MIME-Version: 1.0 Content-Type: multipart/related; boundary="----=_NextPart_01C4E35F.CF83DBE0" Questo documento è una pagina Web in file unico, nota anche come archivio Web. La visualizzazione di questo messaggio indica che il browser o l'editor in uso non supporta gli archivi Web. Scaricare un browser che supporti gli archivi Web, come Microsoft Internet Explorer. ------=_NextPart_01C4E35F.CF83DBE0 Content-Location: file:///C:/2358AEED/dies43_04.htm.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" ANNO XIII - NUMERO 14

ANNO XXIII - NUMERO 43

20 dicembre 2004

 

dies 382=

Cgil-Cis= l-Uil: sulle emergenze iniziative unitarie

&nb= sp;

dies 383=

Mobilitazione del settore industria a Cagliari e Ro= ma. La Cisl conferma le iniz= iali decisioni di CGIL-CISL-UIL

 

dies 384

In Sardegna 261.000 persone in situazione di disagio sociale. Medde: «Bisogna fare persto prima che il fenomeno si aggravi ulteriormente»

 

dies 385

I sindacati sardi contestano i tagli del Governo nazionale ai trattamenti di disoccupazione speciale per gli operai agricoli=

 

dies 386=

Pensiona= ti di Sassari pronti ad una nuova mobilitazione generale

&nb= sp;

dies 387=

La forma= zione professionale nel progetto di sviluppo della Sardegna. Le proposte di Acli, Cisl e Uil

&nb= sp;

dies 388=

Mirko Id= ili: nuovo segretario Cisl Scuola della Gallura

&nb= sp;

dies 389

Adiconsum. La favola degli interessi tasso 0%.

 <= /p>

dies 390

Corso di aggiornamento di formazione per dirigenti e quadri Fistel         = (dies 390/2004)

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Cgil-Cis= l-Uil: sulle emergenze iniziative unitarie &n= bsp; (dies 382/2004)

 

Cagliari - Si è tenuto l’11 dicembre scorso un incontro fra i segretari gene= rali di CGIL-CISL-UIL, Giampaolo Diana, Mario Medde e Gino Mereu, nel corso del quale è stato avviato un primo esame delle questioni che hanno porta= to all’interruzione dei rapporti unitari ed è stato definito un p= ercorso di confronto fra le segreterie al completo per i prossimi giorni, cos&igrav= e; da poter individuare un metodo per rafforzare il cammino unitario e il ruol= o di rappresentanza del sindacato nella chiarezza, condivisione di obiettivi e modalità di comportamento.

Il permanere delle ragioni per cui è avvi= ata la ricerca non deve essere di ostacolo, nell’interesse superiore dei lavoratori sardi, a rispondere con una forte iniziativa all’urgenza d= ei problemi.

Si è così deciso di chiedere alle Segreterie nazionali confederali il sostegno e la partecipazione diretta al tavolo di negoziazione sulla vertenza Sardegna con il Governo, rispetto al quale è stato ribadito un giudizio sostanzialmente negativo per aver disatteso gli impegni presi sul fronte della chimica, dell’energia e = del rilancio dell’apparato produttivo. A tale proposito CGIL-CISL-UIL, d’intesa con le Segreterie nazionali, decideranno le forme di una mobilitazione che dovrà concludersi di fronte alla Presidenza del Consiglio dei Ministri alla ripresa dalle festività di fine anno.

E’ stato espresso inoltre un parere critico rispetto alla Giunta regionale per l’assenza di un’efficace strategia di sviluppo industriale, per i ritardi nell’avvio delle rif= orme istituzionali e delle politiche per il lavoro. Le segreterie regionali definiranno quindi, subito dopo le festività, le necessarie forme di mobilitazione per richiamare la Giunta regionale a superare questi ritardi.

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Mobilitazione del settore industria a Cagliari e Ro= ma. La Cisl conferma le iniz= iali decisioni di CGIL-CISL-UIL   = ;         (dies 383/2004)

 

Cagliari= - La Cisl conferma la deci= sione assunta dalle Segreterie unitarie di CGIL CISL UIL di avviare in tempi rapi= di la mobilitazione di tutte le categorie dell’industria e dei servizi a rete. Contestualmente ribadisce la necessità di una manifestazione a Cagliari e di una a Roma (sit-in) di fronte a Palazzo Chigi, da tenersi già nelle prossime settimane.

