MIME-Version: 1.0 Content-Type: multipart/related; boundary="----=_NextPart_01C4E35F.CF83DBE0" Questo documento è una pagina Web in file unico, nota anche come archivio Web. La visualizzazione di questo messaggio indica che il browser o l'editor in uso non supporta gli archivi Web. Scaricare un browser che supporti gli archivi Web, come Microsoft Internet Explorer. ------=_NextPart_01C4E35F.CF83DBE0 Content-Location: file:///C:/2358AEED/dies43_04.htm.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii"
ANNO
XXIII - NUMERO 43
20 dicembre 2004
dies 382=
Cgil-Cis=
l-Uil:
sulle emergenze iniziative unitarie
dies 383=
Mobilitazione del settore industria a Cagliari e Ro=
ma.
dies 384
In Sardegna 261.000 persone in situazione di disagio sociale. Medde: «Bisogna fare persto prima che il fenomeno si aggravi ulteriormente»
dies 385
I sindacati sardi contestano i tagli del Governo nazionale ai trattamenti di disoccupazione speciale per gli operai agricoli=
dies 386=
Pensiona=
ti di
Sassari pronti ad una nuova mobilitazione generale
dies 387=
La forma=
zione
professionale nel progetto di sviluppo della Sardegna. Le proposte di Acli,
Cisl e Uil
dies 388=
Mirko Id=
ili:
nuovo segretario Cisl Scuola della Gallura
dies 389
Adiconsum. La favola degli
interessi tasso 0%.
dies 390
Corso di aggiornamento di formazione per dirigenti e quadri Fistel
Cgil-Cis=
l-Uil:
sulle emergenze iniziative unitarie &n=
bsp; (dies
382/2004)
Cagliari - Si
è tenuto l’11 dicembre scorso un incontro fra i segretari gene=
rali
di CGIL-CISL-UIL, Giampaolo Diana, Mario Medde e Gino Mereu, nel corso del
quale è stato avviato un primo esame delle questioni che hanno porta=
to
all’interruzione dei rapporti unitari ed è stato definito un p=
ercorso
di confronto fra le segreterie al completo per i prossimi giorni, cos&igrav=
e;
da poter individuare un metodo per rafforzare il cammino unitario e il ruol=
o di
rappresentanza del sindacato nella chiarezza, condivisione di obiettivi e
modalità di comportamento.
Il permanere delle ragioni per cui è avvi=
ata
la ricerca non deve essere di ostacolo, nell’interesse superiore dei
lavoratori sardi, a rispondere con una forte iniziativa all’urgenza d=
ei
problemi.
Si è così deciso di chiedere alle
Segreterie nazionali confederali il sostegno e la partecipazione diretta al
tavolo di negoziazione sulla vertenza Sardegna con il Governo, rispetto al
quale è stato ribadito un giudizio sostanzialmente negativo per aver
disatteso gli impegni presi sul fronte della chimica, dell’energia e =
del
rilancio dell’apparato produttivo. A tale proposito CGIL-CISL-UIL,
d’intesa con le Segreterie nazionali, decideranno le forme di una
mobilitazione che dovrà concludersi di fronte alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri alla ripresa dalle festività di fine anno.
E’ stato espresso inoltre un parere critico
rispetto alla Giunta regionale per l’assenza di un’efficace
strategia di sviluppo industriale, per i ritardi nell’avvio delle rif=
orme
istituzionali e delle politiche per il lavoro. Le segreterie regionali
definiranno quindi, subito dopo le festività, le necessarie forme di
mobilitazione per richiamare
Mobilitazione del settore industria a Cagliari e Ro=
ma.
Cagliari=
-
E’ questa la determinazione del Coordiname=
nto
Industria della Cisl della Sardegna, riunitosi nei giorni scorsi a Cagliari=
con
la partecipazione delle Segreterie Territoriali Confederali e delle Segrete=
rie
delle Federazioni Regionali dell’Industria e dei Servizi a rete.
Su tutto questo
In Sardegna 261.000 persone in situazione di disagio sociale. Medde: «Bisogna fare presto prima che il fenomeno si aggravi ulteriormente»  = ; &n= bsp;  = ; (dies 384/2004)
Cagliari - La povertà in Sardegna è un fenomeno sempre più diffuso ecco perchè = si rende indispensabile la mobilitazione a Roma e a Cagliari, per sollecitare l’attuazione degli accordi al Governo nazionale e una politica industriale, del lavoro e sociale alla giunta regionale.
