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Nota del Segretario generale della Cisl, Oriana Putzolu "La Giunta regionale guarda con interesse al futuro, ma in difficoltà nella gestione delle vertenze sul tavolo e dell’ordinaria amministrazione. La lezione di Alcoa".
Cagliari, 23 agosto 2016
Leggi tutto E’ iniziato il girone di ritorno per la Giunta presieduta dall’onorevole Pigliaru. Poco più di due anni per fare quello che non è riuscita a realizzare da marzo 2014: la riforma della macchina burocratica regionale, la riforma statutaria, l’individuazione di un nuovo modello di sviluppo, la stabilizzazione energetica, limiti alla spending review statale, il coinvolgimento del Governo nazionale in alcune importanti vertenze industriali; insularità, vertenza trasporti, opere di infrastrutturazione. Fino a oggi la regione ha prodotto solo due grandi riforme: nuovo sistema delle autonomie locali e una ancora controversa e parziale riforma sanitaria, che anziché partire dai bisogni dei cittadini mette al centro l’esigenza di un unico direttore generale “padrone” e custode di metà del bilancio regionale. L’unico strumento per giudicare l’operato della Giunta per il sindacato è l’occupazione. I dati dicono che il tasso di disoccupazione - considerata la disoccupazione implicita ( cioè comprese persone che cercano lavoro non attivamente e che non cercano ma sono disponibili a lavorare) – coinvolge 260 mila unità. L’Istat tra gli occupati mette anche i precari e i lavoratori a brevissimo termine. Pigliaru e la Giunta sul fronte del lavoro hanno fatto troppo poco, pochi fatti, molte promesse, pochi risultati. Comprese le politiche attive del lavoro, per le quali la Giunta si è limitata prevalentemente ad adempimenti burocratici e all’attivazione di tirocini assistiti e a una scarsa programmazione formativa. La Regione è seduta su un vulcano di denaro, che deve saper trasformare in cantieri di lavoro e opere in grado di colmare il gap infrastrutturale con le altre regioni d’Europa. Su questa capacità la Cisl sarda ha qualche dubbio e chiede di essere smentita con i fatti dalla Regione. Nessuna grande vertenza riguardante il lavoro è stata chiusa positivamente dalla Giunta Pigliaru: la situazione Alcoa è ferma al tempo della giunta precedente; il territorio di Sassari è reduce da uno sciopero generale in cui si chiedono garanzie per l’economia del territorio; nel Nuorese dopo mesi di interlocuzioni non si è andati al di là di una cabina di regia su attività prossime future; la scuola doveva diventare un cantiere in grado di mettere in moto mezza economia sarda. I trasporti sono nel caos e Meridiana è stata salvata solamente grazie al senso di responsabilità di Cgil, Cisl e Uil. L’insularità ancora un miraggio. Se il “girone di ritorno” della giunta Pigliaru sarà come quello d’andata il sindacato costruirà un percorso di mobilitazione. Per il bene dei lavoratori sardi. Il segretario generale Oriana Putzolu
Ganga( CIsl): "Una nuova legge regionale sull'istruzione per mitigare il disagio della scuola sarda. Con la “buona scuola” di Renzi nel nuovo anno scolastico difficoltà sicure per 350 insegnanti: circa 50 sardi in partenza e quasi 300 docenti in arrivo
Cagliari, 12 agosto 2016
Leggi tutto Per il secondo anno consecutivo le regole della "buona scuola" volute dal Governo Renzi confermano di non poter rispondere alle esigenze degli operatori scolastici e in particolare degli insegnanti che con tanto eroismo individuale e con passione meriterebbero una diversa considerazione dalle proprie Istituzioni che invece, con assurde e inopportune pratiche burocratiche, vedono complicata la propria esperienza professionale quando non si ritrovano assegnati a istituti lontani migliaia di chilometri da casa propria. Un aspetto, questo, che coinvolge una cinquantina di nostri corregionali (che dovranno prendere servizio in altre realtà) insieme a 300 colleghi che accoglieremo nelle scuole sarde provenienti da altre regioni e che prenderanno servizio nel prossimo anno scolastico con tutto il disagio conseguente anche per loro. Per questo, per la CISL regionale, mai come oggi, è improcrastinabile che la Regione intervenga sul sistema dell’istruzione regionale con una spinta che lo supporti e lo stimoli verso un profondo processo che tenga conto della specificità culturale, identitaria e, soprattutto geografica dell'Isola. Un progetto per