E’ questa la determinazione del Coordiname= nto Industria della Cisl della Sardegna, riunitosi nei giorni scorsi a Cagliari= con la partecipazione delle Segreterie Territoriali Confederali e delle Segrete= rie delle Federazioni Regionali dell’Industria e dei Servizi a rete. La Cisl ribadisce dunque= le preoccupazioni per lo stato in cui versa il sistema economico regionale e la perdurante crisi dei settori, dal tessile all’agro-alimentare, dai lapidei alla chimica, alle telecomunicazioni, ai trasporti e ai servizi a r= ete.

La Cisl Sarda valuta dunque insoddisfacente l’azione si= nora svolta dalla Giunta Regionale che, pure in presenza di un progressivo peggioramento degli indicatori economici, stenta ad adottare scelte politic= he coerenti capaci di arrestare il progressivo declino dell’industria.

La Cisl giudica molto grave il silenzio del Governo nazionale che a distanza di mesi non ha garantito e non garantisce tuttora = la ferma applicazione degli accordi già sottoscritti per la chimica (14 luglio 2003) e per l’energia (18 dicembre 2003).

Su tutto questo la Cisl assumerà nei prossimi giorni le conseguenti decisioni operative accertate le volontà unitarie.<= /o:p>

 

 

In Sardegna 261.000 persone in situazione di disagio sociale. Medde: «Bisogna fare presto prima che il fenomeno si aggravi ulteriormente»    = ;            &n= bsp;            = ;      (dies 384/2004)

 

Cagliari - La povertà in Sardegna è un fenomeno sempre più diffuso ecco perchè = si rende indispensabile la mobilitazione a Roma e a Cagliari, per sollecitare l’attuazione degli accordi al Governo nazionale e una politica industriale, del lavoro e sociale alla giunta regionale.

E’ utile e impor= tante sottolineare la decisione unitaria di CGIL CISL UIL di lavorare a una mobilitazione, nelle forme e nei modi da concordare, sia a Roma che a Cagli= ari, per ribadire con maggior forza al Governo nazionale l’attuazione dell’Accordo sulla chimica, sull’energia e sull’Intesa Istituzionale di Programma. Al Governo regionale, invece, una politica industriale e del lavoro, e riforme istituzionali adeguate alle esigenze dell’Isola e alle dinamiche nazionali ed europee.

<= span style=3D'font-family:"Times New Roman";font-weight:normal'>Le inadempienze = del Governo Nazionale sono evidenti e si sommano a quelle evidenziate nello sciopero generale del 30 di novembre.

«Si tratta ora &= #8211; dice il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde - di dare risalto alla difficilissima situazione sociale ed economica della Sardegna e alla necessità, non più rinviabile, di politiche e interventi mira= ti a combattere la disoccupazione, l’aumento delle vecchie e nuove povertà, il declino del sistema industriale ed economico regionale».

L’insistenza del sindacato, anche sul versante regionale, sull’assenza di politiche in= dustriali e sociali risponde proprio a una domanda di norme e di interventi che non p= ossono seguire i tempi lunghi.

Ora bisogna intervenir= e e dare risposte, prima che diventi irrecuperabile il ritardo competitivo dell’Isola e che il processo di impoverimento di vasti strati sociali= si trasformi in un fenomeno ancora più diffuso.

La povertà in Sardegna è infatti un fatto rilevante e riguarda 261.195 persone, in condizioni di disagio sociale, proprio secondo alcuni dati dell’Osservatorio Industriale e secondo una ricerca della stessa Cisl sarda che ha individuato le figure sociali in difficoltà.=

Secondo l’ISTAT = la povertà assoluta riguarda le famiglie con una capacità di spe= sa mensile pari 573,63 euro e la povertà relativa a soggetti con una capacità di spesa pari a 823,45 euro.

= In Sardegna abbiamo 23.000 persone con assegno sociale (importo medio mensile 387,00 euro) 122.357 persone con pensione al minimo (importo medio mensile 421,71 euro), 23.000 persone in mobilità (importo medio mensile 573,= 63), 17.000 invalidi, ciechi, sordomuti (pensione di importo medio mensile pari a 600,00 euro) e 118.000 disoccupati privi di reddito.

