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INNOVAZIONE TECNOLOGICA, IL TERZIARIO PRIVATO RACCOGLIE LA SFIDA E RILANCIA UN PERCORSO INNOVATIVO DAL XIX CONGRESSO NAZIONALE FISASCAT CISL. FURLAN (CISL): «LA RISPOSTA E UN MODELLO CONTRATTUALE PARTECIPATIVO»
Cagliari, 26 maggio 2017
Leggi tutto La rivoluzione digitale ha preso il sopravvento e si è già affermata in alcuni settori, come nel terziario privato. Il commercio è il comparto in cui questa rivoluzione ha avuto l'impatto più forte negli ultimi anni, con la crescita esponenziale dell'ecommerce ma la trasformazione è evidente anche nei settori tradizionali del turismo e dei servizi. E' una analisi sullo stato dell'arte quella che la Fisascat Cisl ha proposto nel corso della seconda giornata dei lavori del XIX Congresso Nazionale di categoria con una tavola rotonda sul tema “Il ruolo del sindacato del terziario, commercio e turismo di fronte alla sfida dellíinnovazione tecnologica”. Al centro del dibattito la necessità di ragionare sull'interazione tra lavoro e tecnologia con particolare riferimento al ruolo della contrattazione di settore rispetto all'avvento della quarta rivoluzione industriale ed alla crescente integrazione nei processi produttivi e di commercializzazione, che vanno dalla digitalizzazione della catena di produzione sino alle attività che contraddistinguono il post vendita. E'í il moderatore della tavola rotonda Riccardo Staglianò, giornalista del quotidiano La Repubblica, a descrivere lo scenario di riferimento della gig economy e della sharing economy partendo dal vero significato che queste nuove economie hanno nel mondo e in Italia. Un dato su tutti: l'ecommerce cresce in modo esponenziale in tutto il globo. Solo in Italia il colosso Amazon realizza il 53% degli introiti, mentre Airbnb, dall'anno della fondazione nel 2010, ha superato in soli 6 anni i colossi del settore alberghiero come Marriot ed Hilton che ne detenevano il primato. «I grandi numeri non si traducono in grandi opportunità per tutti - ha dichiarato Staglianò - Non c'è solo il problema del monopolio che poche piattaforme hanno creato. Ci sono anche le previsioni che i principali analisti stanno diffondendo: nell'ultimo vertice di Davos il World Economic Forum ha annunciato che nel 2020 si perderanno 5milioni di posti di lavoro. McKinsey stima antro il 2015 una perdita di 7milioni di posti di lavoro mentre l'economista Andey Haldane della Bank of England, parla di 15milioni di posti di lavoro persi». Per l'economista Alberto Berrini, intervenuto ai lavori congressuali, «lo scenario macroeconomico si complica con líinnovazione tecnologico». Berrini individua una possibile risposta nel modello partecipativo in cui i lavoratori dovranno essere sempre più protagonisti nei nuovi processi produttivi. Con l'innovazione tecnologica cresce il mercato delle imprese dell'Information Communication Technology, come ha spiegato Giorgio Rapari, presidente di Assintel, l'associazione nazionale delle imprese del settore. «Il Mercato IT è lo specchio della trasformazione digitale e solo nel primo trimestre del 2017 ha registrato una crescita del 3,7%. Aumentano gli investimenti in innovazione, ma cresce il divario tra le grandi aziende e le piccole e medie imprese che si ritrovano ad essere il fanalino di coda nel digitale» Ma quale quale sarà il ruolo dei corpi intermedi e del sindacato in questo nuovo scenario? E' il segretario generale della Fisascat Cisl Pierangelo Raineri ad indicare la strada negoziale: «Contratti di dinamici e innovativi, a tutti i livelli, capaci di proporre nuovi modelli organizzativi del lavoro. Inoltre crediamo fortemente come sindacato che sarà necessario intervenire sulla leva della formazione professionale, se davvero vogliamo contribuire alla creazione di lavoro qualificato in grado di inserirsi nei nuovi processi produttivi». Il tema è sentito fortemente anche dal sindacato europeo, come conferma nel suo intervento Franca Salis Madinier, segretario nazionale della Cfdt, la confederazione francese democratica del lavoro, quest'anno diventata in Francia il primo sindacato dei servizi privati. «Siamo solo all'inizio del percorso, sarà necessario rafforzare il dialogo sociale e favorire, attraverso la contrattazione transnazionale e nei diversi Paesi, come anche attraverso i comitati aziendali europei, la partecipazione dei lavoratori». Resta dunque centrale il ruolo del lavoro e dell'uomo. Non è una novità in casa Cisl, ma è questo il tempo di ribadirlo con forza e determinazione, come ha sottolineato il segretario generale Annamaria Furlan concludendo la sessione congressuale della categoria cislina. «Il sindacato deve fare un passo avanti; deve continuare a farsi carico dei problemi dei lavoratori accentuati dalla crisi ed allo stesso tempo guardare all'innovazione. La contrattazione dovrà perseguire l'obiettivo di una partecipazione molto più forte, potenziata dal nuovo modello contrattuale che insieme alla rappresentanza imprenditoriale stiamo definendo». La giornata congressuale ha visto anche la presentazione di tre pubblicazioni realizzate dalla federazione cislina: la prima “L'evoluzione dei servizi nell'era digitale”, la seconda “indagine di mercato sul movimento turistico nel 2016 pre e post Giubileo” e la terza “Indagine di Mercato sulla globalizzazione del Turismo”. Il congresso proseguirà domani con la tavola rotonda sul tema “Il ruolo del sindacato dei servizi nella società cambia”. Tra i relatori Carlos West Ocampo e Adrian Durtschi, presidente di Unigloblal Union Unicare, rispettivamente presidente e direttore del sindacato internazionale della cura e del benessere delle persone, Padre Francesco Ciccimarra, presidente di Agidae, líassociazione gestori istituti dipendenti dellíautorità ecclesiastica, Franco Fraioli, docente di medicina all'Università La Sapienza, Barbara Polistena, responsabile dellíarea di farmaco-economia e statistica sanitaria di Crea Sanità dellíUniversità Tor Vergata di Roma.
