Sassari - L'assemblea dei Pensionati SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL del territorio di Sassari ha vivacemente discusso, con un dibattito partecipato, critico e costruttivo, le misure contenute nel progetto di Legge Finanziaria 2005, sottolineandone tutti gli aspetti di negatività presenti per l'economia, per lo stato sociale, per il decollo dallo sviluppo e dall'occupazione nel Paese e nel nostro Territorio.
La stessa riduzione delle aliquote fiscali, la cosiddetta "riduzione delle tasse", appare, secondo i sindacati dei pensionati, più un fatto propagandistico e di grancassa che uno strumento sostanziale e concreto. Infatti le proposte sono riduttive rispetto alle reali esigenze dei fruitori di bassi redditi, ma al contrario premiano considerevolmente i possessori di redditi alti. La manovra inoltre non prevede la restituzione del "fiscal drag" e ignora completamente gli "incapienti", cioè coloro che non possiedono alcun reddito.
Per quanto riguardo le richieste dei pensionati, alla base delle motivazioni dello sciopero del 30 novembre 2004, le Finanziaria 2005 non prevede alcun particolare provvedimento in relazione allo rivalutazione delle pensioni falcidiate dalla continua svalutazione delle stesse, all'istituzione di un "paniere ISTAT" differenziato e più rappresentativo delle esigenze dei pensionati, all'abolizione dei ticket sui medicinali, sulle visite specialistiche e sulla prevenzione, alla realizzazione di un "Fondo sociale per i non autosufficienti" alimentato dalla fiscalità generale.
In questa situazione la Sardegna è destinata e pagare, ancora una volta, un prezzo altissimo: infatti aumenteranno la disoccupazione e la povertà delle famiglie, fenomeno divenuto purtroppo presente e rilevante nel territorio di Sassari.
Per questi motivi l’ Assemblea Unitaria dai Pensionati di Sassari sottolineo e ribadisce:
- La necessità di procedere ad una continua mobilitazione, mediante assemblee e manifestazioni locali, finalizzate a sensibilizzare tutti i pensionati ed i cittadini del territorio di Sassari;
- L'esigenza che le confederazioni CGIL, CISL e UIL, dopo la giornata di sciopero del 30 novembre 2004, interpretando il tangibile malcontento diffuso nel Paese verso la politica del Governo, valutino anche la necessità di proclamare un nuovo sciopero generale nazionale, con una manifestazione "importante e significativa" da tenere nel Meridione del Paese;
- La richiesta che, anche nel territorio sassarese, le confederazioni territoriali sappiano rilanciare azioni unitarie più efficaci ed attuare iniziativa e manifestazioni nelle quali denunziare pubblicamente la grave situazione economica e sociale del Paese, della Sardegna ed in particolare del territorio di Sassari, che da tempo si dibatte in una situazione precaria e comatosa in tutti i settori produttivi
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