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"Ferme da un anno le politiche attive del lavoro". Nota del segretario generale Cisl sarda, Oriana Putzolu
Cagliari, 18 maggio 2016
Leggi tutto "Sono ferme da un anno le politiche attive del lavoro programmate dalla Giunta regionale. La priorità lavoro, decisa il 17 giugno 2015 con una dotazione di 325 milioni di euro per sette misure d’intervento, è praticamente ancora al palo. E’ partita solamente la misura “Riorganizzazione servizi per il lavoro” per un impegno di €.30.600.000. Dunque 295 milioni di euro si trovano ancora “parcheggiati” e soprattutto qualche migliaia di giovani e di lavoratori in mobilità costretti ad attendere formazione e ricollocazione. Una condizione destinata a durare - secondo i tempi biblici dei bandi di se-lezione regionali – ancora 6-8 mesi. "Tutti hanno fatto la propria parte", dice la Putzolu. " A cominciare dal Fondo Sociale Europeo (FSE) che per il 2014-2020 ha reso disponibili tutte le risorse programmate. Anche le agenzie formative accreditate per erogare sia formazione sia servizi al lavoro, che da gennaio 2016 non vedono rimborsi e pagamenti per l’attività svolta e ultimata e per i corsi già avviati. Solo la Regione è immobile e in forte ritardo. Con un tasso di disoccupazione vicino al 17% la Sardegna - aggiunge il segretario generale - non riesce a far decollare le politiche attive del lavoro. Le sette misure approvate un anno fa avrebbero dovuto avviare ben 21 azioni. Fino a questo momento ne sono state pienamente attivate 3, mentre 6 muovono i primi passi e 12 non si sa se e quando partiranno. Tra queste ultime tutte quelle riguardanti l’occupazione femminile, le azioni innovative per l’occupazione, gli interventi per l’autoimprenditorialità e per l’inserimento lavorativo speciale. Se la Regione è controparte dei lavoratori ,la protesta dei sindacati non potrà che essere forte e immediata".
Pensionati sardi Cgil Cisl Uil. Dalla Sardegna in 500 alla manifestazione nazionale del 19 maggio. Inizia una nuova mobilitazione degli over 60. Riorganizzazione sanità purchè con servizi adeguati in tutti i territori
Cagliari, 16 maggio 2016
Leggi tutto Anche una delegazione composta da oltre 500 pensionati sardi parteciperà, giovedì 19 maggio 2016, alla manifestazione nazionale, indetta dalle segreterie nazionali di categoria in difesa delle pensioni. Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil della Sardegna hanno calato nella realtà sarda gli obiettivi della mobilitazione, cioè: un fisco più equo e giusto con uguali detrazioni fiscali tra pensionati e lavoratori attivi, estensione degli 80 euro alle pensioni più basse, separazione tra previdenza e assistenza, flessibilità in uscita, tutela del potere d’acquisto delle pensioni. “E’ l’inizio di un percorso di iniziative – hanno detto questa mattina i segretari generali regionali Mina Cilloni (Spi-Cgil), Piero Agus ( Fnp-Cisl) e Rinaldo Mereu Uilp-Uil nel corso di una conferenza stampa – che si estenderà anche alla Sardegna, perché materie riguardanti il socio-assistenziale, l’autosufficienza e la povertà devono trovare adeguata attenzione da parte della Giunta attraverso la consultazione delle categorie più interessate, quindi anche quella dei pensionati”. Sotto i riflettori dei tre segretari regionali particolarmente la riforma sanitaria. “ La riforma e la riorganizzazione della sanità sarda deve andare di pari passo - hanno detto Cilloni, Agus e Mereu – con la costruzione di una rete socio-sanitaria completa. Si deve mettere a punto un sistema che consenta ai territori di dare risposte sanitarie coordinate e totali ai cittadini, non solo ai pensionati, e a tutte le fragilità ed esigenze. Apriremo un confronto con la Regione su queste tematiche. Di pari passo dovrà procedere l’idea di sviluppo territoriale, per dare garanzie alle persone che scelgono di vivere nelle zone interne”.
La pdl “Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro” un colosso con i piedi d’argilla. Nota di Oriana Putzolu , segretaria generale Cisl
Cagliari, 04 maggio 2016
Leggi tutto Un colosso con i piedi d’argilla: ecco il rischio che sta correndo la proposta di legge n. 315, riguardante la “ Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro”, in questi giorni in discussione in Consiglio regionale. Senza alcuni correttivi - che la Cisl sarda avrebbe sicuramente segnalato, se la competente Commissione consiliare non avesse dimenticato di convocare le segreterie confederali – la legge sarà l’ennesima occasione sprecata. Per i seguenti motivi: 1) La legge in fase di elaborazione, al momento, esclude i principali attori del mer-cato del lavoro ( imprese e sindacati) dalla possibilità di partecipare alla gover-nance dei servizi per il lavoro attraverso un Comitato ad hoc, presieduto dall’Assessore, e composto da 1 rappresentante degli imprenditori, 1 espressio-ne delle OO.SS., 1 delle autonomie locali, 1 del sistema scuola, università for-mazione professionale. Tutti a titolo gratuito. 2) La legge non prevede la possibilità di accesso e fruizione dei dati del sistema in-formativo regionale a tutti i soggetti partecipanti alle politiche per il lavoro. 3) E’ necessaria l’integrazione dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro col si-stema statistico regionale 4) La legge in elaborazione trascura alcuni adempimenti tecnico-organizzativi, senza i quali la paralisi delle attività è certa. Uno per tutti: i lunghi periodi di assenza del Direttore dell’Agenzia Regionale soggetto allo spoil system. La Cisl regionale ritiene fondamentale la proposta di riforma dei servizi e delle poli-tiche per il lavoro. Necessaria e urgente per uscire dalla drammatica situazione del Mercato del lavoro regionale e per le criticità che hanno contraddistinto l’ultimo decennio. E’ necessario un sistema di servizi dove pubblico e soggetti privati accreditati possano realmente costruire una filiera integrata per accompagnare giovani, disoccupati, lavora-tori a individuare un percorso efficace per la propria collocazione sul mercato del lavo-ro. Il Segretario generale Oriana Putzolu

 

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