Alberto Farina(FNP Gallura) Presidente XIX Congresso nazionale Fisascat in svolgimento a Santa Margherita (PULA). Saluto del segretario generale Cisl sarda, Ignazio Ganga
Cagliari, 26 maggio 2017
Leggi tutto Ripresa economica e posti di lavoro in Italia torneranno a crescere anche grazie allo sviluppo del terziario privato. Un settore che dovrà confrontarsi con le sfide del terzo millennio, dall'innovazione tecnologica ai processi di invecchiamento demografico.Un banco di prova inevitabile per la Fisascat, la federazione del commercio, turismo e servizi della Cisl, che oggi a Santa Margherita di Pula ha avviato i lavori del XIX Congresso Nazionale sul tema “Nuova economia, nuovi lavori, il sindacato, l'era digitale e la società che cambia”. E' il segretario generale della categoria cislina Pierangelo Raineri a sottolineare, nella relazione introduttiva all'assise, come le economie tradizionali possono rappresentare un'opportunità per recuperare in termini di competitività e per favorire nuove dinamiche occupazionali. «Il commercio, il turismo e i servizi sono settori che in questi anni hanno sofferto pesantemente la crisi soprattutto a causa del crollo dei consumi - ha dichiarato Raineri - I nuovi scenari economici e sociali impongono anche al sindacato una attenta riflessione sul ruolo dei corpi intermedi e della contrattazione di settore. Contrattazione che sempre più dovrà accompagnare la ripresa del Paese attraverso contratti di lavoro dinamici che prevedano, ad esempio, l'accrescimento delle competenze, un nuovo sistema di classificazione che riconosca le nuove professionalità e che garantisca la qualità del lavoro». Un percorso da definire negli oltre 40 contratti nazionali di lavoro che la Fisascat, insieme alle corrispondenti federazioni di categoria Cgil e Uil, sottoscrive con le associazioni imprenditoriali dei diversi comparti del terziario privato a cui di aggiungono oltre 200 contratti integrativi aziendali. Il comparto - con oltre 6milioni e mezzo di addetti - secondo i più recenti dati Istat, conferma il suo protagonismo nellíeconomia italiana con oltre 7milioni e 600mila ore attribuibili al settore dei servizi su più di 10milioni e 778mila ore lavorate. «E' dunque necessario completare il percorso dei rinnovi contrattuali ancora in sospeso per oltre un milione e mezzo di addetti. Una congiuntura recessiva non può infatti diventare alibi per non tutelare i diritti dei lavoratori e per assicurare un salario dignitoso - ha affondato Raineri - Si parla di circa 500mila addetti della grande distribuzione organizzata e della distribuzione cooperativa, di oltre 400mila lavoratori della ristorazione collettiva, dei pubblici esercizi e delle agenzie di viaggio, del mezzo milione di addetti ai servizi di pulizia, multiservizi e servizi integrati e degli oltre 200mila del settore socio sanitario assistenziale. Una vasta platea di lavoratori che deve fare i conti anche con la proliferazione del dumping generato dai contratti siglati da associazioni sindacali non rappresentative e stipulati al ribasso, fenomeno purtroppo in crescita». Una scelta voluta quella di celebrare la kermesse in Sardegna, regione a forte vocazione turistica e tra le più colpite dalla crisi degli ultimi anni e dalla perdita dei posti di lavoro, che non ha risparmiato neanche i comparti tradizionali del commercio turismo e servizi. «In Italia come in Sardegna, regione dove il commercio e, oggi più complessivamente il terziario, rappresentano per la Sardegna uno dei principali fattori di sviluppo della nostra economia che impegna i 2/3 dei nostri occupati - ha dichiarato il segretario generale della Usr Cisl Sardegna Ignazio Ganga - la sfida più importante è il recupero dell'equità. Nel nostro Paese, infatti, la rincorsa alla quadratura dei conti ha rotto alcuni collegamenti della catena che fino ad oggi aveva tenuto insieme Istituzioni, forze sociali e imprese e che dava una proiezione concreta di uno Stato visibile e dunque seriamente motivato al cittadino e al lavoratore». Un'equità da ricercare sul principio della ridistribuzione per ridurre gli svantaggi di lavoratrici, lavoratori e pensionati. Non mancano gli strumenti sui quali far leva: fisco, perequazione previdenziale e salariale e ovviamente la contrattazione. «Nella forza di contrattare - ha proseguito Ignazio Ganga che ha portato il saluto della Cisl sarda ai congressisti - continuerà a esprimersi anche nel futuro la nostra funzione, consapevoli che il potere dei lavoratori continua a essere in relazione con la capacità del sindacato di negoziare e sostenere un solido processo di democrazia economica». Il congresso, presieduto dal segretario generale della Fnp Cisl Gallura Adalberto Farina,
