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Putzolu (Cisl Sardegna): "La ricerca delle poltrone mette in secondo piano i veri problemi dell’isola"
Cagliari, 22 settembre 2016
Leggi tutto Sempre solo questioni di poltrone hanno la priorità su tutto. Anche questo mese di settembre sta per passare, senza che la Giunta regionale abbia battuto un colpo sui grandi problemi dell’isola, che per la Cisl sono prioritariamente quelli del lavoro . Tema pressochè costante della politica regionale è da tre mesi la nomina del direttore generale della Asl unica, nuovo ”uomo della provvidenza”, “totem” davanti al quale è stata sacrificata la ben più importante e urgente riforma della sanità sarda. Questa Giunta non riesce a incidere sui grandi problemi dell’isola. Gli ammortizzatori sociali vanno sempre bene in situazione di emergenza, ma il sindacato preferisce vedere i lavoratori timbrare ogni giorno il cartellino. La questione Sulcis è ancora in alto mare, con quasi 40 mila lavoratori disoccupati e le porte del territorio aperte verso nuova emigrazione. Silenzio della Giunta sulla vertenza territoriale di Sassari, rimasta senza risposte nonostante uno sciopero generale largamente partecipato. Per il Nuorese si è fermi a ulteriori tavoli di lavoro. In Ogliastra una organica proposta messa a punto unitariamente da sindacati ed enti locali procede a passo di lumaca. Per quanto riguarda l’Oristanese e la Gallura le potenzialità locali senza opportuni provvedimenti politici e normativi regionali restano soltanto illusioni. Nessuno aiuta il Medio Campidano a togliersi di dosso la maglia nera del territorio più povero d’Italia. Nel Cagliaritano si assiste al depauperamento costante del tessuto industriale. Questa Giunta non riesce a dare alla Sardegna una prospettiva di sviluppo chiara e organica e neppure a risolvere i numerosi piccoli problemi contingenti dei sardi e dei territori. Tranne uno: esaltare “SA ISCOLA”, quando la scuola sarda , quella di tutti i giorni, è allo sfascio. Così la percepiscono studenti, genitori e insegnanti. La Cisl è sempre in attesa di un tavolo dove discutere con la Giunta programmi concreti con relative coperture finanziarie e tempi certi di realizzazione. Non annunci. Il segretario generale- Oriana Putzolu
Ganga (Cisl) : " No alla razionalizzazione del sistema camerale dell'isola"
Cagliari, 30 agosto 2016
Leggi tutto Le pericolose ricadute della riforma delle Camere di Commercio, in Sardegna, fondamentale presidio dello sviluppo locale e, in questi anni, esempio di promozione del saper fare delle nostre imprese, dovrà essere seriamente presa in considerazione dalla Giunta regionale e dallo stesso Consiglio, favorendo la ricerca di una via tutta sarda che tuteli gli importanti presidi economici dell'Isola di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Fatto, questo, da trattare con il Governo centrale all'interno dei prossimi confronti istituzionali Stato/Regione per rinegoziare, nelle difficoltà della ripresa economica regionale, il ruolo insostituibile del sistema camerale a supporto delle prossime strategie di sviluppo locale. Se la riforma dovesse essere calata dall'alto, banalizzando le funzioni camerali a un unico presidio, sarebbe una condanna definitiva per i territori più periferici senza un reale ritorno in termini di riassetto e risparmio nella Pubblica Amministrazione dell'Isola, che non può permettersi di associare alla complessità del riassetto degli enti locali e della sanità anche quella derivante da una ulteriore razionalizzazione di un pezzo del modello amministrativo sardo. Nella delicata fase in cui tutto il sistema regionale prova a far riprendere il passo alla crescita, ancora in fase di difficile ripresa, è indispensabile, mai come di questi tempi, una pubblica amministrazione sarda di maggior prossimità utile a stimolare e sostenere l'animazione locale dell'economia. Fra l'altro, il riassetto voluto dalla ministra Madia è tutt'altro che vocato al risparmio, porterà piuttosto, sulle realtà periferiche dell'Isola, ulteriore desertificazione implementando ulteriormente il processo di abbandono e di spopolamento dei cittadini e delle imprese con conseguenze inimmaginabili sulle Comunità locali. Purtroppo dalla lettura degli atti ministeriali non traspare la consapevolezza del ruolo del sistema camerale diffuso. Si tratta di organismi fondamentali per semplificare il rapporto tra Stato e sistema produttivo. Si pensi solo alla tenuta del registro delle imprese, alla conciliazione, al sostegno al credito attraverso la propria azione sui confidi, al sostegno dell’export delle piccole imprese, al ruolo di supporto all’innovazione, alla semplificazione amministrativa tramite gli sportelli unici, per non parlare dell'insostituibile ruolo svolto in questi anni dalle aziende speciali sul fronte della promozione del sistema Sardegna con le sue eccellenze identitarie sempre più necessitate di un deciso processo di supporto all'internazionalizzazione. Camere di commercio da sempre amiche delle periferie produttive che non godono, fra l'altro, di alcun trasferimento da parte del bilancio dello Stato, oltre che importanti realtà occupazionali che di questi tempi non potranno che essere garantite anche per gli effetti positivi a vantaggio del mercato del lavoro sardo. I dipendenti diretti a tempo indeterminato delle Camere di Commercio dell’isola sono 150 opera-tori, a cui si aggiunge un indotto di tutto rilievo, che potrebbero non essere garantiti nel loro complesso nel processo di riorganizzazione. Mortificare, quindi, l’Istituzione più sussidiaria che esista è un gravissimo errore e un Governo avveduto, piuttosto che mortificare, avrebbe dovuto rilanciare questa importante esperienza che, a costi minimi, potrebbe svolgere un ruolo meglio finalizzato al processo di ripresa economica del Paese, ad esempio nelle funzioni a supporto alle start up e irrobustendo il debole processo internazionalizzazione delle imprese più piccole, quelle per intenderci che caratterizzano la gran parte del tessuto imprenditoriale sardo. Ignazio Ganga Segretario regionale della CISL sarda
La Cisl sarda mobilitata per le popolazioni terremotate del Centro Italia
Cagliari, 24 agosto 2016
Leggi tutto La Cisl regionale ha provveduto in queste ore a contattare, come concordato con la segreteria organizzativa confederale, la Protezione civile sarda per sostenere gli aiuti alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto e per inserire volontari nei contingenti che partiranno dalla nostra regione. La Cisl sarda, per il momento, attende indicazioni, che la segreteria regionale trasmetterà tempestivamente agli iscritti. Le strutture categoriali e territoriali della Cisl sarda sono già mobilitate e in contatto con i referenti sindacali delle regioni terremotate per la predisposizione e l'invio di materiale di prima necessità: al momento viene segnalata l'urgenza di coperte e giacche a vento. Tutta l’organizzazione di Cgil, Cisl e Uil è completamente impegnata per far fronte alle esigenze che si renderanno necessarie . Il segretario organizzativo Ignazio Ganga

 

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