
collettivi.
Nel
testo del decreto, però, permangono alcuni punti non condivisibili, come quelli
relativi alla disciplina fiscale dei fondi pensione e delle prestazioni, alla normativa sui riscatti e alle regole di
governance, partecipazione e controllo per le forme pensionistiche
complementari attuate tramite fondi aperti e polizze assicurative individuali.
Cgil,
Cisl, Uil, e Ugl, giudicano inoltre, inaccettabile l’ulteriore previsione di un
doppio regime per l’adesione alla previdenza complementare, seppur temporaneo,
derivante dall’ulteriore deroga all’applicazione del «silenzio – assenso» per i
lavoratori dipendenti delle imprese che non rientrano nei requisiti del fondo di garanzia per l’accesso al credito.
Il
rischio è che la decisione del Governo di differire di due anni l’entrata in
vigore della riforma, lasci il settore della previdenza complementare in uno
stato vacante, generando confusione ed incertezza nei lavoratori, a tutto
vantaggio delle imprese di assicurazioni, per il protrarsi di un quadro
normativo nel quale non c’è ancora una
effettiva parità di condizioni di offerta contrattuale, in termini di trasparenza,
costi e modalità di governance e controllo fra le forme pensionistiche
collettive e quelle individuali che sottostanno a regole diverse.
In
questo scenario Cgil, Cisl, Uil e Ugl riconfermano l’impegno ad effettuare una
grande campagna promozionale ed informativa sulla previdenza complementare, la
cui esperienza va rilanciata a prescindere dal rinvio della riforma, in modo
che tutte le lavoratrici e lavoratori siano informati sul loro futuro
previdenziale, sulla necessità e opportunità di adesione ai fondi pensione
istituiti dalla contrattazione collettiva, e sulle caratteristiche e i vantaggi
propri degli stessi.
Il sindacato, più volte contrastato dalle associazioni di rappresentanza del mondo bancario e assicurativo, rimane sempre disponibile al confronto con tutti. Nello stesso tempo con piena legittimità e dignità Cgil, Cisl, Uil e Ugl rappresenteranno, fin dalle prossime settimane, alle lavoratrici e ai lavoratori le cose fatte in questi mesi, avviando nei luoghi di lavoro, un processo di informazione capillare che presenterà le caratteristiche e i vantaggi dei fondi pensione messi a disposizione dalla contrattazione collettiva.
Cgil, Cisl, Uil e Ugl ritengono che i fondi pensione
collettivi e negoziali siano le forme pensionistiche più idonee nelle quali far
confluire, sia il Tfr maturando, sia il contributo del lavoratore e
dell’impresa contrattualmente stabiliti. Tali fondi:
·
sono
organizzati in forma associativa, garantendo il rispetto del principio di
pariteticità nella rappresentanza dei lavoratori e dei datori di lavoro nella
composizione degli organi di amministrazione e controllo;
·
sono
improntati a criteri di trasparenza, controllo effettivo e prudenza nella gestione delle risorse che è
attuata da società bancarie e assicurative specializzate e all’uopo
autorizzate;
·
presentano
livelli oneri e spese per gli aderenti notevolmente più bassi rispetto alle
forme pensionistiche individuali.
Anche nel permanere delle attuali regole la previdenza complementare basata sui fondi negoziali, è una realtà positiva e necessaria, specie per i lavoratori più giovani, a cui conviene aderire, nell’attesa di un quadro normativo ancora più efficace ed incentivante. Per queste ragioni Cgil, Cisl, Uil e Ugl confermano l’impegno a mettere a disposizione i fondi pensione anche nei settori dove ancora non sono stati istituiti o non sono ancora operativi, come in molte realtà del pubblico impiego.
Con la decisione di rinviare gli effetti della riforma della previdenza complementare al 1° gennaio 2008, data nella quale è prevista anche l’entrata in vigore dei nuovi requisiti per l’accesso alle pensioni di anzianità, il Governo ha rimesso la questione previdenziale al centro dell’agenda politica. Così che sarà necessario riavviare, da subito, un confronto che abbia come obiettivo quello di rilanciare alcune questioni fondamentali come la necessaria flessibilità nell’uscita dal lavoro e nell’accesso alle prestazioni previdenziali, la solidarietà generale, soprattutto a favore dei lavoratori più discontinui e precari, la dimensione collettiva della previdenza complementare e la sua esigibilità, con pari opportunità e diritti per tutti i lavoratori.
In occasione
delle festività di fine anno, l’agenzia sospende le pubblicazioni per
riprenderle regolarmente ai primi di gennaio 2006. Agli amici lettori «Dies»
augura buon Natale e felice Anno nuovo.
Come
richiesto da diverse strutture e dirigenti sindacali, numerosi iscritti
all’Organizzazione chiedono di ricevere il notiziario settimanale DIES su posta
elettronica. Questa modalità consentirà di raggiungere in modo più celere i
destinatari. Perciò iscritti alla Cisl e abbonati sono invitati ad inviare
nominativo, recapito e indirizzo di posta elettronica alla e-mail dies@cislsardegna.it
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