rendere la scuola regionale più vicina alle reali esigenze della nostra popolazione scolastica, che scontano parametri difficilmente calabili sulla complessa realtà sarda, che dovrà marciare in discontinuità con gli attuali orientamenti, radicando tale progetto su un solco costituito da riferimenti valoriali forti che facciano leva sulle ragioni di autogoverno dell’Isola sancite all’interno della nostra specialità statutaria. Un “federalismo educativo” da potenziare a salvaguardia della nostra scuola, che dovrà continuare ad esprimere la sua capacità di essere presidio di vita civile e di sviluppo in ciascuna Comunità dell’Isola utile anche a contenere il preoccupante fenomeno dell'abbandono e dello spopolamento dai centri minori. Ciò sarà possibile solo dando gambe all’attesa legge regionale sull’istruzione e sulla formazione utile ad irrobustire gli indirizzi regionali sul diritto allo studio e a superare l’affannoso rito annuale delle “linee guida per il dimensionamento”, ma soprattutto capace di rilanciare un nuovo progetto di autonomia scolastica per l’Isola che re-stituisca all’Istituzione educativa l’autorevolezza necessaria a erodere il preoccupante fardello della dispersione che ha oramai toccato la soglia preoccupante del 25%, collocando la Sardegna fra i fanalini di coda dell'Europa che fissa, invece, l'obiettivo della laurea (da raggiungere per il 2020) per il 40% dei giovani dell'Unione. Un traguardo ancora distante per i giovani sardi che si attestano ancora a meno della metà della sfida Comunitaria. Il segretario regionale Ignazio Ganga
PUTZOLU (CISL): LA REGIONE SARDEGNA NON EFFETTUA I PAGAMENTI DOVUTI ALLE AGENZIE FORMATIVE. PENALIZZATE E IN RITARDO LE MISURE DI POLITICA ATTIVA DEL LAVORO E DELLA FP. GRAVI DIFFICOLTA’ PER AGENZIE FORMATIVE, ESPERTI, FORMATORI E ALLIEVI
Cagliari, 11 agosto 2016
Leggi tutto La Regione non effettua i pagamenti al sistema della Formazione Professionale, pertan-to è a forte rischio l’attuazione delle diverse misure di Politica Attiva del Lavoro e di F.P., che coinvolgono le migliaia del lavoratori inseriti nel bacino degli ammortizzatori sociali e migliaia di giovani inoccupati e disoccupati sardi ma anche, conseguentemente, tutto il sistema che ruota intorno alla formazione, a partire dai lavoratori dipendenti del comparto, allievi, esperti e fornitori. Eppure il Fondo Sociale Europeo 2014-2020 (si è ormai prossimi alla fine del terzo anno di programmazione!) interviene con una quantità notevole di risorse finanziarie da spendere per le politiche attive del lavoro e per la formazione professionale. La pro-grammazione unitaria RAS denominata “ Priorità lavoro” (DGR 3 del giugno 2015) prevedeva, per le sette misure d’intervento previste, 325 milioni di euro, recuperando anche l’annualità 2014 non utilizzata, importi aumentati con una recente delibera. Le misure previste per contrastare la disoccupazione e per promuovere la ricollo-cazione dei lavoratori in mobilità e CIG sono per la gran parte bloccate. Per le mi-sure attivate, ad esempio le attività corsuali di FP, la Regione non effettua i dovuti pa-gamenti in tempi accettabili. Inoltre, per la gran parte dei nuovi interventi di politica at-tiva del lavoro e di formazione, non si vedono ancora gli avvisi. I pochi messi in pubbli-cazione non potranno partire prima di 6-8 mesi, cioè nel 2017. La CISL Sarda rileva negativamente che alla data odierna le agenzie formative vantano crediti esigibili per milioni di euro, e che, allo stato, nonostante le molteplici azioni di sensibilizzazione svolte, l’avanzamento dei pagamenti dovuti ai soggetti attuatori e quindi ai lavoratori, agli utenti e a tutto l’indotto occupazionale del comparto della FP, relativi ad importanti attività svolte su affidamento della Regione Autonoma della Sar-degna, concluse già alla data del 31 dicembre 2015, non sono stati nè effettuati nè tan-tomeno si ha certezza dei tempi previsti per la loro erogazione. Disoccupati, cassintegrati, studenti , operatori della F.P. con le rispettive famiglie atten-dono risposte dagli Assessori della Programmazione e del Lavoro, responsabili politici e gestionali di questa emergenza. Soprattutto contro di loro, in assenza di risposte concrete, i lavoratori interessati manifesteranno subito dopo la pausa di metà agosto. Il Segretario generale Cisl Sardegna Oriana Putzolu

 

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