E’ utile e impor=
tante
sottolineare la decisione unitaria di CGIL CISL UIL di lavorare a una
mobilitazione, nelle forme e nei modi da concordare, sia a Roma che a Cagli=
ari,
per ribadire con maggior forza al Governo nazionale l’attuazione
dell’Accordo sulla chimica, sull’energia e sull’Intesa
Istituzionale di Programma. Al Governo regionale, invece, una politica
industriale e del lavoro, e riforme istituzionali adeguate alle esigenze
dell’Isola e alle dinamiche nazionali ed europee.
<=
span
style=3D'font-family:"Times New Roman";font-weight:normal'>Le inadempienze =
del
Governo Nazionale sono evidenti e si sommano a quelle evidenziate nello
sciopero generale del 30 di novembre.
«Si tratta ora &=
#8211;
dice il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde - di dare risalto
alla difficilissima situazione sociale ed economica della Sardegna e alla
necessità, non più rinviabile, di politiche e interventi mira=
ti a
combattere la disoccupazione, l’aumento delle vecchie e nuove
povertà, il declino del sistema industriale ed economico
regionale».
L’insistenza del
sindacato, anche sul versante regionale, sull’assenza di politiche in=
dustriali
e sociali risponde proprio a una domanda di norme e di interventi che non p=
ossono
seguire i tempi lunghi.
Ora bisogna intervenir=
e e
dare risposte, prima che diventi irrecuperabile il ritardo competitivo
dell’Isola e che il processo di impoverimento di vasti strati sociali=
si
trasformi in un fenomeno ancora più diffuso.
La povertà in
Sardegna è infatti un fatto rilevante e riguarda 261.195 persone, in
condizioni di disagio sociale, proprio secondo alcuni dati
dell’Osservatorio Industriale e secondo una ricerca della stessa Cisl
sarda che ha individuato le figure sociali in difficoltà.
Secondo l’ISTAT =
la
povertà assoluta riguarda le famiglie con una capacità di spe=
sa
mensile pari 573,63 euro e la povertà relativa a soggetti con una
capacità di spesa pari a 823,45 euro.
= In Sardegna abbiamo 23.000 persone con assegno sociale (importo medio mensile 387,00 euro) 122.357 persone con pensione al minimo (importo medio mensile 421,71 euro), 23.000 persone in mobilità (importo medio mensile 573,= 63), 17.000 invalidi, ciechi, sordomuti (pensione di importo medio mensile pari a 600,00 euro) e 118.000 disoccupati privi di reddito.
A questi si aggiungono
35.000 persone che si sono viste riconoscere il diritto
all’invalidità, di cui solo una piccola percentuale si è
vista erogare il relativo assegno
A fronte di questi dat=
i e in
considerazione di un’economia regionale in grande difficoltà,
è non solo evidente ma necessario e urgente un patto sociale tra Reg=
ione
e rappresentanze economiche e sociali, per concretizzare gli interventi uti=
li a
rilanciare l’economia e, immediatamente, a dare risposte alle vecchie=
e
nuove povertà.
Serve un welfare regio=
nale,
che dia più speranze e certezze ai pensionati, ai non autosufficient=
i,
ai disoccupati e a tutti i lavoratori.
«Una grande
mobilitazione in Sardegna su questi obiettivi, è utile – aggiu=
nge
Medde - non solo per contrastare le volontà del Governo Nazionale di
ridurre i livello di coperture dei diritti, ma è altrettanto fondame=
ntale
per sollecitare alla Giunta Regionale atti di governo, che incidano positiv=
amente
sullo stato dell’economia e nelle condizioni di vita delle persone e =
delle
famiglie. Per questo insistiamo – conclude il segretario Cisl - per u=
na
mobilitazione delle coscienze delle persone, che spinga il Governo Regional=
e a
darsi leggi, progetti e a proporre interventi concordati e condivisi con il
partenariato economico e sociale. Il metro per valutare l’efficienza e
l’efficacia dell’azione di governo, deve essere infatti la
qualità della risposta alle emergenze in atto e la partecipazione ch=
e viene
sollecitata ed attivata».
I sindacati sardi contestano i tagli del Governo nazionale ai trattamenti di disoccupazione speciale per gli operai agricoli= &= nbsp; (dies 385/2004)
Cagliari –=
Il
Governo nazionale all’interno delle manovre correttive ha previsto, a=
rt.