A questi si aggiungono 35.000 persone che si sono viste riconoscere il diritto all’invalidità, di cui solo una piccola percentuale si è vista erogare il relativo assegno

A fronte di questi dat= i e in considerazione di un’economia regionale in grande difficoltà, è non solo evidente ma necessario e urgente un patto sociale tra Reg= ione e rappresentanze economiche e sociali, per concretizzare gli interventi uti= li a rilanciare l’economia e, immediatamente, a dare risposte alle vecchie= e nuove povertà.

Serve un welfare regio= nale, che dia più speranze e certezze ai pensionati, ai non autosufficient= i, ai disoccupati e a tutti i lavoratori.

«Una grande mobilitazione in Sardegna su questi obiettivi, è utile – aggiu= nge Medde - non solo per contrastare le volontà del Governo Nazionale di ridurre i livello di coperture dei diritti, ma è altrettanto fondame= ntale per sollecitare alla Giunta Regionale atti di governo, che incidano positiv= amente sullo stato dell’economia e nelle condizioni di vita delle persone e = delle famiglie. Per questo insistiamo – conclude il segretario Cisl - per u= na mobilitazione delle coscienze delle persone, che spinga il Governo Regional= e a darsi leggi, progetti e a proporre interventi concordati e condivisi con il partenariato economico e sociale. Il metro per valutare l’efficienza e l’efficacia dell’azione di governo, deve essere infatti la qualità della risposta alle emergenze in atto e la partecipazione ch= e viene sollecitata ed attivata».

 

 

I sindacati sardi contestano i tagli del Governo nazionale ai trattamenti di disoccupazione speciale per gli operai agricoli=         &= nbsp;  (dies 385/2004)

 

Cagliari –= Il Governo nazionale all’interno delle manovre correttive ha previsto, a= rt. 21 bis 1° comma della Legge Finanziaria 2005, di ridurre le prestazioni= per trattamenti di disoccupazione speciale per gli operai agricoli.<= /span>

Un’operazi= one che - secondo i sindacati dei lavoratori agricoli - va a colpire 400.000 lavora= tori stagionali a livello nazionale, tra i più professionalizzati e qualificati del settore, lavoratori concentrati soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia.

La Sardegna è interessata per 15.000 unità = di cui 3.000 forestali, concentrati soprattutto nelle aree più povere e deb= oli dell’Isola. L’agricoltura è un settore estremamente colp= ito dalle ultime iniziative del Governo rispetto soprattutto dall’accentuazione della precarietà.

I lavoratori and= ranno a perdere con le ultime iniziative del Governo, tra 2 e 3 mila euro l’a= nno.

Altra norma particolarmente odiosa per le OO.SS. è quella che prevede l’abolizione dell’indennità di maternità per le lavoratrici agricole che non abbiano maturato almeno 51 giornate in ciascuno dei 2 anni precedenti.

Tali scelte si aggiungono a quelle altrettanto gravi assunte dal Governo il 18 novembre sc= orso con l’approvazione del decreto legge, che prevede sostegni mirati alle imprese agricole a seguito di gravi crisi di mercato mentre esclude ogni intervento a favore dei lavoratori colpiti anch’essi dalla stessa cri= si.

FLAI, FAI e UILA= della Sardegna hanno invitato le proprie strutture al massimo impegno e mobilitaz= ione per correggere prima del 31 dicembre le scelte scellerate che il Governo sta portando avanti.

 

&nb= sp;

Pensiona= ti di Sassari pronti a una nuova mobilitazione generale (dies 386/2004)

&nb= sp;

Sassari - L'assemblea dei Pensio= nati SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL del territorio di Sassari ha vivacemente discu= sso, con un dibattito partecipato, critico e costruttivo, le misure contenute nel progetto di Legge Finanziaria 2005, sottolineandone tutti gli aspetti di negatività presenti per l'economia, per lo stato sociale, per il dec= ollo dallo sviluppo e dall'occupazione nel Paese e nel nostro Territorio.