Pensioni, a luglio arriva la quattordicesima per pensionati a basso reddito
Cagliari, 25 maggio 2017
Leggi tutto Anche quest'anno, dal 1° luglio sarà corrisposta dall'INPS, dall'INPDAP e dall'ENPALS agli interessati la cosiddetta “quattordicesima” ovvero quella somma aggiuntiva annuale che la Legge 127 del 2007 ha previsto in favore dei pensionati a basso reddito. La legge n° 232 del 11 dicembre 2016 comma 187 (legge di bilancio per l'anno 2017) ha introdotto importanti novità: ha allargato la platea dei beneficiari innalzando il limite di reddito e aumentando gli importi aggiuntivi per chi ne godeva già o ne godrà con i “vecchi” requisiti. GLI INTERESSATI La legge 127/2007 ha previsto che i possibili beneficiari di questa somma aggiuntiva siano i titolari di pensioni ex lavoratori dipendenti e ex lavoratori autonomi che abbiano compiuto i 64 anni di età e che non abbiano redditi personali lordi (non si valuta il reddito dell'eventuale coniuge): - superiori a una volta e mezzo l'importo annuo del trattamento minimo. Per l'anno 2017, in considerazione del fatto che il trattamento minimo mensile è fissato in 501,89 €, la soglia di reddito da non superare è di 9.786, 85 € lordi (€ 501,89 x 13 x 1,5) pari ad un reddito mensile lordo di 752,83 euro (x 13 mensilità). - superiori a due volte l'importo annuo del trattamento minimo. Per l'anno 2017, in considerazione del fatto che il trattamento minimo mensile è fissato in 501,89 €, la soglia di reddito da non superare è pari di 13.049,14 € lordi (€.501,89 x 13 x 2) pari ad un reddito mensile di 1.003,78 euro lordo (x 13 mensilità). GLI AUMENTI Con l'accordo siglato a settembre 2016 da governo e sindacati, da luglio infatti la somma aggiuntiva sarà incrementata del 30 per cento per i redditi non superiori a una volta e mezza il trattamento minimo ed estesa anche a chi ha un reddito compreso tra una volta e mezza e due volte il trattamento minimo. I REQUISITI Per ottenere la quattordicesima occorre essere in possesso di due requisiti: quello anagrafico dei 64 anni e quello reddituale. Mentre per verificare il requisito anagrafico basterà guardare solo il calendario, più complesso è, invece, il meccanismo per accertare il requisito reddituale che non deve superare gli importi annui lordi rispettivamente di 9.786,85 euro e 13.049,14 euro per il 2017. Contrariamente a quanto avviene per le maggiorazioni sociali, per attribuire la quattordicesima si tiene conto solo del reddito personale del pensionato e non anche di quello cumulato con l'eventuale coniuge. Per verificare se si ha o meno diritto a questa somma occorre tener conto di tutti i redditi personali valutati al lordo, con la sola esclusione dei redditi derivanti della casa di abitazione, dalla percezione degli assegni al nucleo familiare e delle indennità di accompagnamento e dei redditi derivanti dal pagamento dei trattamenti di fine rapporto di lavoro e di quelli soggetti a tassazione separata. COME FARE PER OTTENERLA In generale il pensionato non deve fare alcunché per ottenere questo beneficio che, di norma, viene erogato automaticamente in base alle dichiarazioni reddituali (i cosiddetti modelli RED) già acquisiti o da acquisire. Può verificarsi il caso in cui queste dichiarazioni non siano mai state presentate oppure siano state compilate in modo errato ed allora è necessario presentare una richiesta all'Ente erogatore compilando, ovviamente, il modello RED. Chi compie i 64 anni nel corso del 2017deve presentare la domanda (modello RED) in data successiva al compimento dell'età, e la "quattordicesima" verrà erogata sulla mensilità di dicembre 2017. Ricordiamo che la somma aggiuntiva (la cosiddetta “quattordicesima”) non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali, con esclusione, per un importo pari a 156 euro, dell'incremento delle maggiorazioni sociali. In ogni caso ricordiamo che, in questo caso specifico, la prescrizione è quinquennale ed è quindi possibile chiedere la “quattordicesima” anche per anni precedenti purché nel limite prescrizionale.

 

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