21 bis 1° comma della Legge Finanziaria 2005, di ridurre le prestazioni=
per
trattamenti di disoccupazione speciale per gli operai agricoli.
Un’operazi=
one che
- secondo i sindacati dei lavoratori agricoli - va a colpire 400.000 lavora=
tori
stagionali a livello nazionale, tra i più professionalizzati e
qualificati del settore, lavoratori concentrati soprattutto nel Mezzogiorno
d’Italia.
I lavoratori and=
ranno a
perdere con le ultime iniziative del Governo, tra 2 e 3 mila euro l’a=
nno.
Altra norma
particolarmente odiosa per le OO.SS. è quella che prevede
l’abolizione dell’indennità di maternità per le
lavoratrici agricole che non abbiano maturato almeno 51 giornate in ciascuno
dei 2 anni precedenti.
Tali scelte si
aggiungono a quelle altrettanto gravi assunte dal Governo il 18 novembre sc=
orso
con l’approvazione del decreto legge, che prevede sostegni mirati alle
imprese agricole a seguito di gravi crisi di mercato mentre esclude ogni
intervento a favore dei lavoratori colpiti anch’essi dalla stessa cri=
si.
FLAI, FAI e UILA= della Sardegna hanno invitato le proprie strutture al massimo impegno e mobilitaz= ione per correggere prima del 31 dicembre le scelte scellerate che il Governo sta portando avanti.
Pensiona=
ti di
Sassari pronti a una nuova mobilitazione generale (dies 386/2004)
Sassari - L'assemblea dei Pensio=
nati
SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL del territorio di Sassari ha vivacemente discu=
sso,
con un dibattito partecipato, critico e costruttivo, le misure contenute nel
progetto di Legge Finanziaria 2005, sottolineandone tutti gli aspetti di
negatività presenti per l'economia, per lo stato sociale, per il dec=
ollo
dallo sviluppo e dall'occupazione nel Paese e nel nostro Territorio.
La stessa riduzione de=
lle
aliquote fiscali, la cosiddetta "riduzione delle tasse"=
;,
appare, secondo i sindacati dei pensionati, più un fatto propagandis=
tico
e di grancassa che uno strumento sostanziale e concreto. Infatti le proposte
sono riduttive rispetto alle reali esigenze dei fruitori di bassi redditi, =
ma
al contrario premiano considerevolmente i possessori di redditi alti. La
manovra inoltre non prevede la restituzione del "fiscal drag" e
ignora completamente gli "incapienti", cioè coloro che non
possiedono alcun reddito.
Per quanto riguardo= le richieste dei pensionati, alla base delle motivazioni dello sciopero del 30 novembre 2004, le Finanziaria 2005 non prevede alcun particolare provvedime= nto in relazione allo rivalutazione delle pensioni falcidiate dalla continua svalutazione delle stesse, all'istituzione di un "paniere ISTAT&q= uot; differenziato e più rappresentativo delle esigenze dei pensionati, all'abolizione dei ticket sui medicinali, sulle visite specialistiche e sulla prevenzione, alla realizzazione di un "Fondo sociale per i non autosufficienti" alimentato dalla fiscalità generale.
In questa situazione
Per questi motivi l’ Assemblea Unita=
ria
dai Pensionati di Sassari sottolineo e ribadisce:
·  =
;
La necessità di procedere ad una contin=
ua
mobilitazione, mediante assemblee e manifestazioni locali, finalizzate a
sensibilizzare tutti i pensionati ed i cittadini del territorio di Sassari;=
·  =
;
L'esigenza che le confederazioni CGIL, CISL e =
UIL,
dopo la giornata di sciopero del 30 novembre 2004, interpretando il tangibi=
le
malcontento diffuso nel Paese verso la politica del Governo, valutino anche=
la
necessità di proclamare un nuovo sciopero generale nazionale, con una
manifestazione "importante e significativa" da tenere nel Meridio=
ne
del Paese;
·  =
;
La richiesta che, anche nel territorio sassare=
se,
le confederazioni territoriali sappiano rilanciare azioni unitarie pi&ugrav=
e;
efficaci ed attuare iniziativa e manifestazioni nelle quali denunziare
pubblicamente la grave situazione economica e sociale del Paese, della Sard=
egna
ed in particolare del territorio di Sassari, che da tempo si dibatte in una
situazione precaria e comatosa in tutti i settori produttivi.
