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Pensioni. Le proposte di Cgil, Cisl e Uil al Governo sui temi al centro del confronto della fase due sulla previdenza
Cagliari, 21 settembre 2017
Leggi tutto Cgil, Cisl e Uil hanno presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali una proposta unitaria sui temi al centro del confronto della fase due sulla previdenza. Le proposte intendono superare le attuali rigidità e favorire il turn over generazionale per rendere più equo l’attuale sistema previdenziale. "Cgil, Cisl e Uil chiedono il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita, previsto per il prossimo 2019, e che al contempo si avvii un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori. Per sostenere le future pensioni dei giovani, i sindacati propongono l’utilizzo di uno strumento che, valorizzando la storia contributiva dei lavoratori, ne sostenga il futuro reddito previdenziale e, contemporaneamente, che si superino gli attuali criteri previsti nel sistema contributivo, una vera e propria penalizzazione per i lavoratori con redditi più bassi. È necessario porre fine alle disparità di genere che ancora penalizzano le donne nel nostro Paese. Un intervento sul solo meccanismo dell’Ape sociale è riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne. È fondamentale - sottolineano - il rilancio delle adesioni della previdenza complementare estendendo la fiscalità incentivante, prevista per i lavoratori privati, anche a quelli del settore pubblico. Occorre operare, finalmente, una separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale al fine di dimostrare che la spesa per pensioni, in Italia, è sotto la media europea. Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell’Inps e dell’Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato. Cgil, Cisl e Uil chiedono, infine, il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni introducendo un nuovo paniere e recuperando quanto perso in questi anni".
Lavoro. Priorità giovani: le linee guida della Cisl per favorirne l'occupazione
Cagliari, 21 settembre 2017
Leggi tutto Stretta finale sul processo di attuazione del riordino delle politiche attive con la messa a regime e l’estensione dell’Assegno di ricollocazione; intervento di decontribuzione per il lavoro stabile dei giovani, ma stavolta strutturale e maggiorato nelle aree del Mezzogiorno; centralità di istruzione e formazione con il rafforzamento dell’orientamento scolastico e universitario, la promozione di un super-apprendistato per preparare professionalità di difficile reperimento, apprendistato duale, potenziamento dell’alternanza scuola lavoro; aggiustamenti sugli ammortizzatori sociali a partire da una maggiore elasticità nelle durate della cassa integrazione nei casi di crisi e ristrutturazioni più complesse, da modalità di calcolo delle durate massime nel quinquennio più flessibili, da un miglioramento della normativa relativa al Fis, il fondo creato per le aziende escluse dalla cassa integrazione. Sono queste le proposte che la Cisl ha illustrato a Torino al Seminario della Cisl sul tema del lavoro tra ripresa debole, accelerazione tecnologica e rischi di esclusione, l’iniziativa nazionale del sindacato di Via Po alla vigilia del G/7 del lavoro, dell’industria e della scienza in programma a Venaria a fine mese. Alla manifestazione ha partecipato una delegazione della Sardegna guidata dal segretario generale , Ignazio Ganga. “L’obiettivo della Cisl è quello della piena occupazione cercando soluzioni praticabili per l’integrazione nel lavoro e nella società di quasi tre milioni di disoccupati in buona parte giovani, donne e meridionali, e di oltre 1 milione e 600mila famiglie in condizione di povertà assoluta”, sottolinea la Cisl. "La decontribuzione deve diventare totale per i giovani del Sud del paese e la stessa non deve indebolire l'apprendistato che vogliamo rilanciare in una versione potenziata e incentivata per formare le professioni di difficile reperimento. La ricollocazione dei lavoratori deve essere facilitata già durante gli ammortizzatori sociali se le parti coinvolgono attivamente gli esuberi. Servono poi nuove tutele e sostegni per quel numero crescente di "lavoratori - poveri" che hanno contratti di poche ore settimanali." "L’uscita dalla crisi economica è purtroppo caratterizzata - ha detto Anna Maria Furlan - da una enorme precarietà del lavoro e dall’aumento delle diseguaglianze sociali. Per questo occorrono politiche di sviluppo e di inclusione sociale, ponendo al centro il lavoro stabile e dignitoso dei giovani, politiche fiscali redistributive, più investimenti pubblici e privati nei settori dell'innovazione, della ricerca, delle infrastrutture, della formazione, della tutela dell'ambiente, alle luce anche dei cambiamenti climatici". "Condividiamo la scelta del governo di sollecitare le imprese a dare occupazione più stabile attraverso la decontribuzione, ma non deve essere uguale per tutti, non deve essere data a pioggia. I temi del sud dei giovani e delle donne che vengono messi dalle imprese in un percorso formativo devono avere un riconoscimento maggiore" . Ha detto Furlan nel corso dei lavori. "La decontribuzione deve essere al 100% per il Sud e la stessa non deve indebolire l'apprendistato che vogliamo rilanciare in una versione potenziata e incentivata per formare le professioni di difficile reperimento", ha poi aggiunto a proposito della formazione ricordando come questa "deve caratterizzare le scelte di politica industriale del Paese. Siamo davanti a un vuoto formativo che contraddistingue il mercato del lavoro, per questo occorre attivare un meccanismo di interfaccia tra imprese e formazione". Per Furlan "è necessaria una premialità per le imprese non solo che assumono ma che fanno anche formazione, per questo è una priorità assoluta rafforzare l'apprendistato duale. Finalmente il governo non parla solo di industria 4.0 ma anche di impresa 4.0, lavoro 4.0 e formazione 4.0. Non a caso abbiamo detto che oltre agli ammortamenti per chi investe in nuove tecnologie ci sia lo stesso per chi investe sul fattore umano. Questo crea le condizioni perché l'applicazione delle nuove tecnologie non diventi selettiva ma coinvolga tanto i giovani quanti i lavoratori già occupati". "L'obiettivo della Cisl e' quello della piena occupazione cercando soluzioni praticabili per l'integrazione nel lavoro e nella società di quasi 3 milioni di disoccupati in buona parte giovani, donne e meridionali e di oltre 1 milione e 600mila famiglie in povertà assoluta". Ha detto, dalla sua, il Segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni, nel suo intervento al seminario.
Federica Tilocca ( segretaria Cisl Sardegna) il 22 settembre a Carbonia. Tavola rotonda su "Migranti e accoglienza"
Cagliari, 20 settembre 2017
Leggi tutto La segretaria regionale Cisl, Federica Tilocca, venerdì 22 settembre sarà a Carbonia per partecipare alla tavola rotonda ( ore 17,30) sul tema "Migranti e accoglienza". La manifestazione rientra tra le iniziative organizzate in occasione della Festa della Sinistra "Sottosopra" "Il Mondo alla rovescia". Alla tavola rotonda, oltre alla Tilocca, interverranno F.Uda ( Arci), W. Massa ( Arci, Commissione nazionale Migranti), mons. Marco Lai (Caritas Sardegna), M. Smeriglio ( Vice presidente regione Lazio), A. Puddu ( consigliera comune Cagliari), S. Steri ( Associazionen Diomira-Narcao) e Marco Fumagalli ( ex parlamentare).

 

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