La stessa riduzione de= lle aliquote fiscali, la cosiddetta "riduzione delle tasse"= ;, appare, secondo i sindacati dei pensionati, più un fatto propagandis= tico e di grancassa che uno strumento sostanziale e concreto. Infatti le proposte sono riduttive rispetto alle reali esigenze dei fruitori di bassi redditi, = ma al contrario premiano considerevolmente i possessori di redditi alti. La manovra inoltre non prevede la restituzione del "fiscal drag" e ignora completamente gli "incapienti", cioè coloro che non possiedono alcun reddito.

Per quanto riguardo= le richieste dei pensionati, alla base delle motivazioni dello sciopero del 30 novembre 2004, le Finanziaria 2005 non prevede alcun particolare provvedime= nto in relazione allo rivalutazione delle pensioni falcidiate dalla continua svalutazione delle stesse, all'istituzione di un "paniere ISTAT&q= uot; differenziato e più rappresentativo delle esigenze dei pensionati, all'abolizione dei ticket sui medicinali, sulle visite specialistiche e sulla prevenzione, alla realizzazione di un "Fondo sociale per i non autosufficienti" alimentato dalla fiscalità generale.

In questa situazione la Sardegna è destinata e pagare, ancora una volta, un prezzo altissimo: infatti aumenter= anno la disoccupazione e la povertà delle famiglie, fenomeno divenuto purtroppo presente e rilevante nel territorio di Sassari.=

Per questi motivi lAssemblea Unita= ria dai Pensionati di Sassari sottolineo e ribadisce:

·            = ;   La necessità di procedere ad una contin= ua mobilitazione, mediante assemblee e manifestazioni locali, finalizzate a sensibilizzare tutti i pensionati ed i cittadini del territorio di Sassari;=

·            = ;   L'esigenza che le confederazioni CGIL, CISL e = UIL, dopo la giornata di sciopero del 30 novembre 2004, interpretando il tangibi= le malcontento diffuso nel Paese verso la politica del Governo, valutino anche= la necessità di proclamare un nuovo sciopero generale nazionale, con una manifestazione "importante e significativa" da tenere nel Meridio= ne del Paese;

·            = ;   La richiesta che, anche nel territorio sassare= se, le confederazioni territoriali sappiano rilanciare azioni unitarie pi&ugrav= e; efficaci ed attuare iniziativa e manifestazioni nelle quali denunziare pubblicamente la grave situazione economica e sociale del Paese, della Sard= egna ed in particolare del territorio di Sassari, che da tempo si dibatte in una situazione precaria e comatosa in tutti i settori produttivi.

 

 

La formazione professionale nel progetto di sviluppo della Sardegna= . Le proposte di Acli, Cisl e Uil/1  &= nbsp;       (dies 387/2004)

 

Cagliari – Quale dovrà essere il ruolo della Formazione professionale n= el progetto di sviluppo della Sardegna? Dalla risposta a questo interrogativo dipenderà in buona parte la costruzione del sistema formativo sardo = nel suo duplice aspetto: quello dell’istruzione e quella della formazione professionale vera e propria.

Acli, Cisl e Uil hanno= cominciato a disegnare il quadro delle funzioni che istruzione e formazione profession= ale dovranno svolgere in futuro, e gli interventi che la Regione dovr&agrav= e; realizzare per tenere l’Isola al passo con i tempi e le regole di Bruxelles.

Sono cinque le operaz= ioni che la Regione deve mettere in cantiere al più presto. Le ha indicato, con molta chiarezza, Mario Medde nella relazione che il 6 dicembre scorso ha aperto i lavori del convegno «Percorsi di futuro tra storie e innovazione&raqu= o; al quale hanno partecipato il Presidente della Regione, Renato Soru, il Presidente delle Acli, Luigi Bobba, il Segretario Generale UIL, Gino Mereu,= i consiglieri regionali Silvio Lai, Eliseo Secci, Sergio Pisano e Giorgio La Spisa.

