Cagliari – Il Governo nazionale all’interno delle manovre correttive ha previsto, art. 21 bis 1° comma della Legge Finanziaria 2005, di ridurre le prestazioni per trattamenti di disoccupazione speciale per gli operai agricoli.
Un’operazione che - secondo i sindacati dei lavoratori agricoli - va a colpire 400.000 lavoratori stagionali a livello nazionale, tra i più professionalizzati e qualificati del settore, lavoratori concentrati soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia.
La Sardegna è interessata per 15.000 unità di cui 3.000 forestali, concentrati soprattutto nelle aree più povere e deboli dell’Isola. L’agricoltura è un settore estremamente colpito dalle ultime iniziative del Governo rispetto soprattutto dall’accentuazione della precarietà.
I lavoratori andranno a perdere con le ultime iniziative del Governo, tra 2 e 3 mila euro l’anno.
Altra norma particolarmente odiosa per le OO.SS. è quella che prevede l’abolizione dell’indennità di maternità per le lavoratrici agricole che non abbiano maturato almeno 51 giornate in ciascuno dei 2 anni precedenti.
Tali scelte si aggiungono a quelle altrettanto gravi assunte dal Governo il 18 novembre scorso con l’approvazione del decreto legge, che prevede sostegni mirati alle imprese agricole a seguito di gravi crisi di mercato mentre esclude ogni intervento a favore dei lavoratori colpiti anch’essi dalla stessa crisi.
FLAI, FAI e UILA della Sardegna hanno invitato le proprie strutture al massimo impegno e mobilitazione per correggere prima del 31 dicembre le scelte scellerate che il Governo sta portando avanti.
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