La formazione professionale nel progetto di sviluppo della Sardegna=
. Le
proposte di Acli, Cisl e Uil/1 &=
nbsp; (dies
387/2004)
Cagliari – Quale dovrà essere il ruolo della Formazione professionale n=
el
progetto di sviluppo della Sardegna? Dalla risposta a questo interrogativo
dipenderà in buona parte la costruzione del sistema formativo sardo =
nel
suo duplice aspetto: quello dell’istruzione e quella della formazione
professionale vera e propria.
Acli, Cisl e Uil hanno=
cominciato
a disegnare il quadro delle funzioni che istruzione e formazione profession=
ale
dovranno svolgere in futuro, e gli interventi che
Sono cinque le operaz=
ioni che
Ma ecco le cose che, s=
econdo
Acli, Cisl e Uil
=
- =
Decentrare alle Province le attività di formazione, come
previsto nell’istituzione dei servizi per l’impiego;
=
- =
Rimodulare le norme per l’accreditamento dei soggetti pubblic=
i e
privati, tenendo conto soprattutto delle specificità dell’atti=
vità
formativa svolta;
=
- =
Costruire una prospettiva unitaria del sistema educativo
dell’istruzione e della formazione professionale, formulando una prop=
osta
di «carta qualità della formazione» che prevede
l’analisi del contesto territoriale per legare l’offerta format=
iva
alle esigenze del territorio e l’accompagnamento nella ricerca del la=
voro
e nel primo inserimento professionale;
=
- =
Ripensare ad un nuovo assetto che istituzionalizzi il rapporto tra i
soggetti impegnati nell’istruzione e nella formazione professionale
finalizzato alla realizzazione degli organismi bilaterali;
=
- =
Rivisitare le competenze del personale favorendo, laddove è
necessario, l’autonoma e libera scelta di uscita in prepensionamento e
valorizzando gli operatori nelle attività formative previste
dall’intero sistema. Si propone inoltre di realizzare una banca dati =
che
contenga tutte le professionalità certificate del personale.
Le proposte operative alla giunta regionale
In considerazione di q=
uesti
ragionamenti Acli, Cisl e Uil chiedono alla Giunta regionale:
=
1. L’apertura di un
tavolo permanente di confronto con le rappresentanze sociali che, attraverso
una puntuale e rigorosa analisi del sistema, sia in grado di riformare il
settore.
=
2. La predisposizione di =
un
disegno di legge di riforma che, nell’accogliere le proposte delle pa=
rti
sociali, rappresenti in tempi rapidi un punto di riferimento per i giovani,=
i
disoccupati, i lavoratori, le imprese e il mercato del lavoro, e consenta u=
na
integrazione tra i diversi sistemi dell’istruzione, della formazione e
dell’università. I punti fermi della riforma dovranno essere: =
il
pluralismo dell’offerta formativa, la libertà di scelta e acce=
sso,
l’autonomia l’identità e l’integrazione tra i sist=
emi,
il ruolo dei «soggetti storici», la valorizzazione delle profes=
sionalità
degli operatori.
=
3. Una revisione concerta=
ta dei
soggetti sinora accreditati nel sistema della formazione professionale,
privilegiando, tra i requisiti fondamentali di tali soggetti, la lunga sedi=
mentazione
di esperienze o di rappresentanza diretta del mondo del lavoro, delle impre=
se e
del sistema della bilateralità.
=
4. Il decentramento, alle
Province, di specifiche funzioni e competenze in materia di formazione
professionale.
=
5. L’integrazione, =
tra i
diversi sistemi (istruzione, formazione, apprendistato), nel rispetto e
riconoscimento delle specifiche e autonome identità.
=
6. La valorizzazione di t=
utte
le professionalità operanti nel settore e l’assunzione della
contrattazione regionale e locale.
=
7. L’adozione, fatt=
iva e
vincolante, per i soggetti gestori di specifici piani industriali per colle=
gare
monitoraggio, programmazione, fabbisogno didattico, risorse finanziarie, ef=
ficienza
ed efficacia in entrata e in uscita.
=
8. La riforma dei servizi=
per
l’impiego e un collegamento sinergico con i sistemi della formazione
professionale e dell’istruzione.
=
9. Il recepimento di un s=
istema
di standard di competenze che dovrebbe essere individuato a livello naziona=
le.