Ma ecco le cose che, s= econdo Acli, Cisl e Uil la Re= gione deve fare con urgenza:

= -      =    Decentrare alle Province le attività di formazione, come previsto nell’istituzione dei servizi per l’impiego;=

= -      =    Rimodulare le norme per l’accreditamento dei soggetti pubblic= i e privati, tenendo conto soprattutto delle specificità dell’atti= vità formativa svolta;

= -      =    Costruire una prospettiva unitaria del sistema educativo dell’istruzione e della formazione professionale, formulando una prop= osta di «carta qualità della formazione» che prevede l’analisi del contesto territoriale per legare l’offerta format= iva alle esigenze del territorio e l’accompagnamento nella ricerca del la= voro e nel primo inserimento professionale;

= -      =    Ripensare ad un nuovo assetto che istituzionalizzi il rapporto tra i soggetti impegnati nell’istruzione e nella formazione professionale finalizzato alla realizzazione degli organismi bilaterali;

= -      =    Rivisitare le competenze del personale favorendo, laddove è necessario, l’autonoma e libera scelta di uscita in prepensionamento e valorizzando gli operatori nelle attività formative previste dall’intero sistema. Si propone inoltre di realizzare una banca dati = che contenga tutte le professionalità certificate del personale.

 

Le proposte operative alla giunta regionale

 

In considerazione di q= uesti ragionamenti Acli, Cisl e Uil chiedono alla Giunta regionale:

= 1.      L’apertura di un tavolo permanente di confronto con le rappresentanze sociali che, attraverso una puntuale e rigorosa analisi del sistema, sia in grado di riformare il settore.

= 2.      La predisposizione di = un disegno di legge di riforma che, nell’accogliere le proposte delle pa= rti sociali, rappresenti in tempi rapidi un punto di riferimento per i giovani,= i disoccupati, i lavoratori, le imprese e il mercato del lavoro, e consenta u= na integrazione tra i diversi sistemi dell’istruzione, della formazione e dell’università. I punti fermi della riforma dovranno essere: = il pluralismo dell’offerta formativa, la libertà di scelta e acce= sso, l’autonomia l’identità e l’integrazione tra i sist= emi, il ruolo dei «soggetti storici», la valorizzazione delle profes= sionalità degli operatori.

= 3.      Una revisione concerta= ta dei soggetti sinora accreditati nel sistema della formazione professionale, privilegiando, tra i requisiti fondamentali di tali soggetti, la lunga sedi= mentazione di esperienze o di rappresentanza diretta del mondo del lavoro, delle impre= se e del sistema della bilateralità.

= 4.      Il decentramento, alle Province, di specifiche funzioni e competenze in materia di formazione professionale.

= 5.      L’integrazione, = tra i diversi sistemi (istruzione, formazione, apprendistato), nel rispetto e riconoscimento delle specifiche e autonome identità.

 

= 6.      La valorizzazione di t= utte le professionalità operanti nel settore e l’assunzione della contrattazione regionale e locale.

= 7.      L’adozione, fatt= iva e vincolante, per i soggetti gestori di specifici piani industriali per colle= gare monitoraggio, programmazione, fabbisogno didattico, risorse finanziarie, ef= ficienza ed efficacia in entrata e in uscita.

= 8.      La riforma dei servizi= per l’impiego e un collegamento sinergico con i sistemi della formazione professionale e dell’istruzione.

= 9.      Il recepimento di un s= istema di standard di competenze che dovrebbe essere individuato a livello naziona= le.

= 10.  L’incremento del= le risorse finanziarie della Regione Sardegna in conto formazione professional= e. Il rapporto tra spese complessive del bilancio regionale e costi della form= azione professionale è dell’1,86% per il 2004 e dell’1,34% per = il 2003.I fondi regionali per la formazione professionale rappresentano per il 2004 il 19,28% del totale a fronte dell’80,72% di assegnazioni statal= i ed europee. Nella pubblica istruzione, assessorato regionale competente, i fon= di regionali per l’istruzione e l’università sono per il 20= 04 l’85,14% del totale, a fronte del 14,86% delle assegnazioni statali.<= o:p>

= 11.  L’accelerazione = della spesa, soprattutto delle risorse finanziarie del Piano Operativo Regionale (Quadro Comunitario di Sostegno), e l’avvio dei bandi per la tempesti= va effettuazione dei corsi di formazione professionale.

 

 

Mirko Idili: nuovo segretario Cisl Scuola della Gallura    (dies 388/2004)

 

Cagliari – Mirko Idili è stato eletto all’unanimità segretario generale della Cisl-Scuola della Gallura. Il Consiglio territori= ale di categoria, riunito nei giorni scorsi a Olbia, preso atto delle dimissioni presentate da Pina Luciano da quest’anno dirigente scolastico, ha ele= tto Mirko Idili. Sono stati chiamati a far parte della segreteria Rosa Casto e Marina Catte.

 

 

Adiconsum. La favola degli interessi tasso 0%.    (dies 389/2004)

 

Cag= liari – Periodicamente siamo tempestati da sed= icenti proposte pubblicitarie che invitano a fare acquisti, confortati da volantini che recitano «Compra subito, paghi in 12 mesi a interessi 0%».<= o:p>

 = Poi a tutto pensa la società finanziaria che, con il benestare della ditta venditrice, apre un conto corrente all’ignaro cliente, gli attiva una carta di credito e acquisisce informazioni e dati personali che verranno us= ati per futuri scopi commerciali.

L’Adiconsum ha fatto qualche piccolo cal= colo e ha concluso che la finanziaria, da un acquisto beni dell’importo, per= esempio, di €. 1.561,00, ricava circa 40 euro di spese apertura pratica (mai citate nel volantino), €. 1,29 per bollo D.L. 30/12/95 n. 565, €= ;. 1.03 per spese tenuta conto, €. 1,88 per interessi mensili al tasso dell’1,45%, totale €. 4,20 in più ogni mese.<= /span>

In sintesi il famoso tasso 0 si leggerà= come finanziamento (TAN 17,40%, TAEG 18,85%).

Alla luce di quanto esposto, Adiconsum si sta attivando affinché questo tipo di pubblicità ingannevole venga sanzionata e in futuro simili sistemi pubblicitari soppressi.

 

 

Corso di aggiornamento di formazione per dirigenti e quadri Fistel         = (dies 390/2004)

 

Cagliari – Un viaggio nella storia ultracinquantennale della Cisl per scoprirne le specificità e il DNA sindacale che dà ragione e motiva l’originale proposta ai lavoratori. Per tre giorni (1-3 dicemb= re scorso), 15 lavoratori rappresentanti aziendali e rappresentanti sindacali unitari cislini della Fistel (la federazione che riunisce i lavoratori delle telecomunicazioni e dell’informazione)hanno ripercorso la storia del = sindacato fondato da Giulio Pastore per riscoprirne l’attualità. Centralità della persona umana, presenza attenta nei luoghi di lavor= o, pluralismo, incompatibilità tra cariche politiche e responsabilità sindacali, contrattazione e concertazione come normal= i strumenti di azione sindacale, confronto e dialogo anziché lotta di classe, protagonismo del lavoratore-cittadino nella società: sono stati i te= mi, presentati dal segretario regionale per le politiche sociali e il pubblico impiego, Oriana Putzolu, al centro delle discussioni dei corsisti e dei lav= ori nei gruppi di studio. Su questi valori la Cisl ha costruito nel passato, e continuerà a farlo nel futuro, le strategie sindacali a ogni livello= .

« 15 lavoratori rappresentanti sindacali e di Rsu provenienti= da aziende diverse, abituati a confrontarsi all’interno della realt&agra= ve; professionale di provenienza, hanno imparato a scoprire e ad assaporare = 211; ha commentato uno dei partecipanti - il filo conduttore che unisce i lavora= tori di tutti i comparti produttivi italiani e nello specifico della nostra federazione. In questo modo hanno potuto rilevare nei principi, nelle metod= iche e nelle azioni della Confederazione nonché nei relativi confronti e nelle conseguenti riflessioni, gli spunti per una completa e articolata ric= erca degli strumenti necessari alla futura e successiva crescita sia della confederazione nel suo complesso sia della relativa federazione d’appartenenza nonché, non da ultimo, della realtà aziendale di provenienza».

Un viaggio dentro il pianeta Cisl voluto dal segretario generale Fistel, Piero Testa, che ha lavorato per dar vita a una iniziativa che non solo aggiorna la cultura sindacale di quadri e dirigenti di categoria, ma è premessa di ringiovanimento sindacale e partecipazione democratica. Pilota di questo percorso d’aggiornamento lo staff dei formatori Cisl composto da Giov= anna Carlini, Francesco Manca, Gian Luigi Lai e Lucia Secci. «Senza formaz= ione e cultura sindacale – ha detto il segretario generale Mario Medde = 211; la vena propositiva sindacale rischia di esaurirsi perché si perde la capacità di capire il nuovo pur restando ancorati alle radici della nostra storia».

 

 

 

 

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