= 10. L’incremento del= le risorse finanziarie della Regione Sardegna in conto formazione professional= e. Il rapporto tra spese complessive del bilancio regionale e costi della form= azione professionale è dell’1,86% per il 2004 e dell’1,34% per = il 2003.I fondi regionali per la formazione professionale rappresentano per il 2004 il 19,28% del totale a fronte dell’80,72% di assegnazioni statal= i ed europee. Nella pubblica istruzione, assessorato regionale competente, i fon= di regionali per l’istruzione e l’università sono per il 20= 04 l’85,14% del totale, a fronte del 14,86% delle assegnazioni statali.<= o:p>
=
11. L’accelerazione =
della
spesa, soprattutto delle risorse finanziarie del Piano Operativo Regionale
(Quadro Comunitario di Sostegno), e l’avvio dei bandi per la tempesti=
va effettuazione
dei corsi di formazione professionale.
Mirko Idili: nuovo segretario Cisl Scuola della Gallura (dies 388/2004)
Cagliari – Mirko Idili è stato eletto all’unanimità
segretario generale della Cisl-Scuola della Gallura. Il Consiglio territori=
ale
di categoria, riunito nei giorni scorsi a Olbia, preso atto delle dimissioni
presentate da Pina Luciano da quest’anno dirigente scolastico, ha ele=
tto
Mirko Idili. Sono stati chiamati a far parte della segreteria Rosa Casto e
Marina Catte.
Adiconsum. La favola degli interessi tasso 0%. (dies 389/2004)
Cag= liari – Periodicamente siamo tempestati da sed= icenti proposte pubblicitarie che invitano a fare acquisti, confortati da volantini che recitano «Compra subito, paghi in 12 mesi a interessi 0%».<= o:p>
Corso di aggiornamento di formazione per dirigenti e quadri Fistel
Cagliari – Un viaggio nella storia ultracinquantennale della Cisl per
scoprirne le specificità e il DNA sindacale che dà ragione e
motiva l’originale proposta ai lavoratori. Per tre giorni (1-3 dicemb=
re
scorso), 15 lavoratori rappresentanti aziendali e rappresentanti sindacali
unitari cislini della Fistel (la federazione che riunisce i lavoratori delle
telecomunicazioni e dell’informazione)hanno ripercorso la storia del =
sindacato
fondato da Giulio Pastore per riscoprirne l’attualità.
Centralità della persona umana, presenza attenta nei luoghi di lavor=
o,
pluralismo, incompatibilità tra cariche politiche e
responsabilità sindacali, contrattazione e concertazione come normal=
i strumenti
di azione sindacale, confronto e dialogo anziché lotta di classe,
protagonismo del lavoratore-cittadino nella società: sono stati i te=
mi,
presentati dal segretario regionale per le politiche sociali e il pubblico
impiego, Oriana Putzolu, al centro delle discussioni dei corsisti e dei lav=
ori
nei gruppi di studio. Su questi valori
« 15 lavoratori rappresentanti sindacali e di Rsu provenienti=
da
aziende diverse, abituati a confrontarsi all’interno della realt&agra=
ve;
professionale di provenienza, hanno imparato a scoprire e ad assaporare =
211;
ha commentato uno dei partecipanti - il filo conduttore che unisce i lavora=
tori
di tutti i comparti produttivi italiani e nello specifico della nostra
federazione. In questo modo hanno potuto rilevare nei principi, nelle metod=
iche
e nelle azioni della Confederazione nonché nei relativi confronti e
nelle conseguenti riflessioni, gli spunti per una completa e articolata ric=
erca
degli strumenti necessari alla futura e successiva crescita sia della
confederazione nel suo complesso sia della relativa federazione
d’appartenenza nonché, non da ultimo, della realtà
aziendale di provenienza».
Un viaggio dentro il
pianeta Cisl voluto dal segretario generale Fistel, Piero Testa, che ha
lavorato per dar vita a una iniziativa che non solo aggiorna la cultura
sindacale di quadri e dirigenti di categoria, ma è premessa di
ringiovanimento sindacale e partecipazione democratica. Pilota di questo
percorso d’aggiornamento lo staff dei formatori Cisl composto da Giov=
anna
Carlini, Francesco Manca, Gian Luigi Lai e Lucia Secci. «Senza formaz=
ione
e cultura sindacale – ha detto il segretario generale Mario Medde =
211;
la vena propositiva sindacale rischia di esaurirsi perché si perde la
capacità di capire il nuovo pur restando ancorati alle radici della
nostra storia».